Guigou Chenevier: batteria
Gille Laval: chitarra el
Franck Testut: basso
Emmanuel Gilot: creazioni sonore
“L’arte non è uno specchio, è un martello per romperla” Bertold Brecht
Le Miroir et le Marteau è un duplice progetto: innanzi a tutto è un trio.
Il trio più banale della storia del rock: chitarra, basso, batteria.
E’ grezzo, potente e dalle composizioni spartane, pur se coadiuvato da Gilot nell’elaborazione sonora.Il suono è senza fronzoli, nonostante la ritmica sia più complessa degli standard rock.
Ma Le Miroir et le Marteau è anche un progetto a geometria variabile, che può altrettanto facilmente aprire alle espressioni meno ortodosse, ad accogliere altri artisti dalle più diverse estrazioni.
La formazione in questo caso non si discute: l’ideatore è quel mostro sacro come Guigou Chenevier alla batteria, pilastro del Rock in Oppositon con gli Etron Fou Leloublan e creatore di progetti notevoli, quali i Volapuk, Les Batteries, Body Parts.
Alla chitarra elettrica troviamo Gilles Laval, membro dei leggendari Chef Menteur, direttore della scuola di musica di Villeurbanne (Lyone), iniziatore del progetto “Impur” di Fred Frith e responsabile del dipartimento di musiche attuali amplificate alle CEFEDEM Rodano-Alpi.
Al basso abbiamo Franck Testut, proveniente dalla scena hard core francese e messosi in luce nei Miss Goulash e ora componente dei Spirojki.
Il sound designer è Emmanuel Gilot, che ha seguito negli anni Mama Béa, Alain Bashung, Art Ensemble of Chicago, Daniel Humair, Fred Frith, Que d’la Gueule…
foto di Gianpiero Ruscelli


