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SUMMARY:ETERNAL TRIANGLE (GB)
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nTrevor Watts: sax\nVeryan Weston: tastiere\nJamie Harris: percussioni \nTrevor Watts\, Veryan Weston e Jamie Harris uniscono il loro straordinario talento in Eternal Triangle\, un trio che si distingue per l’innovazione musicale e la capacità di trasportare il pubblico in un viaggio tra ritmi e sonorità di diverse culture.\nDopo l’acclamato album di debutto in studio “Gravity” (Jazz Now)\, accolto con entusiasmo dalla critica\, il trio è pronto a incantare nuovamente con il secondo lavoro discografico\, “Moving On”(Sound Of Niche). \nEternal Triangle rappresenta la convergenza di due straordinari duetti: Trevor Watts e Veryan Weston che collaborano dagli anni ’80 in un duo di improvvisazione già ospiti di Area Sismica e Trevor Watts e Jamie Harris che lavorano insieme dalla fine degli anni ’90.\nNel 2021 queste due collaborazioni si sono fuse in un “triangolo” musicale che esplora nuove frontiere sonore. \nCome descritto dal giornalista francese Xavier Prevost:\n“La musica respira sotto altri orizzonti: ispano-americani\, latino-americani\, mediorientali. Con accenti talvolta malinconici che spesso si risolvono in pulsazioni\, verso un lirismo tanto struggente quanto affascinante.” \nTrevor Watts è una leggenda del jazz\, una figura di riferimento nel mondo del jazz e della musica improvvisata. La sua carriera\, che abbraccia oltre cinque decenni\, è segnata da una continua ricerca sonora e da collaborazioni con alcuni dei musicisti più innovativi della scena internazionale.\nTra i suoi progetti più iconici si annovera la Drum Orchestra\, un ensemble che fonde ritmi africani con il jazz contemporaneo\, collaborando con artisti ghanesi e il venezuelano Teatro Negro Barlovento in concerti memorabili tra Europa\, Sud America e la BBC Radio.\nWatts ha condiviso il palco con leggende come Don Cherry\, Steve Lacy\, John Stevens\, Bobby Bradford\, Cyro Baptista e Adama Dramé\, contribuendo a plasmare nuove dimensioni sonore nel jazz. Il suo linguaggio musicale si distingue per l’energia ritmica e l’innovazione melodica\, elementi che emergono con forza nel repertorio di Eternal Triangle. \nVeryan Weston è un pianista e tastierista britannico riconosciuto per il suo approccio unico alla musica improvvisata e compositiva. Con una formazione classica e una propensione all’esplorazione delle strutture sonore\, Weston ha iniziato la sua carriera collaborando con figure di spicco dell’avanguardia jazz europea.\nDal 1980\, la sua collaborazione con Trevor Watts ha dato vita a un duo di improvvisazione apprezzato a livello internazionale per l’interplay dinamico e le sofisticate costruzioni melodiche. Weston è noto per l’utilizzo creativo delle tastiere elettroniche\, che combina con elementi del jazz\, della musica contemporanea e delle tradizioni folk globali\, creando paesaggi sonori ricchi e imprevedibili.\nLa sua capacità di mescolare rigore tecnico e libertà improvvisativa lo rende un pilastro fondamentale del suono di Eternal Triangle. \nJamie Harris è un percussionista britannico con una profonda conoscenza dei ritmi globali. La sua carriera si è sviluppata attraverso un’intensa attività live\, collaborando con musicisti di diverse tradizioni culturali e sviluppando un linguaggio musicale che spazia dal jazz alla musica latina\, africana e caraibica.\nDal tardo 1990\, Harris ha iniziato la sua collaborazione con Trevor Watts\, creando un duo caratterizzato da potenti strutture ritmiche e interplay melodico. La loro sinergia è stata una base fondamentale per la nascita di Eternal Triangle.\nHarris è un maestro delle percussioni a mano\, in particolare delle congas\, e riesce a fondere ritmi ipnotici con una sensibilità jazzistica\, portando nel trio un’energia pulsante che si riflette sia nelle esibizioni dal vivo che nelle registrazioni in studio. \nEternal Triangle rappresenta la somma delle loro esperienze individuali\, unendo il virtuosismo tecnico di Watts\, la visione sonora di Weston e la potenza ritmica di Harris in un dialogo musicale che farà toccare vette irraggiungibili. \n  \nIngresso €20\nRidotto per gli studenti di Istituti Musicali €10 \nArea Sismica è un circolo Arci \n 
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SUMMARY:THERE LIVES WHAT HAS NO NAME  (IT - USA - JP)
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nAntonio Raia: sax e conduction\nWalter Forestiere: percussioni\, oggetti\nMakoto Sato: batteria\nChris Corsano: batteria\nRoberto-C: disegni \nParticelle minutissime coese e mobili per storte poesie sonore e canti di ombre lucenti con 3 batterie\, sassofoni\, clarinetti\, organelle\, tracce grafiche e canzoni.\n“Il mondo dei suoni contempla l’immateriale e la natura tattile nella sua essenza\, a noi non resta che farci strumento” \nLa performance naviga tra suoni di strumenti acustici estesi\, partiture dirette in conduction da Raia\, canti ed elettronica minimale.\nL’azione sonora oltre a Raia si avvale a questo giro della preziosa collaborazione dell’artista visivo Roberto-C. e di tre straordinari sciamani del suono percussivo: Makoto Sato (Giappone)\, Chris Corsano (USA) – vecchie conoscenze di Area Sismica – e Walter Forestiere (Italia). \nCHRIS CORSANO “…senza dubbio il batterista più sfrenatamente energetico e creativo nel free jazz contemporaneo” – The Wire Magazine\n“Uno dei grandi batteristi del mondo.” – The Guardian \nChris Corsano (nato nel 1975\, USA) è un batterista di New York attivo all’incrocio tra improvvisazione collettiva\, free jazz\, avant-rock e musica sperimentale sin dalla fine degli anni ’90. È stato il batterista di scelta per alcuni dei più grandi esponenti contemporanei del “jazz” (Joe McPhee\, Paul Flaherty\, Mette Rasmussen\, Zoh Amba) e del “rock” (Sir Richard Bishop\, Bill Orcutt\, Jim O’Rourke)\, oltre che per artisti al di là di ogni categorizzazione (Björk per il suo album e tour mondiale Volta\, Michael Flower\, Okkyung Lee). \nWALTER FORESTIERE https://walterforestiere.bandcamp.com/ Batterista\, compositore\, improvvisatore e sound artist\, è nato a Bari il 14/06/1990. Instancabile e polimorfo artista\, è attivo come attento ricercatore ed esploratore sonoro nell’ambito delle musiche Altre\, di matrice sperimentale\, improvvisativa e creativa\, proiettandosi\, inoltre\, nelle pratiche visuali del disegno e della fotografia\, in costante ricerca di un dialogo possibile. Talvòlta lo si può incontrare sotto il moniker «Paesàggio». \nANTONIO RAIA  “wind trought metal…” – The Wire Magazine “Postfree per sassofono suddista” – Blow Up! Compositore ed improvvisatore. Ama relazionare la musica con le altre arti e non ama essere etichettato in un genere specifico. Dal 2013 è attivo sulla scena italiana ed europea suonando in festival musicali\, gallerie d’arte\, performance site-specific ed installazioni sonore. Dal 2021 è impegnato anche nel mondo del cinema come autore di colonne sonore e sonorizzazioni. Dal 2023 è in teatro\, prima con “La memoria bucata” dedicato alla poetica dell’artista Antonio Neiwiller\, e poi dal 2024 con “Mercurio” spettacolo di musica e danza ideato in collaborazione con la coreografa Luna Cenere. \nMAKOTO SATO Figura importante della scena improvvisata contemporanea\, Makoto Sato (nato nel 1946 a Niigata\, Giappone) è un percussionista giapponese che vive a Parigi. Il suo stile si distingue per la fusione di tecniche tradizionali e approcci innovativi\, spesso incorporando elementi di free jazz e musica contemporanea. Sato è apprezzato per la sua versatilità e per la capacità di creare atmosfere sonore uniche attraverso la batteria. Makoto Sato collabora con Joe McPhee\, Alan Silva\, Itaru Oki\, Raymond Boni\, Daunik Lazro\, Stéphane Payen\, Michael Marcus\, Ted Daniel\, Lucien Johnson\, Rasul Siddik\, Tollem McDonas\, Eric Zinman\, Benjamin Duboc\, Geza Tomka… Lavora anche con ballerini come Masaki Iwana\, Gyohei Zaitsu e Maki Watanabe. \nROBERTO-C.  cyop ha scritto per la prima volta sui muri nel 1994. Da allora\, continuando a interrogarsi sul fine\, ha sperimentato i più diversi mezzi espressivi\, senza mai giustificarli. \nIngresso €15\nRidotto per gli studenti di Istituti Musicali €10 \nArea Sismica è un circolo Arci
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SUMMARY:Emanuele Parrini Quintet ANIMAL FARM (IT)
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nEmanuele Parrini: violino\nPiero Bittolo Bon: flauto\, sax baritono\nDomenico Caliri: chitarra\nGiovanni Maier: contrabbasso\nAndrea Melani: batteria \n“Animal Farm” nasce sulla base di un percorso che ha spesso tenuto conto di certi argomenti. Questo lavoro riprende un filo interrotto con “1974 IO SO\, Damn If I Know”\, album in cui la poetica e l’irruenza della New Thing\, in particolare i contenuti politici dell’ispiratore Archie Shepp\, si mescolavano con il messaggio sempre attuale degli “Scritti Corsari” di Pier Paolo Pasolini proponendo i testi de “Il Romanzo delle Stragi” e di “Acculturazione e Acculturazione”. In seguito i progetti “Congo Evidence”\, con il poeta Sadiq Bey\, ed “Akendengue Suite” ed il conseguente “Live in Sant’Annarresi 2013”\, con l’eccezionale collaborazione di Amiri Baraka\, avevano creato una sorta di continuità di rapporti con il mondo della letteratura militante. Animal Farm\, quindi\, si pone ad una doppia chiave di lettura: può essere visto come una colonna sonora dell’omonimo romanzo di George Orwell\, da cui prende origine\, oppure essere considerato esso stesso\, in maniera autonoma\, come una meditazione sul potere e sul suo esercizio a tutti i livelli. Le composizioni sono caratterizzate da melodie asciutte e cambi frequenti di atmosfera\, la musica è spigolosa\, scura\, a tratti dolente\, in cui si alternano parti più strutturate a momenti liberi in assenza di tempo. Sicuramente l’ambito di riferimento è quello del jazz\, ma emergono\, evidenti\, per il materiale tematico e lo sviluppo dei brani\, le influenze e le ispirazioni alla tradizione della musica popolare e al blues delle radici. \nNato nel 2012 come Quartetto\, il gruppo ha svolto la sua attività suonando in prestigiosi festivals e rassegne internazionali; ha pubblicato due album: THE BLESSED PRINCE (Long Song Records 2016) e DIGGING\, Reflections on Jazz and Blues (Felmay 2020) con il cornettista americano Taylor Ho Bynum. \nIl progetto ANIMAL FARM viene presentato in Quintetto con Domenico Caliri alla chitarra. \nEMANUELE PARRINI \n“In Italia un peso fondamentale nello sviluppo del violino lo sta dando Emanuele Parrini\, che ha intelligentemente distribuito i suoi contributi in progetti vari dove lo strumento è a disposizione per qualsiasi evoluzione stilistica: dalla tonalità alla free improvisation\, dai progetti etnici a quelli jazzistici\, Parrini non ha eguali in Italia per impegno e ricerca nel suo settore: condividendo le esperienze dell’Italian Instabile Orchestra (con la quale vince il TOP JAZZ 2007 di Musica Jazz come Formazione dell’anno)\, del Dinamitri Jazz Folklore\, quelle di Tiziano Tononi e Daniele Cavallanti (Nexus) e partecipando a tutta una serie minuziosa di collaborazioni con altri musicisti di spicco della scena italiana e straniera\, il violinista è diventato un Billy Bang in terra italiana. Tra i lavori più creativi che pescano nell’improvvisazione libera è impossibile non citare Vertical Invaders\, con Tononi e William Parker\, ma senza dubbio anche il recente solo album “Viaggio al centro del violino” non è da meno né in termini di personalità che di respiro artistico.” E. Garzia Poche note sul jazz italiano (11°parte): violino\, viola\, cello. Ha collaborato e/o collabora con: Tony Scott\, Cecil Taylor\, Amiri Baraka\, John Tchicai\, Anthony Braxton\, William Parker\, Butch Morris Orchestra\, Marc Ribot\, Cameron Brown\, Keith Tippet\, Ernst Reijseger\, Ab Baars\, Philippe Catherine\, Sadiq Bey\, Ensemble Tartit\, Louis Bacalov\, Franco Cerri\, Tiziana Ghiglioni\, Enrico Rava\, Tiziano Tononi\, Giancarlo Schiaffini\, Giovanni Maier\, Simone Guiducci\, Gianluigi Trovesi\, Antonello Salis\, Maurizio Giammarco\, Roberto Gatto e molti altri. Ha pubblicato a suo nome “Rotella Variations” dedicato all’artista visivo Mimmo Rotella\, “1974 Io So Damn if I know”\, “Viaggio al Centro del Violino Vol.1”\, “Are You Ready? – Viaggio al Centro del Violino Vol.2”\, “The Blessed Prince”\, “DIGGING Reflections on Jazz and Blues”. Premio Speciale della Giuria Lago Maggiore Jazz 2000 seconda rassegna giovani jazzisti italiani. Vincitore del JAZZIT AWARD dal 2010 al 2018. \nPIERO BITTOLO BON \nPiero Bittolo Bon è uno dei musicisti italiani più impegnati e richiesti nel panorama jazz e d’avanguardia italiano. Membro del collettivo/etichetta discografica italiana El Gallo Rojo Records\, attualmente dirige il quintetto Bread & Fox\, il sestetto Jümp The Shark e il quintetto “Rollerball. Nel 2010 fa parte del progetto di Uri Caine\, “Pulse”. Il suo outfit “Original Pigneto Stompers” vede la partecipazione del gigante del basso elettrico Jamaaladeen Tacuma. Il suo progetto “Lacus Amoenus” coinvolge il trombettista Peter Evans. Il suo interesse per la ricerca di nuovi suoni e nuovi linguaggi improvvisativi lo ha portato a progettare uno speciale sistema microfonico per il suo progetto solista “SPELUNKER”. Si è esibito e registrato con artisti come Danilo Gallo\, Zeno de Rossi\, Beppe Scardino\, Enrico Terragnoli\, Stefano Senni\, Francesco Bigoni\, Massimiliano Sorrentini\, Achille Succi\, Tiziana Ghiglioni\, Tiziano Tononi\, Daniele Cavallanti\, Francesco Cusa\, Domenico Caliri\, Giovanni Maier\, U.T. Gandhi\, Simone Massaron\, Silvia Bolognesi\, John De Leo\, Anthony Braxton\, Uri Caine\, Peter Evans\, Steve Lehman\, John Tchicai\, Jamaaladeen Tacuma\, Lukas Ligeti\, Gino Robair Jessica Lurie\, Andrew Drury\, Neil Leonard\, Ernest Dawkins\, Vincent Davis\, Craig J. Green\, Tristan Honsinger\, Gerhard Gschloessl\, Christian Lillinger\, Tobias Delius\, Mark Solborg\, Marc Lohr\, Lisa Mezzacappa\, Jason Levis. DOMENICO CALIRI \nNoto per la lunga collaborazione (dal 1993 al 2001) con il gruppo Rava Electric Five di Enrico Rava e per aver preso parte\, nello stesso periodo\, alla fondazione ed alle attività artistiche del collettivo di musicisti Bassesfere\, Domenico Caliri è attivo sulla scena nazionale ed internazionale dall’inizio degli anni ’90. Ha collaborato con alcuni tra i più importanti e storici improvvisatori quali: Lester Bowie\, Han Bennink\, Kenny Wheeler\, Butch Morris\, Michel Godard\, John Oswald\, Fred Frith\, Adam Rudolph\, Antonello Salis\, Gianluigi Trovesi\, Stefano Bollani e molti altri\, partecipando ad importanti festival in Europa\, Canada\, Cina\, Giappone e Stati Uniti. Ha inciso oltre 50 cd\, sette dei quali in qualità di leader. Da oltre vent’anni dirige gruppi a proprio nome\, eseguendo proprie composizioni. Tra questi: l’ensemble Camera Lirica (terzo tra i migliori dischi del 2014 nel referendum della rivista Musica Jazz) il Cal Trio ed il progetto in solo Callunaire. E’ docente titolare di Chitarra Jazz presso il Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna. Insegna inoltre ai corsi accademici di I livello del SJU (Siena Jazz Univesity) presso la Fondazione Nazionale Siena Jazz. \nGIOVANNI MAIER \nDiplomato in contrabbasso\, fa parte di numerose formazioni di rilevanza internazionale tra la quali L’Italian Instabile Orchestra\, P. Minafra Sud Ensemble\, G. Trovesi Nonetto\, Rava Elettric Five. Conduce un progetto per solo contrabbasso e diversi gruppi dal duo fino alla Mosaic Orchestra. Ha inoltre suonato con molti musicisti di fama internazionale: Enrico Rava\, Gianluigi Trovesi\, Cecil Taylor\, Anthony Braxton\, Roswell Rudd\, Han Bennink\, Franco D’Andrea\, Tim Berne\, Chris Speed\, Benny Golson\, Ernst Reijseger\, Willem Breuker\, Tristan Honsinger\, Wolter Wierbos\, Massimo Urbani\, Giancarlo Schiaffini\, Carlo Actis Dato\, Antonello Salis\, Maria Pia De Vito\, Daniele Cavallanti\, Tiziano Tononi\, Claudio Roditi\, Naco\, Richard Galliano\, Ellen Christi\, Laura Culver\, Sean Bergin\, Tone Jansa\, Roberto Gatto\, Herb Robertson\, Piero Leveratto\, Renato Geremia\, Guido Mazzon\, Tony Scott\, Lauro Rossi\, Umberto Petrin\, Stjepko Gut\, Sandro Satta\, Roberto Ottaviano\, Yves Robert\, Paolo Damiani\, David Shea. \nANDREA MELANI \nHa studiato percussioni alla scuola di Fiesole e a Siena Jazz con R.Gatto e E.Fioravanti. Ha frequentato gli Workshops di P.Erskine\, J.de Johnette\, M. Smith e J.Baron. Ha suonato e registrato con il M. Giammarco “Heart Quartet”\, Dave Liebman Group\, Steve Lacy\, Horace Parlan\, Michael Moore\, Enrico Rava\, Franco D’Andrea\, Pierre Devret\, Massimo Urbani\, Paolo Fresu\, Bruno Tommaso\, Enrico Pieranunzi\, Giovanni Tommaso\, Pietro Tonolo\, Mattias Shubert\, Gianni Basso\, Marco Tamburini\, Ed Newmaster\, Kenny Wheeler\, RasulSiddik\, Tony Scott\, Ikue Mori\, Gegè Telesforo\, J.D. Allen\, Stefano Di Battista\, Eddie Henderson\, William Parker\, James Newton\, Sadiq Bey\, Phil Marcowitz\, Vic Juris\, Carlo Monni\, Stefano Battaglia\, Tino Tracanna\, Tiziana Ghiglioni\, Amedeo Tommasi\, Luca Flores\, Antonella Ruggero\, Furio Di Castri\, Rita Marcotulli\, Paolo Dalla Porta\, Fabrizio Bosso\, Stefano Bollani\, Gianluca Petrella\, Ares Tavolazzi\, Gilad Atzmon\, Flavio Boltro\, Lee Konitz\, Rob Brown\, Lewis Barnes\, Sabir Mateen\, Amiri Baraka\, Riccardo Zegna. \n  \nIngresso €15\nRidotto per gli studenti di Istituti Musicali €10 \nArea Sismica è un circolo Arci
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SUMMARY:Evento Extra-Ordinario: PIERRE BASTIEN (Fra)
DESCRIPTION:Rassegna Musica Inaudita \nPIERRE BASTIEN\nmeccanium\, pocket trumpet\, video \nTorna all’Area Sismica per un evento d’eccezione Pierre Bastien e il suo Meccanium\, una figura di culto che nel corso degli anni ha messo d’accordo vari mondi musicali e che siamo felicissimi di riproporre a distanza di oltre 30 anni dal suo primo concerto per l’Area Sismica. \nCompositore e polistrumentista nato in Francia ma da tempo di base in Olanda\, Pierre Bastien è un geniale inventore di macchine e “sculture” sonore\, vere e proprie orchestre dadaiste portatili\, realizzate con pezzi del meccano\, ingranaggi\, motori di vecchi giradischi\, ventole\, molle e oggetti di varia natura\, in grado di rievocare il suono di strumenti tradizionali (liuto cinese\, bendir marocchino\, saron giavanese\, koto giapponese\, sansa africano) così come le strutture ritmiche della musica elettronica. \nDefinito da The Guardian «mad musical scientist»\, dagli anni Ottanta a oggi Bastien ha costruito un corpus discografico imponente\, vanta collaborazioni con artisti del calibro di Pascal Comelade\, Robert Wyatt e Pierrick Sorin e uscite per etichette di culto come la Rephlex di Aphex Twin\, la Morphine di Rabih Beaini e la Other People di Nicolas Jaar. \nLe performance dal vivo di Bastien acquistano una dimensione ancora più poetica e artigianale grazie alle frasi di tromba che il compositore esegue sui pattern ritmici innescati dai suoi marchingegni e alle immagini (di questi stessi ingranaggi in azione) proiettate alle sue spalle\, in una sorta di gioco di ombre cinesi che rievoca il cinema delle origini.\nNel nuovo set\, intitolato “Mutes alive”\, Bastien innesta le sue ingegnose trovate meccaniche su trombe e sordine. \n  \nIngresso €10\nRidotto per gli studenti di Istituti Musicali €5 \nArea Sismica è un circolo Arci
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SUMMARY:THE OUTSKIRTS (USA - NO)
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nTHE OUTSKIRTS (USA – NO) \nDave Rempis: sax\nIngebrit Haker Flaten: contrabbasso\nFrank Rosaly: batteria \nLa stagione di Area Sismica si chiuderà domenica 16 marzo (ore 18) quando a Forlì arriva il trio norvegese-americano The Outskirts\, composto da Dave Rempis (sax)\, Ingebrit Håker Flaten (contrabbasso) e Frank Rosaly (batteria). Uno straordinario terzetto ricomposto dopo 15 anni di scioglimento\, The Outskirts fotografa lo stato dell’arte dell’improvvisazione jazzistica con base a Chicago. \nNel marzo del 2025\, il sassofonista americano Dave Rempis festeggerà il suo 50° compleanno con un tour europeo insieme a The Outskirts\, il suo versatile e storico trio composto dalla bassista norvegese Ingebrigt Håker Flaten e dal batterista americano Frank Rosaly\, che risiede ad Amsterdam. The Outskirts si è formato nel 2006 durante la residenza triennale di Flaten a Chicago ed è diventato rapidamente un punto fermo nella scena del jazz e dell’improvvisazione. In seguito il trio è diventato la spina dorsale di altri gruppi significativi\, come il Rempis Percussion Quartet e l’Ingebrigt Håker Flaten Chicago Sextet. Dopo anni di lontananza\, il trio si riunisce per riaccendere la loro straordinaria telepatia musicale. Non ci sono dischi ufficiali di The Outskirts\, ma il materiale pubblicato nell’album digitale edito nel 2020\, “You Deserve to Dance” è davvero incandescente\, forgiato da una musica energica\, ad alto tasso improvvisativo\, ma che sa anche dosare gli ingredienti e offrire sequenze di delicata raffinatezza cameristica. \nDave Rempis (1975) è sassofonista e compositore\, virtuoso di contralto\, tenore e baritono. È stato lanciato sulla scena da uno dei gruppi iconici della musica di Chicago\, il Vandermark 5 guidato da Ken Vandermark. Da allora Rempis si è prodigato nella costituzione di gruppi – alcuni stabili\, molti occasionali – ha collaborato con decine di artisti importanti e ha inciso moltissimi album\, oltre ad aver fondato l’etichetta indipendente Aerophonic. Ricordiamo il trio Ballister\, The Rempis Percussion Quartet\, The Engines\, Kuzu. Ha suonato con Peter Brötzmann\, John Tchicai\, Hamid Drake\, Tomeka Reid\, Joshua Abrams\, Joe McPhee\, Paal Nilssen-Love\, Nate Wooley\, Jaimie Branch\, tra gli altri. Ha curato numerose rassegne per la Elastic Arts Foundation. \nIngebrigt Håker Flaten è contrabbassista tra i più richiesti in attività\, leader e compositore. Norvegese (1971)\, ha collaborato a miriadi di progetti\, sia nel jazz creativo che in diversi altri linguaggi musicali. Ha fondato il quintetto Atomic ed è stato una colonna del celebre trio The Thing (con Mats Gustafsson e Paal Nilssen-Love)\, sciolto qualche anno fa. Trasferitosi prima a Chicago\, poi ad Austin\, ha trovato nuove vie musicali fondando il gruppo texano-norvegese The Young Mothers\, che incrocia stilemi assai diversi\, compreso l’hip-hop\, nel suo puzzle espressivo. Rientrato in Europa\, ha fondato (Exit) Knarr\, agguerrito ottetto con anche Mette Rasmussen al sax. \nFrank Rosaly\, al secolo Francisco Javier Rosaly Amoros\, portoricano di origine\, è batterista versatile\, attivo a Chicago fino al 2016\, ora di stanza ad Amsterdam. Nel suo curriculum\, decine di collaborazioni e sperimentazioni anche di musica concreta ed elettronica. Le sue più note collaborazioni lo vedono con Ingebrigt Håker Flaten nella all star band The Young Mothers e l’altra con Joshua Abrams nella band di culto Natural Information Society\, mentre tra i suoi progetti vi è l’acclamato duo Mestizx con la moglie Ibelisse Guardia Ferragutti. \nIngresso €20\nRidotto per gli studenti di Istituti Musicali €10 \nArea Sismica è un circolo Arci
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SUMMARY:BEN LAMAR GAY ENSEMBLE c/o Lupo (nuova sede)
DESCRIPTION:concerto @ Lupo | Viale Romagna 323\, Lido di Savio (RA) \nBen LaMar Gay: cornetta\, synth e voce\nEdinho Gerber: chitarra\nMatt Davis: sousaphone e voce\nMauricio Takara: batteria \nCantante\, polistrumentista (tromba\, cornetta e synth)\, produttore\, arrangiatore\, compositore\, narratore e poeta\, Ben LaMar Gay è un vulcano inesauribile di idee e visioni musicali. Le sue composizioni\, audaci e imprevedibili\, prendono vita nel fermento artistico del South Side di Chicago\, luogo che si conferma\, ancora una volta\, straordinario incubatore di talenti fuori dagli schemi. \nPur avendo radici profonde nella prestigiosa AACM (Association for the Advancement of Creative Musicians)\, fondata nel 1965 da Muhal Richard Abrams\, Ben LaMar Gay possiede una visione musicale unica e personale. La sua musica è il risultato di una continua ibridazione stilistica\, influenzata dalle numerose esperienze artistiche e umane che ne segnano il percorso. Jazz\, improvvisazione radicale\, elettronica sperimentale\, hip-hop e canzoni surreali si fondono liberamente\, creando un linguaggio aperto a infinite possibilità espressive. \nNei suoi concerti\, LaMar Gay riesce a creare atmosfere che spaziano dal lirismo più delicato alla potenza espressiva più esplosiva\, in un equilibrio costante tra scrittura e improvvisazione. Il dialogo tra strumenti acustici\, elettronici e voce genera narrazioni sonore visionarie che richiamano\, tra le altre suggestioni\, le sperimentazioni del tropicalismo brasiliano. \nSul palco insieme a lui\, tre musicisti straordinari come Edinho Gerber alla chitarra\, Matt Davis al sousaphone e voce\, e Mauricio Takara alla batteria: \nEdinho Gerber è un chitarrista noto per la sua capacità di fondere le tradizioni musicali brasiliane con influenze jazz e contemporanee. Cresciuto tra il Brasile e gli Stati Uniti\, ha sviluppato uno stile unico che riflette la sua eredità culturale mista. Specializzato nel choro\, il primo genere di musica popolare brasiliana emerso negli anni 1870 e precursore della samba e della bossa nova\, Edinho ha collaborato con numerosi artisti internazionali\, contribuendo a diffondere la ricchezza della musica brasiliana nel mondo. ​ \nMatt Davis è un musicista versatile noto per la sua padronanza del sousaphone e per le sue doti vocali. Ha collaborato con diverse formazioni musicali\, ma è con Ben Lamar Gay che è esplosa la sua personalità artistica\, spaziando dal jazz tradizionale a progetti più sperimentali. La sua capacità di adattarsi a vari generi e stili lo ha reso un componente prezioso in questo ensemble.​ \nMauricio Takara\, amico di lunga data di Area Sismica\, membro della Sao Paulo Underground e della Exploding Star Orchestra di Rob Mazurek\, è un batterista e percussionista brasiliano rinomato per la sua abilità nell’integrare ritmi tradizionali brasiliani con sonorità moderne ed elettroniche. Membro di diverse band sperimentali\, ha sviluppato un linguaggio musicale innovativo che combina improvvisazione e strutture ritmiche complesse. La sua collaborazione con Ben LaMar Gay rappresenta un incontro tra due menti creative\, entrambe impegnate nell’esplorazione di nuove frontiere sonore.​ \nIngresso libero \nprenotazione pranzo / cena 345 6638289 \n>>> in caso di maltempo il concerto si svolgerà nello spazio indoor della nuova sede \n 
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SUMMARY:Mostra Fotografica di FAUSTO FABBRI  NEW YORK 1979
DESCRIPTION:Mostra Fotografica di FAUSTO FABBRI \nNEW YORK 1979 \n“E’ nata a Lupo\, con Ariele\, l’idea di questa mostra con vecchie foto dell’estate a New York nel 1979. Quello era un anno di confne\, la fne degli anni settanta e l’inizio del decennio degli ’80\, e questo confne percorreva il paesaggio di tutta Manhattan\, con le diverse mode\, musiche\, flosofa di vita e le sue droghe. Nel Greenwich Village le musiche country-rock- jazz\, i locali mitici come il CBGB\, nell’aria l’odore della marijuana. Nell’ East village e a Broadway\, l’odore degli hot dog\, locali come Danceteria ( post punk ) e Studio 54 ( disco- dance e edonismo all’eccesso ) e\, ovunque\, i “paraphernalia” negozi con accessori per il consumo e il taglio della cocaina. La colonna sonora di questo paesaggio variato era la musica di strada\, in ogni angolo\, in ogni stile e di altissimo livello. Ogni giorno lo facevo quasi tutto questo percorso\, prima di rientrare a tarda notte nel mio economico albergo per alcolizzati a Times Square\, passando davanti allo Studio 54\, sempre strapieno di gente fuori che pregava per entrare. In uno dei miei primi giorni\, sotto l’arco di Washington Square\, c’era un duo di chitarre con una versione lancinante di “ all along the watchtower “. La chitarra solista era un ragazzo senza mani\, con un tubo cromato fssato al moncherino sinistro e un plettro al destro. Così ho comprato un registratore a cassette da 20 dollari e ho cominciato a registrare la musica che incontravo. Questa mostra\, che si apre con quell’immagine e si chiude con quella di Studio 54\, è un piccolo racconto di quell’estate.\n5 foto sono accompagnate da un QR code che rimanda alla musica registrata allora\, relativa a quella foto.”\nFausto Fabbri \nFausto Fabbri è titolare dalla metà degli anni ottanta di uno studio di fotografia editoriale e pubblicitaria\, con pubblicazioni su libri e riviste a diffusione nazionale. Nel 1990 è cofondatore della rivista di interviste e foto\, a diffusione nazionale\, Una Città\, di cui cura\, fino al 2010\, la parte fotografica pubblicando alcune migliaia di foto e decine di reportage di approfondimento\, su tematiche di società e costume.
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SUMMARY:RADIAN (AT)
DESCRIPTION:concerto @ Lupo | Viale Romagna 323\, Lido di Savio (RA) \nEVENTO ALL’INTERNO DEL FESTIVAL AUT AUT \nMartin Brandlmayr – batteria\, elettronica\nMartin Siewert – chitarre\, lap steel\, elettronica\nManu Mayr – basso \nDalla fine degli anni ’90\, Radian ridefinisce il confine tra suono elettronico astratto e strumentazione acustica\, portando avanti una ricerca sonora documentata da lunghi tour internazionali\, partecipazioni a festival e sette album pubblicati. \nL’ultimo lavoro del trio viennese\, Distorted Rooms\, edito dall’etichetta americana Thrill Jockey (Chicago)\, spinge ancora oltre questa visione radicale: riformulare forme e suoni convenzionali attraverso uno stile preciso\, stratificato\, in costante tensione tra struttura e astrazione. \nSe nel precedente album On Dark Silent Off (2016) si esploravano i contrasti estremi tra silenzi e deflagrazioni\, Distorted Rooms predilige lo sviluppo lento e le strutture ripetitive. Gli strumenti diventano quasi irriconoscibili\, i suoni si articolano su piani diversi – sub o meta – lasciando all’ascoltatore la libertà di decidere dove puntare la lente: nel fitto intreccio di trame parallele\, rumori che appaiono e scompaiono\, frammenti ritmici cesellati con chirurgica precisione\, e stratificazioni che generano attimi inattesi di bellezza autonoma.\nLa cifra estetica di Radian è una continua\, sottile interruzione della continuità. \nDicono di loro: \n“…una band dalla densità e texture straordinariamente originali”\nBen Ratliff\, The New York Times\n“Radian microfona il microcosmo del dettaglio sonoro\, filtrandolo in uno spruzzo di rumore bianco\, sottile come un foglio e denso come una cotta di maglia.”\nPhilip Sherburne\, XLR8R\n“Il trio è ancora oggi altrettanto anticonvenzionale\, immaginifico\, silenziosamente potente\, attuale e unico.”\nBrainwashed (USA) \n  \nIngresso libero \nprenotazione pranzo / cena 345 6638289 \n>>> in caso di maltempo il concerto si svolgerà nello spazio indoor della nuova sede
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SUMMARY:WITCHESS (Womxn Implement The Creation of Harmonious Ecosystems of Selfless Species)
DESCRIPTION:c/o Lupo \nArea Sismica presenta: \nWITCHESS (Womxn Implement The Creation of Harmonious Ecosystems of Selfless Species) \nAndrea S. Giordano: voce\, flauto\, elettronica\nSilvia Cignoli: chitarra elettrica\, elettronica\nFrancesca Remigi: batteria\, composizione \nWITCHESS è un progetto interdisciplinare che unisce letteratura\, danza e musica\, nato dalla collaborazione con la chitarrista Silvia Cignoli\, la cantante Andrea Silvia Giordano e la ballerina Clotilde Cappelletti. Partendo da alcune opere di scrittrici femministe contemporanee (Angela Davis\, Silvia Federici\, Chimamanda Ngozi Adichie\,…)\, il quartetto costruisce una performance con l’obiettivo di immaginare una realtà libera da patriarcato e modelli di genere predefiniti\, partendo dalla rielaborazione di alcune tematiche quali la caccia alle streghe\, la segregazione razziale\, il capitalismo concepito come ostacolo alla sopravvivenza delle minoranze etniche e di genere\, l’integrazione delle comunità lgbt+\,… Grazie alla realizzazione di residenze artistiche presso il JMuseo di Jesolo (nusica.org) e presso OperaEstate a Bassano del Grappa (WeStart Cpm)\, la formazione ha avuto modo di sinergizzare le diverse forme artistiche (letteratura\, movimento e sonorità elettroacustiche ed elettroniche) in un output armonico che porti l’ascoltatore in uno spazio creativo libero e privo di confini estetici. Il primo disco di WITCHESS registrato a dicembre 2024 presso l’Elfo Recording Studio è in uscita ad autunno 2025. \nBatterista\, compositrice\, improvvisatrice visionaria\, Francesca Remigi\, milanese\, è una musicista eclettica con un talento naturale per l’improvvisazione e la composizione innovativa. Premiata come “Nuova Generazione Jazz 2021”\, “Top Jazz 2022” e vincitrice del Pathways to Jazz nel 2024\, si distingue sulla scena internazionale del jazz d’avanguardia. \nIl suo background include collaborazioni con protagonisti mondiali come Steve Lehman\, Danilo Pérez\, Dee Dee Bridgewater\, Kris Davis\, Immanuel Wilkins e molti altri\, con performance in festival prestigiosi come L’Off Jazz Montreal\, Melbourne International Jazz Festival\, London Jazz Festival\, Umbria Jazz e Panama Jazz Festival. \nLeader di formazioni internazionali\, Francesca ha portato all’esordio il suo progetto Archipélagos\, vincitore del Barga Jazz Contest 2021 e secondo classificato al Getxo Jazz Competition 2022. Il suo primo album\, “Il Labirinto dei Topi” (2021)\, è stato definito fra “i debutti più emozionanti degli ultimi tempi” da Steve Lehman\, mentre il secondo\, “The Human Web” (2022)\, è stato elogiato da Linda May Han Oh per la sua energia vibrante. \nOltre ai due album da leader\, ha inciso in progetti condivisi come “Confini Labili”\, “Water Shapes”\, “Empowered Kind” e “Palladio a Palla!”\, e ha suonato in album di Livio Bartolo\, Angela Varo Moreno\, Naomi Nakanishi e Camilla Battaglia. \nLa sua carriera internazionale comprende il tour con Danilo Pérez Quartet (2022)\, la collaborazione con Ellen Rowe Quartet\, Dee Dee Bridgewater WE EXIST! 4tet e Alexander Hawkins Dialect Quintet\, e partecipazioni a festival del calibro del North Sea Jazz 2024 insieme a Angelika Niescier e Tomeka Reid. \nCresciuta in una famiglia di musicisti\, Francesca ha iniziato a 5 anni con chitarra\, pianoforte e batteria\, per poi specializzarsi in jazz al Conservatorio G. Verdi di Milano (laurea 2017)\, al Koninklijk Conservatorium di Bruxelles e al Berklee Global Jazz Institute\, dove ha studiato con luminari del calibro di Danilo Pérez\, Linda May Oh\, Terri Lyne Carrington e Joe Lovano. \nOggi è membro associato dell’Università del Jazz di Siena e docente al Conservatorio Vittadini di Pavia. Inoltre\, co-fondatrice dell’etichetta Habitable Records e manager di social media\, ha lavorato come assistente di produzione alla Jazz Gallery di New York e come assistente alla gestione presso il Berklee Global Jazz Institute. \nIngresso libero\nprenotazione pranzo / cena 345 6638289\n>>> in caso di maltempo il concerto si svolgerà nello spazio indoor della nuova sede
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SUMMARY:Andrea Grossi BLEND 3 AXES
DESCRIPTION:Manuel Caliumi: sax contralto\nMichele Bonifati: chitarra elettrica\nAndrea Grossi: contrabbasso\, composizioni\nJim Black: batteria \nBlend 3 nasce nel 2017 e lo stesso anno debutta durante l’International Jazz Day sul palco della Casa della Musica di Parma: sarà il primo concerto di una lunga serie che li vedrà esibirsi ininterrottamente in varie rassegne\, festival e club italiani tra cui: Ground Music Festival\, ParmaJazz Frontiere Festival\, Roccella Jazz Festival\, Lyrico Festival presso il Teatro Comunale di Bologna\, Teatro Coccia di Novara durante la European Jazz Conference\, Festival Iseo Jazz\, Mo.Ca Suona Next di Brescia\, Ai Confini tra Sardegna e Jazz di Sant’Anna Arresi\, Now Music Festival e al Teatro Alighieri di Ravenna durante una maratona musicale organizzata dal Ravenna Festival in ricordo del grande fotografo Roberto Masotti. \nNel 2018 la band registra l’album di debutto\, Lubok (WE INSIST! Records)\, che uscirà l’anno successivo e verrà accolto positivamente da critica e pubblico. \nIn una recensione su The New Noise Nazim Comunale riporta: “Il loro disco d’esordio si intitola Lubok ed è semplicemente magnifico: un lavoro maturo e senza alcun compromesso\, che mostra musicisti capaci di confrontarsi senza patire alcun timore reverenziale con il linguaggio dei giganti.” \nBlend 3 è inoltre un possibile nucleo da espandere. È in questa ottica che nascono nuove formazioni e progetti come Songs and Poems (WE INSIST! Records\, 2022)\, quartetto che\, dopo una fase iniziale con Gaia Mattiuzzi attualmente vede in Beatrice Arrigoni la voce ideale per proseguire questa ricerca del trio; e AXES (WE INSIST! Records\, 2022) ultimo lavoro discografico del trio che vede la partecipazione del grande batterista americano Jim Black. \nBlend Orchestra\, invece nasce come ensemble di 12 elementi\, avendo sempre Blend 3 come nucleo\, e debutta al ParmaJazz Frontiere Festival 2017\, pubblicando successivamente nel 2020 il disco Four Winds (WE INSIST! Records). \nNel 2019 il trio vince il bando Nuova Generazione Jazz di I-Jazz e sia Andrea Grossi che Blend 3 vengono costantemente inseriti nella classifica del Top Jazz della rivista Musica Jazz. \nMichele Bonifati è Miglior Nuovo Talento al Top Jazz 2024 e AXES al secondo posto nella classifica del Miglior Disco dell’anno al Top Jazz 2025. \nDopo aver sviluppato per anni un personale stile ed un’estetica unica come gruppo drumless\, la dinamica e gli equilibri del trio non potrebbero essere stimolati e sconvolti di più che dall’introduzione di una batteria. \nGià con l’aggiunta della voce\, in Songs and Poems\, il sound della band\, pur mantenendo la sua personalità\, si era mutato e rinnovato. La ricerca a livello compositivo da parte di Andrea Grossi era stata fortemente influenzata dal rapporto con il testo\, il suono della parola\, il suo significato e le strutture formali delle poesie. \nAllo stesso modo grazie alla batteria il gruppo deve rivedere densità\, dinamiche\, layers\, texture e funzioni stesse degli strumenti e dei musicisti all’interno dell’equilibrio musicale. La scelta poi non è stata soltanto riguardo allo strumento\, ma soprattutto rispetto al musicista che lo suona: Jim Black. Il batterista americano\, visionario e inimitabile\, era l’unica scelta possibile per esaltare le caratteristiche dei tre musicisti del trio e delle composizioni del suo leader. Grazie a Black la musica di Blend 3 prende nuovamente vita ricercando un costante senso di unicità\, sperimentando\, crescendo\, scavando per andare sempre più a fondo di una proposta musicale che non vuole rassegnarsi alla superficialità sempre più diffusa del mondo che ci circonda\, ma allo stesso tempo cercando un sempre maggior punto di contatto con il pubblico che comunichi la nostra necessità di suonare questa musica. \nAmici da anni\, Grossi e Black non avevano mai avuto la possibilità di lavorare insieme\, l’arrivo del batterista in questo progetto di Blend 3 non vuole soltanto essere un occasione professionale\, ma anche un sano e sincero scambio a livello umano che darà alla registrazione una profondità che non potrà lasciare indifferente gli ascoltatori. \n  \nAndrea Grossi  \nContrabbassista\, polistrumentista\, compositore e improvvisatore\, si è esibito in importanti festival e teatri in Italia e in tutta Europa\, e ha pubblicato dischi per varie etichette (Clean Feed\, Red Records\, Stradivarius\, Abeat\, AUT\, ParmaFrontiere\, Felmay…)\, inclusi 4 album come leader (Lubok\, Four Winds\, Songs and Poems e AXES prodotti da WE INSIST! Records). Da sempre interessato a ogni forma di musica d’avanguardia e sperimentale\, con particolare attenzione alla musica improvvisata\, ha collaborato anche con il mondo della danza e delle arti performative in Italia e all’estero\, in particolare con il fotografo Roberto Masotti. Le sue collaborazioni internazionali (tra gli altri): Jim Black\, Barre Phillips\, Michael Formanek\, Gerry Hemingway\, Gyorgy Kurtag Jr.\, Tobias Delius\, Eyvind Kang\, Aruan Ortiz\, Marcelo Nisinman\, Steve Swell\, Walter Thompson\, Joe Fonda\, Tony Moreno\, Michel Doneda\, Gordon Grdina\, Christian Lillinger\, François Houle\, Thomas de Pourquery\, Giancarlo Schiaffini\, Cristina Zavalloni\, Lynn Cassiers e Diana Torto. Si è diplomato in Contrabbasso Jazz (2017) e in Composizione Jazz (2022)\, studiando con Roberto Bonati al Conservatorio ” A. Boito” di Parma. \nManuel Caliumi \nDiplomato in Sassofono Jazz presso il Conservatorio ” A. Boito” di Parma con il massimo dei voti e la lode e presso il Conservatorio ” F. Venezze” di Rovigo con lode e menzione speciale. Ha frequentato seminari come Siena Jazz\, Umbria Jazz\, Nuoro Jazz\, Arcevia Jazz e Veneto Jazz. Ha perfezionato le sue competenze a New York con David Binney\, Melissa Aldana\, Loren Stillman e presso il Columbia College di Chicago grazie a una borsa di studio. Ha ricevuto il ” Premio Luca Flores” e il ” Premio Marco Tamburini” ; è stato finalista al ” Premio Massimo Urbani” ; ha vinto il Concorso Chicco Bettinardi e il Barga Jazz Contest. Nel 2017 è stato selezionato come sassofonista alto principale dell’Orchestra Nazionale Jazz. Ha diversi progetti di musica originale e ha collaborato con orchestre come la Jazz Art Orchestra\, l’Orchestra Nazionale Jazz\, la Parma Frontiere Orchestra\, la Civic Jazz Band\, la Reunion Big Band e la Tai-No Orchestra. Si è esibito in festival ed eventi in Italia e all’estero\, tra cui: Umbria Jazz\, Prague Jazz Festival (CZ)\, Jaipur Music Stage (India)\, Istituti Italiani di Cultura (Tel Aviv\, Parigi\, Bruxelles\, Colonia\, Oslo)\, Canadian Cultural Centre (FR)\, Jazz Showcase Chicago (USA)\, Jazzycolors Festival (FR) e Jazz à La Cité (FR). \nMichele Bonifati \nMichele Bonifati si è diplomato con lode in Discipline Musicali Jazz al biennio presso il Conservatorio ” Arrigo Boito” di Parma\, dopo aver conseguito la laurea triennale in Jazz e Musica Improvvisata presso il Conservatorio ” G. Frescobaldi” di Ferrara. Si è esibito in festival come: EFG London Jazz Festival\, Ashkenaz Festival\, Foligno Young Jazz\, Opus Jazz Club\, JAZZ(s)RA Festival\, Bergamo Jazz\, Veneto Jazz\, Fano Jazz Network\, Lugocontemporanea\, Clusone Jazz Festival e Novara Jazz. Nel 2016 è uscito il suo primo album solista\, Another Kind of Bob Dylan\, un’opera strumentale basata sulla musica di Bob Dylan\, pubblicata da A Simple Lunch. Nel 2023 è stato pubblicato il suo primo album come leader\, Three Knots\, per nusica.org con il gruppo Michele Bonifati Emong\, che include Evita Polidoro alla batteria\, Manuel Caliumi al sax e Federico Pierantoni al trombone. Il gruppo è stato selezionato per il programma Nuova Generazione Jazz 2023\, che ha promosso le loro performance in Italia e all’estero. Michele Bonifati è stato votato Miglior Nuovo Talento nel tradizionale referendum TOP JAZZ di Musica Jazz nel 2023. Inoltre\, Emong è stato votato come terzo miglior gruppo dell’anno e Three Knots come sesto miglior album. \nJim Black \nJim Black è in prima linea nella nuova generazione di musicisti che portano il jazz nel XXI secolo. Oltre a essere uno dei batteristi più influenti del nostro tempo\, è anche il leader di una delle band più lungimiranti del mondo\, AlasNoAxis\, con i suoi collaboratori di lunga data Chris Speed\, Hilmar Jensson e Skúli Sverrisson. Basandosi sul suo approccio virtuosistico ma estremamente personale alla batteria jazz\, l’estetica di Black si è ampliata fino a includere ritmi balcanici\, canzoni rock e soundscapes. Sebbene sia venerato in tutto il mondo per la sua tecnica illimitata e i suoi concetti futuristici\, ciò che molti ascoltatori apprezzano di più del lavoro di Jim Black è l’implacabile sensazione di gioia e invenzione che porta nelle sue esibizioni. La presenza sorridente\, cinetica e imprevedibile di Jim Black ha affascinato e ispirato il pubblico di tutto il mondo per oltre venticinque anni. \nDalla metà degli anni ’90\, Black ha svolto un ruolo fondamentale nell’incorporazione di nuovi suoni e tecniche nel contesto della musica jazz/creativa. Come membro del gruppo collettivo Pachora (con Speed\, Sverrisson e il chitarrista Brad Shepik) Black è stato uno dei leader nello studio e nell’adattamento della musica balcanica alla musica jazz. Le sue tecniche avanzate astraggono le strane firme temporali dei Balcani in un nuovo linguaggio poliritmico informato in egual misura dal jazz moderno\, dalla drum&bass e dai dumbek dei Balcani. Black è stato anche un innovatore nell’uso dell’elettronica nell’improvvisazione\, colmando il divario tra l’improvvisazione elettro-acustica e le tradizioni più basate sul jazz. Oggi è altrettanto probabile che le esibizioni di Black siano caratterizzate dalle sue texture elettroniche basate su laptop che dal suo drumming. \nNato nel 1967\, Jim Black è cresciuto a Seattle insieme ai futuri colleghi Chris Speed\, Andrew D’Angelo e Cuong Vu. Dopo aver consolidato i loro rapporti personali e artistici nei vari ensemble jazz giovanili di Seattle\, nel 1985 si sono trasferiti a Boston\, dove Black è entrato alla Berklee School of Music. A Boston\, Black\, Speed e D’Angelo formano gli Human Feel con il chitarrista Kurt Rosenwinkel\, che attirano rapidamente l’attenzione dei conoscitori del jazz a Boston\, New York e oltre. \nNel 1991\, Black e gli altri membri degli Human Feel si sono trasferiti a New York City\, dove hanno elettrizzato la scena musicale di Downtown\, allora incentrata sulla Knitting Factory\, e sono diventati rapidamente tra i sidemen più impegnati della città. I primi anni di Black a New York lo videro protagonista in alcuni dei gruppi più acclamati dell’epoca\, come il Bloodcount di Tim Berne\, il trio di Ellery Eskelin e il Tiny Bell Trio di Dave Douglas. Cominciano così quindici anni di tournée e registrazioni pressoché costanti\, con i gruppi sopra citati e con artisti come Uri Caine\, Dave Liebman\, Nels Cline\, Steve Coleman\, Tomasz Stanko e Laurie Anderson. \n  \nIngresso libero\nprenotazione  345 6638289\n>>> in caso di maltempo il concerto si svolgerà nello spazio indoor della nuova sede
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SUMMARY:DERIVE FEST con FIRE!\, EKPYROTIC e THE YOUNG MOTHERS
DESCRIPTION:Area Sismica dopo 35 anni di attività\, prima a Meldola e poi Ravaldino in Monte\, si trasferisce.\nA partire dalla sua 36ª stagione live\, le rassegne di Area Sismica (Musiche Extra-Ordinarie e Musiche Inaudite) si terranno negli spazi di Lupo\, stabilimento balneare con sala concerti a Lido di Savio.\nPer celebrare e inaugurare questo nuovo percorso\, Area Sismica proporrà il DERIVE FEST \nEcco il PROGRAMMA: \n>>> GIORNO 1\nVenerdì 24 ottobre > ore 21.30\nFIRE!\nMats Gustafsson – flauto\, sassofoni\, elettronica\nJohan Berthling – basso elettrico\, contrabbasso\nAndreas Werliin – batteria \nFire! è famoso per le sue performance viscerali\, fisiche e travolgenti.\nUn’esplosione sonora che mescola free jazz\, krautrock e post-punk.\nUn’occasione unica per assistere dal vivo a una delle formazioni più potenti\, libere e visionarie della musica d’oggi. \n>>> GIORNO 2\nSabato 25 ottobre > ore 18\nEKPYROTIC\nMirco Ballabene – contrabbasso\, elettroniche\nMassimiliano Furia – percussioni \nUn progetto di musica improvvisata dove l’elettronica (MaxMsp) è il terzo elemento “vivo” in tempo reale.\nUn’esperienza in cui i suoni acustici e quelli sintetici si fondono completamente\, creando un unico paesaggio timbrico di estrema fascinazione.\nProprio come la teoria cosmologica che dà il nome al duo\, la loro musica è uno “scontro/incontro” per creare un universo sonoro con una propria coerenza\, spingendosi oltre i soliti schemi.\nUn live per chi cerca alternative coraggiose nell’espressione musicale. \n>>> GIORNO 3\nDomenica 26 ottobre > ore 18\nTHE YOUNG MOTHERS\nIngebrigt Håker Flaten – contrabbasso\, basso elettrico\nStefan Gonzalez – voce\, percussioni\nJonathan Horne – chitarra elettrica\nJason Jackson – sax tenore\nFrank Rosaly – batteria\nJawwaad Taylor – MC\, tromba\, elettronica \nJazz\, noise\, hip hop e attivismo in un’esplosione sonora senza confini. Un collettivo afro/norvegese/statunitense che sfida ogni etichetta e ogni previsione.\nThe Young Mothers è più di una band: è un urlo politico\, un laboratorio musicale e un atto di resistenza.\nSul palco\, una formazione che mescola background e linguaggi diversi – jazz sperimentale\, hardcore punk\, hip hop militante\, noise rock e spoken word – con una carica fisica ed emotiva che non lascia scampo. \n••••••••••••••••••••••••••••••••••••••• \nFull Pass 3 giorni DERIVE Fest > 40€\nFire! (24 ott) > 20€\nEKPYrotic (25 ott) > 15€\nThe Young Mothers (26 ott) > 20€ \nPrevendite:\nFull Pass oooh.events/evento/derive-fest-biglietti/\nGiorno 1 oooh.events/evento/derive-fest-gtgtgt-fire-se-biglietti/\nGiorno 2 oooh.events/evento/derive-fest-ekpyrotic-biglietti/\nGiorno 3 oooh.events/evento/derive-fest-the-young-mothers-biglietti/ \n••••••••••••••••••••••••••••••••••••••• \nIl concerto si svolgerà nello spazio indoor di Lupo \ninfo e prenotazioni: \n345 6638289 – Viale Romagna 323/H\, Lido di Savio (RA)
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SUMMARY:DERIVE Fest >>> FIRE! (SE)
DESCRIPTION:c/o Lupo \nMats Gustafsson – flauto\, sassofoni\, elettronica\nJohan Berthling – basso elettrico\, contrabbasso\nAndreas Werliin – batteria \nTorna il trio svedese FIRE! con la loro esplosione sonora tra jazz\, rock e improvvisazione. \nIl trio svedese Fire!\, formato dal sassofonista Mats Gustafsson\, dal bassista Johan Berthling e dal batterista Andreas Werliin\, torna a incendiare i palchi europei con un tour che attraversa confini sonori e geografici. L’ensemble\, tra le formazioni più travolgenti della scena musicale contemporanea\, tornerà a suonare per Area Sismica\, questa volta a Lupo di Lido di Savio (RA) \nNato nel 2009\, Fire! è il punto d’incontro tra le tensioni del free jazz\, le trame ipnotiche del krautrock\, l’energia viscerale del noise e l’urgenza del post-punk. Un progetto che sovverte le regole dell’improvvisazione per costruire paesaggi sonori di intensità rara\, in cui ogni performance diventa un rituale collettivo\, fisico e inesorabile. \nMats Gustafsson\, figura di riferimento mondiale dell’improvvisazione radicale\, già noto per le sue collaborazioni con Sonic Youth\, The Thing\, Peter Brötzmann e Otomo Yoshihide\, guida con il suo sax baritono un flusso sonoro che travolge e affascina. \nAl suo fianco\, la solidità tellurica del basso elettrico di Johan Berthling (già membro di Tape e Angles) e la batteria poliritmica e ipnotica di Andreas Werliin (Wildbirds & Peacedrums\, Tonbruket). \nFire! è una band che non si accontenta mai: oltre al trio\, nel corso degli anni ha dato vita a una vecchia conoscenza di Area Sismica\, l’ensemble Fire! Orchestra\, collettivo variabile che ha coinvolto decine di musicisti e collaborazioni internazionali\, trasformando il progetto in una vera e propria esperienza orchestrale tra composizione e caos. \nIl nuovo tour porterà in scena alcuni brani nuovi e alcuni tratti dall’ultimo album\, Testament (Rune Grammofon\, 2024)\, accolto con entusiasmo dalla critica europea per la sua capacità di fondere tensione narrativa e urgenza espressiva. Un’occasione unica per assistere dal vivo a una delle formazioni più potenti\, libere e visionarie della musica d’oggi. \nIngresso 20 euro – Abbonamento alle tre serate di Derive Fest 40 euro \nprevendite: clicca qui \n  \n 
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SUMMARY:DERIVE Fest >>> eKPYrotic
DESCRIPTION:c/o Lupo \neKPYrotic \nMirco Ballabene – contrabbasso\, elettroniche \nMassimiliano Furia – percussioni \neKPYrotic è un duo di musica improvvisata e composta formato da Mirco Ballabene al contrabbasso e all’elettronica\, e Massimiliano Furia alle percussioni. L’elettronica\, realizzata con MaxMsp\, potrebbe definirsi il terzo elemento\, perché guida il percorso dei musicisti che\, a loro volta\, ne determinano il respiro e le dinamiche in tempo reale attraverso un midi foot controller gestito da Mirco. Questa elettronica organica\, viva\, diventa spesso indistinguibile dai suoni generati dai musicisti\, suoni acustici che\, attraverso tecniche estese e preparazioni degli strumenti\, si integrano con i suoni sintetici\, fondendosi in un unico percorso timbrico e gestuale di estrema fascinazione. eKPYrotic rimanda alla teoria dell’universo ecpirotico\, il modello cosmologico che teorizza che la nascita dell’universo derivi dall’accidentale scontro fra due brane\, Big Splat\, e che avrebbe preceduto il Big Bang. Così lo scontro/incontro fra i due musicisti intende creare un universo sonoro che abbia una propria coerenza interna e\, come la teoria scientifica\, vuole spingersi oltre ai consueti percorsi per mostrare coraggiose alternative al pensiero e all’espressione comunemente accettati. \nIngresso 15 euro – Abbonamento alle tre serate di Derive Fest 40 euro \nPrevendite: clicca qui
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SUMMARY:DERIVE Fest >>> THE YOUNG MOTHERS (NO - USA)
DESCRIPTION:c/o Lupo \nThe Young Mothers: jazz\, noise\, hip hop e attivismo in un’esplosione sonora senza confini \nUn collettivo afro-norvegese-statunitense che sfida ogni etichetta e ogni previsione: The Young Mothers\, il progetto guidato dal contrabbassista Ingebrigt Håker Flaten\, approda in Italia per una data che si preannuncia travolgente. \nNato a Houston e cresciuto tra Texas\, Chicago e Scandinavia\, The Young Mothers è più di una band: è un urlo politico\, un laboratorio musicale e un atto di resistenza. Sul palco\, una formazione che mescola background e linguaggi diversi – jazz sperimentale\, hardcore punk\, hip hop militante\, noise rock e spoken word – con una carica fisica ed emotiva che non lascia scampo. \nFondato da Ingebrigt Håker Flaten (The Thing\, Atomic)\, tra i contrabbassisti più influenti del jazz europeo contemporaneo\, il gruppo riunisce musicisti iconoclasti come: \n\nStefan Gonzalez (voce\, percussioni)\,\nJonathan Horne (chitarra elettrica)\,\nJason Jackson (sax tenore)\,\nFrank Rosaly (batteria)\,\nJawwaad Taylor (MC\, tromba\, elettronica).\n\nUna lineup instabile per scelta\, un’energia punk nella struttura\, una potenza jazz nel cuore. I Young Mothers mettono in scena una musica senza compromessi\, in grado di passare da momenti di pura improvvisazione a esplosioni ritmiche\, da groove ossessivi a testi infuocati sulla giustizia sociale\, l’identità e la violenza sistemica. \nIl loro album più recente\, “Better If You Let It” (2025)\, è un manifesto di questi tempi inquieti: un affresco sonoro ruvido\, intenso\, politico e poetico\, che ha conquistato la critica per la sua urgenza e complessità. \nIn questo tour presenteranno il nuovo album \nThe Young Mothers non si ascoltano: si vivono. Un concerto che è corpo\, scontro e liberazione. \nIngresso 20 euro – Abbonamento alle tre serate di Derive Fest 40 euro \nprevendite: clicca qui
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SUMMARY:FORLI OPEN MUSIC 2025
DESCRIPTION:Area Sismica presenta \nForlì Open Music 2025 \ndal 30 ottobre al 2 novembre \nFondazione Masini – Forlì \nDal 30 ottobre al 2 novembre si terrà la decima edizione del festival Forlì Open Music\, che si svolgerà alla Sala Sangiorgi della Fondazione Masini. \nIl Forlì Open Music è una rassegna unica nel suo genere\, da sempre contenitore di linguaggi artistici diversi e luogo di incontro tra forme culturali sempre nuove\, grazie alla diversità dei linguaggi musicali proposti\, che per la sua decima edizione torna a parlare di musica del presente\, accogliendo artisti di fama internazionale ma anche talenti nostrani\, e focalizzandosi sulle nuove generazioni di musicisti\, giovani ma già affermati. \nUn festival che si è fin da subito distinto per la sua trasversalità rispetto a vari mondi musicali; intenzionalmente la musica della tradizione storica si intreccia con quella del presente\, in un’azione dalla forte connotazione divulgativa.  \nSi intende porre attenzione e sensibilizzare gli ascoltatori su musiche diverse nate nello stesso contesto storico.  \nNon proporre semplicemente il prodotto finale\, ma mostrare luoghi ed espressioni sonore del pensiero. Una musica che può essere scrittura ma anche realizzazione estemporanea\, improvvisazione\, sperimentazione\, evocazione. \nLa lista degli ospiti annovera il musicologo Franco Masotti con una masterclass rivolta agli studenti del Liceo Artistico e Musicale “Canova” e della Fondazione Masini dal titolo There’s Joy in Repetition. Corsi e ricorsi nel minimalismo musicale\, il Masini Jazz Ensemble\, il polistrumentista Marco Colonna\, che terrà due sessioni con gli studenti del Liceo Musicale Canova e Fondazione Masini; Maddalena Novati\, che terrà la masterclass Dagli intonarumori di Luigi Russolo allo Studio di Fonologia Musicale della Rai\, rivolto agli studenti del Canova e Fondazione Masini\, l’ensemble di otto contrabbassi Ludus Gravis\, nato nel 2010 dall’incontro tra Stefano Scodanibbio e Daniele Roccato\, Beaks\, ovvero Daniela Cattivelli\, elettronica\, ed Edoardo Marraffa\, sassofoni\, il cui progetto sonoro ha origine dall’ascolto\, interiorizzazione e trasfigurazione di una varietà di sorgenti sonore\, la pianista di origini franco-filippine Margaux Oswald\, che da anni si si dedica all’arte dell’improvvisazione libera. Poi tre musicisti di Spazio Musica – Sandro Mungianu (clarinetto aumentato ed elettronica)\, Sergio Sorrentino (chitarra elettrica ed elettronica) e Fabrizio Casti (elettronica) – sonorizzeranno dal vivo il capolavoro dell’espressionismo tedesco Nosferatu. Canto Trio (Lucian Ban\, piano\, Marco Colonna\, clarinetto basso\, Mat Maneri\, viola)\, tre musicisti che sanno essere jazzisti\, capaci di essere interpreti classici e di lanciarsi verso l’ignoto della creazione istantanea; il sorprendente trio italiano She’s Analog\, il duo composto dal pioniere della musica sperimentale britannica David Toop e dal vibrafonista Sergio Armaroli\, che presenterà l’album And I Entered Into Sleep\, infine Frelosa è un ensemble d’eccezione formato da tre protagonisti assoluti dell’improvvisazione contemporanea\, il leggendario Fred Frith alla chitarra elettrica\, la visionaria Lotte Anker al sassofono e l’eclettico Samuel Dühsler alla batteria. \nIL PROGRAMMA \n30 ottobre – 2 novembre (Sala Sangiorgi Fondazione Masini) \nFORLÌ OPEN MUSIC \n>>> giovedì 30 ottobre \nore 12 – Franco Masotti \nMasterclass There’s Joy in Repetition. Corsi e ricorsi nel minimalismo musicale\, rivolto agli studenti del Liceo Artistico e Musicale Canova e Fondazione Masini. \nin collaborazione con Dai De Jazz \nDalle ore 14.30 alle 17.30 Marco Colonna terrà una sessione con gli studenti \nore 21 – in collaborazione con Fondazione Masini \nMasini Jazz Ensemble \n>>> venerdì 31 ottobre \nDalle ore 9 alle 11 Marco Colonna terrà una sessione con gli studenti \nore 10 – Maddalena Novati  \nMasterclass Dagli intonarumori di Luigi Russolo allo Studio di Fonologia Musicale della Rai\, rivolto agli studenti del Canova e Fondazione Masini. \n Associazione Threes – Milano \nore 11.30 – Conduction di Marco Colonna con studenti Canova e Masini \nin collaborazione con Dai De Jazz \n>>> sabato 1 novembre \nore 11.30 – Ludus Gravis\nDaniele Roccato – contrabbasso\nGiacomo Piermatti – contrabbasso\nRocco Castellani – contrabbasso\nYvonne Scarpellini – contrabbasso \nore 12.00 – Beaks \nEdoardo Marraffa – sax\nDaniela Cattivelli – elettroniche \nore 18.00 – Margaux Oswald (pianoforte) \nore 19.00 – Spazio Musica sonorizza Nosferatu\nSandro Mungianu – clarinetto aumentato\, elettroniche\nSergio Sorrentino – chitarra elettrica\, elettroniche\nFabrizio Casti – elettroniche \n>>> domenica 2 novembre \nore 11.30 – Canto Trio \nMarco Colonna – clarinetto basso\nLucian Ban – pianoforte\nMatt Maneri – viola  \nore 12.00 – She’s Analog\nStefano Calderano: chitarra\, sound design\nLuca Sguera: piano Rhodes\, Prophet\nGiovanni Iacovella: batteria\, synth\, live electronics \nore 18.00 – Sergio Armaroli (vibrafono)\, David Toop (elettroniche) \nore 19.00 – Frelosa\nFred Frith – chitarra el\nLotte Anker –  sax\nSamuel Dühsler – batteria\, percussioni \n  \ngiovedì 30 e venerdì 31 ottobre: tutti gli eventi sono aperti anche al pubblico – ingresso libero \nsabato 1 novembre: Ludus Gravis + Beaks € 15  /  Margaux Oswald + Nosferatu € 15 \ndomenica 2 novembre: Canto Trio + She’s Analog € 15  /  Sergio Armaroli\, David Toop + Frelosa € 15 \nAbbonamento a tutti gli eventi: € 50 \nINGRESSO GRATUITO PER GLI STUDENTI DEGLI ISTITUTI MUSICALI \n  \nI PROTAGONISTI \nFrelosa (Fred Frith – Lotte Anker – Samuel Dühsler) \nFrelosa è un ensemble d’eccezione formato da tre protagonisti assoluti dell’improvvisazione contemporanea\, il leggendario Fred Frith alla chitarra elettrica\, la visionaria Lotte Anker al sassofono e l’eclettico Samuel Dühsler alla batteria. Durante la serata\, il trio eseguirà dal vivo il loro acclamato album Storytelling\, pubblicato nel 2017 dall’etichetta Intuition all’interno della rinomata serie European Jazz Legends. La rivista tedesca Jazz Thing definisce l’album come un’esperienza sonora che affonda le radici in atmosfere arcaiche e rituali\, dove l’intuizione guida ogni gesto musicale. Non è tanto la narrazione a catturare l’ascoltatore\, quanto il processo stesso del raccontare\, trasformato in una vera e propria avventura sonora. Un viaggio in cui l’abbandono al momento genera una tensione vibrante\, libera e profondamente umana. Fred Frith racconta che la sintonia con Lotte Anker è stata immediata fin dal primo incontro. Suonare insieme è apparso da subito naturale e inevitabile\, come se la musica esistesse già\, pronta a manifestarsi\, e il loro unico compito fosse semplicemente lasciarla fluire. Da questa fiducia reciproca nasce un linguaggio sonoro rilassato\, flessibile e al contempo sorprendentemente semplice e diretto. Con Samuel Dühsler\, invece\, la connessione si tinge di una tensione diversa: un continuo gioco tra stabilità e sorpresa. Frith descrive l’esperienza con il batterista come un delicato equilibrio tra controllo e caos\, in cui ogni gesto musicale è attraversato da un umorismo disarmante e da una grazia che sovverte le aspettative. Dühsler ha la capacità di scuotere le fondamenta del dialogo musicale\, provocando cambi di prospettiva improvvisi e piccole scosse creative che mantengono tutti costantemente all’erta. \nMargaux Oswald  \nMargaux Oswald è una pianista di origini franco-filippine\, nata a Ginevra e attualmente residente a Copenaghen. Suona il pianoforte dall’età di 5 anni e ora si dedica all’arte dell’improvvisazione libera. Oswald ha attirato l’attenzione internazionale per i suoi concerti di pianoforte solista improvvisati liberamente sin dall’uscita del suo album di debutto Dysphotic Zone nel 2022. Il suo lavoro suscita spesso reazioni poetiche. La sua musica affronta gli estremi: violenza e fragilità\, luce e oscurità\, intensità e silenzio. Bilancia sapientemente l’intimo\, il lirico e il delicato con il forte\, il passionale e l’estremo\, il tutto legato da un innato senso del dramma. Il titolo dell’album fa riferimento allo strato oceanico compreso tra i 200 e i 1.000 metri di profondità. In questa zona\, l’intensità della luce si dissipa rapidamente con l’aumentare della profondità. La quantità di luce che penetra oltre i 200 metri di profondità è talmente minuscola che la fotosintesi non è più possibile.  \nMarco Colonna \nPolistrumentista (ma il suo strumento prediletto è il clarinetto basso)\, compositore e scrittore romano\, classe 1978\, Marco Colonna è uno dei nomi più in vista del jazz italiano odierno più versato alla sperimentazione. Attivo da oramai vent’anni nei più diversi ambienti musicali\, si forma frequentando il conservatorio di Frosinone e seminari con Alfredo Impulliti e Achille Succi\, specializzandosi poi nell’esecuzione di musica contemporanea con il maestro Harry Sparnaay. Dedicatario di molte opere per clarinetto basso e clarinetto contrabbasso solo di compositori come Giorgio Colombo Taccani\, Dan Di Maggio e Sofia Mikaelyan\, si occupa di musica per teatro\, cinema e documentari. In ambito jazzistico suona con Andrew Cyrille\, Gebhard Ulmann\, Omar Tamez\, Michele Rabbia\, Silvia Bolognesi\, Eugenio Colombo e molti altri\, ma le sue esperienze abbracciano anche il nuovo folk grazie all’incontro con il gruppo Acquaragia Drom\, con cui registra il disco Rom Kaffè.  \nNel 2003 ha fatto parte dell’orchestra di Butch Morris\, l’ideatore di Conduction\, un tipo di improvvisazione libera strutturata in cui si dirige un ensemble con una serie di gesti (tendenzialmente preordinati) delle mani e della bacchetta. \nCanto Trio (Lucian Ban\, piano\, Marco Colonna\, clarinetto basso\, Mat Maneri\, viola) \nLa musica è un oceano che le geografie dei viaggiatori hanno voluto dividere e nominare\, per individuare caratteri e memorie. Ma la memoria antica dell’acqua ci rimanda a un’unica grande “madre” degli oceani. Quella Pantalassa da cui tutti i percorsi delle acque hanno origine. Così\, in musica\, la divisione fra i generi ha portato ad una divisione\, che ha costruito il gusto e l’identità di generazioni di musicisti e ascoltatori. Nel tempo pochi hanno cercato di tenere in evidenza le relazioni mai sopite fra tutte le declinazioni estetiche che si sono succedute o che hanno convissuto\, mantenendo in vita quella rete di connessioni vitali che fanno della musica un linguaggio ecumenico\, espressione di sensibilità emotiva e geografia dell’intimo che sempre di più è chiamata a essere. E il primo e più importante legame di questa rete è il Canto. Musicisti che sanno essere jazzisti\, capaci di essere interpreti classici e di lanciarsi verso l’ignoto della creazione istantanea\, a servizio di questa profonda cura per la memoria di tutto. Questo trio nasce per essere questo: uno strumento evidente di unità e poesia. \nSergio Armaroli\, David Toop \nDal suo debutto del 1975\, New and Rediscovered Musical Instruments\, David Toop è stato considerato un pioniere della musica sperimentale e improvvisata britannica: un viaggiatore sonoro che ha continuamente sfidato le fonti e la materialità del suono attraverso performance rigorosamente ponderate\, un vasto catalogo di registrazioni e un flusso costante di testi altamente influenti. Sia come membro degli Alterations\, il suo gruppo di rottura con Peter Cusack\, Terry Day e Steve Beresford attivo dal 1977 al 1986\, sia attraverso il suo notevole lavoro con artisti come Rie Nakajima\, Thurston Moore\, Paul Burwell\, Rhodri Davies\, Lee Patterson\, Ryuichi Sakamoto\, Akio Suzuki\, Elaine Mitchener e molti altri\, la collaborazione ha sempre avuto un ruolo centrale nella pratica singolare di Toop\, ma pochi possono vantare il senso di bellezza e intimità che si respira in And I Entered Into Sleep\, del 2025\, la sua prima registrazione con Sergio Armaroli. Compositore\, percussionista\, vibrafonista e artista multidisciplinare\, Armaroli da decenni propone gesti musicali radicali e all’avanguardia\, lavorando come uno dei più importanti interpreti italiani di compositori come Giacinto Scelsi\, John Cage\, Franco Evangelisti\, Giancarlo Schiaffini e Walter Branchi\, sia come solista che come membro del rinomato Rib Trio\, oltre a forgiare una pratica singolare come compositore\, intrecciando i suoi sforzi di pittore\, percussionista concreto\, poeta frammentario e artista del suono\, all’interno di un’arte totale\, radicata “nel linguaggio del jazz e dell’improvvisazione” come “estensione del concetto di arte”. Come Toop\, anche la carriera di Armaroli è stata costellata da numerose collaborazioni\, in particolare con Riccardo Sinigaglia\, Alvin Curran e Walter Prati\, tra gli altri\, ponendo le basi per un incontro straordinario tra i due.  \nCon Armaroli al vibrafono e al vibrafono preparato e Toop all’elettronica\, And I Entered Into Sleep è “un viaggio sonoro\, una suggestione proustiana alla Recherche\, nell’inconscio tra suoni elettronici e acustici”. \nBeaks (Daniela Cattivelli\, elettronica – Edoardo Marraffa\, sassofoni) \nIl progetto sonoro del duo ha origine dall’ascolto\, interiorizzazione e trasfigurazione di una varietà di sorgenti sonore: il canto degli uccelli\, quello di macchinari industriali e attrezzi artigianali\, metropoli e campagne\, architetture e distruzioni\, sogni\, incubi e altro ancora. L’ascolto si tramuta in interazione e scambio che portano ad una sintesi compositiva elaborata in tempo reale dai due musicisti. Daniela Cattivelli è sound artist e compositrice elettroacustica con base a Bologna. Ha iniziato come sassofonista\, formandosi attraverso una varietà di esperienze musicali: dalla musica industriale a quella colta contemporanea\, da quella improvvisata alla musica di scena. Tra il 1990 e il 2000 ha fondato\, insieme ad altri musicisti bolognesi\, diversi gruppi musicali: Laboratorio Musica & Immagine\, Fastilio\, Eva Kant\, Antenata. L’ambito di indagine sulla ricerca sonora si è successivamente esteso a esperienze artistiche interdisciplinari e all’adozione di dispositivi elettronici digitali e analogici. Edoardo Marraffa\, considerato oggi uno dei maggiori esponenti della musica improvvisata in Italia\, da più di 20 anni lavora sul suono del saxofono\, in particolare il tenore\, esplorando i confini del suo potenziale espressivo. Ciò gli ha consentito di sviluppare sullo strumento una voce unica\, che mantiene un legame molto forte con la tradizione nonostante il carattere fortemente sperimentale delle sue esplorazioni. \nShe’s Analog \nNel novembre del 1926\, Tina Modotti scriveva: “Accetto il tragico conflitto tra la vita che cambia continuamente e la forma\, che immutabilmente la fissa nel tempo”. No longer\, not yet\, il secondo album di She’s Analog uscito a maggio 2025 per l’etichetta francese Carton e l’taliana Torto Editions\, è una zona di transito\, in cui tutto si dispiega e fiorisce. Una zona di transito non esclusivamente musicale\, che rappresenta quello spazio liminare in cui ci muoviamo e creiamo\, staccandoci da ciò che ci lasciamo alle spalle\, e aprendoci a ciò che potrebbe accadere in futuro. Con alle spalle concerti in Italia e all’estero e il riconoscimento del 12 Points Festival\, She’s Analog si conferma una delle voci più originali della nuova scena europea.  \n«Movimento\, trasformazione\, metodo e delirio: a metà strada tra forma canzone\, rock evoluto e con l’orecchio attentissimo alle deviazioni elettroniche della contemporaneità». Nazim Comunale\, Blow Up (Luglio 2025) \nSpazio Musica sonorizza Nosferatu \nL’Associazione Spazio Musica è stata fondata nel 1982 da Franco Oppo\, compositore e musicista di fama internazionale\, e da allora è una realtà riconosciuta e accreditata nel panorama musicale regionale e nazionale italiano. In questa occasione la formazione è composta da Sandro Mungianu (clarinetto aumentato ed elettronica)\, Sergio Sorrentino (chitarra elettrica ed elettronica) e Fabrizio Casti (elettronica). Un’esperienza cinematografica unica prende vita con la sonorizzazione dal vivo del capolavoro del cinema espressionista Nosferatu (1922) di F.W. Murnau. Considerato uno dei primi e più influenti film horror della storia\, Nosferatu è un adattamento non ufficiale del Dracula di Bram Stoker\, con il terrificante conte Orlok – interpretato da Max Schreck – che incarna un vampiro spettrale e inquietante\, immerso in un’estetica gotica e deformata tipica dell’Espressionismo tedesco. I suoni elettronici di Fabrizio Casti\, il clarinetto aumentato di Sandro Mungianu\, la chitarra elettrica e laptop di Sergio Sorrentino si uniscono in un’atmosfera oscura e suggestiva\, amplificando il potere evocativo delle immagini. La nuova colonna sonora restituisce nuova profondità alla narrazione\, enfatizzando il senso di mistero\, terrore e inquietudine che permeano il film. Un incontro tra passato e presente\, tra visione e suono\, che trasforma la proiezione in un evento immersivo capace di far riscoprire Nosferatu in una luce completamente nuova. \n 
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SUMMARY:Forlì Open Music - Ludus Gravis
DESCRIPTION:Fondazione Masini \nLudus Gravis\nDaniele Roccato – contrabbasso\nGiacomo Piermatti – contrabbasso\nRocco Castellani – contrabbasso\nYvonne Scarpellini – contrabbasso \nJohn Cage (1912 – 1992)\nDREAM \nLudus Gravis (collettivo)\nINTERMISSION #6 \nLouis Andriessen (1939 – 2021)\nWORKERS UNION \nLudus Gravis è un ensemble di soli contrabbassi.\nFin dal suo debutto nel 2010 ha rappresentato un’autentica novità nel panorama musicale contemporaneo attirando l’attenzione dei maggiori compositori e ricevendo inviti da molti dei più prestigiosi festival musicali europei.\nPer Ludus Gravis hanno scritto [in ordine casuale] Hans Werner Henze\, Sofia Gubaidulina\, Salvatore Sciarrino\, Terry Riley\, Gavin Bryars\, Julio Estrada\, Stefano Scodanibbio\, Fabio Cifariello Ciardi\, Luigi Ceccarelli\, Nicola Sani\, Filippo Perocco\, Francesco Antonioni\, Edgar Alandia\, Tonino Battista (per citarne alcuni).\nL’attività dell’ensemble si estende nei campi del teatro\, della danza\, della letteratura\, della poesia\, delle arti visive\, del cinema muto e contempla progetti con accompagnamento d’orchestra e con live electronics.\nLudus Gravis nei suoi programmi intreccia a volte brani contemporanei con trascrizioni ed elaborazioni del repertorio vocale dei secoli XIV – XVII (Ockeghem\, Palestrina\, Gesualdo\, Monteverdi) seguendo l’antica prassi di trasposizione su consort strumentale. In questi casi si formano percorsi nei quali i singoli pezzi diventano elementi di una macrostruttura\, dove il concetto stesso di “musica contemporanea” perde i suoi connotati temporali.\nL’ensemble è composto generalmente da otto contrabbassi ma il numero varia da quattro a dodici in relazione al programma.\nLudus Gravis ha registrato per le etichette discografiche ECM\, WERGO\, PDM Records (Parco Della Musica Records).\nBBC Radio\, Rai Radio3 e il canale televisivo SkyArte hanno trasmesso concerti dell’ensemble.\nIl gruppo è nato dall’incontro tra Stefano Scodanibbio e Daniele Roccato.\nScodanibbio (1956 – 2012) è stato il contrabbassista più influente e innovativo del XX secolo. Roccato\, attuale solista e direttore musicale\, è considerato uno dei maggiori contrabbassisti in attività.\nLa ricerca e l’attività artistica di Ludus Gravis è stata supportata da SIAE\, Comune di Roma\, Regione Emilia-Romagna\, Unione Buddista Italiana. \nContrabbassista solista e compositore\, Daniele Roccato è stato invitato a suonare in molti dei festival e delle sale da concerto più prestigiose\, spesso presentando proprie composizioni.\nI suoi concerti vengono inseriti indifferentemente nei cartelloni di musica classica\, contemporanea e jazz.\nPer lui hanno scritto Francesco Antonioni\, Edgar Alandia\, Carlo Boccadoro\, Gavin Bryars\, Fabio Cifariello Ciardi\, Julio Estrada\, Ivan Fedele\, Sofia Gubaidulina\, Hans Werner Henze\, Roscoe Mitchell\, Filippo Perocco\, Terry Riley\, Nicola Sani\, Salvatore Sciarrino\, Stefano Scodanibbio e molti altri.\nAssieme allo stesso Scodanibbio ha fondato Ludus Gravis\, il più noto ensemble di contrabbassi nel campo della nuova musica.\nPer il danzatore e coreografo Virgilio Sieni ha scritto le musiche degli spettacoli Agorà Tutti\, Vangelo secondo Matteo\, CORPUS Deposizioni e Visitazioni\, Vita Nova\, DOLCE VITA Archeologia della Passione\, Le Sacre – Preludio\, Quintetti sul nero\, Cantico dei Cantici\, Preludi/Cominciamenti\, Le tue Labbra.\nIn ambito teatrale ha scritto le musiche per NuvoleCasa e Monsieur Teste\, realizzati da Socìetas Raffaello Sanzio (Chiara Guidi) e le musiche per il lavoro Madre (sul palco con Ermanna Montanari e il disegnatore Stefano Ricci)\, per Pasolinacci e Pasolini e per LUS\, realizzati dal Teatro delle Albe. Per quest’ultimo lavoro ha ottenuto la nomination al Premio UBU 2015 come compositore.\nLa collaborazione artistica con lo scrittore\, drammaturgo e attore Vitaliano Trevisan ha portato\, nel periodo 2009-2018\, alla realizzazione di ben 14 lavori teatrali e di teatro musicale.\nTutti i progetti nel campo del teatro e della danza lo vedono coinvolto in qualità di compositore e di performer.\nHa scritto le musiche per il film The Sky Over Kibera e per il film ER di Marco Martinelli.\nHa realizzato\, a quattro mani con il compositore Tonino Battista\, l’opera Assedio\, co-prodotta da RAI News24.\nHa lavorato con le corrispondenti di guerra Lucia Goracci e Francesca Mannocchi.\nNel campo della creazione estemporanea e dell’improvvisazione ha suonato con molti artisti di riferimento. Fra i progetti in duo e in trio sono da menzionare quelli con Olivier Benoit\, Bruno Chevillon\, Marco Colonna\, Pascal Contet\, Mark Dresser\, Paolo Damiani\, Marc Ducret\, Garth Knox\, Régis Huby\, Ciro Longobardi\, Ivo Nilsson\, Fabrizio Ottaviucci\, Barre Phillips\, Dominique Pifarély\, Michele Rabbia\, Terry Riley\, Markus Stockhausen\, Jay Schwartz.\nImprovvisa spesso con danzatori\, attori\, scrittori\, filosofi\, poeti\, pittori\, disegnatori\, scultori.\nDa menzionare la collaborazione con Jim Dine\, pittore\, scultore e poeta\, tra i fondatori della Pop Art.\nAlcuni dei suoi molti lavori di trascrizione sono in corso di pubblicazione per le edizioni Sikorski\, Schott e Salabert.\nHa portato il contrabbasso solista nell’ambito pop con i progetti in trio con Lucio Dalla e con Roberto Vecchioni.\nLe sue composizioni sono state commissionate da La Biennale di Venezia\, Centre Pompidou di Parigi\, RAI Radio3\, Maggio Musicale Fiorentino\, RomaEuropa Festival\, Bozar di Brussels\, Fondazione Musica per Roma\, Festival Milano Musica\, ERT\, Accademia Chigiana di Siena\, Istituzione Sinfonica Abruzzese\, Comune di Roma\, Teatro Comunale di Bologna.\nÈ titolare della cattedra di contrabbasso presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma\, dove tiene anche le lezioni di Tecniche di Improvvisazione\, ed è stato invitato a tenere seminari presso: Conservatoire National Supérieur (Parigi)\, Universitat der Kunste (Berlino)\, San Francisco State University\, Norwegian Academy of Music (Oslo)\, Università Ca’ Foscari di Venezia\, UNAMM (Città del Messico)\, UNEAC (L’Havana)\, Royal Danish Academy of Music (Copenhagen)\, LUCA School of Arts (Leuven).\nHa registrato come solista per ECM\, WERGO\, PM Records\, Sony BMG\, Stradivarius.\nDiversi suoi concerti sono stati trasmessi da Rai RadioTre\, da BBC Radio e dal canale Sky ARTE.
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SUMMARY:Forlì Open Music - Beaks
DESCRIPTION:Fondazione Masini \nBeaks\nEdoardo Marraffa – sax\nDaniela Cattivelli – elettroniche \nIl progetto sonoro del duo ha origine dall’ascolto\, interiorizzazione e trasfigurazione di una varietà di sorgenti sonore: il canto degli uccelli\, quello di macchinari industriali e attrezzi artigianali\, metropoli e campagne\, architetture e distruzioni\, sogni\, incubi e altro ancora. L’ascolto si tramuta in interazione e scambio che portano ad una sintesi compositiva elaborata in tempo reale dai due musicisti. Daniela Cattivelli è sound artist e compositrice elettroacustica con base a Bologna. Ha iniziato come sassofonista\, formandosi attraverso una varietà di esperienze musicali: dalla musica industriale a quella colta contemporanea\, da quella improvvisata alla musica di scena. Tra il 1990 e il 2000 ha fondato\, insieme ad altri musicisti bolognesi\, diversi gruppi musicali: Laboratorio Musica & Immagine\, Fastilio\, Eva Kant\, Antenata. L’ambito di indagine sulla ricerca sonora si è successivamente esteso a esperienze artistiche interdisciplinari e all’adozione di dispositivi elettronici digitali e analogici. Edoardo Marraffa\, considerato oggi uno dei maggiori esponenti della musica improvvisata in Italia\, da più di 20 anni lavora sul suono del saxofono\, in particolare il tenore\, esplorando i confini del suo potenziale espressivo. Ciò gli ha consentito di sviluppare sullo strumento una voce unica\, che mantiene un legame molto forte con la tradizione nonostante il carattere fortemente sperimentale delle sue esplorazioni.
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SUMMARY:Forlì Open Music - Margaux Oswald
DESCRIPTION:Fondazione Masini \nMargaux Oswald (pianoforte) \nMargaux Oswald è una pianista di origini franco-filippine\, nata a Ginevra e attualmente residente a Copenaghen. Suona il pianoforte dall’età di 5 anni e ora si dedica all’arte dell’improvvisazione libera. Oswald ha attirato l’attenzione internazionale per i suoi concerti di pianoforte solista improvvisati liberamente sin dall’uscita del suo album di debutto Dysphotic Zone nel 2022. Il suo lavoro suscita spesso reazioni poetiche. La sua musica affronta gli estremi: violenza e fragilità\, luce e oscurità\, intensità e silenzio. Bilancia sapientemente l’intimo\, il lirico e il delicato con il forte\, il passionale e l’estremo\, il tutto legato da un innato senso del dramma. Il titolo dell’album fa riferimento allo strato oceanico compreso tra i 200 e i 1.000 metri di profondità. In questa zona\, l’intensità della luce si dissipa rapidamente con l’aumentare della profondità. La quantità di luce che penetra oltre i 200 metri di profondità è talmente minuscola che la fotosintesi non è più possibile.
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SUMMARY:Forlì Open Music - Spazio Musica sonorizza Nosferatu
DESCRIPTION:Fondazione Masini \nSpazio Musica sonorizza Nosferatu\nSandro Mungianu – clarinetto aumentato\, elettroniche\nSergio Sorrentino – chitarra elettrica\, elettroniche\nFabrizio Casti – elettroniche \nL’Associazione Spazio Musica è stata fondata nel 1982 da Franco Oppo\, compositore e musicista di fama internazionale\, e da allora è una realtà riconosciuta e accreditata nel panorama musicale regionale e nazionale italiano. In questa occasione la formazione è composta da Sandro Mungianu (clarinetto aumentato ed elettronica)\, Sergio Sorrentino (chitarra elettrica ed elettronica) e Fabrizio Casti (elettronica). Un’esperienza cinematografica unica prende vita con la sonorizzazione dal vivo del capolavoro del cinema espressionista Nosferatu (1922) di F.W. Murnau. Considerato uno dei primi e più influenti film horror della storia\, Nosferatu è un adattamento non ufficiale del Dracula di Bram Stoker\, con il terrificante conte Orlok – interpretato da Max Schreck – che incarna un vampiro spettrale e inquietante\, immerso in un’estetica gotica e deformata tipica dell’Espressionismo tedesco. I suoni elettronici di Fabrizio Casti\, il clarinetto aumentato di Sandro Mungianu\, la chitarra elettrica e laptop di Sergio Sorrentino si uniscono in un’atmosfera oscura e suggestiva\, amplificando il potere evocativo delle immagini. La nuova colonna sonora restituisce nuova profondità alla narrazione\, enfatizzando il senso di mistero\, terrore e inquietudine che permeano il film. Un incontro tra passato e presente\, tra visione e suono\, che trasforma la proiezione in un evento immersivo capace di far riscoprire Nosferatu in una luce completamente nuova.
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SUMMARY:Forlì Open Music - Canta Trio
DESCRIPTION:Fondazione Masini \nCanta Trio\nMarco Colonna – clarinetto basso\nLucian Ban – pianoforte\nMatt Maneri – viola \nLa musica è un oceano che le geografie dei viaggiatori hanno voluto dividere e nominare\, per individuare caratteri e memorie. Ma la memoria antica dell’acqua ci rimanda a un’unica grande “madre” degli oceani. Quella Pantalassa da cui tutti i percorsi delle acque hanno origine. Così\, in musica\, la divisione fra i generi ha portato ad una divisione\, che ha costruito il gusto e l’identità di generazioni di musicisti e ascoltatori. Nel tempo pochi hanno cercato di tenere in evidenza le relazioni mai sopite fra tutte le declinazioni estetiche che si sono succedute o che hanno convissuto\, mantenendo in vita quella rete di connessioni vitali che fanno della musica un linguaggio ecumenico\, espressione di sensibilità emotiva e geografia dell’intimo che sempre di più è chiamata a essere. E il primo e più importante legame di questa rete è il Canto. Musicisti che sanno essere jazzisti\, capaci di essere interpreti classici e di lanciarsi verso l’ignoto della creazione istantanea\, a servizio di questa profonda cura per la memoria di tutto. Questo trio nasce per essere questo: uno strumento evidente di unità e poesia.
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SUMMARY:Forlì Open Music - She's Analog
DESCRIPTION:Fondazione Masini \nShe’s Analog\nStefano Calderano: chitarra\, sound design\nLuca Sguera: piano Rhodes\, Prophet\nGiovanni Iacovella: batteria\, synth\, live electronics \nNel novembre del 1926\, Tina Modotti scriveva: “Accetto il tragico conflitto tra la vita che cambia continuamente e la forma\, che immutabilmente la fissa nel tempo”. No longer\, not yet\, il secondo album di She’s Analog uscito a maggio 2025 per l’etichetta francese Carton e l’taliana Torto Editions\, è una zona di transito\, in cui tutto si dispiega e fiorisce. Una zona di transito non esclusivamente musicale\, che rappresenta quello spazio liminare in cui ci muoviamo e creiamo\, staccandoci da ciò che ci lasciamo alle spalle\, e aprendoci a ciò che potrebbe accadere in futuro. Con alle spalle concerti in Italia e all’estero e il riconoscimento del 12 Points Festival\, She’s Analog si conferma una delle voci più originali della nuova scena europea. \n«Movimento\, trasformazione\, metodo e delirio: a metà strada tra forma canzone\, rock evoluto e con l’orecchio attentissimo alle deviazioni elettroniche della contemporaneità». Nazim Comunale\, Blow Up (Luglio 2025)
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SUMMARY:Forlì Open Music - Armaroli-Toop
DESCRIPTION:Fondazione Masini \nSergio Armaroli (vibrafono)\, David Toop (elettroniche) \nDal suo debutto del 1975\, New and Rediscovered Musical Instruments\, David Toop è stato considerato un pioniere della musica sperimentale e improvvisata britannica: un viaggiatore sonoro che ha continuamente sfidato le fonti e la materialità del suono attraverso performance rigorosamente ponderate\, un vasto catalogo di registrazioni e un flusso costante di testi altamente influenti. Sia come membro degli Alterations\, il suo gruppo di rottura con Peter Cusack\, Terry Day e Steve Beresford attivo dal 1977 al 1986\, sia attraverso il suo notevole lavoro con artisti come Rie Nakajima\, Thurston Moore\, Paul Burwell\, Rhodri Davies\, Lee Patterson\, Ryuichi Sakamoto\, Akio Suzuki\, Elaine Mitchener e molti altri\, la collaborazione ha sempre avuto un ruolo centrale nella pratica singolare di Toop\, ma pochi possono vantare il senso di bellezza e intimità che si respira in And I Entered Into Sleep\, del 2025\, la sua prima registrazione con Sergio Armaroli. Compositore\, percussionista\, vibrafonista e artista multidisciplinare\, Armaroli da decenni propone gesti musicali radicali e all’avanguardia\, lavorando come uno dei più importanti interpreti italiani di compositori come Giacinto Scelsi\, John Cage\, Franco Evangelisti\, Giancarlo Schiaffini e Walter Branchi\, sia come solista che come membro del rinomato Rib Trio\, oltre a forgiare una pratica singolare come compositore\, intrecciando i suoi sforzi di pittore\, percussionista concreto\, poeta frammentario e artista del suono\, all’interno di un’arte totale\, radicata “nel linguaggio del jazz e dell’improvvisazione” come “estensione del concetto di arte”. Come Toop\, anche la carriera di Armaroli è stata costellata da numerose collaborazioni\, in particolare con Riccardo Sinigaglia\, Alvin Curran e Walter Prati\, tra gli altri\, ponendo le basi per un incontro straordinario tra i due. \nCon Armaroli al vibrafono e al vibrafono preparato e Toop all’elettronica\, And I Entered Into Sleep è “un viaggio sonoro\, una suggestione proustiana alla Recherche\, nell’inconscio tra suoni elettronici e acustici”.
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SUMMARY:Forlì Open Music - Frelosa
DESCRIPTION:Fondazione Masini \nFrelosa\nFred Frith – chitarra el\nLotte Anker – sax\nSamuel Dühsler – batteria\, percussioni \nFrelosa è un ensemble d’eccezione formato da tre protagonisti assoluti dell’improvvisazione contemporanea\, il leggendario Fred Frith alla chitarra elettrica\, la visionaria Lotte Anker al sassofono e l’eclettico Samuel Dühsler alla batteria. Durante la serata\, il trio eseguirà dal vivo il loro acclamato album Storytelling\, pubblicato nel 2017 dall’etichetta Intuition all’interno della rinomata serie European Jazz Legends. La rivista tedesca Jazz Thing definisce l’album come un’esperienza sonora che affonda le radici in atmosfere arcaiche e rituali\, dove l’intuizione guida ogni gesto musicale. Non è tanto la narrazione a catturare l’ascoltatore\, quanto il processo stesso del raccontare\, trasformato in una vera e propria avventura sonora. Un viaggio in cui l’abbandono al momento genera una tensione vibrante\, libera e profondamente umana. Fred Frith racconta che la sintonia con Lotte Anker è stata immediata fin dal primo incontro. Suonare insieme è apparso da subito naturale e inevitabile\, come se la musica esistesse già\, pronta a manifestarsi\, e il loro unico compito fosse semplicemente lasciarla fluire. Da questa fiducia reciproca nasce un linguaggio sonoro rilassato\, flessibile e al contempo sorprendentemente semplice e diretto. Con Samuel Dühsler\, invece\, la connessione si tinge di una tensione diversa: un continuo gioco tra stabilità e sorpresa. Frith descrive l’esperienza con il batterista come un delicato equilibrio tra controllo e caos\, in cui ogni gesto musicale è attraversato da un umorismo disarmante e da una grazia che sovverte le aspettative. Dühsler ha la capacità di scuotere le fondamenta del dialogo musicale\, provocando cambi di prospettiva improvvisi e piccole scosse creative che mantengono tutti costantemente all’erta.
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SUMMARY:Gabriele Mitelli & Mariam Rezaei
DESCRIPTION:c/o Lupo \nRassegna Musiche Extra-Ordinarie \nGabriele Mitelli & Mariam Rezaei\nG. Mitelli – tromba\, elettronica\nM. Rezaei – giradischi \nMariam Rezaei e Gabriele Mitelli formano un duo eccezionale nella scena musicale sperimentale contemporanea. Uniti dalla passione per l’innovazione sonora e la sperimentazione artistica\, i due musicisti hanno dato vita a un progetto che sfida le convenzioni ed esplora nuove dimensioni espressive. Le loro performance sono un viaggio attraverso paesaggi sonori in continua evoluzione\, dove improvvisazione e composizione si fondono in un’esperienza cosmica. Mariam Rezaei è una figura di spicco nella scena musicale sperimentale\, riconosciuta per la sua abilità nel manipolare suoni e texture attraverso l’uso di giradischi\, elettronica e tecniche di turntablism. La sua formazione classica e il suo interesse per l’avanguardia sonora si fondono in performance intense e ipnotiche. La sua arte sonora è caratterizzata da una profonda attenzione ai dettagli e da una costante ricerca di nuove modalità espressive. Gabriele Mitelli è un talentuoso trombettista e musicista elettronico\, che si è fatto un nome sulla scena internazionale con il suo approccio innovativo alla musica sperimentale. La sua capacità di integrare la tromba con l’elettronica e altri strumenti non convenzionali gli permette di creare paesaggi sonori unici e coinvolgenti. Mitelli è rinomato per la sua versatilità e la sua capacità di muoversi fluidamente tra generi diversi\, mantenendo una forte identità artistica. \nIngresso 15 euro
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SUMMARY:Uredda
DESCRIPTION:Haiku Festival 2025 \nc/o Lupo \nRassegna Musiche Extra-Ordinarie\ncol supporto di Emilia Romagna Music Commission \nUredda \nThighpaulsandra – elettronica e voce\nMariaGiulia Degli Amori – percussioni\, voci\, elettronica\nBruno Germano – chitarra elettrica\, synth\nPaolo Mongardi – batteria e percussioni\nMassimo Pupillo – basso elettrico \nNasce Uredda\, il nuovo progetto di Massimo Pupillo: un’alleanza sonora nata dall’amicizia e da anni di collaborazioni trasversali. Uredda è una nuova band che affonda le sue radici in un fitto intreccio di collaborazioni\, incontri e affinità artistiche maturate nel corso degli anni. Un territorio condiviso da musicisti che\, pur provenendo da percorsi differenti\, hanno costantemente incrociato i propri linguaggi fino a far emergere un nuovo organismo sonoro. \nThighpaulsandra – figura chiave nella storia dei Coil\, membro degli Spiritualized\, collaboratore di Julian Cope e attualmente negli Hawkwind – lavora da tempo accanto a Massimo Pupillo\, prima nel duo Uruk e oggi anche nei Cindytalk. Paolo Mongardi forma con Pupillo la sezione ritmica degli Zu\, mentre Bruno Germano ha prodotto sia lavori solisti di Pupillo sia album degli Zu\, tra cui Cortar Todo\, oltre ad aver seguito in studio numerosi progetti di Mongardi come Zeus e altri ensemble. Germano è inoltre produttore dei due album di IOSONOUNCANE e di Daniela Pes\, realtà nelle quali ha collaborato anche MariaGiulia Degli Amori. Una rete di connessioni che\, più che un semplice incrocio professionale\, rappresenta un ecosistema creativo in continua evoluzione. \nDa questa costellazione di rapporti\, stima reciproca e visioni condivise nasce dunque in modo naturale Uredda\, una nuova formazione che trasforma queste storie intrecciate in un unico flusso musicale. Le sessioni di studio e le prove hanno dato vita a un primo immaginario sonoro in rapido sviluppo\, ora pronto a tradursi in una debut album attualmente in lavorazione. \nIl gruppo si presenta per la prima volta dal vivo con un concerto che segna l’avvio ufficiale del progetto. Uredda\, parola appartenente a una xeno-lingua immaginaria\, significa “amicizia”: un nome che sintetizza alla perfezione lo spirito che ha dato vita alla band. \nIngresso 20 euro \nprevendita qui: https://oooh.events/evento/uredda-biglietti/
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SUMMARY:Claudio Pasceri – Hommage à Rohan de Saram
DESCRIPTION:Haiku Festival 2025 \nc/o Lupo \nRassegna Musica inaudita \nHommage à Rohan de Saram \nClaudio Pasceri\, violoncello \n“Il Violoncellista meraviglioso Claudio Pasceri mi ha impressionato tanto per via della sua musicalità e della maestria sovrana sul suo strumento\, nonché per la sua competenza nella musica di oggi”\n– Helmut Lachenmann \nTra i più apprezzati violoncellisti italiani della propria generazione\, svolge un’intensa attività concertistica.\nIl repertorio solistico comprende concerti di Vivaldi fino a opere di Schnittke\, in esecuzioni con orchestre come l’Orchestre de Chambre de Toulouse\, la Camerata Royal Concertgebouw Amsterdam\, l’Arpeggione Kammerorchester. Una sua esecuzione del concerto di Schumann è stata registrata dalla Bayerischer Rundfunk di Monaco di Baviera.\nIn ambito cameristico collabora con illustri musicisti\, tra cui Salvatore Accardo\, Pavel Gililov\, Ilya Grubert\, Dora Schwarzberg\, Bruno Giuranna\, Rohan De Saram\, Rocco Filippini\, Irvine Arditti\, Gilles Apap.\nTiene regolarmente Masterclass e seminari per istituzioni europee come Musicalta a Rouffach\, Università del Liceu di Barcellona\, Conservatoire Royal di Bruxelles\, Leopold Mozart Universität di Augsburg\, Leeds University. È stato docente di violoncello\, per diversi anni\, presso l’Accademia di Musica di Pinerolo.\nClaudio Pasceri è direttore artistico di EstOvest Festival\, manifestazione di musica contemporanea. È Artista in residence\, per il triennio 2023/2025\, presso la Reggia di Venaria Reale. \nProgramma della serata \nIvan Fedele – Preludio e Ciaccona per violoncello\nJ.S. Bach – Allemanda dalla Suite per violoncello solo BWV 1007\nSilvia Borzelli – here/folia per violoncello solo\nGiuseppe Colombi – Ciaccona a basso solo\nJ.S. Bach – Sarabande dalle Suites per violoncello solo BWV 1007\, 1008 e 1010\nLuciano Berio – Sequenza XIV per violoncello \n  \n•••••••••••••••••••••••••••••Ingresso 12€prevendita: https://oooh.events/evento/claudio-pasceri-hommage-rohan-de-saram-biglietti/\nInfo 345 6638289 | areasismica.it•••••••••••••••••••••••••••••
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DESCRIPTION:c/o Lupo \nRassegna Musiche Extra-Ordinarie \nLuca Ciffo – chitarra\nLorenzo Stecconi – chitarra\nLuca T. Mai – synth e sax\nPaolo Mongardi – batteria e percussioni \nTraum è la condivisione dello stesso orizzonte di interpretazione dell’esistenza e della musica da parte di quattro musicisti\, Luca Ciffo (Fuzz Orchestra)\, Lorenzo Stecconi (Lento)\, Luca T. Mai (Zu) e Paolo Mongardi (Fuzz Orchestra/Zeus). \nTraum (‘‘Sogno’’ in tedesco) crea e modella la propria musica partendo dalla dimensione onirica. Che sia un sogno illusorio\, lucido\, interdimensionale o indotto\, la musica ne testimonia e ne descrive i vari aspetti\, mantenendo la barra a dritta come un novello Ulisse nel ritorno a casa. Il loro primo disco è il frutto spontaneo di un’urgenza di comunicare e di esplorare musicalmente la realtà odierna\, sia a livello interiore che esteriore. È da questa urgenza che nasce\, nel 2024\, il primo lavoro eponimo\, quando la band si riunisce per l’intero mese in un antico casale vivendo insieme\, suonando\, improvvisando e condividendo le proprie vite e le proprie passioni musicali e culturali. \nIngresso € 20 \nprevendite https://oooh.events/evento/traum-biglietti/ \n 
URL:https://www.areasismica.it/event/traum/
LOCATION:Lupo\, Viale Romagna 323/H\, Lido di Savio\, Italy
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SUMMARY:TellKujira
DESCRIPTION:c/o Lupo \nRassegna Musica inaudita \nTellKujira\nFrancesco Diodati – chitarra el\nFrancesco Guerri – violoncello\nStefano Calderano – chitarra el\nAgnese Amico – violino \nAltra all star band all’Area Sismica\, saliranno infatti sul palco i TellKujira\, band nata e cresciuta sotto l’egida della Emilia Romagna Music Commission.\n\nDal 2020 la band si è prodotta in una serie di residenze artistiche\, concentrandosi su improvvisazione e scrittura collettiva\, instant composition\, timbro\, strumenti preparati\, accordature alternative.\nÈ in questo solco che è nato un percorso musicale flessibile\, alla continua ricerca di struttura\, aperto alle contaminazioni e che mira a scoprire una miscela unica composta da paesaggi sonori astratti\, a tratti ambient\, poliritmi\, timbriche industrial.\nUna miscela versatile\, che non esita a de-costruire qualsiasi tipo di linguaggio. \n“Abbiamo immaginato una sorta di rock band in forma di quartetto classico\, con due chitarre elettriche al posto dei due violini. In virtù di questa scelta cameristica\, ogni individualismo è stato messo da parte in favore di un “Noi”\, di un centro focale che fosse anche il centro della nostra musica. La ricerca collettiva in un’ottica forzatamente non volta da subito alla performance è diventato il vettore principale per l’emancipazione del quartetto dalle singole individualità e per la ricerca di un linguaggio comune.” \nIl gruppo\, seppur giovane\, si è già esibito nei più prestigiosi festival italiani ed esteri (Moers Festival\, Sudtiroljazzfestival\, Centro d’arte\, Umbria Jazz\, Torino Jazz Festival) ed è stato invitato presso il prestigioso IRCAM di Parigi per una residenza di 3 settimane supportata da Creative Europe. \nIl primo disco omonimo è uscito a novembre 2023 per la Superpang records. \ningresso €20 \nprevendite: https://oooh.events/evento/tellkujira-biglietti/
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SUMMARY:Istantanea Ensemble
DESCRIPTION:c/o Lupo \nRassegna Musica inaudita \nIstantanea Ensemble – Virtual Landscape \nElisa Prosperi – soprano\nAlma Napolitano – violino\nGiulia Arnaboldi – viola\nEnrico Mignani – violoncello\nMichele Bondesan – contrabbasso\nGian Maria Matteucci – clarinetto\nMichele Fontana – clarinetto e clarinetto basso\nTommaso Ussardi – direttore \nMusiche di: Salvatore Sciarrino\, Gioia Gurioli\, Maria Vittoria Agresti\, Livia Malossi\, Dimitri Sillato\, Alfonso Santimone\, György Ligeti.\nParte del repertorio è tratto dal disco Virtual landscape prodotto in collaborazione con Da_sh Music // Editions Recordings & Digital Art di Madrid. \nIstantanea è uno spazio di incontro tra musicisti\, compositori e improvvisatori\, nato nel 2018 dalle esperienze del Mercato Sonato di Bologna e dalla collaborazione con la Tower Jazz Composers Orchestra residente al Torrione Jazz Club di Ferrara. La sinergia creativa tra artisti attenti alle intersezioni tra il mondo delle musiche contemporanee di ricerca\, l’improvvisazione e la tradizione jazzistica in continuo movimento\, è il motore di un’indagine profonda sulle possibilità espressive del repertorio contemporaneo. Istantanea mette in primo piano la diffusione e la produzione di composizioni originali\, nel segno di uno stretto dialogo tra musica scritta\, improvvisazione come linguaggio compositivo in tempo reale\, elettronica\, arti visive e del corpo. La sua identità vive dell’osmosi tra autori e artisti di diversa estrazione\, impegnati a generare percorsi trasversali nell’arte più attuale dando vita a un proteiforme arcipelago di grande biodiversità creativa. \nL’idea è quella di esplorare composizioni originali legate ai linguaggi della contemporaneità\, varcando gli angusti confini dell’accademia e prestandosi anche a imprevedibili cortocircuiti con i mondi dell’improvvisazione\, dell’elettronica\, della danza\, del video\, della arti visive e performative\, del teatro e della letteratura. \nIngresso 15 euro – prevendite su oooh.events
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SUMMARY:WE3+
DESCRIPTION:c/o Lupo \nRassegna Musiche Extra-Ordinarie \nWE3+\nFrancesco Chiapperini – sax soprano\, clarinetto basso\nSimone Quartana – tastiera\nLuca Pissavini – contrabbasso\nStefano Grasso – batteria \nIspirata a The Trio\, storica formazione degli anni Settanta composta da John Surman\, Barre Phillips e Stu Martin\, WE3 (che qui diventa WE3+ con l’arrivo del tastierista Simone Quartana) ne riprende la strumentazione e ne aggiorna lo spirito in composizioni perlopiù originali. Le sonorità che creano sono ruvide\, possenti\, piene. I dialoghi tra sassofono baritono\, violone e batteria sono continui\, senza alcuna interruzione\, come un flusso che ha la forza di travolgere\, e allo stesso tempo di circondare con un abbraccio\, tutto ciò che ruota attorno ai tre musicisti. \nIl quartetto WE3+ si ispira alla musica sciamanica proponendo un particolare repertorio dedicato agli anni settanta. L’ispirazione nasce dalla musica magmatica e sciamanica che John Surman\, Bar Philips e Stu Martin hanno proposto attraverso la loro storica formazione The Trio. Allo stesso modo attraverso un repertorio di composizioni originali\, WE3+ rende omaggio a quel sentire che\, negli anni ’70\, vide l’incisione di capolavori quali The Trio\, Conflagration e molti altri. \nIngresso 15 euro – prevendite su oooh.events \nInfo 345 6638289
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