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SUMMARY:Budokan a cura di DaiDeJazz APS + inaugurazione mostra fotografica "Shape of Music" di Micke Keysendal
DESCRIPTION:c/o Lupo 340 (mappa) \nLa stagione a Lupo 340 prosegue con un doppio appuntamento. Alle 18 si inaugura Shape of Music\, mostra del fotografo svedese Micke Keysendal\, nome imprescindibile della scena della musica libera e improvvisata europea\, mentre alle 21 ci sarà il concerto del duo Budokan\, ossia  Emi Vernizzi (sassofono\, elettronica) e Marco Frattini (batteria\, elettronica)\, evento presentato da Dai De Jazz aps. \n  \nore 18 \nInaugurazione mostra fotografica Shape of Music \nfotografie di Micke Keysendal \nMicke Keysendal è un fotografo svedese focalizzato non solo in ambito musicale. Ha iniziato a lavorare nell’industria della fotografia nel 1984\, prima come assistente di Laszlo Vida\, poi come copista e assistente di Joakim Strömholm\, Bengt af Geigerstam\, Stig T Karlsson\, Georg Sessler\, Bo Appeltoft\, Ulf Christer Jönsson e Janne Hansson. Tutti i fotografi con cui ha lavorato erano attivi a Stoccolma. Nel 1989 ha avviato Zon 19h\, un laboratorio professionale in bianco e nero a Stoccolma. Dopo aver sofferto di un’allergia ai liquidi del laboratorio nel 1994\, ha messo da parte sia la propria fotografia che quella degli altri – fino al 2011 quando ha trovato la fotocamera che stava cercando: una fotocamera digitale mirrorless. Dal 2002 e dal festival di jazz Kulturbro a Ystad\, è stato coinvolto nella musica libera e improvvisata sia in Svezia che in Europa. Ha fatto parte dell’organizzazione che ha creato e gestito i festival Perspectives a Västerås nel 2004\, 2007 e 2009 insieme a Mats Gustafsson e al recentemente scomparso Lennart Nilsson. È stato anche nella direzione del festival Perspectives 2012 sotto la guida di Tomas Nygren. \nDal 2012 è il responsabile della logistica e dei trasporti al Konfrontationen Festival a Nickelsdorf\, Austria. E dal 2022 anche al neonato festival Kontinent Dalsland nella Svezia occidentale. È stato il tour manager per FIRE! Orchestra dal 2013 al 2015 e anche agente per The End dal 2022 al 2023. Le sue fotografie sono state scattate in un periodo di circa dieci anni in vari festival e luoghi di concerto in tutta Europa e sono stampate su Innova Soft Textured Natural White 315g\, alfa cellulosa. \nLe fotografie sono in vendita. Se si è interessati all’acquisto di qualche immagine\, si può contattarlo a moc.em@ladnesyekm \n  \nore 21 \n presenta \nBUDOKAN \nEmi Vernizzi(sassofono\, elettronica)\nMarco Frattini(batteria\, elettronica) \nBudokan\, luogo per eccellenza dove i guerrieri del sol levante si sono sfidati nelle tecniche delle arti marziali. Corpo\, mente\, purezza interiore.  Un duo costituito da Emiliano Vernizzi (sassofono\, elettronica)  e Marco Frattini (batteria\, elettronica)  la cui sfida è quella di far convergere interplay e situazioni contrastanti che\, per l’assenza di un esplicito riferimento armonico\, lasciano tanto all’immaginazione dell’ascoltatore. \nIl percorso ruota attorno al concetto del “viaggio”\, rivivere spazi ed esperienze passate come allusione al nostro metterci in relazione con il presente. Il viaggio spesso incanta\, attiva l’autocoscienza\, definisce la percezione del trascorrere tutto. Il viaggio è polimorfo\, riaffiora lo spirito mutevole dell’episodio. Il viaggio è aritmico\, nel suo essere elastico attraverso il tempo. La musica diventa il mezzo per accedere a questo stadio aprendo la porta dell’emotività. Budokan è un percorso sonoro in cui si esplorano frammenti melodici evocati dal sentire dell’artista e sviluppati in forme improvvisative estemporanee\, timbriche\, spesso in assoluto contrasto tra loro\, definendo un solco tra il ricordo concreto e l’evocazione di esso. Il riflesso di questa operazione è spesso la storia di tutti noi\, dimostrando ancora una volta quanto il jazz – nella sua multiforme funzione di rielaborare le immagini –  sia ancora in grado di congiungere culture e persone geograficamente remote tra loro. \n  \nIngresso libero\nprenotazione cena: 345 6638289 \n 
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SUMMARY:METROPOLIS (1927) musicato da EDISON STUDIO c/o Arena Rocca Sforzesca Forlì
DESCRIPTION:Area Sismica in collaborazione con il Comune di Forlì\n\nc/o Arena Rocca Sforzesca Forlì \nper prevendita cliccare QUI \nMETROPOLIS (1927)\ndi Fritz Lang\nversione restaurata del 2010 \nsceneggiatura Fritz Lang\, Thea von Harbou\nfotografia Karl Freund\, Gunther Rittau\nattori Alfred Abel\, Gustav Frohlich\, Brigitte Helm\, Rudolf Klein-Rogge\, Fritz Rasp\, Olaf Storm\, Theodor Loos\, Erwin Biswanger\, Heinrich George\, Hans Leo Reich\, Heinrich Gotho\, Margarete Lanner\, Max Dietze \nColonna sonora creata ed eseguita dal vivo da Edison Studio\ncompositori – esecutori: Mauro Cardi\, Luigi Ceccarelli\, Alessandro Cipriani\, Vincenzo Core\, Andrea Veneri \nFilm B/N\, versione originale con cartelli in tedesco sottotitolati in italiano\,\nfornito da Cineteca di Bologna\nrestauro realizzato nel 2010 da Friedrich-Wilhelm-Murnau-Stiftung\, Wiesbaden\nin collaborazione con Deutsche Kinemathek – Museo per il cinema e la Televisione\, Berlino\ninsieme a Museo del Cine Pablo C\, Ducros Hicken\, Buenos Aires \nuna co-commissione Milano Musica\, Ravenna Festival\ncon la collaborazione di Tempo Reale – Firenze \nDopo numerose fortunate esperienze precedenti con alcuni grandi capolavori del cinema muto\, nel 2023 il collettivo di compositori-esecutori Edison Studio ha prodotto una nuova colonna sonora originale di quello che forse è il più visionario tra i film muti: Metropolis\, di Fritz Lang. La pellicola è presentata qui nella sua versione più completa mai ritrovata\, frutto di un raffinato lavoro di restauro del laboratorio Alpha-Omega Digital GmbH di Monaco di Baviera\, portato a termine nel 2010. Unanimemente considerato il capolavoro di Fritz Lang\, Metropolis è annoverato tra le opere simbolo del cinema espressionista\, ed è universalmente riconosciuto come modello di gran parte del cinema di fantascienza moderno\, avendo ispirato pellicole quali Blade Runner e Matrix. \nEdison Studio con Metropolis riprende l’antica tradizione del film muto con accompagnamento musicale dal vivo\, realizzando un’originale composizione che mescola e fa interagire tra loro suoni vocalici\, suoni strumentali\, meccanici ed elettronici e suoni d’ambiente: suoni creati ad hoc\, ma anche attinti da fonti sonore prese in prestito dalla natura e dalla storia della musica\, portando sulla scena strumenti acustici\, tradizionali e non\, objets trouvés\, strumenti informatici\, tutti orchestrati e trasformati dal vivo con le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie e con le tecniche di diffusione del suono delle colonne sonore del cinema contemporaneo. Il carattere futuristico e visionario del film di Fritz Lang si presta perfettamente al lavoro creativo di Edison Studio\, basato sulla ricerca e sperimentazione di sonorità possibili e “impossibili” che nascono dall’interazione creativa con il film\, a volte espandendone le intenzioni poetiche\, a volte reinterpretandone l’orizzonte drammaturgico-narrativo e la vasta gamma delle possibili implicazioni simboliche. \nLa composizione della colonna sonora per Metropolis\, come per ogni precedente lavoro per il cinema realizzato da Edison Studio\, è stata creata partendo dalla struttura e dalla drammaturgia del film\, ed è stata preceduta da un lungo lavoro di analisi della pellicola e da una riflessione a più voci in cui diverse esperienze pregresse si mettono al servizio di un lavoro comune. Nell’affrontare una condivisione del lavoro si smussano le differenze\, in un’esperienza comune fatta di contributo critico e di ascolto\, scambiando e mettendo al servizio di tutto il Collettivo idee e suoni\, interpretazioni e linguaggi\, nella convinzione che un lavoro a più mani consenta una tavolozza timbrica ed espressiva più ricca e obiettivi più ampi. L’esperienza di composizione collettiva\, portata avanti da più di venti anni\, ora è un tratto caratteristico del gruppo Edison Studio e si riflette in ogni opera realizzata dove le diverse personalità diventano ormai inscindibili. \nSeppur indissolubilmente legata alla drammaturgia del film\, la musica per Metropolis non si uniforma completamente al film per esserne meramente al suo servizio\, né per dare una rappresentazione sonora realistica alle immagini mute fornendo loro una voce o un suono. Piuttosto\, pur nel rispetto delle intenzioni del regista e dello sceneggiatore\, della loro poetica e delle tensioni espressive disegnate nella loro opera\, la musica per Metropolis aspira ad essere un’espansione del film di Fritz Lang. Il ritmo delle immagini diventa così “musicale” a sua volta\, reinventandone il tempo audiovisivo e mettendone in luce spazi e tempi altrimenti nascosti. La colonna sonora di Metropolis è intesa quindi come un tutt’uno\, in cui anche i materiali extra-musicali\, quelli che riduttivamente si potrebbero definire “effetti sonori”\, sono parte integrante della musica. E lo sono persino i materiali verbali generati dai dialoghi\, da noi ricostruiti\, e per i quali ci siamo rifatti alle fonti letterarie. Infatti l’emozione della voce\, normalmente assente nei film muti\, qui viene spesso restituita\, a volte prescindendo dal contenuto strettamente verbale\, altre volte partendo dal suono naturalistico delle parole e utilizzandolo per dare un’identità non solo emotiva\, ma anche propriamente musicale ai vari personaggi e situazioni sceniche. Una musica dunque complessivamente intesa come “suono organizzato”\, rifacendoci al pensiero di Edgar Varèse. \nNell’interazione fra la musica dal vivo e il film muto\, in relazioni di parallelismo o di contrapposizione\, si producono processi significanti nel dominio del tempo e dello spazio audiovisivo\, oltre che nell’interpretazione generale dell’opera. In particolare\, il lavoro sullo spazio sonoro\, realizzato da Edison Studio in surround 7.1\, crea dimensioni immersive che entrano in relazione con i diversi livelli dello spazio di Metropolis. Il suono\, impossibile da creare negli anni venti del ‘900\, viene immaginato e reinventato\, e in tale veste si può ascoltare oggi\, negli anni venti del 2000\, anni in cui\, tra l’altro\, il film è ambientato. Per ogni ambientazione del film è stato quindi creato uno particolare spazio sonoro: la città alta dei ricchi\, ispirata a modelli architettonici futuristi e realizzata all’epoca con tecniche d’avanguardia; Yoshiwara\, la casa di piacere nella zona dei divertimenti di Metropolis; la città degli operai\, buia e situata nel sottosuolo; la fabbrica immensa e visivamente straordinaria\, con la “macchina M” che scandisce ritmicamente il lavoro inumano degli operai e gli orologi che contano implacabili le dieci ore lavorative; le catacombe\, situate a un terzo livello sotto la città degli operai\, dove essi si incontrano clandestinamente; i giardini eterni\, dove i figli dei ricchi si divertono inconsapevoli dell’esistenza dei livelli inferiori. Il disegno dell’ambiente sonoro e la musica che accompagna i personaggi\, i dialoghi e le azioni entro cui le scene si sviluppano\, generano una sovrapposizione di differenti strati sonori. L’organizzazione formale rappresenta dunque una sintesi del contrappunto e della dialettica che si instaura tra gli strati sovrapposti audiovisivi\, entro l’architettura generale disegnata dalla struttura narrativa di questo capolavoro assoluto della storia del cinema. \nIngresso €10 \nper prevendita cliccare QUI \n  \n 
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SUMMARY:AUT AUT Fest >>> con concerto di GOAT (JP) e degustazioni di cibo e vino naturale
DESCRIPTION:c/o Lupo 340 (mappa) \nAUT AUT\nCAMMINO MULTIDISCIPLINARE TRA LINGUAGGI SENZA COMPROMESSI \nAut Aut è un pomeriggio speciale e simbolico nella programmazione di Area Sismica in collaborazione con Drogheria Gitana. Simbolico\, in quanto oltre la musica live\, il protagonista sarà anche l’estrema attenzione alla cultura enogastronomica naturale e sostenibile. \nA partire dalle ore 18 degustazioni di cibo – curato dalla cucina del Bagno Lupo con proposte ad hoc legate alle zone di provenienza dei vignaioli – e vino\, alla presenza dei vignaioli descritti di seguito. In più sarà presente un angolo di assaggi di salumi iberici dell’azienda Remedio Sanchez.  \nPresenti a far assaggiare i loro vini saranno Andrea Peradotto az. Agricola Pian di Stantino\, Fabio “Spok” Elleri\, Andrea Pendin di Tenuta l’Armonia\, Alessandro Gallino az. Agricola  Giuseppe Gallino\, Rossella Mastrotto di Volcanalia\, Dario Sciuto Manciaciumi\, dalla Francia Virginia Paracino e dalla Spagna Cosmic Celler e Amor por la Terra.\nSi aggiungeranno anche gli amici di Wine Governo in rappresentanza di alcune cantine del Veneto. \nore 21 Area Sismica presenta \nGOAT (JP) \nKoshiro Hino – chitarra el.\nAkihiko Ando – sax\nRai Tateishi – batteria\, bansuri\nAtsumi Tagami – basso el.\nTokafumi Okada – batteria \nBand nipponica fuori dagli schemi\, Goat è una formazione di giovani talentuosi musicisti provenienti da Osaka. Il loro sound deriva  da un approccio micrometrico uno sfasamento temporale che provoca una sorta di trance ritmica. \nPotrebbe ricordare alcune illuminate composizioni del minimalismo statunitense o una sorta di techno con strumenti analogici\, ma la loro diversità consiste nella ricerca della perfetta fusione tra suoni smorzati e noise\, spalmati sopra un tappeto melodico\, percepito al contempo come urbano e tribale. \nAnche in questo caso i tentativi di apporre etichette appaiono del tutto aleatori\, vista la capacità di elaborare composizioni fortemente personali. \nIn definitiva è un’altra bella e\, una volta più\, unica occasione ascoltare punti di vista inusuali della scena musicale giapponese. \n  \nIngresso libero\nprenotazione cena: 345 6638289
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SUMMARY:Anaïs Drago RELEVÈ (IT)
DESCRIPTION:c/o Lupo 340 (mappa) \nAnaïs Drago RELEVÈ (IT) \nAnaïs Drago – violini\, elettronica\, composizioni\nFederico Calcagno – clarinetto\, clarinetto basso\nMax Trabucco – batteria\, percussioni \nLa violinista e performer Anaïs Drago\, già vincitrice del Top Jazz 2021 come miglior nuovo talento\, guida il trio “Relevè” composto dal clarinettista Federico Calcagno e dal batterista e percussionista Max Trabucco. Il progetto nasce nel 2023 come produzione originale del centro WeStart di Novara. \nCorde\, fiati e percussioni: l’unione di tre strumenti appartenenti a famiglie diverse dà vita a sonorità e colori inusuali\, così come le influenze che caratterizzano le personalità musicali dei tre regalano al progetto una varietà musicale di ampio respiro. Dal jazz alla classica contemporanea\, dall’improvvisazione alla sperimentazione di tecniche e timbri fino al folklore\, in un repertorio totalmente originale e composto appositamente dalla Drago per il trio. \nOgni composizione\, articolata in suite a più movimenti\, trae ispirazione da opere del XX Secolo appartenenti a svariati ambiti artistici\, dalla letteratura alla pittura e alla scultura. \nIn Terre Ballerine\, Anais Drago traduce in musica la poetica di artisti e autori quali Paul Klee\, Umberto Boccioni e Alejandro Jodorowsky\, rendendola il più possibile intrisa dei linguaggi e delle forme della nostra contemporaneità. \nLa musica assume una dimensione non solo sonora ma anche plastica\, che rimanda immediatamente al movimento\, all’impulso irrinunciabile del nostro corpo nello spazio. \nAnais Drago è una violinista italiana\, nata a Biella nel 1993. Vincitrice del Top jazz 2022 nella sezione nuove proposte\, si muove tra le sonorità dell’improvvisazione libera\, della musica elettroacustica\, del jazz\, della world music e del pop\, collaborando con alcuni tra i più grandi nomi italiani e internazionali. Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti tra cui il primo premio al concorso Isio Saba (2022)\, premio Taste of Jazz/NUOVO IMAIE (2021) e\, precedentemente\, finalista al Conad Jazz Competition di Umbria Jazz (2019) e primo premio nella categoria jazz di Amadeus Factory (2018)\, concorso trasmesso su Sky Arte; ha inoltre vinto numerosi bandi di residenze artistiche (Progetto AIR presso la Mahidol University of Bangkok – 2018\, Progetto Fondazione Musica per Roma Orchestra Aperta -2020\, residenza per Una striscia di terra feconda festival – 2020\, progetto Chantiers Sonores presso Auditorium Parco della Musica – 2021 e 2022\, Progetto MutArti per Mutamenti festival – 2022. Ha all’attivo due dischi a suo nome (Anais Drago&The Jellyfish\, Another Music Records 2019 e Solitudo\, CamJazz 2021). Si è esibita in qualità di leader sui palchi dei più importanti festival jazz d’Italia\, fra cui Umbria Jazz\, Time in Jazz\, Torino Jazz Festival\, Bergamo Jazz Festival\, Casa del Jazz\, JazzMI\, Fano Jazz by the sea\, Novara Jazz e ha condiviso il palco con musicisti di fama internazionale come Enrico Rava\, Maria Pia De Vito\, Paolo Damiani\, Gianni Coscia\, Daniele Roccato\, Michele Rabbia\, Bruno Chevillon\, Enrico Fazio. \nIl clarinettista Federico Calcagno – definito da All About Jazz (IT) <<il nuovo alfiere del jazz italiano ed europeo>> – spicca nel panorama jazzistico europeo conquistando numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali\, collaborando con artisti di respiro globale principalmente tra Italia e Olanda. Non a caso la rivista Musica Jazz gli conferisce il Top Jazz 2020 come Miglior Nuovo Talento Italiano. Il clarinettista ha già inciso sei dischi nelle vesti di leader o co-leader: From Another Planet\, Liquid Identities\, Urlo d’Ebano\, Piranha\, Confini Labili e Live Fast\, Die a Legend. Membro e cofondatore dell’etichetta indipendente Habitable Records\, è attivo anche nelle vesti di compositore: nel 2022 viene eseguito il suo brano Eternal Rhythm al festival internazionale Gaudeamus\, scritto appositamente per la NEUE (New European Ensemble) e il celebre percussionista indiano B.C. Manjunath. \nMax Trabucco è un batterista e percussionista italiano\, diplomato in Batteria e Percussioni Jazz presso il conservatorio A. Stefani di Castelfranco Veneto. E’ vincitore di numerosi premi e residenze artistiche (Una striscia di terra feconda festival – 2019\, Tomorrow’s Jazz indetto da Venezia Jazz – 2020\, Orchestra Aperta/Conduzione Chironomica\, Casa del Jazz – 2020)\, fa parte dell’Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti diretta da Paolo Damiani con cui si esibisce nei maggiori festival jazz italiani e francesi. Ha all’attivo tre dischi da leader e co-leader\, editi da Abeat Records. Da anni ormai collabora con la casa editrice Cobert Edizioni Musicali\, con la quale ha pubblicato svariati metodi didattici riguardanti lo studio dello strumento. \nIngresso libero\nprenotazione cena: 345 6638289
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SUMMARY:Chenevier / Saurel / Chatenoud cine-concerto THE NAVIGATOR di Buster Keaton e Donald Crisp
DESCRIPTION:c/o Lupo 340 (mappa) \nRassegna Musiche Extra-Ordinarie \nCine-concerto\nIL NAVIGATORE (The Navigator\, 1924\, 59 min) \ndi Buster Keaton e Donald Crisp \nsonorizzato dal vivo da \nNicolas Chatenoud: chitarra\, basso\, elettroniche\nGuigou Chenevier: Batteria\, marimba\, oggetti sonori\nGuillaume Saurel: Violoncello\, ukulele\, basso\, elettroniche \nUn piroscafo alla deriva completamente con i soli due protagonisti a bordo\, Buster Keaton e Kathryn McGuire in unfilm che fu il più grande successo di cassetta che Keaton abbia mai fatto\, ma anche quello più rivalutato dalla critica contemporanea\, che lo considera il più folle\, il più sognato\, il più poetico\, con tutte le incertezze dell’amore\, gli equivoci\, i momenti idillici\, drammatici\, tragici\, il continuo progresso.\nCosì come è presente anche il tema del vuoto\, della solitudine\, dell’angoscia. Angoscia insieme tragica e comica\, come sempre in Keaton.\nA un ritmo frenetico questi due personaggi sono costretti loro malgrado a improvvisarsi marinai\, un po’ bizzarri certo\, ma non d’acqua dolce. \nLe tribolazioni che attraversano i nostri eroi hanno spinto Nicolas Chatenoud\, Guillaume Saurel e Guigou Chenevier\, un trio francese molto caro ad Area Sismica\, a comporre musica con lo stesso tenore. ù \nRitmica\, a volte illustrativa o creatrice di discrepanze nella lettura\, è una composizione ispirata e arricchita dalla meravigliosa gamma di giochi ed espressioni di Keaton\, una scrittura musicale dalle mille sfaccettature. \nNicolas Chatenoud proviene dalla scena rock francese\, ma è attratto dalla musica cosiddetta inclassificabile\, ma non solo.. partecipa tra gli altri a progetti artistici con Gilles Laval\, Guigou Chenevier o Fred Frith.\nHa composto per una dozzina di opere teatrali nonché per film-concerti e altri progetti proteiformi (letture\, installazioni visive e sonore\, ecc.). \nGuigou Chenevier è stato il batterista del gruppo-leggenda del Rock in Opposition Etron Fou Leloublan dal 1973 al 1986\, poi del gruppo Volapük dal 1993 al 2009 e attualmente suona nei gruppi Les Phasmes\, Le Bal Inouï\, Le Miroir et le Marteau\, Rêve Général\, Les Mutanti Maha e Piles. È stato direttore artistico e programmatore di Inouï Productions dal 1992 al 2019 (Les Hauts Plateaux\, Avignone). \nGuillaume Saurel\, di formazione classica\, ha suonato in alcuni spettacoli di Maguy Marin\, Michèle Bernard\, Charlie Kassab\, i Cie Mises en Scène e il Cie pyrotechnique Groupe F.\nHa creato il gruppo Rien e ha partecipato alla creazione del gruppo Volapük. Ha creato Pince Oreille (musica\, effetti sonori per cartoni animati e giochi). Collabora il cantante Lionel Damei. Membro attivo del Collectif Inouï con il quale compone numerosi spettacoli (The Unknown\, Les Rapaces\, Akoustic Ensample)\, partecipa a diverse creazioni tra cui Le Bal Inouï e L’Homme à la camera\, un film concerto sul film di Dziga Vertov. \nIngresso libero\nprenotazione cena: 345 6638289
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