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SUMMARY:Residenza Artistica tellKujira
DESCRIPTION:Tell Kujira \ncol supporto di\n \nFrancesco Diodati: chitarra elettrica\nStefano Calderano: chitarra elettrica\nAmbra Chiara Michelangeli: viola\nFrancesco Guerri: violoncello \n“Quartetto d’avanguardia\, stilisticamente apolide\, a tratti ipnotico” \nTell Kujira nasce nell’autunno 2020. Da allora ha autoprodotto una serie di residenze artistiche\, concentrandosi su improvvisazione e scrittura collettiva\, instant composition\, timbro\, strumenti preparati\, accordature alternative. È in questo solco che è nato un percorso musicale flessibile\, alla continua ricerca di struttura. \n“Abbiamo da subito immaginato questo quartetto come una sorta di rock band in forma di quartetto classico\, con due chitarre elettriche al posto dei due violini. In virtù di questa scelta cameristica\, ogni individualismo è stato messo da parte in favore di un “Noi”\, di un centro focale che fosse anche il centro della nostra musica. Lo studiare insieme in un’ottica forzatamente non volta da subito alla performance è diventato il vettore principale per l’emancipazione del quartetto dalle singole individualità e per la ricerca di un linguaggio comune. \n 
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SUMMARY:Comitato Forlì.Soglie RICERCHE NEL PRESENTE con Masque Teatro\, tellKujira e Sedicicorto
DESCRIPTION:c/o Teatro Felix Guattari\, Forlì \nComitato Forlì.Soglie presenta \nRICERCHE NEL PRESENTE Accadimenti di arte e sperimentazione  \nore 21.00 Masque teatro / IL PRESENTE \nperformance teatrale \ncon: Eleonora Sedioli / elettronica: Matteo Gatti /\nideazione e macchine: Lorenzo Bazzocchi / tecnica: Pietro Mazzotti\, Angelo Generali / foto: Enrico Fedrigoli / produzione: Masque teatro \ncon il sostegno ed il contributo di: MiC\, Regione Emilia-Romagna\, Comune di Forlì\, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì \nore 21.30 Area Sismica / TELLKUJIRA \nFrancesco Diodati: chitarra elettrica \nStefano Calderano: chitarra elettrica\nAmbra Chiara Michelangeli: viola\nFrancesco Guerri: violoncello \ncol supporto di\n \nore 22.30 Sedicicorto / CENTOVENTI CONTRO NOVECENTO \ndocumentario\, Italia 2019 / regia: Alessandro Scilitani \n  \n\n\n\n\nbiglietto unico per l’intera serata: 10 € / info e prenotazioni: masque@masque.it
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SUMMARY:FORLì OPEN MUSIC 2022
DESCRIPTION:Rassegne Musiche Extra – Ordinarie e Musica Inaudita \nin collaborazione con il Liceo Artistico e Musicale Statale Canova\ne l’Istituto Musicale Angelo Masini di Forlì \nsabato 5 novembre \nc/o Sala Sangiorgi Istituto Masini Forlì \nore 11.00\nFABRIZIO OTTAVIUCCI – Conversazione/concerto \nc/o Area Sismica \nore 18.30\nLJUBA BERGAMELLI\nsoprano \nore 19.15\ncon il supporto diSIDERA SAX QUARTET\nGianpaolo Antongirolami: sax soprano\nMichele Selva: sax alto\nMichele Bianchini: sax tenore\nDaniele Berdini: sax baritono \nore 20.00\ndata unica in Italia\nKAJA DRAKSLER\npianoforte \n——- pausa enogastronomica ——- \nore 21.00\ndata unica in Italia\nCHRIS PITSIOKOS\nsax \nore 21.30\ndata unica in Italia\nA TRIO\nMazen Kerbaj: tromba\nSharif Sehnaoui: chitarra acustica\nRaed Yassin: contrabbasso \ndomenica 6 novembre \nc/o Sala Sangiorgi Istituto Masini Forlì \nore 10.00\nELIO MARTUSCIELLO Conduction con studenti dell’Istituto Musicale Masini e del Liceo Musicale Canova. \nc/o Area Sismica \nore 17.00\nSERGIO SORRENTINO\nchitarra elettrica \nore 17.30\nJAMES ERBER HOMMAGE\n> ANTONELLA BINI flauto\n> MICHELE SELVA sax\n> GIANPAOLO ANTONGIROLAMI sax \nore 18.30\nEMANUELE TORQUATI dedicato da Giancarlo Cardini\npianoforte \nore 19.00\ncon il supporto di\n \nKAZE\nSatoko Fujii: pianoforte\nNatsuki Tamura: tromba\nChristian Pruvost: tromba\nPeter Orins: batteria \n>>> mostra fotografica “Note a Margine” di LUCIANO ROSSETTI <<< \n  \nDopo la grande anteprima di giugno all’Arena San Domenico con il leggendario William Parker insieme a due musicisti eccezionali\, come Pasquale Mirra e Hamid Drake\, Forlì Open Music riparte tornando nella sua consueta collocazione di autunno\, il 5 e 6 novembre\, negli spazi di Area Sismica a Forlì. Una rassegna unica nel suo genere grazie alla diversità dei linguaggi musicali proposti\, che per la sua sesta edizione\, torna a parlare di musica del presente\, senza limitazioni date dalla pandemia\, accogliendo artisti di fama internazionale provenienti da vari continenti ma anche talenti nostrani\, e focalizzandosi sulle nuove generazioni di musicisti\, giovani ma già affermati\, con moltissime presenze al femminile. \nDa sempre contenitore di linguaggi artistici diversi e luogo di incontro tra forme culturali sempre nuove\, Forlì Open Music presenta quest’anno nove appuntamenti\, all’insegna del filo conduttore “Note al presente”\, con tre date uniche – Kaja Draksler\, Chris Pitsiokos e l’A Trio – un’opera commissionata a Salvatore Sciarrino\, un doppio omaggio ai compositori Giancarlo Cardini e James Erber\, e prestigiosi nomi della musica internazionale\, tra cui i Kaze\, Emanuele Torquati\, Sergio Sorrentino\, i Sidera Sax Quartet e Ljuba Bergamelli.  \nCompletano il cartellone le attività con le scuole musicali di Forlì\, che quest’anno includono una conversazione-concerto con Fabrizio Ottaviucci (sabato 5 novembre\, ore 11\, Istituto Masini Forlì) e una vera conduction con Elio Martuscello che con gli studenti dell’Istituto Musicale Masini e del Liceo Musicale Canova metterà in atto una versione profondamente rivisitata della famosa tecnica di “conduction” elaborata da Butch Morris\, basata essenzialmente sulla pratica improvvisativa\, senza l’uso degli spartiti (domenica 6 novembre\, ore 10\, Istituto Masini Forlì).  \nSpazio anche alla fotografia musicale\, con la mostra “Note a Margine” di Luciano Rossetti\, che recentemente si è aggiudicato il prestigioso JJA Jazz Awards 2021\, il premio dato dall’Associazione dei giornalisti e critici di jazz americana. \nEntrando nel dettaglio del calendario\, l’apertura – sabato 5 novembre\, ore 18.30 – è affidata a Ljuba Bergamelli\, soprano e perfomer\, che da anni si dedica con passione al repertorio contemporaneo\, al teatro musicale e al teatro-danza\, esibendosi in prestigiosi Festival come La Biennale di Venezia\, Milano Musica\, Ravenna Festival\, Roma Europa Festival e collaborando con Bruno Canino\, Giovanni Sollima\, Muta Imago\, Divertimento Ensemble e I Violoncellisti della Scala. Fa parte del gruppo vocale VOXNOVA Italia fondato da Nicholas Isherwood e tra le tante attività\, ha tenuto una masterclass sulla vocalità contemporanea alla 57esima Biennale di Venezia. \nA seguire – sabato 5 novembre\, ore 19.15 – tornano al festival i Sidera Saxophone Quartet\, ensemble formato da Gianpaolo Antongirolami al sax soprano\, Michele Selva al sax alto\, Michele Bianchini al sax tenore e Daniele Berdini al sax baritono.  \nDi recente costituzione\, anche se i suoi membri sono tra i più attivi e rappresentativi nel panorama italiano contemporaneo\, il Sidera Quartet nasce con lo scopo di arricchire e divulgare il repertorio contemporaneo e sperimentale\, partendo dalle opere storiche fino alle nuove con particolare attenzione alla musica elettroacustica. Per l’occasione porteranno Quadrangoli d’autunno un’opera a loro dedicata e scritta da Salvatore Sciarrino\, uno dei massimi compositori del panorama internazionale\, e realizzata grazie al supporto di Area Sismica e al contributo economico della Ernst von Siemens Music Foundation. \nProtagonista del terzo concerto – sabato 5 novembre\, ore 20.00 – sarà la giovane e talentuosa pianista e compositrice slovena Kaja Draksler\, un’artista costantemente alla ricerca di modi per fondere la composizione e l’improvvisazione libera\, lavorando con diverse strutture e logiche musicali. La sua carriera parte in Olanda\, dove si laurea in pianoforte jazz e master in composizione classica e dove decide di stabilirsi diventando membro attivo della scena degli improvvisatori\, esibendosi ampiamente in tutta Europa. Il suo progetto principale è il suo Octet con base ad Amsterdam\, che ha formato nel 2016. Oltre ai suoi frequenti concerti da solista\, negli ultimi anni ha lavorato a livello internazionale con il trio Punkt.Vrt.Plastik\, il quartetto Hearth e in duetto con Terrie Ex\, Susana Santos Silva\, Eve Risser (ai pianoforti)\, Onno Govaert (Feecho) e Szymon Gąsiorek (Czajka e Puchacz). È uno dei membri fondatori del gruppo interdisciplinare I/O e fa parte del collettivo Doek. \nDopo una breve pausa in cui si potranno gustare cibi e bevande del territorio\, si riprende – sabato 5 novembre\, ore 21.00 – con il concerto di un altro giovane ma già affermato talento. È il turno di Chris Pitsiokos\, classe 1990\, sassofonista\, compositore e improvvisatore di Brooklyn. Grazie alla sua ricerca sulle potenzialità timbriche del sassofono contralto\, ha sviluppato una voce unica e ampliato il vocabolario del suo strumento\, moltiplicando le sue possibilità comunicative e formali. Elogiato da Rolling Stone per la sua “visione sorprendentemente originale” e per il suo “sorprendente lavoro al sax” è stato segnalato anche dalla rivista DownBeat che ha definito la sua band CP Unit come “una combinazione persuasiva di jazz armonico e noise rock contemporaneo”. Come band leader e solista ha effettuato tournée in tutti gli Stati Uniti\, Giappone ed Europa\, collaborando tra gli altri con Otomo Yoshihide\, Sachiko M\, Tatsuya Yoshida\, Wendy Eisenberg\, Nate Wooley\, Miya Masaoka\, Paul Lytton\, Peter Evans\, Weasel Walter\, Jaimie Branch. \nLa prima serata si chiude – sabato 5 novembre\, ore 21.30 – con gli A Trio\, il primo gruppo libanese di improvvisazione libera. La band composta da Mazen Kerbaj (tromba)\, Sharif Sehnaoui (chitarra acustica) e Raed Yassin (contrabbasso)\, si forma nel 2022 in occasione della seconda edizione del festival di musica sperimentale Irtijal. Dopo questa prima uscita\, i tre musicisti registrano il loro primo album\, che diventa anche il primo lavoro di free jazz prodotto nel mondo arabo (A – La Cédéthèque\, 2003). In seguito la loro musica si allontana dalle radici jazzistiche verso un approccio più testuale\, affidandosi fortemente a tecniche preparate ed estese fino a raggiungere un suono caratteristico che è stato affettuosamente descritto come “swing testuale”. Hanno effettuato numerose tournée in Europa e negli Stati Uniti\, collaborando con moltissimi gruppi e artisti tra cui il musicista folk Alan Bishop\, i pionieri dell’improvvisazione AMM\, il gruppo punk-rock libanese Scrambled Eggs\, il gruppo free jazz turco KonstruKt\, il poeta francese Patrick Dubost\, l’acclamato trio australiano The Necks\, l’esperto di sintetizzatori modulari Thomas Ankersmit e tanti altri. \nLa seconda e ultima giornata del Forlì Open Music 2022 – domenica 6 novembre\, ore 17.00 – si apre con un altro incredibile artista\, Sergio Sorrentino\, chitarrista classico\, elettrico\, compositore\, didatta\, considerato dalla critica “uno dei più importanti chitarristi italiani dediti alla Nuova Musica” (Radio Rai Tre)\, “Il miglior chitarrista elettrico al mondo per la musica classica” (Il manifesto) e “Superb Musician” (The Wire). Da anni Sorrentino si dedica alla diffusione del repertorio contemporaneo per chitarra classica ed elettrica commissionando nuove opere\, tenendo prime esecuzioni assolute\, scrivendo saggi ed articoli\, incidendo e pubblicando CD dedicati alla Nuova Musica\, componendo egli stesso per chitarra. La sua versione per chitarra elettrica di “Orphée’s Bedroom” di Philip Glass è stata pubblicata dall’etichetta del grande compositore americano (Orange Mountain Music) ottenendo un enorme successo di pubblico e di critica. Si è esibito come solista in tutto il mondo nelle sale da concerto e per i Festival più prestigiosi. Suona con il grande compositore Gavin Bryars come membro del Gavin Bryars Ensemble ed ha collaborato con i più importanti musicisti della scena contemporanea\, tra cui Christian Wolff\, Loren Connors\, Sylvano Bussotti\, Bruno Canino\, Elliot Sharp e tanti altri.  È autore del libro “La chitarra elettrica nella musica da concerto” (Arcana)\, testo di riferimento del repertorio elettrico. \nA seguire – domenica 6 novembre\, ore 17.30 – il primo dei due omaggi in cartellone\, James Erber Hommage\, nell’interpretazione di Antonella Bini al flauto e Michele Selva e Giampaolo Antongirolami al sax. Appartenente alla cosiddetta scuola della “New Complexity”\, Il lavoro di James Erber riflette una vasta gamma di interessi\, tra cui la musica rinascimentale e barocca\, la musica del Sud-Est asiatico\, il jazz\, il blues\, la filosofia medievale e rinascimentale\, la cabala\, la politica verde\, i recenti sviluppi scientifici\, il film noir\, la tragedia giacobina\, il romanzo gotico e lo slang storico.  La sua musica è stratificata e complessa (soprattutto dal punto di vista del ritmo e della forma)\, pur essendo combinata con chiarezza armonica e lirismo. Il concerto organizzato in occasione dei 70 anni del compositore britannico (che a causa della pandemia saranno festeggiati con un anno di ritardo)\, include dei brani composti da Erber proprio per Michele Selva e Giampaolo Antongirolami\, Crai per due sax soprano e due pezzi solisti\, Prescrai e Pescrille\, sempre per sax soprano\, oltre alla prima mondiale di … a single line which is invisible and unceasing (2021) pezzo solista per sax soprano. A questi si aggiungono tre brani in prima italiana che saranno eseguiti da Antonella Bini: ein andrer Hauch\, il mio pezzo per ottavino solo\, Desire Lines per flauto contralto solo e Traces per flauto traverso solo. \nA seguire – domenica 6 novembre\, ore 18.30 – Emanuele Torquati rende omaggio alla figura del suo mentore e Maestro Giancarlo Cardini\, pianista e compositore recentemente scomparso\, attraverso un viaggio nelle musiche degli autori da lui amati\, conosciuti e suonati.\nE’ il caso di Erik Satie\, inciso da Cardini in Anni in cui era ancora considerato un “eretico”\, di cui Torquati presenta due lavori\, le Tre Danze “di traverso” del 1897 e la irriverente “Sonatina burocratica” del 1917\, parodia della celeberrima Sonatina di Clementi approcciata da plotoni di pianisti dilettanti. Il percorso prosegue con il liquido “In a landscape” di John Cage\, brano del 1948 destinato all’arpa o al pianoforte\, in cui il compositore americano esplora in modo onirico i suoni pianistici. Inutile ricordare il rapporto tra Cardini e Cage\, coltivato in decenni e culminato nel memorabile concerto fiorentino del giugno 1992 in presenza dello stesso Cage e d’ndimenticati interpreti della sua musica tra cui lo stesso Stefano Scodanibbio.\n“Secondo Improvviso” del 2005 è invece un brano composto da Cardini e dedicato ad Emanuele Torquati\, lavoro di matrice colta che si discosta dalle coeve trascrizioni di Canzoni dei cantautori italiani di quel periodo. La concisione formale e la giustapposizione di atmosfere contrastanti sono la cifra di questo lavoro. Concisione che invece viene ampliata e portata alle sue estreme conseguenze in Finale (1973) da Paolo Castaldi\, altro sodale di Cardini. Un lavoro in quattro parti\, eseguibili integralmente o in movimenti separati\, anch’esso inciso da Cardini\, in cui il compositore milanese appronta 4 Finali diversi per un’immaginaria Sonata\, dal carattere volitivo e romantico in modo volutamente caricaturale. \nIl finale – domenica 6 novembre\, ore 19.00 – organizzato con il supporto della Japan Foundation\, è affidato ai mitici Kaze\, quartetto internazionale franco-giapponese\, formatosi nel 2010\, caratterizzato da un profondo interesse per la sperimentazione sonora\, e da un free jazz creativo e potente. Composto da Satoko Fujii (pianoforte)\, Natsuki Tamura (tromba)\, Christian Pruvost (tromba) e Peter Orins (batteria)\, il progetto dei Kaze è costruito non tanto intorno a un’idea\, quanto piuttosto a una combinazione di persone con idee. Dodici anni fa la pianista e il trombettista giapponesi\, si sono uniti con un altro trombettista (Christian Pruvost) e un batterista (Peter Orins) del collettivo Muzzix\, per formare un proprio collettivo\, capitalizzando l’acume compositivo di ciascun membro e l’amore condiviso per l’improvvisazione audace. Così il magazine internazionale The Wire ha descritto un loro concerto: “… La pianista Satoko Fujii è stata una vera sorpresa: la sua mostruosa tecnica tastieristica utilizza ogni centimetro di spazio disponibile per creare una cornice armonica e testuale per gli altri musicisti\, i trombettisti Natsuki Tamura e Christian Pruvost\, e il batterista Peter Orins. La dinamica è stata definita da un grande mix di stranezze silenziose a tecnica estesa e passaggi liberi che hanno enfatizzato le qualità insolite della formazione. Non ho mai sentito nulla di simile\, e il loro nuovo disco Uminari (Circum-Libra) è eccellente. \nLungo il festival sarà possibile ammirare la mostra fotografica ”Note a margine” di Luciano Rossetti\, figura fondamentale per la divulgazione del suo ambito artistico e per l’intero  movimento della musica del presente\, dal quello jazzistico a quello accademico.\nLuciano Rossetti inizia a fotografare alla fine degli anni ’70. Nel 2004 con altri fotografi fonda Phocus Agency\, Agenzia di fotografi specializzati in fotografia di spettacolo.\nNel 2019 è tra i soci fondatori della “AFIJ – Associazione Fotografi Italiani di Jazz”\, della quale è segretario e membro del Direttivo.\nFotografo dell’Eco di Bergamo dal 2004\, fotografo ufficiale di numerosi Festival e Rassegne in Italia e all’estero; attualmente fotografo ufficiale del Teatro Donizetti per la Stagione di Prosa e per il Festival Jazz.\nInnumerevoli le copertine di riviste specializzate in musica e i lavori per progetti discografici.\nEspone in Italia e all’estero dalla metà degli anni ’90 in mostre personali e collettive\, tra l’altro\, alla GAMeC di Bergamo\, alla Triennale di Milano\, Palazzo Reale a Milano\, Triennale Bicocca Milano\, alla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia\, Villa Celimontana a Roma\, alla Galerie Museum di St.Johann in Tirol\, al Cankarjev dom di Lubiana\, al Jazz Record Center e Angel Orensanz Foundation di New York.\nLa JJA (Jazz Journalists Association)\, l’Associazione giornalisti e critici americani di Jazz\, gli ha conferito nel 2021 il “BEST PHOTO OF THE YEAR AWARD” e la nomination alla carriera. \nprogramma musicale \nLJUBA BERGAMELLI\nsoprano \nJohn Cage\nSolo for Voice I \nGeorges Aperghis \nPub 2 \nPasquale Corrado \nCom a tua Voz \nLuciano Berio \nSequenza III \nCathy Berberian \nStripsody \nVittorio Montalti \nBestiaire remix   \nSIDERA SAX QUARTET\nGianpaolo Antongirolami: sax soprano\nMichele Selva: sax alto\nMichele Bianchini: sax tenore\nDaniele Berdini: sax baritono \nSalvatore Sciarrino \nQuadrangoli d’autunno (2021)\nopera appositamente commissionata \nSERGIO SORRENTINO\nchitarra elettrica \nMorton Feldman\nThe Possibility of a New Work for Electric Guitar (1966) \nNick Didkovsky\nI Kick my Hand (1997) \nNicola Sani\nLe Corde di un Tempo (1995\, rev. 2020) \nPaul Lansky\nDancetracks (2000) \nSergio Sorrentino\nElectric Prelude (2020) \nSteve Reich\nElectric Counterpoint (II-III) (1987) – editing a cura di Cesare Saldicco \nJAMES ERBER HOMMAGE\n \nAntonella Bini \nflauti \nGianpaolo Antongirolami e Michele Selva \nsassofoni \nrara avis (c) for solo tenor saxophone (1998\, rev. 2006) \nPrescrai for solo soprano saxophone (2016) \nPescrille for solo soprano saxophone (2016) \nCrai for 2 soprano saxophones (2013\, rev. 2016) \n…a single line which is invisible and unceasing for solo soprano saxophone* (2021) \nein andrer Hauch for solo piccolo* (2012) \nDesire Lines for solo alto flute* (Version B\, 2021) \nTraces for solo flute* (1991\, rev. 2021) \n* prima mondiale \nEMANUELE TORQUATI \npianoforte \nErik Satie\nPièces Froides: Trois Danses de travers (1897)\nSonatine bureaucratique (1917) \nJohn Cage\nIn a Landscape (1948) \nGiancarlo Cardini\nSecondo Improvviso (2005) \nPaolo Castaldi\nFinale (1971-1973) \n  \nLa sesta edizione di Forlì Open Music è organizzata da Area Sismica in collaborazione con il Liceo Artistico Canova\, l’Istituto Musicale Masini e il sostegno del MiBAC\, della Regione Emilia Romagna\, del Comune di Forlì\, della Ernst Von Siemens Foundation\, Japan Foundation  e della Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì. \n  \nIngresso \nEventi all’Istituto Masini: ingresso libero. \nEventi all’Area Sismica: ingresso €20/giorno – €35 entrambe le giornate \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci. E’ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/  \n  \n  \n 
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SUMMARY:Forlì Open Music '22 - Ljuba Bergamelli
DESCRIPTION:L’apertura è affidata a Ljuba Bergamelli\, soprano e perfomer\, che da anni si dedica con passione al repertorio contemporaneo\, al teatro musicale e al teatro-danza\, esibendosi in prestigiosi Festival come La Biennale di Venezia\, Milano Musica\, Ravenna Festival\, Roma Europa Festival e collaborando con Bruno Canino\, Giovanni Sollima\, Muta Imago\, Divertimento Ensemble e I Violoncellisti della Scala. Fa parte del gruppo vocale VOXNOVA Italia fondato da Nicholas Isherwood e tra le tante attività\, ha tenuto una masterclass sulla vocalità contemporanea alla 57esima Biennale di Venezia.
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SUMMARY:Forlì Open Music '22 - Sidera Saxophone Quartet
DESCRIPTION:A seguire tornano al festival i Sidera Saxophone Quartet\, ensemble formato da Gianpaolo Antongirolami al sax soprano\, Michele Selva al sax alto\, Michele Bianchini al sax tenore e Daniele Berdini al sax baritono.  \nDi recente costituzione\, anche se i suoi membri sono tra i più attivi e rappresentativi nel panorama italiano contemporaneo\, il Sidera Quartet nasce con lo scopo di arricchire e divulgare il repertorio contemporaneo e sperimentale\, partendo dalle opere storiche fino alle nuove con particolare attenzione alla musica elettroacustica. Per l’occasione porteranno Quadrangoli d’autunno un’opera a loro dedicata e scritta da Salvatore Sciarrino\, uno dei massimi compositori del panorama internazionale\, e realizzata grazie al supporto di Area Sismica e al contributo economico della Ernst von Siemens Music Foundation.
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SUMMARY:Forlì Open Music '22 - Kaja Draksler
DESCRIPTION:Protagonista del terzo concerto sarà la giovane e talentuosa pianista e compositrice slovena Kaja Draksler\, un’artista costantemente alla ricerca di modi per fondere la composizione e l’improvvisazione libera\, lavorando con diverse strutture e logiche musicali. La sua carriera parte in Olanda\, dove si laurea in pianoforte jazz e master in composizione classica e dove decide di stabilirsi diventando membro attivo della scena degli improvvisatori\, esibendosi ampiamente in tutta Europa. Il suo progetto principale è il suo Octet con base ad Amsterdam\, che ha formato nel 2016. Oltre ai suoi frequenti concerti da solista\, negli ultimi anni ha lavorato a livello internazionale con il trio Punkt.Vrt.Plastik\, il quartetto Hearth e in duetto con Terrie Ex\, Susana Santos Silva\, Eve Risser (ai pianoforti)\, Onno Govaert (Feecho) e Szymon Gąsiorek (Czajka e Puchacz). È uno dei membri fondatori del gruppo interdisciplinare I/O e fa parte del collettivo Doek.
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SUMMARY:Forlì Open Music '22 - Chris Pitsiokos
DESCRIPTION:Si riprende con il concerto di un altro giovane ma già affermato talento. È il turno di Chris Pitsiokos\, classe 1990\, sassofonista\, compositore e improvvisatore di Brooklyn. Grazie alla sua ricerca sulle potenzialità timbriche del sassofono contralto\, ha sviluppato una voce unica e ampliato il vocabolario del suo strumento\, moltiplicando le sue possibilità comunicative e formali. Elogiato da Rolling Stone per la sua “visione sorprendentemente originale” e per il suo “sorprendente lavoro al sax” è stato segnalato anche dalla rivista DownBeat che ha definito la sua band CP Unit come “una combinazione persuasiva di jazz armonico e noise rock contemporaneo”. Come band leader e solista ha effettuato tournée in tutti gli Stati Uniti\, Giappone ed Europa\, collaborando tra gli altri con Otomo Yoshihide\, Sachiko M\, Tatsuya Yoshida\, Wendy Eisenberg\, Nate Wooley\, Miya Masaoka\, Paul Lytton\, Peter Evans\, Weasel Walter\, Jaimie Branch.
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SUMMARY:Forlì Open Music '22 - A Trio
DESCRIPTION:La prima serata si chiude con gli A Trio\, il primo gruppo libanese di improvvisazione libera. La band composta da Mazen Kerbaj (tromba)\, Sharif Sehnaoui (chitarra acustica) e Raed Yassin (contrabbasso)\, si forma nel 2022 in occasione della seconda edizione del festival di musica sperimentale Irtijal. Dopo questa prima uscita\, i tre musicisti registrano il loro primo album\, che diventa anche il primo lavoro di free jazz prodotto nel mondo arabo (A – La Cédéthèque\, 2003). In seguito la loro musica si allontana dalle radici jazzistiche verso un approccio più testuale\, affidandosi fortemente a tecniche preparate ed estese fino a raggiungere un suono caratteristico che è stato affettuosamente descritto come “swing testuale”. Hanno effettuato numerose tournée in Europa e negli Stati Uniti\, collaborando con moltissimi gruppi e artisti tra cui il musicista folk Alan Bishop\, i pionieri dell’improvvisazione AMM\, il gruppo punk-rock libanese Scrambled Eggs\, il gruppo free jazz turco KonstruKt\, il poeta francese Patrick Dubost\, l’acclamato trio australiano The Necks\, l’esperto di sintetizzatori modulari Thomas Ankersmit e tanti altri.
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SUMMARY:Forlì Open Music '22 - Sergio Sorrentino
DESCRIPTION:La seconda e ultima giornata del Forlì Open Music 2022 si apre con un altro incredibile artista\, Sergio Sorrentino\, chitarrista classico\, elettrico\, compositore\, didatta\, considerato dalla critica “uno dei più importanti chitarristi italiani dediti alla Nuova Musica” (Radio Rai Tre)\, “Il miglior chitarrista elettrico al mondo per la musica classica” (Il manifesto) e “Superb Musician” (The Wire). Da anni Sorrentino si dedica alla diffusione del repertorio contemporaneo per chitarra classica ed elettrica commissionando nuove opere\, tenendo prime esecuzioni assolute\, scrivendo saggi ed articoli\, incidendo e pubblicando CD dedicati alla Nuova Musica\, componendo egli stesso per chitarra. La sua versione per chitarra elettrica di “Orphée’s Bedroom” di Philip Glass è stata pubblicata dall’etichetta del grande compositore americano (Orange Mountain Music) ottenendo un enorme successo di pubblico e di critica. Si è esibito come solista in tutto il mondo nelle sale da concerto e per i Festival più prestigiosi. Suona con il grande compositore Gavin Bryars come membro del Gavin Bryars Ensemble ed ha collaborato con i più importanti musicisti della scena contemporanea\, tra cui Christian Wolff\, Loren Connors\, Sylvano Bussotti\, Bruno Canino\, Elliot Sharp e tanti altri.  È autore del libro “La chitarra elettrica nella musica da concerto” (Arcana)\, testo di riferimento del repertorio elettrico.
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SUMMARY:Forlì Open Music '22 - James Erber Hommage
DESCRIPTION:A seguire il primo dei due omaggi in cartellone\, James Erber Hommage\, nell’interpretazione di Antonella Bini al flauto e Michele Selva e Giampaolo Antongirolami al sax. Appartenente alla cosiddetta scuola della “New Complexity”\, Il lavoro di James Erber riflette una vasta gamma di interessi\, tra cui la musica rinascimentale e barocca\, la musica del Sud-Est asiatico\, il jazz\, il blues\, la filosofia medievale e rinascimentale\, la cabala\, la politica verde\, i recenti sviluppi scientifici\, il film noir\, la tragedia giacobina\, il romanzo gotico e lo slang storico.  La sua musica è stratificata e complessa (soprattutto dal punto di vista del ritmo e della forma)\, pur essendo combinata con chiarezza armonica e lirismo. Il concerto organizzato in occasione dei 70 anni del compositore britannico (che a causa della pandemia saranno festeggiati con un anno di ritardo)\, include dei brani composti da Erber proprio per Michele Selva e Giampaolo Antongirolami\, Crai per due sax soprano e due pezzi solisti\, Prescrai e Pescrille\, sempre per sax soprano\, oltre alla prima mondiale di … a single line which is invisible and unceasing (2021) pezzo solista per sax soprano. A questi si aggiungono tre brani in prima italiana che saranno eseguiti da Antonella Bini: ein andrer Hauch\, il mio pezzo per ottavino solo\, Desire Lines per flauto contralto solo e Traces per flauto traverso solo.
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SUMMARY:Forlì Open Music '22 - Emanuele Torquati
DESCRIPTION:A seguire Emanuele Torquati rende omaggio alla figura del suo mentore e Maestro Giancarlo Cardini\, pianista e compositore recentemente scomparso\, attraverso un viaggio nelle musiche degli autori da lui amati\, conosciuti e suonati.\nE’ il caso di Erik Satie\, inciso da Cardini in Anni in cui era ancora considerato un “eretico”\, di cui Torquati presenta due lavori\, le Tre Danze “di traverso” del 1897 e la irriverente “Sonatina burocratica” del 1917\, parodia della celeberrima Sonatina di Clementi approcciata da plotoni di pianisti dilettanti. Il percorso prosegue con il liquido “In a landscape” di John Cage\, brano del 1948 destinato all’arpa o al pianoforte\, in cui il compositore americano esplora in modo onirico i suoni pianistici. Inutile ricordare il rapporto tra Cardini e Cage\, coltivato in decenni e culminato nel memorabile concerto fiorentino del giugno 1992 in presenza dello stesso Cage e d’ndimenticati interpreti della sua musica tra cui lo stesso Stefano Scodanibbio.\n“Secondo Improvviso” del 2005 è invece un brano composto da Cardini e dedicato ad Emanuele Torquati\, lavoro di matrice colta che si discosta dalle coeve trascrizioni di Canzoni dei cantautori italiani di quel periodo. La concisione formale e la giustapposizione di atmosfere contrastanti sono la cifra di questo lavoro. Concisione che invece viene ampliata e portata alle sue estreme conseguenze in Finale (1973) da Paolo Castaldi\, altro sodale di Cardini. Un lavoro in quattro parti\, eseguibili integralmente o in movimenti separati\, anch’esso inciso da Cardini\, in cui il compositore milanese appronta 4 Finali diversi per un’immaginaria Sonata\, dal carattere volitivo e romantico in modo volutamente caricaturale.
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SUMMARY:Forlì Open Music '22 - Kaze
DESCRIPTION:Il finale\, organizzato con il supporto della Japan Foundation\, è affidato ai mitici Kaze\, quartetto internazionale franco-giapponese\, formatosi nel 2010\, caratterizzato da un profondo interesse per la sperimentazione sonora\, e da un free jazz creativo e potente. Composto da Satoko Fujii (pianoforte)\, Natsuki Tamura (tromba)\, Christian Pruvost (tromba) e Peter Orins (batteria)\, il progetto dei Kaze è costruito non tanto intorno a un’idea\, quanto piuttosto a una combinazione di persone con idee. Dodici anni fa la pianista e il trombettista giapponesi\, si sono uniti con un altro trombettista (Christian Pruvost) e un batterista (Peter Orins) del collettivo Muzzix\, per formare un proprio collettivo\, capitalizzando l’acume compositivo di ciascun membro e l’amore condiviso per l’improvvisazione audace. Così il magazine internazionale The Wire ha descritto un loro concerto: “… La pianista Satoko Fujii è stata una vera sorpresa: la sua mostruosa tecnica tastieristica utilizza ogni centimetro di spazio disponibile per creare una cornice armonica e testuale per gli altri musicisti\, i trombettisti Natsuki Tamura e Christian Pruvost\, e il batterista Peter Orins. La dinamica è stata definita da un grande mix di stranezze silenziose a tecnica estesa e passaggi liberi che hanno enfatizzato le qualità insolite della formazione. Non ho mai sentito nulla di simile\, e il loro nuovo disco Uminari (Circum-Libra) è eccellente.
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SUMMARY:ANTHROPIC NEGLECT (PT - BR) - data unica in Italia
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra – Ordinarie \ndata unica in Italia  \nJosé Lencastre: sax\nJorge Nuno: chitarra el\nFelipe Zenícola: basso el\nJoão Valinho: batteria \nAnthropic Neglect è un quartetto formato nel 2019 da Jorge Nuno alla chitarra elettrica\, João Valinho alla batteria\, José Lencastre ai sassofoni e Felipe Zenicola al basso elettrico. Il loro primo disco è stato pubblicato nel 2020 dall’etichetta portoghese Cleanfeed e presenta i 4 musicisti che creano un flusso sonoro scuro denso e bellissimo\, mescolando psichedelia\, jazz e potenti droni\, evocando diverse entità sonore in questo paziente corso\, o come Bill Meyers di Dusted Magazine ha scritto\, “la musica del quartetto va alla deriva con uno scopo e cova sotto la cenere senza prendere fuoco\, sostenendo un’atmosfera oscura lasciando intravedere le incognite nei suoi angoli nascosti”. \nJorge Nuno è l’anima dietro i Signs of the Silhouette\, una delle band Avant Garde rock / Noise portoghesi più riconosciute a livello internazionale. Artista curato dalla francese Babalam Records/Bocian Records/Clean Feed/Phonogram Unit\, ha già portato il suo noise elettrico in più di mezzo pianeta\, suonando con alcuni dei nomi più importanti della musica attuale. Jorge è anche il co-fondatore dell’etichetta Phonogram Unit. \nJoão Valinho\, musicista e artista visivo originario della periferia di Sintra. Nel 2017\, dopo la conclusione di un post-laurea alla Scuola di Belle Arti\, inizia la sua attività musicale con un vivo interesse per le sue pratiche contemporanee e sperimentali. Assolutamente attivo nella scena musicale on fire di Lisbona\, dal free jazz alla musica concreta\, nonché in approcci interdisciplinari attraverso la danza e il teatro. Recentemente più attivo nei seguenti progetti: MOVE (con Felipe Zenícola\, Yedo Gibson)\, Rodrigo Amado Refraction Quartet\, Rodrigo Brandão\, FASHION ETERNAL\, Anthropic Neglect\, Spectrum Awareness\, No Nation Trio e Voltaic Trio. \nJosé Lencastre è un improvvisatore creativo\, compositore e sassofonista di Lisbona ed è noto per la sua versatilità nel suonare diversi generi musicali e fa parte della vivace scena improvvisata portoghese dal 2005 circa\, condividendo il palco e registrando con artisti internazionali provenienti da tutto il mondo. Tra il 2012 e il 2016 ha vissuto in Brasile\, dove ha sviluppato il suo interesse per la ricca cultura musicale ritmica\, melodica e armonica di Choro\, Frevo\, Ciranda\, ecc. Tornato a Lisbona\, insieme a Rodrigo Pinheiro\, Hernâni Faustino e João Lencastre\, ha formato Nau Quartet. Il gruppo ha pubblicato finora quattro dischi che sono stati acclamati sia in Portogallo che all’estero. il loro “Live in Moscow” è uscito su Clean Feed. E’ co-fondatore dell’etichetta Phonogram Unit. \nFelipe Zenicola è un bassista\, produttore e sound designer nato a Rio de Janeiro nel 1981. Negli ultimi 17 anni ha suonato e prodotto in particolare nella scena musicale improvvisata. Nel corso degli anni in questa esperienza arricchente\, Zenicola ha collaborato con artisti straordinari provenienti da diversi pianeti sonori e parti del globo\, come Zbigniew Karkowski\, Yoshihide Otomo\, Negro Leo\, Paal Nilssen-Love\, Julie Kjær\, Tetuzi Akiyama\, Frode Gjerstad\, Arto Lindsay\, Cadu Tenório\, Ava Rocha\, Jards Macalé e Bill Orcutt. E’ membro dei Chinese Cookie Poets\, conosciuto anche in Europa per i tour svolti e per aver inciso 2 CD. \nIngresso €15\nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nE’ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/ \n 
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SUMMARY:Residenza Artistica Sismatik
DESCRIPTION:SISMATIK \ncol supporto di\n \nSilvia Bolognesi: contrabbasso\nRoberto Magnani: voce\nTobia Bondesan: sax\nGiuseppe Sardina: batteria
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SUMMARY:Residenza Artistica tellKujira + Michele Rabbia e Ingar Zach
DESCRIPTION:col supporto di\n \nMichele Rabbia: percussioni\, elettroniche\nIngar Zach: percussioni\, elettroniche\nFrancesco Diodati: chitarra elettrica\nStefano Calderano: chitarra elettrica\nAmbra Chiara Michelangeli: viola\nFrancesco Guerri: violoncello
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SUMMARY:MICHELE RABBIA & INGAR ZACH (IT - NO)
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra – Ordinarie \nMichele Rabbia: percussioni\, elettroniche\nIngar Zach: percussioni\, elettroniche \nDuo atipico ed emozionante\, composto da percussionisti di chiara fama\, provenienti da ambiti solo apparentemente distanti tra loro.\nI due musicisti presentano un concerto ricco di invenzione\, ricerca e sviluppo\, un nuovo approccio legato all’uso dei propri strumenti\, utilizzando un materiale illimitato e inesauribile che solo le percussioni possono offrire. Le pelli vengono utilizzate come superfici per far risuonare diversi metalli\, legni e oggetti\, e l’elettronica viene introdotta per rendere evidenti alcuni degli infiniti strati che possono rivelarsi dietro il suono naturale. I due strumentisti condividono la stessa impostazione strumentale\, con i loro gesti propongono una danza di sensibilità sonora e visiva. \nMichele Rabbia\, funambolo della batteria e di tutto ciò che si può percuotere\, autore di memorabili performances in solo\, grazie al suo interesse per la musica improvvisata ha collaborato in studio e dal vivo con i più disparati musicisti in ogni angolo del mondo. In Italia ha suonato e suona con tutti i big\, da Schiaffini a Salis\, da Fresu a Battaglia\, così come all’estero con Dominique Pifarély\, Marc Ducret\, Michel Godard\, Bruno Chevillon ecc. \nIngar Zach inizia la sua carriera negli anni ’90 in maniera inusuale\, facendo parte di gruppi folk di successo\, quali Chateau Neuf Spelemannslag e Harnihomba. Parallelamente studia Musicologia presso l’Università di Oslo e poi in Svezia\, dove sviluppa un grande interesse per l’improvvisazione. Perennemente in tour\, ha all’attivo oltre 40 incisioni\, tra progetti propri e collaborazioni in bilico tra la contemporanea e il freejazz attuale. \n  \nIngresso €15\nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nE’ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/ \n 
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SUMMARY:Concerto al buio MATTEO RAMON AREVALOS in collaborazione con U.I.C.I. Forlì Cesena
DESCRIPTION:Rassegna Musica Inaudita \n\nin collaborazione con UNIONE ITALIANA CIECHI e IPOVEDENTI di Forlì Cesena \nMatteo Ramon Arevalos si avvicina alla musica a sei anni suonando la batteria; ben presto si appassiona però al pianoforte e alla composizione. Nel 1993 prende parte nella composizione della favola in musica Notte di suo fratello Jean-Michel Arevalos. \nNel 1994 vince il primo premio al Concorso Nazionale Pianistico Agorà di Roma. Nel 1995 si diploma in pianoforte al Conservatorio Bruno Maderna di Cesena col massimo dei voti e la lode. \nSuccessivamente si perfeziona con Rudolf Kehrer a Vienna e con Oxana Yablonskaya a New York. \nTra il 2000 e il 2006 studia composizione a Roma con Francesco Telli\, a Lugano con Paul Glass e a Parigi con Narcis Bonet. \nPubblica per College Music Edizioni due delle sue composizioni per pianoforte: Vivo Marcia Fantasia (2002) e Nocturne 1996 (2006) con CD allegato.  \nDal 2003 al 2006 ha collaborato con la compagnia teatrale Fanny & Alexander al progetto Ada – Cronaca familiare\, eseguendo musiche di Olivier Messiaen\, György Ligeti e Morton Feldman\, partecipando anche all’incisione per il DVD Rebus per Ada\, Luca Sossella Editore (2006). \nNel 2008 esegue la Rothko Chapel di M. Feldman con l’Ensemble Giacinto Scelsi diretta da Roberto Gabbiani e\, in duo con l’ondista Nadia Ratsimandresy\, dà vita a un progetto monografico dal titolo Messiaen et autour de Messiaen in occasione del centenario di nascita di Olivier Messiaen\, realizzando l’incisione e la pubblicazione del CD per l’etichetta ReR Megacorp (UK). \nNel 2009 con il gruppo I.Feraud compone le musiche per la performance dinamica Variazioni sull’Angolo Diedro. \nNel 2011 con il compositore elettronico Paolo F. Bragaglia ha creato il gruppo Synusonde\, realizzando il CD Yug per l’etichetta Minus Habens Records. \nHa collaborato con la regista Elisabetta Sgarbi per la composizione e l’esecuzione della colonna sonora originale dei suoi film Raffaello – La Stanza della Segnatura (2009) e Sono rimasto senza parole (2011).  \nSempre nel 2011 ha partecipato alla 54° Biennale Arte di Venezia con l’artista Vanni Cuoghi e alla 4° Biennale di Arte Contemporanea di Mosca alla mostra di mosaico Reliquary nella galleria Musivum Gallery eseguendo Mantra Gita 3 una sua composizione per soprano\, pianoforte preparato con tessere di mosaico e tre percussioni. \nNel 2013 in duo con l’ondista Bruno Perrault\, ha pubblicato per l’etichetta ReR Megacorp\, il suo secondo CD per ondes Martenot e pianoforte intitolato Sérimpie\, da quel momento i loro concerti sono spesso accompagnati da un allestimento scenografico dell’artista Roberto Pagnani.  \nDal 2014 ha iniziato una intensa attività concertistica negli Stati Uniti\, Argentina\, Russia\, Francia eseguendo principalmente un repertorio di musica classica contemporanea e sue composizioni per pianoforte. \nNel 2015 è stato invitato per tenere un concerto con sue composizioni per pianoforte dall’Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo per un convegno internazionale matematico e scientifico dove gli è stata commissionata una composizione ispirata all’equazioni di Beltrami intitolata Eque Azioni Beltrami per pianoforte preparato con 100 palline da ping pong su cui erano state scritte le equazioni e video proiettate live con una telecamera.  \nDal 2015 ha collaborato con prestigiose compagnie di teatro contemporaneo: Masque Teatro negli spettacoli The Decision (2016) e Marmo (2017); Nerval Teatro nello spettacolo Sinfonia Beckettiana (2018) e con la compagnia Drammatico Vegetale\, ha composto le musiche per gli spettacoli Leo (2018) e InfernoParadiso (2020). Nel 2017 ha composto le musiche per il film Late Penang Afternoon del regista Hanspeter Ammann e ha ricevuto la commissione del Centro Dantesco di Ravenna per comporre un Oratorio per Coro\, orchestra e due narratori\, Dante – un viaggio nella Commedia\, in occasione delle celebrazione dantesche. \nAttualmente è impegnato nel Duo Lopez & Arevalos con la cantante – attrice Camilla Lopez nel progetto Tributo a Violeta Parra con trascrizioni delle musiche della cantautrice cilena Violeta Parra\, in un progetto di riscrittura in chiave contemporanea delle antiche melodie greche intitolato Teleion – Frammenti di musica antica greca che ha debuttato al Ravenna Festival 2020 e in Memento Caravaggio una composizione originale commissionata da Archeoclub Sicilia ODV che ha debuttato all’Oratorio di San Lorenzo di Palermo.  \nNel 2020 è stato invitato in Sudafrica e in Zimbabwe per un tour di concerti e per due masterclass di pianoforte al Jeppe School (Johannesburg) e al Zimbabwe College of Music (Harare). \nNel 2021 ha vinto il terzo premio nel concorso internazionale Piano Composition Competition Fidelio di Madrid.  \nÈ attivo anche per un progetto di musica contemporanea per pianoforte solo intitolato Per Piano con musiche di Fausto Razzi (di cui è stato realizzato un cd dal concerto tenuto all’Area Sismica dalla ReR Megacorp nel 2017) e in alcuni progetti di sue composizioni per pianoforte e pianoforte video-preparato intitolati La Folia e Metamorphosis. \nNel 2020 ha collaborato con Socìetas Raffaello Sanzio Claudia Castellucci nello spettacolo Fisica dell’aspra comunione\, suonando una selezione dei Catalogue D’Oiseaux di O. Messiaen che ha debuttato alla Biennale Danza di Venezia 2020.  \n  \nposti limitati – prenotazioni: info@areasismica.it \nIngresso €15\nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nE’ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/
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SUMMARY:We Insist! Records Festival - Paolo Gaiba Riva
DESCRIPTION:Paolo Gaiba Riva\nelettroniche\, clarinetto basso \nExpeditions \nPaolo Gaiba Riva (alias PGR)\, clarinetti e elettronica\, ha studiato basso jazz alla civica di Milano. Dopo aver approcciato diverse strade sonore\, dal 2011\, ha trovato necessario scavare a fondo “i meandri più crudi\, sinceri\, trasparenti\, fastidiosi e senza compromessi di ciò che è definita “(non) musica”\, ricercando scontri\, dinamiche e staticità dei suoni. In questo percorso usa sia suoni provenienti da fonti elettroniche che acustiche\, passando dal progetto rumoroso PGR a presentazioni acusmatiche di registrazioni sul campo.\nAl momento collabora col clarinettista Giancarlo Nino Locatelli in un duo di clarinetti contralti in Mib e con il chitarrista Matias Guerra Herreros. Negli anni ha avuto il piacere di suonare e collaborare con numerosi e interessanti strumentisti nei più svariati contesti.\nHa vissuto cinque anni in Norvegia e uno in Olanda e esplorato le differenti scene europee\, est e sud est asiatiche e canadesi\, viaggiando e\, per la maggior parte dei casi\, entrando in contatto con realtà che sostengono scene musicali di confine “consapevole dell’insostenibilità che tutto ciò porta con sé”.\nQuasi completamente autodidatta parlando di sé dice: “Non ho un talento o una qualità particolari da mostrare. Non voglio promuovere o trasmettere nessun concetto. Da quello che viene suonato ognuno può arrivare alla propria conclusione\, se mai dovessero essercene. Credo che questa sia una parte molto interessante di questa pratica. Compiacere un pubblico non è importante. Gli aspetti rilevanti sono per me risvegliare la consapevolezza degli ascoltatori\, favorendo il sorgere di domande interiori e vivere il momento attraverso una profonda esperienza sonora. Inoltre\, questo è personalmente un modo per far fronte a questa realtà malata e per essere onesto con me stesso”.\nOltre all’attività concertistica ha co-organizzato e co-curato festival e live a Oslo\, Amsterdam e in giro per l’Europa con il collettivo Multiversal.
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SUMMARY:We Insist! Records Festival > PAOLO GAIBA RIVA | LUCA TILLI | THREE TSURU ORIGAMI
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra – Ordinarie \n \nWe Insist! Records Festival  \nSabato 3 e domenica 4 dicembre Area Sismica ospita il We Insist! Records Festival. WE INSIST! Records è un’etichetta discografica indipendente nata nel 2018 con la volontà di promuovere un gruppo di musicisti che pur trattando generi differenti possiedono una visione comune del fare musica: musica fatta con dedizione e pazienza\, alla quale dedicare tempo\, scavando\, ricercando. La linea editoriale della WE INSIST! non è indirizzata a un preciso genere musicale\, non è pro o contro questa o quella musica\, l’ambizione è di unificare ciò che all’apparenza può sembrare diverso. Da giugno 2018 (data di nascita dell’etichetta) a oggi\, la WE INSIST! ha all’attivo 22 numeri a catalogo. Procedono per piccoli passi\, sempre con grande passione\, con l’obiettivo di crescere mantenendo uno spirito di continua ricerca. \nsabato 3 dicembre ore 21.30 \n> Paolo Gaiba Riva\n elettroniche\, clarinetto basso \nExpeditions \nPaolo Gaiba Riva (alias PGR)\, clarinetti e elettronica\, ha studiato basso jazz alla civica di Milano. Dopo aver approcciato diverse strade sonore\, dal 2011\, ha trovato necessario scavare a fondo “i meandri più crudi\, sinceri\, trasparenti\, fastidiosi e senza compromessi di ciò che è definita “(non) musica”\, ricercando scontri\, dinamiche e staticità dei suoni. In questo percorso usa sia suoni provenienti da fonti elettroniche che acustiche\, passando dal progetto rumoroso PGR a presentazioni acusmatiche di registrazioni sul campo.\nAl momento collabora col clarinettista Giancarlo Nino Locatelli in un duo di clarinetti contralti in Mib e con il chitarrista Matias Guerra Herreros. Negli anni ha avuto il piacere di suonare e collaborare con numerosi e interessanti strumentisti nei più svariati contesti.\nHa vissuto cinque anni in Norvegia e uno in Olanda e esplorato le differenti scene europee\, est e sud est asiatiche e canadesi\, viaggiando e\, per la maggior parte dei casi\, entrando in contatto con realtà che sostengono scene musicali di confine “consapevole dell’insostenibilità che tutto ciò porta con sé”.\nQuasi completamente autodidatta parlando di sé dice: “Non ho un talento o una qualità particolari da mostrare. Non voglio promuovere o trasmettere nessun concetto. Da quello che viene suonato ognuno può arrivare alla propria conclusione\, se mai dovessero essercene. Credo che questa sia una parte molto interessante di questa pratica. Compiacere un pubblico non è importante. Gli aspetti rilevanti sono per me risvegliare la consapevolezza degli ascoltatori\, favorendo il sorgere di domande interiori e vivere il momento attraverso una profonda esperienza sonora. Inoltre\, questo è personalmente un modo per far fronte a questa realtà malata e per essere onesto con me stesso”.\nOltre all’attività concertistica ha co-organizzato e co-curato festival e live a Oslo\, Amsterdam e in giro per l’Europa con il collettivo Multiversal. \na seguire: \n> Luca Tilli\n violoncello \nLuca Tilli ha studiato violoncello con il maestro Michele Chiapperino. Dopo esperienze con varie orchestre stabili\, la sua attività concertistica e di studio nel campo della musica contemporanea e dell’improvvisazione lo porta a collaborare con il violoncellista americano Tristan Honsinger. Dal 2005 la sua attività si è concentrata sulla musica d’avanguardia\, collaborando stabilmente in trio con Luca Venitucci e Fabrizio Spera e partecipando a vari festival con Sebi Tramontana\, Paul Lytton\, John Edwards\, Phil Minton\, Massimo Pupillo\, Lol Coxhill e con Mike Cooper e Roberto Bellatalla nel trio RAST. Nel 2007 ha suonato nell’ensemble B for Bang di Katia Labèque e nel lavoro discografico degli Zu “The Left Hand Path” (Trost Records 2014). Nel 2011 ha partecipato al progetto “Mirror emperor” con Zu e David Tibet (Current 93). Dal 2017 suona nel trio Kammermusik con G. Schiaffini e E. De Fabritiis. Nel 2017 esce per WE INSIST! Records “Prayer”\, dell’ottetto “Pipeline8” diretto da Giancarlo “Nino” Locatelli. Sempre nel 2019 per WE INSIST! Records esce “Down at the docks”\, in duo con Sebi Tramontana. In ambito teatrale collabora nel 2007 allo spettacolo Bianco di Daria Deflorian. Dal 2012 con la compagnia teatrale Biancofango e con Santasangre nel progetto Konya. Suona in duo con la cantante Monica Demuru in spettacoli e concerti contemporanei. Dal 2009 collabora stabilmente come musicista e performer con Federica Santoro. \ndomenica 4 dicembre ore 18.00 \n> Three tsuru origami\nGabriele Mitelli: tromba\, elettroniche\nJohn Edwards: contrabbasso\nMark Sanders: batteria \nPer il suo nuovo trio Gabriele Mitelli ha creato un ensemble internazionale\, di programmatica presa di distanza dai luoghi comuni\, dalle formule comode e dal risaputo. Per un viaggio al centro dell’improvvisazione nel quale il jazz torna ad essere un costante azzardo\, una pratica estrema\, un rischio da prendersi per spingersi ogni volta un passo più in là. Compagni di avventura due musicisti inglesi che del rumore e della rivolta hanno fatto un progetto di vita: John Edwards al contrabbasso e Mark Sanders alla batteria. I tre sono infaticabili sperimentatori\, ascoltati al fianco di Evan Parker\, Rob Mazurek\, Roscoe Mitchell\, Sunny Murray\, Peter Brötzmann\, Louis Moholo\, Wadada Leo Smith; nomi ed esperienze che sono più di un biglietto da visita\, che parlano di coraggio e di libertà\, di onestà e di dedizione. \n“Il disco è una dedica al mondo dei volatili\, alle creature del mondo e alle loro migrazioni.\nL’idea di questo album parte dalla grande energia e dal coraggio quotidiano necessari “all’artista” per esprimere sé stesso\, cercando di irrompere nella quotidianità del mondo\, in questo caso sonoro. Arriva dal cielo\, come fosse un suono alieno che viene in pace\, per trovare il proprio spazio tra i rumori e le “musiche” della civiltà contemporanea e\, come tutto ciò che è diverso\, viene accolto con sospetto e tenuto a distanza. L’ispirazione e l’atto creativo arrivano da lontano\, da un mondo sconosciuto e per arrivare a noi\, che siamo rame conduttore\, devono fare un lungo processo di migrazione e integrazione. La frenesia del mondo appiattisce la curiosità di esplorare l’esperienza di ciò che arriva da altrove e attiva meccanismi di distacco emotivo che portano a valutare l’impresa della migrazione come un atto meschino e di conquista. Ma non è sempre così.\nSe queste migrazioni venissero trasformate da storie di cronaca a leggende e atti eroici?\nSe il racconto del viaggio fosse un romanzo d’avventura da poter condividere con grandi e piccini?\nSe la storia di un bambino che percorre miglia di chilometri per sfuggire dalla guerra\, fosse proposta al mondo occidentalenello stesso modo in cui leggiamo l’eroica migrazione della Limosa\, uccello che percorre più di 13.000 km senza cibarsi e fermarsi?\nCosa cambierebbe?\nLa risposta non è contenuta nella mia musica\, ma al suo interno c’è la speranza che le migrazioni\, di ogni genere e creatura\, possano essere scritte e raccontate come dei grandi classici moderni\, delle leggende contemporanee\, delle nuove avventure popolari che distruggano la paura dell’arrivo per lasciar spazio all’approdo del nostro eroe preferito.”\nGabriele Mitelli \nWE INSIST! Records è un’etichetta discografica indipendente nata nel 2018 con la volontà di promuovere un gruppo di musicisti che pur trattando generi differenti possiedono una visione comune del fare musica: musica fatta con dedizione e pazienza\, alla quale dedicare tempo\, scavando\, ricercando. La linea editoriale della WE INSIST! non è indirizzata ad un preciso genere musicale\, non siamo pro o contro questa o quella musica\, la nostra ambizione è di unificare ciò che all’apparenza può sembrare diverso. Da giugno 2018 (data di nascita dell’etichetta) ad oggi\, la WE INSIST! ha all’attivo 22 numeri a catalogo. Procediamo per piccoli passi\, sempre con grande passione\, con l’obiettivo di crescere mantenendo uno spirito di continua ricerca. \ningresso €15/giorno – €25 entrambe le giornate\nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci. E’ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/ 
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SUMMARY:We Insist! Records Festival - Luca Tilli
DESCRIPTION:Luca Tilli\nvioloncello \nLuca Tilli ha studiato violoncello con il maestro Michele Chiapperino. Dopo esperienze con varie orchestre stabili\, la sua attività concertistica e di studio nel campo della musica contemporanea e dell’improvvisazione lo porta a collaborare con il violoncellista americano Tristan Honsinger. Dal 2005 la sua attività si è concentrata sulla musica d’avanguardia\, collaborando stabilmente in trio con Luca Venitucci e Fabrizio Spera e partecipando a vari festival con Sebi Tramontana\, Paul Lytton\, John Edwards\, Phil Minton\, Massimo Pupillo\, Lol Coxhill e con Mike Cooper e Roberto Bellatalla nel trio RAST. Nel 2007 ha suonato nell’ensemble B for Bang di Katia Labèque e nel lavoro discografico degli Zu “The Left Hand Path” (Trost Records 2014). Nel 2011 ha partecipato al progetto “Mirror emperor” con Zu e David Tibet (Current 93). Dal 2017 suona nel trio Kammermusik con G. Schiaffini e E. De Fabritiis. Nel 2017 esce per WE INSIST! Records “Prayer”\, dell’ottetto “Pipeline8” diretto da Giancarlo “Nino” Locatelli. Sempre nel 2019 per WE INSIST! Records esce “Down at the docks”\, in duo con Sebi Tramontana. In ambito teatrale collabora nel 2007 allo spettacolo Bianco di Daria Deflorian. Dal 2012 con la compagnia teatrale Biancofango e con Santasangre nel progetto Konya. Suona in duo con la cantante Monica Demuru in spettacoli e concerti contemporanei. Dal 2009 collabora stabilmente come musicista e performer con Federica Santoro.
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SUMMARY:residenza HIDDEN PLACES col supporto di Emilia Romagna Music Commission e Mibac
DESCRIPTION:col supporto di\n \nDaniele Roccato – contrabbasso e direzione\nMariasole De Pascali – flauti\nAnais Drago – violino\nSimone Masina – basso elettrico ed elettronica\nRocco Castellani – contrabbasso \nIl progetto nasce intrinsecamente cross-over e cross-platform. \nÈ un avventurarsi in quelle zone nascoste in seno ai più disparati ambiti musicali in cui regna l’impermanenza\, l’immaterialità e il mistero.\nSi tratta di un materiale musicale che assomiglia ad una sostanza chimica altamente instabile e sempre sul punto di deflagrare. \nIn Hidden places avranno diritto di cittadinanza e si intersecheranno elementi musicali etnici\, del jazz\, della musica contemporanea\, del funky\, della tradizione popolare\, delle sperimentazioni e delle avanguardie del ‘900\, della musica elettronica. \nE’ un progetto nato grazie al supporto con Emilia Romagna Music Commission da una idea di Daniele Roccato\, stella luminosissima del firmamento musicale internazionale\, che con Area Sismica collabora da lunga data. \nIn questa nuova avventura si affiancheranno giovani musiciste e musicisti di caratura purissima quali Mariasole De Pascali\, Anais Drago\, Simone Masina e Rocco Castellani. \nContrabbassista solista e compositore\, Daniele Roccato per lui hanno scritto e trascritto Gavin Bryars\, Fabio Cifariello Ciardi\, Julio Estrada\, Ivan Fedele\, Sofia Gubaidulina\, Hans Werner Henze\, Filippo Perocco\, Terry Riley\, Nicola Sani\, Salvatore Sciarrino\, Stefano Scodanibbio. Assieme a Scodanibbio ha fondato Ludus Gravis\, il più importante ensemble di contrabbassi nel campo della nuova musica.\nNel campo della creazione estemporanea e dell’improvvisazione ha suonato con molti artisti di riferimento quali Bruno Chevillon\, Pascal Contet\, Mark Dresser\, Paolo Damiani\, Marc Ducret\, ecc. \nAnais Drago\, classe ’93\, vincitrice del Top jazz 2022 nella sezione nuove proposte\, si è esibita in qualità di leader sui palchi dei più importanti festival jazz d’Italia\, fra cui Umbria Jazz\, Time in Jazz\, Torino Jazz Festival\, Bergamo Jazz Festival\, Casa del Jazz\, JazzMI. Nel corso del 2022 ha intrapreso una collaborazione in duo con Enrico Rava. \nLa flautista Mariasole De Pascali ha recentemente inciso il suo primo album come leader\, prodotto dal Parco della Musica Records e presentato in anteprima alla Casa del Jazz di Roma. Collabora con Paolo Damiani\, Michele Rabbia\, Gianni Lenoci\, Admir Shkurtaj\, Markus Stockhausen\, ecc. \nRocco Federico Castellani\, nato nel 1995\, si è laureato al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma con lode. Attualmente allievo di Nicolas Crosse al Conservatoire National Supérieur de Musique et Danse di Parigi\, è membro dei Ludus Gravis e ha suonato in Milano Musica\, Musik Fest Berlin\, Rassegna di Nuova Musica\, etc. Nel 2021 è stato selezionato come accademista al Festival di Lucerna.La versatilità di Simone Masina lo porta a spaziare facilmente tra musica pop (collaborando con Gino Paoli\, Ornella Vanoni\, Lucio Dalla\, Alexia\, Max Gazzè) e jazz. È membro fondatore di Ludus Gravis\, con cui ha registrato per ECM e WERGO. Nel 2015 ha ottenuto un secondo Master in Jazz presso il Conservatorio di Ferrara. \n 
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DESCRIPTION:col supporto di\n \nDaniele Roccato – contrabbasso e direzione\nMariasole De Pascali – flauti\nAnais Drago – violino\nSimone Masina – basso elettrico ed elettronica\nRocco Castellani – contrabbasso \nIl progetto nasce intrinsecamente cross-over e cross-platform. \nÈ un avventurarsi in quelle zone nascoste in seno ai più disparati ambiti musicali in cui regna l’impermanenza\, l’immaterialità e il mistero.\nSi tratta di un materiale musicale che assomiglia ad una sostanza chimica altamente instabile e sempre sul punto di deflagrare. \nIn Hidden places avranno diritto di cittadinanza e si intersecheranno elementi musicali etnici\, del jazz\, della musica contemporanea\, del funky\, della tradizione popolare\, delle sperimentazioni e delle avanguardie del ‘900\, della musica elettronica. \nE’ un progetto nato grazie al supporto con Emilia Romagna Music Commission da una idea di Daniele Roccato\, stella luminosissima del firmamento musicale internazionale\, che con Area Sismica collabora da lunga data. \nIn questa nuova avventura si affiancheranno giovani musiciste e musicisti di caratura purissima quali Mariasole De Pascali\, Anais Drago\, Simone Masina e Rocco Castellani. \nContrabbassista solista e compositore\, Daniele Roccato per lui hanno scritto e trascritto Gavin Bryars\, Fabio Cifariello Ciardi\, Julio Estrada\, Ivan Fedele\, Sofia Gubaidulina\, Hans Werner Henze\, Filippo Perocco\, Terry Riley\, Nicola Sani\, Salvatore Sciarrino\, Stefano Scodanibbio. Assieme a Scodanibbio ha fondato Ludus Gravis\, il più importante ensemble di contrabbassi nel campo della nuova musica.\nNel campo della creazione estemporanea e dell’improvvisazione ha suonato con molti artisti di riferimento quali Bruno Chevillon\, Pascal Contet\, Mark Dresser\, Paolo Damiani\, Marc Ducret\, ecc. \nAnais Drago\, classe ’93\, vincitrice del Top jazz 2022 nella sezione nuove proposte\, si è esibita in qualità di leader sui palchi dei più importanti festival jazz d’Italia\, fra cui Umbria Jazz\, Time in Jazz\, Torino Jazz Festival\, Bergamo Jazz Festival\, Casa del Jazz\, JazzMI. Nel corso del 2022 ha intrapreso una collaborazione in duo con Enrico Rava. \nLa flautista Mariasole De Pascali ha recentemente inciso il suo primo album come leader\, prodotto dal Parco della Musica Records e presentato in anteprima alla Casa del Jazz di Roma. Collabora con Paolo Damiani\, Michele Rabbia\, Gianni Lenoci\, Admir Shkurtaj\, Markus Stockhausen\, ecc. \nRocco Federico Castellani\, nato nel 1995\, si è laureato al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma con lode. Attualmente allievo di Nicolas Crosse al Conservatoire National Supérieur de Musique et Danse di Parigi\, è membro dei Ludus Gravis e ha suonato in Milano Musica\, Musik Fest Berlin\, Rassegna di Nuova Musica\, etc. Nel 2021 è stato selezionato come accademista al Festival di Lucerna.La versatilità di Simone Masina lo porta a spaziare facilmente tra musica pop (collaborando con Gino Paoli\, Ornella Vanoni\, Lucio Dalla\, Alexia\, Max Gazzè) e jazz. È membro fondatore di Ludus Gravis\, con cui ha registrato per ECM e WERGO. Nel 2015 ha ottenuto un secondo Master in Jazz presso il Conservatorio di Ferrara. \n  \ningresso €15\nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci. E’ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/ \n 
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SUMMARY:Lip Wave presenta E-bayFANA la tombola del riciclo dei regali inutili
DESCRIPTION:LIP WAVE presenta \nE-bayFANA \ntombola del riciclo dei regali inutili \nIn un momento così difficile non potevamo abbandonarvi… come al solito siete tristi per quegli inutili doni che il Babbo (quello vestito di rosso) vi ha lasciato per casa.\nQuindi puntuale come il carbone\, ancora una volta arriva la tombola del disuso e del disfacimento energetico. \nVenerdì 6 gennaio all’Area Sismica salutiamo la Befana con la tradizionale Tombola a km 0. \nAvete qualcosa di cui vi volete disfare?\nAvanza un regalo che sta prendendo la polvere?\nI regali inutili vi hanno riempito la casa?\nPortate tutto con voi che facciamo tombola!!! \nI regali li portate voi… I numeri (al solito) li diamo noi! \nLe regole son sempre quelle:\nchiunque porti un regalo avrà diritto a una cartella della tombola (ogni regalo una cartella).\nEventuali cartelle aggiuntive potranno essere acquistate\nal misero costo euro 2 (€ 2\,00). \nINGRESSO LIBERO\nArea Sismica è un circolo arci \n 
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SUMMARY:residenza artistica > STEFANO PILIA\, ALESSANDRA NOVAGA\, FRANCESCO DIODATI\, STEFANO CALDERANO
DESCRIPTION:Stefano Pilia: chitarra elettrica\nAlessandra Novaga: chitarra elettrica\nFrancesco Diodati: chitarra elettrica\nStefano Calderano: chitarra elettrica \n 
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SUMMARY:STEFANO PILIA\, ALESSANDRA NOVAGA\, FRANCESCO DIODATI\, STEFANO CALDERANO
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nStefano Pilia: chitarra elettrica\nAlessandra Novaga: chitarra elettrica\nFrancesco Diodati: chitarra elettrica\nStefano Calderano: chitarra elettrica \nIl 2023 di Area Sismica si apre con un quartetto di fenomenali chitarristi e chitarriste fortemente voluto da Stefano Pilia\, che dopo il successo del suo album del 2022 Spiralis Aurea ne ha ideato una declinazione per quattro musicisti. Insieme a Pilia ascolteremo allora Francesco Diodati e Stefano Calderano\, entrambi membri dei tellKujira\, e Alessandra Novaga\, altra musicista nota al pubblico di Area Sismica. \nIl quartetto ospitato da Area Sismica sul sorgere del 2023 nasce dalla volontà di Stefano Pilia di tradurre per quattro chitarre il suo fortunato album Spiralis Aurea – uscito per l’etichetta milanese Die Schachtel nel marzo 2022 –\, a seguito dell’ascolto del gruppo tellKujira (nato per volontà di Area Sismica nel 2021)\, da cui infatti provengono Francesco Diodati e Stefano Calderano\, ai quali si affianca Alessandra Novaga. \nAnche in questo caso\, come per tellKujira\, i quattro chitarristi faranno un periodo di residenza nel locale forlivese per affinare la versione “espansa” di Spiralis Aurea. \n«Spiralis aurea – spiega Pilia – è un insieme di composizioni a quattro parti concepite per organici variabili o non specificati. Le idee generative mirano a realizzare forme musicali i cui principi strutturali e formali siano determinati da numeri e rapporti di particolari serie numeriche (Fibonacci in particolare)\, da certa numerologia e da figure geometriche di particolare rilevanza simbolica. C’è il desiderio di indagare e di scoprire possibili aspetti archetipici qualitativi legati a certi numeri\, a certi movimenti e a forme connesse ai loro rapporti all’interno di un contesto strettamente tonale». L’obiettivo principale dei lavori di Pilia in questi anni di pratica artistica non è mai stato incentrato necessariamente sulla ricerca del “nuovo”\, ma piuttosto sul tentativo di creare un discorso musicale in grado di offrire un’esperienza di ascolto attivo e di relazione con possibili rappresentazioni archetipiche (da una prospettiva mito-narrativa o numerica). «Questa\, con declinazioni ovviamente diverse – e probabilmente anche con ingenuità -\, è stata l’unica costante sempre presente nelle mie produzioni musicali». \nA differenza dei lavori precedenti\, in Spiralis Aurea il discorso musicale non è più generato da una relazione sensoriale con il suono. Spesso è stata proprio la materia sonora stessa a indicare o a privilegiare una direzione. \nLe radici di Spiralis Aurea affondano nell’impegno personale e di lunga data di Pilia con la spiritualità e in un’epifania avuta durante una visita al cimitero del Passo della Futa\, luogo di riposo dei soldati tedeschi uccisi in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. Profondamente commosso\, ha riflettuto sui significati profondi che si celano sotto la geometria del suo disegno; «un luogo “attraversato” da pensieri sul paesaggio\, sulla storia\, sui simboli\, sui riti. Un’opera (…) che offre una riflessione sulla vita e sulla morte. Una preghiera per i vivi e per i morti». \nEmerso per la prima volta nei primi anni Duemila\, negli ultimi due decenni – attraverso pubblicazioni soliste e numerose collaborazioni con artisti come Oren Ambarchi\, Valerio Tricoli\, Alessandra Novaga\, Z’EV\, Andrea Belfi\, David Grubbs e molti altri – il genovese (ma bolognese d’adozione) Stefano Pilia ha presentato una voce singolare all’interno della musica sperimentale italiana\, sfruttando l’energia viscerale e l’immediatezza pratica all’interno di arazzi di sonorità delicatamente intessuti\, ognuno dei quali indaga le proprietà scultoree del suono e illumina la sua relazione con lo spazio\, la memoria e la sospensione del tempo. Con “questo disco\, il compositore si avventura in acque inesplorate\, esplorando le nozioni di spiritualità attraverso un corpo di dodici composizioni\, registrando forme musicali “sacre”\, cercando di cogliere gli archetipi duraturi che sono alla base dell’esperienza collettiva\, nella convinzione che l’arte abbia il potenziale per operare come balsamo per l’isolamento favorito dal mondo moderno. \n  \nIngresso € 15 \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nÈ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/ \n 
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SUMMARY:MOPCUT
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \ncol sostegno del Forum Austriaco di Cultura di Milano \n \nLukas König: batteria\, elettroniche\nAudrey Chen: voice\, elettroniche\nJulien Desprez: chitarra elettrica \nIl progetto Mopcut riunisce tre illustri membri della scena sperimentale e improvvisativa internazionale per mette in atto un’operazione di vero caos. Lukas König\, noto per Köenigleopold\, Kompost 3 e per aver collaborato con gli Irreversible Entaglements \, guida questo assalto iper-ritmico da dietro la batteria. A lui si affianca lo straordinario chitarrista e membro della Fire! Orchestra e  degli Abacaxi Julien Desprez\, che si esibisce sia in maniacali esplorazioni strumentali che in minimalistiche creazioni di paesaggi sonori. A completare questa magnifica compagnia c’è la vocalist Audrey Chen\, che si lascia alle spalle il violoncello per tuffarsi in un’indagine senza esclusione di colpi sulla voce umana e sulle sue capacità. \nCos’è il Mopcut? Il mopcut è uno stile di suono di media lunghezza che copre la testa e le orecchie con un colpo verticale e un’onda orizzontale. Il paesaggio sonoro deve essere tagliato in modo uniforme su tutta la circonferenza\, in modo che il suono nella parte anteriore raggiunga l’occhio interno\, mentre le onde ai lati coprano (o quasi) completamente le orecchie. I battiti sul retro mantengono la stessa lunghezza dei campioni sul davanti e sui lati. Una volta ottenuto il suono complessivo\, si ricorre al trimming per ottenere il minimalismo o il massimalismo\, a seconda dei casi. L’improvvisazione\, il suono e i beat elettronici funzionano bene come sottofondo per il mopcut. Si possono usare apparecchi e dispositivi elettronici per dare al mopcut un po’ più di volume\, ma gli effetti possono portare ad alzarsi in piedi invece di pendere in basso. \nI Mopcut sono Lukas König\, Audrey Chen e Julien Desprez. Il loro obiettivo è una costruzione di suoni che avvolgano completamente gli ascoltatori e abbia un impatto altrettanto intenso sulle orecchie quanto sull’occhio interno – così Audrey Chen\, Julien Desprez e Lukas König descrivono il loro progetto in trio\, che ha celebrato la sua prima al Donaufestival di Krems (in Austria) nel 2018. Le loro capacità di improvvisazione trascendono tutti i confini di genere. Lukas König utilizza la batteria\, il sintetizzatore e la voce; Julien Desprez suona la chitarra elettrica e Audrey Chen sovrappone i suoni dei suoi sintetizzatori analogici con estatiche voci estemporanee. \nIngresso € 15 \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nÈ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/
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SUMMARY:JOAO ALMEIDA - data unica in Italia
DESCRIPTION:Rassegna Musica Inaudita \nIl futuro dell’improvvisazione e della ricerca è già qui\, ha venticinque anni\, viene da Lisbona e si chiama Joao Almeida. La sua tromba apre scenari incredibili\, con la sicurezza di un veterano e la curiosità di chi cerca nuovi mondi. \nMusicista in ascesa nel mondo della musica improvvisata\, del jazz e della scoperta\, João Almeida (classe 1997) è sempre più riconosciuto e richiesto\, a ragione. Trombettista di scuola ma con lo spirito libero di non aggrapparsi a materiale dato e flaccido\, Almeida si è guidato attraverso contesti e forme con sicurezza e curiosità\, affinando un respiro sempre più capace\, ricco di lirismo\, armonia\, tecniche estese e leggere in un discorso vivace e astuto. Dal jazz di Garfo agli assalti fusionisti di Peachfuzz\, dal duo tromba e voce Lump alle collaborazioni con personaggi come Rodrigo Amado\, Fred Lonberg-Holm o Brandon Lopez\, sta diventando difficile pensare a una scena jazz – e alle sue tangenti – senza invocarlo. Non importa tanto speculare sul futuro quanto accompagnare questo già ricco presente. \nOltre ad aver collaborato con alcuni tra i più importanti musicisti del panorama musicale nazionale e internazionale\, e ad aver suonato nei festival più importanti del mondo\, Almeida fa anche parte dell’Associazione Robalo\, di Cara Podre e del Colectivo Coração de boi\, pubblicando musica e organizzando concerti\, festival ed eventi. \ndata unica in Italia \nIngresso € 10 \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nÈ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/
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SUMMARY:LUÍS VICENTE 4tet - data unica in Italia
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nLuís Vicente: tromba\nJohn Dikeman: sax\nLuke Stewart: contrabbasso\nOnno Govaert: batteria \nIl trombettista portoghese Luís Vicente arriva con una formazione in cui ha al suo fianco tre musicisti splendidi: il bassista nordamericano Luke Stewart\, segnalato dalla rivista Downbeat come “uno dei 25 musicisti jazz più influenti della sua generazione” (ha collaborato con Irreversible Entanglements\, Moor Mother\, Exploding Star di Rob Mazurek e Jaimie Branch); John Dikeman\, rinomato sassofonista nordamericano residente ad Amsterdam\, con il quale Vicente ha costruito un proficuo rapporto affiancato da William Parker e Hamid Drake; e Onno Govaert\, eccezionale batterista olandese e figura ricorrente sui palchi di tutta Europa. \nQuesto quartetto internazionale ha calcato per la prima volta un palcoscenico nel luglio 2021\, in una tournée sostenuta dalla Fondazione portoghese GDA che ha permesso loro di esibirsi in sette città del Portogallo. \nIl suono del loro primo album\, “House in the Valley”\, atteso per marzo su Clean Feed\, ci rimanda alla routine pandemica di Vicente\, con la presenza della figlia Luísa\, che dà il nome a uno dei lavori più festosi e audaci dell’album\, “Luisa’s Laugh”. È una creazione contemporanea\, libera e aperta nella sua interpretazione. La musica di questo album è ispirata ai tempi dell’infanzia\, trascorsi nella casa dei nonni materni di Luis\, in un ambiente rurale tra prati e valli. L’album suona come una cerimonia rituale\, un invito a immergersi nel momento presente e in una comunione di ogni persona con se stessa e con l’ambiente circostante. “House in the Valley” ha un taglio contemporaneo e un’atmosfera di musica mitteleuropea libera\, esplorativa\, intrigante e attraente. Le composizioni rompono i canoni convenzionali della struttura AABA o ABA solo e della ripetizione della stessa struttura Le influenze presenti sono molteplici: la presenza insistente e costante del mare\, i suoni urbani\, dove si percepisce un’intera tavolozza sonora. L’ispirazione compositiva deriva in gran parte dal concetto di harmolodics di Ornette Coleman\, dove armonia\, movimento sonoro e melodia condividono lo stesso valore. L’effetto complessivo è che questa musica raggiunge un’espressione immediatamente aperta\, non costretta da limitazioni tonali\, predeterminazione ritmica o regole armoniche. \nData unica in Italia. \nIngresso € 15 \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nÈ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/
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SUMMARY:MARRAFFA & DJ BALLI
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nEdoardo Marraffa: sax\nDJ Balli: giradischi \nEdoardo Marraffa e DJ Balli (al secolo Riccardo Balli) si sono conosciuti da piccoli\, trent’anni fa\, accompagnando una performance di Aldo Vignocchi\, poi si sono persi di vista. Hanno deciso di dialogare di nuovo con i loro attrezzi perché hanno in comune la passione per l’imprevisto e il divertimento sperimentale\, entrambi elementi che faranno da leitmotiv di questo live. \nIl pubblico di Area Sismica conosce bene il funambolico sassofonista Edoardo Marraffa\, che da più di vent’anni lavora sul suono del suo strumento esplorando i confini del potenziale espressivo. Ciò gli ha permesso di sviluppare sul sax una voce unica\, che mantiene un legame molto forte con la tradizione\, nonostante il carattere fortemente sperimentale delle sue esplorazioni. Da sempre Marraffa dedica poi la sua attenzione all’improvvisazione/composizione collettiva e alla trasformazione del suono del sassofono\, che diventa talvolta polifonico e insieme fonte di cambiamenti timbrici continui. È attivo dagli anni ’90 con gruppi tra i più significativi della scena italiana come il Collettivo Bassesfere e lo Specchio Ensemble; mentre tra i suoi progetti più recenti possiamo ricordare Mrafi\, Small Talk\, Eco D’Alberi\, Casino Di Terra Vakki Plakkula\, Crash Trio\, Marraffa/Braida/Zerang. Nel corso degli ultimi anni ha collaborato con musicisti di livello mondiale\, quali Tristan Honsinger\, William Parker\, Hamid Drake\, John Edwards\, Olaf Rupp\, Han Bennink\, Clayton Thomas\, Wayne Horvitz\, Wadada Leo Smith. \nDopo un passato di batterista hardcore e di rumorista\, DJ Balli si dedica esclusivamente alla musica elettronica. Nel 1997\, dopo un periodo vissuto a Londra\, torna in Italia e inizia a mixare breakcore\, diventando DJ e produttore. Nel 2000 fonda la Sonic Belligeranza\, un’etichetta discografica indipendente. Nel 2004 apre le sotto-etichette +Belligeranza e -Belligeranza\, dedite rispettivamente a noise e turntablism. La critica musicale italiana lo ha definito “uno tra i più estrosi fantasisti del rumore nostrano”\, o “il Kid 606 italiano”\, sottolineando il carattere “verace e controcorrente” della sua ricerca. \nIngresso € 12 \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nÈ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/
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SUMMARY:residenza artistica > SAO PAULO UNDERGROUND  (USA - BR)
DESCRIPTION:Rob Mazurek – trombino\, elettroniche\nGuilherme Granado – elettroniche\nMauricio Takara – batteria
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