A seguire Emanuele Torquati rende omaggio alla figura del suo mentore e Maestro Giancarlo Cardini, pianista e compositore recentemente scomparso, attraverso un viaggio nelle musiche degli autori da lui amati, conosciuti e suonati.
E’ il caso di Erik Satie, inciso da Cardini in Anni in cui era ancora considerato un “eretico”, di cui Torquati presenta due lavori, le Tre Danze “di traverso” del 1897 e la irriverente “Sonatina burocratica” del 1917, parodia della celeberrima Sonatina di Clementi approcciata da plotoni di pianisti dilettanti. Il percorso prosegue con il liquido “In a landscape” di John Cage, brano del 1948 destinato all’arpa o al pianoforte, in cui il compositore americano esplora in modo onirico i suoni pianistici. Inutile ricordare il rapporto tra Cardini e Cage, coltivato in decenni e culminato nel memorabile concerto fiorentino del giugno 1992 in presenza dello stesso Cage e d’ndimenticati interpreti della sua musica tra cui lo stesso Stefano Scodanibbio.
“Secondo Improvviso” del 2005 è invece un brano composto da Cardini e dedicato ad Emanuele Torquati, lavoro di matrice colta che si discosta dalle coeve trascrizioni di Canzoni dei cantautori italiani di quel periodo. La concisione formale e la giustapposizione di atmosfere contrastanti sono la cifra di questo lavoro. Concisione che invece viene ampliata e portata alle sue estreme conseguenze in Finale (1973) da Paolo Castaldi, altro sodale di Cardini. Un lavoro in quattro parti, eseguibili integralmente o in movimenti separati, anch’esso inciso da Cardini, in cui il compositore milanese appronta 4 Finali diversi per un’immaginaria Sonata, dal carattere volitivo e romantico in modo volutamente caricaturale.
Forlì Open Music ’22 – Emanuele Torquati
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