℅ Auditorium Forlì Conad Città di Forlì
The Messthetics and James Brandon Lewis (USA)
Anthony Pirog – chitarra el
Joe Lally – basso el
Brendan Canty – batteria
James Brandon Lewis – sax
La distanza tra la scena rock underground e il movimento del free jazz degli anni ’60, che ha superato i confini di genere, è più breve di quanto sembri. Nel loro secondo album di collaborazione, Deface the Currency, i The Messthetics e James Brandon Lewis sono riusciti a colmare tale distanza unendo la precisione post-punk della scena hardcore di Washington D.C. all’energia ad alto numero di ottani della tradizione rock rivoluzionaria di Detroit. Creano così un legame potente tra le leggende dell’avanguardia “New Thing” Pharoah Sanders e Sonny Sharrock e l’intensità ad alta energia e la passione degli MC5 e degli Stooges di Detroit, nonché dei Fugazi, dei Nation of Ulysses e dei Faraquet di Washington, D.C. Non fraintendete: pur riuscendo a cogliere lo spirito di entrambe le correnti, il loro sound è interamente originale. Raggiungere questo risultato non è affatto facile.
Tuttavia, la formazione di grande impatto della band, che include ex membri dei Fugazi — il bassista Joe Lally e Brendan Canty alla batteria — fornisce la base ritmica telepatica che il chitarrista Anthony Pirog e il sassofonista tenore James Brandon Lewis sfruttano a loro vantaggio per creare linee melodiche penetranti e aggressive che portano la musica ovunque vogliano, spingendosi a vicenda in modalità d’attacco nel brano di apertura, “Deface the Currency”. Non solo brano di titolo, ma anche dichiarazione d’intenti per la band. Qui Lewis suona con un senso di urgenza e aggressività che il suo sassofono riesce a malapena a contenere; strilla e squilla con passione, mostrando al contempo una grinta blues che di solito non si sente quando suona nel formato più tradizionale del quartetto. Questa grinta gli permette di affrontare a testa alta il potente motore ritmico dei Messthetics, un’esplosione sonora che spinge entrambi verso nuove vette.





