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SUMMARY:Chenevier / Saurel / Chatenoud cine-concerto THE NAVIGATOR di Buster Keaton e Donald Crisp
DESCRIPTION:c/o Lupo 340 (mappa) \nRassegna Musiche Extra-Ordinarie \nCine-concerto\nIL NAVIGATORE (The Navigator\, 1924\, 59 min) \ndi Buster Keaton e Donald Crisp \nsonorizzato dal vivo da \nNicolas Chatenoud: chitarra\, basso\, elettroniche\nGuigou Chenevier: Batteria\, marimba\, oggetti sonori\nGuillaume Saurel: Violoncello\, ukulele\, basso\, elettroniche \nUn piroscafo alla deriva completamente con i soli due protagonisti a bordo\, Buster Keaton e Kathryn McGuire in unfilm che fu il più grande successo di cassetta che Keaton abbia mai fatto\, ma anche quello più rivalutato dalla critica contemporanea\, che lo considera il più folle\, il più sognato\, il più poetico\, con tutte le incertezze dell’amore\, gli equivoci\, i momenti idillici\, drammatici\, tragici\, il continuo progresso.\nCosì come è presente anche il tema del vuoto\, della solitudine\, dell’angoscia. Angoscia insieme tragica e comica\, come sempre in Keaton.\nA un ritmo frenetico questi due personaggi sono costretti loro malgrado a improvvisarsi marinai\, un po’ bizzarri certo\, ma non d’acqua dolce. \nLe tribolazioni che attraversano i nostri eroi hanno spinto Nicolas Chatenoud\, Guillaume Saurel e Guigou Chenevier\, un trio francese molto caro ad Area Sismica\, a comporre musica con lo stesso tenore. ù \nRitmica\, a volte illustrativa o creatrice di discrepanze nella lettura\, è una composizione ispirata e arricchita dalla meravigliosa gamma di giochi ed espressioni di Keaton\, una scrittura musicale dalle mille sfaccettature. \nNicolas Chatenoud proviene dalla scena rock francese\, ma è attratto dalla musica cosiddetta inclassificabile\, ma non solo.. partecipa tra gli altri a progetti artistici con Gilles Laval\, Guigou Chenevier o Fred Frith.\nHa composto per una dozzina di opere teatrali nonché per film-concerti e altri progetti proteiformi (letture\, installazioni visive e sonore\, ecc.). \nGuigou Chenevier è stato il batterista del gruppo-leggenda del Rock in Opposition Etron Fou Leloublan dal 1973 al 1986\, poi del gruppo Volapük dal 1993 al 2009 e attualmente suona nei gruppi Les Phasmes\, Le Bal Inouï\, Le Miroir et le Marteau\, Rêve Général\, Les Mutanti Maha e Piles. È stato direttore artistico e programmatore di Inouï Productions dal 1992 al 2019 (Les Hauts Plateaux\, Avignone). \nGuillaume Saurel\, di formazione classica\, ha suonato in alcuni spettacoli di Maguy Marin\, Michèle Bernard\, Charlie Kassab\, i Cie Mises en Scène e il Cie pyrotechnique Groupe F.\nHa creato il gruppo Rien e ha partecipato alla creazione del gruppo Volapük. Ha creato Pince Oreille (musica\, effetti sonori per cartoni animati e giochi). Collabora il cantante Lionel Damei. Membro attivo del Collectif Inouï con il quale compone numerosi spettacoli (The Unknown\, Les Rapaces\, Akoustic Ensample)\, partecipa a diverse creazioni tra cui Le Bal Inouï e L’Homme à la camera\, un film concerto sul film di Dziga Vertov. \nIngresso libero\nprenotazione cena: 345 6638289
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SUMMARY:ALABASTER DEPLUME (GB)
DESCRIPTION:c/o Lupo 340 (mappa) \nALABASTER DEPLUME (GB) \nAlabaster DePlume: sax\, chitarra\, synths\, voce\nMomoko Gill: batteria\, voce\nRuth Goller: basso\, voce \nAlabaster DePlume è un compositore\, sassofonista\, attivista\, poeta e oratore di Manchester. Da qualche anno è di casa al leggendario spazio creativo di Londra Total Refreshment Centre: è qui che ha realizzato gli ultimi suoi album (pubblicati dalla sempre più affermata label chicagoana International Anthem)\, un affascinante e inafferrabile mix di spiritual jazz\, spoken poetry e global sounds. Nei suoi live mischia sapientemente ethio e spiritual jazz\, guidando i viaggi sonori col suo sassofono o con le sue poesie di spoken word. Porterà in spiaggia una ventata di contemporaneità e classe. \nAlabaster DePlume è un artista britannico con un’idea del jazz tutta sua\, in cui convergono sonorità ambient\, sassofoni insinuanti ed eleganti arrangiamenti per flauto\, pianoforte\, violoncello e voce. Alabaster DePlume\, al secolo Angus Fairbairn\, è riconosciuto in tutto il mondo come un punto di riferimento della scena jazz contemporanea\, proponendo un audace e scoppiettante punto d’incontro tra jazz\, folk e musica classica\, ricco di melodie nostalgiche che rimandano a un’epoca spensierata. È musicista\, poeta performativo\, compositore e attivista\, le cui performance dal vivo invitano un cast di musicisti in continua evoluzione. I suoi album includono Gold. Go Forward In The Courage of Your Love (2022)\, To Cy and Lee. Instrumentals Vol. 1 (2020) e Peach (2015). Originario di Manchester\, vive a Londra e risiede presso il leggendario centro creativo Total Refreshment Centre. Registra per l’etichetta scozzese Lost Map\, un’isola off-grid\, e ora è l’ultimo arrivato nella crescente famiglia di esploratori musicali progressisti di International Anthem\, con sede a Chicago\, etichetta per la quale è uscito nel 2022 con Gold. \nIngresso libero\nprenotazione cena: 345 6638289 \nIngresso libero\nprenotazione cena: 345 6638289
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SUMMARY:Inaugurazione mostra JAZZ WORLD PHOTO the Winners 2014/2024
DESCRIPTION:c/o Lupo 340 (mappa) \nJAZZ WORLD PHOTO\nI VINCITORI DEL PRESTIGIOSO CONCORSO INTERNAZIONALE 2014 – 2024 \nQuella che originariamente era una mostra unica di fotografi jazz provenienti da diversi paesi si è sviluppata in un concetto unico di concorso e in una conseguente mostra itinerante delle 33 foto annuali TOP JAZZ WORLD PHOTO. \nNel tempo tutto questo è stato implementato con workshop fotografici\, presentazioni in fiere e\, soprattutto\, incontri e amicizie tra popoli senza confini. \nIl nome che abbiamo scelto è una combinazione di tre parole che simboleggiano al meglio di cosa si tratta. Ci basiamo sulla creatività e sulla spiritualità del JAZZ ma siamo decisamente aperti ad altri generi correlati. \nLa parola MONDO non rappresenta solo il pianeta Terra ma anche lo spazio condiviso senza confini e limitazioni. \nPer noi una FOTO non è solo uno scatto; è una visione individuale del mondo\, un’espressione emotiva e una cattura della musica sfuggente\, cioè dell’anima umana. \nIn questi lunghi dieci anni siamo sempre riusciti ad organizzare un concorso annuale con tanto di premiazione\, cosa davvero difficile e problematica negli anni del Covid-19. \nIndimenticabili gli incontri con fotografi sudcoreani o cileni\, un trittico di fotografi italiani che si incontrano per la prima volta nella loro vita alla cerimonia di premiazione\, così come una coppia di fotografi ucraini\, pur essendo dalla stessa città. \nAbbiamo organizzato più di cento mostre in Europa\, ma abbiamo esposto anche a Manhattan\, New York. \nIn molti luoghi è nata una nuova tradizione: l’apertura di un evento annuale con un concerto e una mostra delle fotografie vincitrici del premio Jazz World Photo. \nOgni anno pubblichiamo anche un catalogo che accompagna la mostra in corso. \nFin dalla sua nascita\, Jazz World Photo ha fatto parte del prestigioso evento International Jazz Day. \nIn questi undici anni non ci sono stati solo successi e abbiamo dovuto superare una serie di ostacoli. Il COVID-19 e la successiva recessione economica hanno portato alla perdita di gran parte dei nostri sponsor e abbiamo dovuto iniziare a sovvenzionare tutto con i nostri fondi. \nCiò che ci ha dato più forza è stata la sensazione di grande sostegno alle nostre attività da parte dei fotografi in gara e dei visitatori della mostra. \nCentinaia di volte abbiamo avuto la sensazione di non avere più né forza né risorse per ulteriori attività\, ma basta una bella e-mail o un caloroso incontro all’inaugurazione per rendersi conto che lo spettacolo deve continuare. \nLascia che il mondo sia un posto migliore in cui vivere\, incontrarsi\, gioire e godere di tutti i colori della vita e della musica. Senza pregiudizi\, senza barriere e senza odio. \n 
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SUMMARY:EMMELUTH'S AMOEBA (NO - DK)
DESCRIPTION:c/o Lupo 340 (mappa) \nSigne Emmeluth: sax\nKarl Bjorå: chitarra\nOle Mofjell: batteria\nChristian Balvig: tastiere \nAmoeba è un quartetto danese/norvegese rivoluzionario composto da quattro dei musicisti più eccitanti della scena scandinava in questo momento. \nIl gruppo è stato in tournée negli ultimi 4 anni\, dove ha toccato il Copenhagen Jazz Festival\, Nattjazz (Festival jazz di Bergen)\, Summer Bummer Festival (Anversa)\, solo per citarne alcuni. \nCon la musica creativa che si muove attraverso il free jazz o la musica da camera con feroce energia\, è difficile rimanere impassibili… o intatti. \nIl pianista Christian Balvig ha lasciato il segno sia come musicista alla guida del proprio gruppo e suonando con il colossale supergruppo danese Efterklang\, sia componendo musica per grandi orchestre come la Copenhagen Philharmonic Orchestra. \nIl chitarrista Karl Bjorå è una noce pesante sulla scena della musica improvvisata e ha inciso e girato a lungo con i suoi gruppi Megalodon Collective\, Yes Deer e Aperture per anni in tutta Europa\, Stati Uniti e Asia. \nIl batterista Ole Mofjell è una forza della natura\, suona con Thurston Moore in duo\, oltre ad essere in tour con leggende della ECM come Jon Balke o il chitarrista norvegese dei Powerhouse\, Hedvig Mollestad. \nUltimo ma non meno importante\, la leader e compositrice Signe Emmeluth che ha donato una forte impronta sulla scena mondiale durante gli ultimi 5 anni suonando con Kresten Osgood oltre a far parte della Trondheim Jazzorkester e della Supersonic Orchestra di Gard Nilssen. \n“Il quartetto raggiunge nuove vette e abissi più profondi sperimentando\, ricercando e assumendosi dei rischi… Signe Emmeluth si dimostra\, ancora una volta\, una delle voci più originali e fresche della scena nordica. Provocatorio\, strabiliante ed emotivamente coinvolgente. “- Salt Peanuts \n  \nIngresso libero \nprenotazione cena: 345 6638289
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SUMMARY:Mariasole de Pascali FERA
DESCRIPTION:c/o Lupo 340 (mappa) \n\n\n\n\nMariasole De Pascali: flauti\, ottavino\nFederico Calcagno: clarinetti\nAdolfo La Volpe: chitarre el.\, elettroniche\nLucio Miele: vibrafono\, batteria\, percussioni \nTra i primi dieci dischi nella Top Jazz 2022 secondo la rivista Musica Jazz\, Fera\, il disco della De Pascali\, ha ottenuto successo di pubblico e critica. \nSenza soluzione di continuità\, le composizioni si alternano attorno ad oggetti sonori\, impulsi elettrici e comportamenti meccanici\, alla ricerca di una breve fosforescenza\, un attrito tra sé e uno spazio mobile\, lirico ma non retorico\, con reminiscenze dal jazz alla musica da camera\, fino al rock. \nA partire dalle possibilità espressive e compositive del proprio strumento\, il lavoro sulla forma si estende ad un’inedita formazione con Giorgio Distante (tromba\, tuba ed elettronica)\, Adolfo La Volpe (chitarre elettriche ed elettronica) e Lucio Miele (batteria\, vibrafono e percussioni). \nMARIASOLE DE PASCALI \nVincitrice del Top Jazz 2022 come migliore nuovo talento secondo la rivista Musica Jazz\, ha pubblicato il suo primo album da leader\, Fera\, prodotto dalla Parco della Musica Records.\nCollabora con varie formazioni e artisti e ha suonato tra gli altri con Daniele Roccato\, Gianni Lenoci\, Luigi Ceccarelli\, Michele Rabbia\, l’Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti e Paolo Damiani\, Admir Shkurtaj\, Marco Colonna\, Francesco Massaro & Bestiario la Fondazione Cantieri Teatrali Koreja\, Markus Stockhausen\, esibendosi in festival nazionali e internazionali\, tra cui Umbria Jazz\, Les Rendez-vous de l’Erdre di Nantes (Francia)\, Teszt- Euroregional Theatre Festival (Romania)\, Teatro dei Luoghi Fest (Italia\, Albania e Kosovo)\, Jazz&dance di Be’er Sheva (Israele)\, Casa del Jazz Summertime\, Una Striscia di Terra Feconda\, Angelica Festival Internazionale di Musica\, Area Sismica. Realizza progetti transdisciplinari con danzatori\, poeti e visual artists. \nGIORGIO DISTANTE \nNato a Cisternino\, a cinque anni comincia a suonare il clarinetto ed il pianoforte\, e a dieci la tromba. Si diploma in tromba nel 1998 al Conservatorio di Monopoli e comincia a suonare professionalmente dal 1997. Nel 2000 ottiene una borsa di studio dal Berklee College of Music di Boston (MA) ed ha vissuto a Boston dal 2001 al 2004\, frequentando classi di improvvisazione\, arrangiamento e composizione. Nel 2009 si laurea con il massimo dei voti in Musica Elettronica al Conservatorio di Perugia sotto la guida del Maestro Luigi Ceccarelli. Scrive i propri software per trattare in modo diverso il suono della tromba e sviluppando il tutto in progetti in SOLO\, duo e trio\, esplorando le possibilità di nuove tecnologie audio e video applicate a strumenti acustici. Nel 2012 esce RAV (Random Acts of Violence)\, il primo lavoro discografico in solo\, edito dall’etichetta Improvvisatore involontario. È nominato tra i migliori 100 dischi dalla rivista Jazzit per i Jazzit Awards 2012. Nel 2013 vince A. R. T.MEDIMEX2013 organizzato daArci ReAL e ARCI Puglia in collaborazione con Puglia Sounds. Dal 2015 lavora anche ad uno strumento elettroacustico di sua ideazione e progettazione: un ibrido\, sintesi tra elettronica e tromba. HY E.T. -Hybrid Electroacoustic Trumpet – nasce nella sua mente già dal 2012. Nel 2018 esce il suo nuovo album su vinile MenoMondoPossibile suonato quasi interamente con HY E.T. \n\n\n\n\n\n\n\n\nADOLFO LA VOLPE \nPolistrumentista\, compositore\, improvvisatore\, sound artist\, ha tenuto concerti in Italia e all’estero (Francia\, Svizzera\, Spagna\, Portogallo\, Germania\, Austria\, Turchia\, Russia\, Cina\, Polonia\, Algeria\, Danimarca\, Israele\, Kuwait)\, inciso –tra progetti personali e collaborazioni- oltre sessanta cd\, pubblicati da etichette discografiche italiane\, olandesi\, inglesi e canadesi\, e suonato –tra gli altri- con Eugenio Colombo\, Gianni Lenoci\, Steve Potts\, Stefano Battaglia\, Daniele Di Bonaventura\, Pino Minafra\, Paolo Damiani\, Michele Rabbia\, William Parker\, Karl Berger\, Kent Carter\, Markus Stockhausen. Ha composto ed eseguito musica per danza contemporanea\, teatro\, cinema. \nLUCIO MIELE \nPercussionista di formazione classica\, ha collaborato e collabora con numerose orchestre\, ensemble di musica da camera e di jazz sia in Italia che all’estero\, partecipando a numerosi Festival nazionali e internazionali quali Europees Muziekfestival\, Festival delle percussioni in Fermo\, Scarlatti “MusicLab”\, Bucarest Jazz Festival\, Jazz Festival Saint Germain de Pres\, Pozzuoli Jazz festival\, Jazz Alguer Festival. Ha inciso l’etichetta Stradivarius Corpi Diramanti solo di percussioni scritto dalla compositrice Rosalba Quindici. Ha condiviso il palco con numerosi artisti e direttori d’orchestra tra i quali Daniel Oren\, Riccardo Muti\, John Axelrod\, Pascal Rophè\, Michele Rabbia\, Daniele Roccato\, Stefano battaglia\, Ciro Longobardi\,Francesco Nastro\, Paolo Damiani\, Eugenio Colombo\, Marco Colonna\, Alex Claffy. In teatro con Lino Musella\, Andrea Renzi\, Giancarlo Giannini\, Mariano Rigillo. \n  \n\n\n\nIngresso libero\nprenotazione cena: 345 6638289 \n\n 
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SUMMARY:KONK PACK 25th anniversary (GB – D)
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nTim Hodgkinson – chitarra el\, clarinetto\, elettroniche\nThomas Lehn – campionatore\, sintetizzatore analogico\nRoger Turner – batteria \nLa XXXV stagione di Area Sismica si apre con i leggendari Konk Pack di Tim Hodgkinson \nTorna sul palco di Area Sismica per celebrare il 25° compleanno un trio d’eccezione capitanato dal leggendario Tim Hodgkinson (membro fondatore nel ’68 degli Henry Cow)\, Konk Pack. Il gruppo riunisce tre figure di spicco della musica contemporanea come appunto Tim Hodgkinson\, il batterista Roger Turner e il tedesco Thomas Lehn (campionatore\, sintetizzatore analogico). Per circa un quarto di secolo questo gruppo ha stupito il pubblico di festival e concerti in tutto il mondo con la pura energia del suo rapido interplay\, guadagnandosi numerosi riconoscimenti dalla critica. \nI Konk Pack riuniscono tre tra le più importanti personalità nella musica contemporanea. Dal 1997\, quello può essere considerato a tutti gli effetti un super-trio\, ha suonato regolarmente in Europa\, è stato in tour quattro volte negli Stati Uniti ed è stato descritto da Lee Henderson di The Wire come «uno dei gruppi di musica improvvisata più entusiasmanti al mondo». Si sono esibiti in molti importanti festival musicali da Vancouver a Belgrado. La musica di ciascuno di loro individualmente è già sufficiente a rendere questo trio degno di nota\, ma la musica che fanno insieme è destinata a lasciare il pubblico stupefatto e ispirato. \nI Konk Pack rappresentano la sensibilità della musica improvvisata inglese\, unita alla ricerca elettronica di matrice tedesca\, all’impatto metallico della chitarra e al depistaggio ritmico delle percussioni\, il tutto “shakerato” in una miscela sonora sovraccarica di elettricità. Un pesante swing rockeggiante riecheggia da conglomerati di rumore sciolti. La loro musica è un esercizio di dinamica estrema che si muove tra spaziose e semi-silenziose striature tonali e veri e propri assalti che aprono le porte a vaste ondate di statica\, destinate a schiantarsi direttamente sul pubblico. Dalle pratiche di composizione spontanea del trio scaturiscono giochi di immaginazione ed esplorazioni dell’inconscio che inseguono raptus visionari e dilatazioni sonore di volta in volta affascinanti o inquietanti\, spesso ai confini del silenzio o della saturazione rumorista e ritmica\, ma sempre sorprendenti e rivelatrici. \nSempre più apprezzato come compositore contemporaneo\, Tim Hodgkinson può vantare la presenza di sue composizioni nei programmi di svariati festival di musica contemporanea a livello internazionale e un album di brani per ensemble pubblicato dall’etichetta Mode. Il suo lavoro\, tuttavia\, rimane anche fortemente ancorato nell’esecuzione dal vivo\, vissuta in maniera intensa e altamente energica. In oltre 30 anni di lavoro ha partecipato a una serie di progetti fondamentali\, come co-fondatore degli Henry Cow nella loro prima formazione\, come sassofonista nell’importante band di avant-metal God\, o come clarinetto basso solista nelle composizioni di musica spettrale di Iancu Dumitrescu. La sua tecnica nel suonare la lap steel rimane totalmente impossibile da categorizzare\, caratterizzata da echi più o meno smorzati di musiche rock e di altre etnie. \nCon un’educazione da pianista da concerto dal repertorio contemporaneo e una formazione da tecnico di registrazione\, Thomas Lehn dimostra uno spiccato senso musicale attraverso il suo singolare mezzo di espressione: il sintetizzatore analogico. Questo strumento gli permette un contatto estremamente ravvicinato e immediato con tutti gli aspetti dell’alterazione del suono – una vasta scala di suoni elettronici vivi prodotti con una velocità e fluidità senza pari. Thomas Lehn rappresenta semplicemente il processo di piena maturazione della produzione musicale elettronica nel campo dei concerti\, fino a raggiungere e stabilire uno standard per l’intero mezzo espressivo. Non sorprende\, dunque\, che Lehn sia membro essenziale di molti tra i più attivi e importanti progetti in questa scena altamente internazionale e dinamica. \nNel corso di svariati decenni Roger Turner ha contribuito con la famigerata potenza esplosiva e la fine precisione delle sue percussioni a vari ensemble che spesso hanno dato vita a vere e proprie sinergie tra musicisti su entrambi i lati dell’Oceano Atlantico. Inoltre\, ha lavorato a lungo nel microscopico laboratorio del duo acustico\, dove ha acquisito uno spiccato senso del dettaglio e del controllo dinamico. Turner fa parte di un gruppo selezionato di musicisti di livello mondiale che hanno contribuito a ridefinire il linguaggio delle percussioni contemporanee. Nelle sue mani\, minute inflessioni di tensione sono in grado di plasmare la direzione musicale del gruppo e offrire al pubblico un nuovo\, galvanizzante livello di esperienza. \n  \nIngresso €20\nArea Sismica è un circolo Arci
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SUMMARY:FORLì OPEN MUSIC 2024
DESCRIPTION:Rassegna Musica Inaudita e Musiche Extra-Ordinarie \nin collaborazione con Fondazione Masini e Liceo Artistico Canova \nDal 30 ottobre al 3 novembre si terrà l’ottava edizione del festival Forlì Open Music\, che si svolgerà in matinée alla Fondazione Masini\, che mette a disposizione la Sala Sangiorgi e tutte le aule didattiche in cui si svolgerà la parte del festival rivolta agli studenti\, e poi ad Area Sismica. La lista degli ospiti annovera Stefano Zenni con una masterclass dal titolo Le pulsazioni del jazz contemporaneo\, il Masini Jazz Ensemble (composto da Enrico Cristofani al piano\, Giuseppe Zanca al basso\, Giorgio Babbini al clarinetto\, Michele Pazzaglia al sax e Gian Luca Berardi alla batteria)\, il giornalista Ashley Khan con la conferenza The House That Trane Built – La storia della Impulse Records\, il pianista Fabrizio Ottaviucci\, il percussionista Michele Rabbia\, i Genera di Luca Venitucci\, Dario Miranda ed Ermanno Baron\, il contrabbassista Enrico Francioni con l’omaggio a Fernando Grillo\, 7 Dances con Eugenio Colombo (sassofoni\, flauto) e Roberto Bartoli (contrabbasso)\, il Chris Pitsiokos Ensemble e infine TellKujira feat. Marco Fiorini (Ircam). I TellKujira sono stati proposti da Area Sismica alla Music Commission della Regione Emilia-Romagna per l’ultimo triennio\, venendo accettati\, incidendo un disco e facendo vari tour (sempre con il supporto della Muci Commission). Verso la fine del triennio sono stati inoltre selezionati per fare una residenza di 21 giorni presso l’Ircam di Parigi\, centro di ricerca e innovazione musicale fondato nel 1977 e dedicato allo studio della musica contemporanea e delle tecnologie del suono. \nIl Forlì Open Music è una rassegna unica nel suo genere\, da sempre contenitore di linguaggi artistici diversi e luogo di incontro tra forme culturali sempre nuove\, grazie alla diversità dei linguaggi musicali proposti\, che per la sua ottava edizione torna a parlare di musica del presente\, accogliendo artisti di fama internazionale ma anche talenti nostrani\, e focalizzandosi sulle nuove generazioni di musicisti\, giovani ma già affermati. \nUn festival che si è fin da subito distinto per la sua trasversalità rispetto a vari mondi musicali; intenzionalmente la musica della tradizione storica si intreccia con quella del presente\, in un’azione dalla forte connotazione divulgativa. Si intende porre attenzione e sensibilizzare gli ascoltatori su musiche diverse nate nello stesso contesto storico. Non proporre semplicemente il prodotto finale\, ma mostrare luoghi ed espressioni sonore del pensiero. Una musica che può essere scrittura ma anche realizzazione estemporanea\, improvvisazione\, sperimentazione\, evocazione. \nI PROTAGONISTI \nStefano Zenni \nStefano Zenni è uno dei più noti musicologi in ambito afroamericano. È titolare della cattedra di Storia del jazz presso il Conservatorio di Bologna. Da più di 25 anni è il direttore della rassegna MetJazz presso la Fondazione Teatro Metastasio di Prato. Dirige il Torino Jazz Festival\, di cui è già stato direttore dal 2013 al 2017. Per questi festival ha realizzato numerose produzioni originali\, prime assolute ed esclusive con i più grandi artisti internazionali. È autore di libri su Louis Armstrong (Satchmo. Oltre il mito del jazz\, nuova edizione 2018)\, Herbie Hancock\, Charles Mingus\, oltre a I segreti del jazz e la vasta Storia del jazz. Una prospettiva globale (Stampa Alternativa). Il saggio Che razza di musica. Jazz\, blues\, soul e le trappole del colore (EDT) ha suscitato un vivace dibattito in ambito musicale. Tiene con successo conferenze divulgative in tutta Italia\, tra cui le Lezioni di jazz a Roma. È stato a lungo collaboratore di Musica Jazz e del Giornale della Musica. Redige le voci jazz per Dizionario Biografico degli Italiani (Treccani) e del Grove Dictionary of Jazz. È stato candidato ai Grammy Awards come autore delle migliori note di copertina. Collabora da oltre 30 anni con Rai Radio3. \nMasini Jazz Ensemble  \nÈ composto da Enrico Cristofani al piano\, Giuseppe Zanca al basso\, Giorgio Babbini al clarinetto\, Michele Pazzaglia al sax e Gian Luca Berardi alla batteria\, tutti docenti della Fondazione Masini che hanno sposato i presupposti didattici del Forlì Open Music\, creando questo ensemble ad hoc. \nMichele Rabbia \nFunambolo della batteria e di tutto ciò che si può percuotere\, autore di memorabili performance in solo\, grazie al suo interesse per la musica improvvisata ha collaborato in studio e dal vivo con i più disparati musicisti in ogni angolo del mondo. In Italia ha suonato e suona con tutti i big\, da Schiaffini a Salis\, da Fresu a Battaglia\, così come all’estero con Dominique Pifarély\, Marc Ducret\, Michel Godard\, Bruno Chevillon. \nAshley Khan \nThe House That Trane Built – La storia della Impulse Records \nÈ l’etichetta che rivoluzionò la scena jazz internazionale in piena epoca rock\, e ancora oggi incarna il sound vellutato e arrabbiato degli anni sessanta. Nata nel 1960 da una costola della abc-Paramount\, la Impulse rappresenta la simbiosi esemplare tra un musicista e un marchio discografico. John Coltrane le prestò le urla graffianti del suo sax e le lasciò in eredità un magistero spirituale\, consegnandola al mito. Con un catalogo che dava spazio al jazz tradizionale come al prorompente spirito della New Thing\, le copertine dai colori squillanti e l’originalissimo packaging a libretto\, il marchio statunitense incarnò e per certi versi profetizzò le ansie spirituali\, le rivendicazioni politiche\, il fervore sperimentale di un quindicennio di cambiamenti storici\, sociali e musicali. Attorno alla Impulse ruotò una galassia di personaggi che ne decretarono il successo commerciale e il trionfo artistico: musicisti che incisero dischi senza tempo\, produttori che misero a segno fortunati colpi di marketing\, designer che seppero plasmare un prodotto raffinato\, di sconcertante modernità. Sulle loro orme\, Ashley Kahn ripercorre le principali tappe del marchio\, dissodando gli archivi delle più importanti riviste di settore\, intervistando i protagonisti ancora in vita e rintracciando le testimonianze scritte di quelli ormai scomparsi. La storia dell’etichetta è intervallata da trentasei schede dedicate agli album che ne hanno plasmato l’identità: fotografie\, note di copertina\, aneddoti raccolti dalla viva voce di Ray Charles\, Sonny Rollins\, Ornette Coleman\, Alice Coltrane\, Gato Barbieri\, Archie Shepp\, Keith Jarrett ci accompagnano alla scoperta di brani impressi nella memoria\, di dischi culto da due generazioni. E ci invitano a entrare nella «casa\, traboccante di rivoluzione e profumata di incenso\, costruita da John Coltrane». \nFabrizio Ottaviucci \nÈ tra i massimi protagonisti della musica contemporanea\, noto per le sue prestigiose e durature collaborazioni con maestri del calibro di Markus Stockhausen e Stefano Scodanibbio\, e per le sue interpretazioni di Stockhausen\, Cage\, Riley e Scelsi con cui collaborò direttamente. Pianista eclettico\, Ottaviucci unisce alla prassi interpretativa quella compositiva\, spostandosi dalla musica minimalista a quella seriale\, dodecafonica e aleatoria. \nGenera \nGenera (Luca Venitucci\, piano\, melodica\, dispositivi elettronici; Dario Miranda\, contrabbasso; Ermanno Baron\, batteria) si muove tra composizione estemporanea e forme fluide\, aperte e flessibili che organizzano il flusso libero dell’improvvisazione senza imbrigliarlo in strutture eccessivamente rigide e vincolanti. La formazione strumentale si richiama inequivocabilmente a quella del piano trio di matrice jazzistica\, e tuttavia tale riferimento viene ampliato e condotto verso territori imprevedibili grazie all’uso di tecniche estese\, dispositivi elettronici e sonorità inusuali come quelle della melodica trattata con effetti. La musica di Genera è dunque il frutto del combinarsi di intenzioni diverse e complementari: esplosioni free e incalzanti groove si intersecano con momenti maggiormente introspettivi e cameristici\, perlustrazioni sonore acustiche ed elettroacustiche si connettono con parti più dilatate e quasi ambient. Active Observation\, primo album di Genera\, è uscito il 19 ottobre 2023 per Aut Records ottenendo recensioni positive su diverse testate cartacee e online tra cui Musica Jazz\, Blow Up\, Jazz Convention\, Percorsi Musicali e zero.eu e passaggi radiofonici su Battiti Rai3. Nazim Comunale inserisce l’album nella sua classifica dei 10 migliori album del 2023 su Blow Up e suI Giornale della musica. \nTellKujira feat. Marco Fiorini \nLa collaborazione fra tellKujira e Marco Fiorini nasce nel novembre 2023 grazie a una residenza artistica presso l’IRCAM di Parigi all’interno del progetto REACH (Raising Co-Creativity in Cyber-Human Musicianship). Il progetto prevede lo sviluppo di software per la co-improvvisazione tramite agenti informatici di intelligenza artificiale\, la divulgazione scientifica e la creazione artistica\, al fine di applicare in maniera concreta queste nuove tecnologie in reali contesti di performance. \ntellKujira è stato definito un “Quartetto d’avanguardia\, stilisticamente apolide\, a tratti ipnotico”. tellKujira è formato da Ambra Chiara Michelangeli (viola/effetti)\, Francesco Diodati (chitarra/effetti)\, Francesco Guerri (violoncello) e Stefano Calderano (chitarra/effetti)\, e nasce nell’autunno 2020 come quartetto da camera atipico\, con due chitarre elettriche al posto dei violini. La musica si muove tra contemporanea\, elettronica\, art rock e free jazz\, avvalendosi di una scrittura collettiva derivazione diretta di lunghe sessioni di improvvisazione. In questo processo si articola un percorso musicale flessibile\, alla continua ricerca di struttura\, aperto alla contaminazione e che mira ad immergersi in paesaggi sonori astratti\, a volte ambient\, nella poliritmia\, in timbriche industriali. Una miscela versatile\, che non esita a decostruire qualsiasi tipo di linguaggio. \nMarco Fiorini è un musicista e ricercatore italiano che si dedica all’improvvisazione e alle nuove forme di espressione musicale. Si è laureato in Sound and Music Computing (MSc) all’Università di Aalborg a Copenaghen e in Ingegneria Informatica (BSc) all’Università di Bologna. Attualmente fa parte del team di Music Representation dell’IRCAM\, dove è impegnato in ricerche legate al progetto ERC REACH\, in particolare sul software di improvvisazione co-creativa Somax2\, e sta esplorando nuove forme di interazione nella musica improvvisata con agenti artificiali. Lavora a progetti di ricerca artistica insieme a musicisti come Jöelle Léandre\, Lorenzo Colombo\, Sylvain Luc\, György Kurtág Jr\, Jean-Marc Montera\, Horse Lords\, tellKujira\, William Teixeira\, Anaïs del Sordo\, Turner Williams Jr\, Michal Wróblewski e Jonas Gerigk. \nEnrico Francioni \nNato e residente nel Montefeltro\, Enrico Francioni è interprete e compositore. Come contrabbassista è interessato alla produzione del Novecento storico e contemporanea\, mentre come compositore è attivo nella musica elettroacustica e strumentale. Si è diplomato in Contrabbasso e in Musica Elettronica al Conservatorio “G.Rossini” di Pesaro\, dove ha studiato contrabbasso con Fernando Grillo e Bruno Tommaso e Musica elettronica con Eugenio Giordani. Ha interpretato e registrato in prima assoluta la Suite I per contrabbasso di F. Grillo seguendone le fasi creative in stretto contatto con l’autore. Come solista è stato premiato in concorsi nazionali ed internazionali. \n7 Dances (Eugenio Colombo\, sassofoni\, flauto; Roberto Bartoli\, contrabbasso) \n«Nei racconti di magia c’è spesso una linea di confine tra il conosciuto e l’ignoto in cui sono presenti segni inequivocabili di qualcosa di indefinito\, di misterioso ed estraneo. Queste sette danze si muovono in quel territorio al confine tra la composizione e l’improvvisazione\, ed esplorano quella terra di nessuno collocata tra questi due mondi». \nEugenio Colombo. Sassofonista\, flautista\, compositore è nato a Roma nel 1953. Ha iniziato da autodidatta sia come strumentista che come compositore\, diplomandosi poi in saxofono al Conservatorio di Frosinone sotto la guida di Baldo Maestri. Successivamente ha studiato composizione con Michele dall’Ongaro presso la Scuola Popolare di Musica di Testaccio. Ha scritto diversi brani per strumento solista e per formazioni più grandi come: quartetto di sassofoni\, trio d’archi\, big band e banda d’ottoni con solisti improvvisatori. È uno dei membri fondatori dell’Italian Instabile Orchestra. Tra le numerose collaborazioni ricordiamo Giancarlo Schiaffini\, Giovanna Marini\, Anthony Braxton\, Demetrio Stratos\, Misha Mengelberg\, Bruno Tommaso\, Steve Lacy\, Cecil Taylor\, Martin Joseph. \nRoberto Bartoli. Contrabbassista e compositore\, ha partecipato a festival internazionali in molti paesi europei\, oltre che in Medio Oriente ed in Africa. Ha collaborato a numerosissime registrazioni per diverse etichette discografiche e molte sue composizioni sono state trasmesse nelle programmazioni di RAI-Radio3. Molto attivo nel campo della didattica\, è stato per diversi anni docente di contrabbasso e didattica d’insieme presso la Nuova Scuola Comunale di Musica di Imola\, dove ha diretto anche l’orchestra degli allievi. Con l’EBairàv Ensemble\, nel 2013 Si è esibito al Teatro alla Scala di Milano\, presentando alcune sue composizioni originali dedicate a Bela Bartòk. \nChris Pitsiokos Ensemble (Chris Pitsiokos\, sax\, harmonica; Tizia Zimmermann\, fisarmonica; Quentin Tolimieri\, synth; Antti Virtaranta\, contrabbasso; Luca Marini\, batteria) \nChris Pitsiokos è un sassofonista emergente della nuova scena improvvisativa newyorkese\, sempre in bilico tra una minuziosa ricerca timbrica e l’energia espressiva della “fire music”. Nato negli Stati Uniti nel 1990\, è un improvvisatore\, compositore e poli-strumentista dedito ai linguaggi del jazz\, free jazz\, improvvisazione libera ma anche della musica contemporanea. Oltre che con le sue be note esibizioni in solo\, collabora regolarmente con musicisti come Otomo Yoshihide\, Weasel Walter\, Nate Wooley\, Wendy Eisenberg ed è regolarmente invitato nei principali contesti concertistici in tutto il mondo. \n  \nIL PROGRAMMA \n30 ottobre – 3 novembre \nFORLÌ OPEN MUSIC \nmercoledì 30 ottobre \nSala Sangiorgi – Fondazione Masini Forlì \nore 11 – Stefano Zenni\nMasterclass. Le pulsazioni del jazz contemporaneo \nore 19 – in collaborazione con Fondazione Masini \nMasini Jazz Ensemble\nEnrico Cristofani: piano\nGiuseppe Zanca: basso\nGiorgio Babbini: clarinetto\nMichele Pazzaglia: sax\nGian Luca Berardi: batteria \n  \ngiovedì 31 ottobre \nSala Sangiorgi – Fondazione Masini Forlì \nore 11 – Michele Rabbia\nConduction con ensemble di studenti del Liceo Musicale e dell’Istituto Masini \nsabato 2 novembre \nSala Sangiorgi – Fondazione Masini Forlì \nore 10.30 – in collaborazione con Dai De Jazz\nConferenza di Ashley Khan\nThe House That Trane Built – La storia della Impulse Records \nore 11.30 – Fabrizio Ottaviucci\npianoforte\nMorton Feldman – Palais de Mari (1986)   25 min \ndalle 18 c/o Area Sismica \nMichele Rabbia\npercussioni\, elettroniche \nGenera\nLuca Venitucci: piano\, melodica\, dispositivi elettronici\nDario Miranda: contrabbasso\nErmanno Baron: batteria \nTellKujira feat. Marco Fiorini (Ircam)\nAmbra Chiara Michelangeli: viola\, elettroniche\nFrancesco Diodati: chitarra el\, elettroniche\nFrancesco Guerri: violoncello\nStefano Calderano: chitarra el\, elettroniche\nMarco Fiorini: elettroniche \n  \ndomenica 3 novembre \nArea Sismica – dalle 18 \nEnrico Francioni omaggio a Fernando Grillo\ncontrabbasso \n7 Dances \nEugenio Colombo: sassofoni\, flauto\nRoberto Bartoli: contrabbasso \nChris Pitsiokos Ensemble\nChris Pitsiokos: sax\, harmonica\nTizia Zimmermann: fisarmonica\nQuentin Tolimieri: synth\nAntti Virtaranta: contrabbasso\nLuca Marini: batteria \n  \nIngresso gratuito agli eventi alla Sala Sangiorgi \nIngresso ai concerti all’Area Sismica: € 25 a giornata | abbonamento € 40\nIngresso libero per gli studenti degli istituti musicali. \nArea Sismica è un circolo Arci
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DESCRIPTION:Area Sismica \n7 Dances (Eugenio Colombo\, sassofoni\, flauto; Roberto Bartoli\, contrabbasso) \n«Nei racconti di magia c’è spesso una linea di confine tra il conosciuto e l’ignoto in cui sono presenti segni inequivocabili di qualcosa di indefinito\, di misterioso ed estraneo. Queste sette danze si muovono in quel territorio al confine tra la composizione e l’improvvisazione\, ed esplorano quella terra di nessuno collocata tra questi due mondi». \nEugenio Colombo. Sassofonista\, flautista\, compositore è nato a Roma nel 1953. Ha iniziato da autodidatta sia come strumentista che come compositore\, diplomandosi poi in saxofono al Conservatorio di Frosinone sotto la guida di Baldo Maestri. Successivamente ha studiato composizione con Michele dall’Ongaro presso la Scuola Popolare di Musica di Testaccio. Ha scritto diversi brani per strumento solista e per formazioni più grandi come: quartetto di sassofoni\, trio d’archi\, big band e banda d’ottoni con solisti improvvisatori. È uno dei membri fondatori dell’Italian Instabile Orchestra. Tra le numerose collaborazioni ricordiamo Giancarlo Schiaffini\, Giovanna Marini\, Anthony Braxton\, Demetrio Stratos\, Misha Mengelberg\, Bruno Tommaso\, Steve Lacy\, Cecil Taylor\, Martin Joseph. \nRoberto Bartoli. Contrabbassista e compositore\, ha partecipato a festival internazionali in molti paesi europei\, oltre che in Medio Oriente ed in Africa. Ha collaborato a numerosissime registrazioni per diverse etichette discografiche e molte sue composizioni sono state trasmesse nelle programmazioni di RAI-Radio3. Molto attivo nel campo della didattica\, è stato per diversi anni docente di contrabbasso e didattica d’insieme presso la Nuova Scuola Comunale di Musica di Imola\, dove ha diretto anche l’orchestra degli allievi. Con l’EBairàv Ensemble\, nel 2013 Si è esibito al Teatro alla Scala di Milano\, presentando alcune sue composizioni originali dedicate a Bela Bartòk.
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SUMMARY:Forlì Open Music '24 - Chris Pitsiokos Ensemble
DESCRIPTION:Area Sismica \nChris Pitsiokos Ensemble (Chris Pitsiokos\, sax\, harmonica; Tizia Zimmermann\, fisarmonica; Quentin Tolimieri\, synth; Antti Virtaranta\, contrabbasso; Luca Marini\, batteria) \nChris Pitsiokos è un sassofonista emergente della nuova scena improvvisativa newyorkese\, sempre in bilico tra una minuziosa ricerca timbrica e l’energia espressiva della “fire music”. Nato negli Stati Uniti nel 1990\, è un improvvisatore\, compositore e poli-strumentista dedito ai linguaggi del jazz\, free jazz\, improvvisazione libera ma anche della musica contemporanea. Oltre che con le sue be note esibizioni in solo\, collabora regolarmente con musicisti come Otomo Yoshihide\, Weasel Walter\, Nate Wooley\, Wendy Eisenberg ed è regolarmente invitato nei principali contesti concertistici in tutto il mondo.
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SUMMARY:OTOMO YOSHIHIDE FAR EAST NETWORK - data unica in Italia
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nunica data in Italia \nOtomo Yoshihide – chitarra\, elettroniche\nYuen Chee Wai – elettroniche\nRyu Hankil – oggetti\, elettroniche\nYan Jun – oggetti\, elettroniche \nTanto per non girarci intorno\, diciamo subito che siamo da sempre innamorati di Otomo Yoshihide. Questo per non dare troppo l’idea di voler essere obbiettivi. \nDobbiamo però oggettivamente inchinarci di fronte alla traiettoria intrapresa da uno dei musicisti più avventurosi della musica attuale.\nDai Dragon Blue ai Ground Zero\, dagli I.S.O. alla Otomo Yoshihide New Jazz Quintet\, visto qualche mese fa al Teatro Dragoni di Meldola\, questo straordinario artista ha mescolato\, fuso\, sovrapposto le certezze musicali che pensavamo acquisite. \nHa anche una carriera di successo come compositore di colonne sonore con oltre settanta film all’attivo. Un’altra delle sue priorità è produrre progetti musicale che coinvolgono i bambini svantaggiati. Nel 2011\, dopo il devastante terremoto\, ha dato vita a Project Fukushima!\, che lo ha visto anche in veste di militante e organizzatore di eventi trasversali votati alla sensibilizzazione transnazionale. \nFEN è un progetto dove si riappropria del suo linguaggio originale\, dopo essersi dedicato a diverse formazioni per lungo tempo. \nInsieme ai suoi compagni di avventura\, tutti provenienti dall’estremo oriente e tutti affermati nell’ambito della musica elettroacustica e non solo\, torna sui luoghi del delitto\, in una sinfonia di feed back nella quale appare chiaro quanto la sua esperienza “jazzistica” abbia inciso anche nell’ambito musicale degli esordi. \n  \ningresso € 20\nArea Sismica è un Circolo Arci
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SUMMARY:Concerto al buio JOHN EDWARDS in collaborazione con U.I.C.I. Forlì Cesena
DESCRIPTION:Musiche Extra-Ordinarie \nin collaborazione con U.I.C.I. Forlì Cesena \nJohn Edwards: contrabbasso \nIl tradizionale “concerto al buio”\, che da un decennio Area Sismica organizza in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Forlì-Cesena\, è sicuramente uno degli eventi più suggestivi ideati negli ultimi anni\, un concerto svolto totalmente al buio\, per vivere l’emozione della musica di un artista eccezionale quale John Edwards senza le distrazioni che l’occhio umano può suscitare. Per l’occasione\, i collaboratori dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti della sezione di Forlì-Cesena si occuperanno\, tra le tante cose\, di guidare il pubblico all’interno della sala concerti totalmente al buio in totale sicurezza. Si consiglia quindi di presentarsi ad Area con anticipo e soprattutto di prenotare all’indirizzo info@areasismica.it\, in quanto il concerto va regolarmente sold-out. \nJohn Edwards non è solo un virtuoso\, è un monumento alla gioia musicale\, donata a piene mani al pubblico attraverso l’incredibile gamma di tecniche e la sconfinata immaginazione musicale\, che hanno ridefinito la possibilità del contrabbasso e ne hanno ampliato notevolmente il ruolo\, sia suonando in solo che in ensemble. Per oltre trent’anni Edwards ha approfondito le possibilità del contrabbasso\, spingendosi ai limiti estremi di timbro\, intonazione e dinamica\, utilizzando ogni serie di scoperte come il punto di partenza per nuove esplorazioni e orizzonti sonori. \nDa quando ha iniziato a suonare il contrabbasso nel 1987\, John Edwards è sempre stato coinvolto in un’ampia varietà di stili e situazioni musicali. A suo agio sia con la musica composta che con quella improvvisata\, è uno dei musicisti più attivi sulla scena londinese. Probabilmente più conosciuto per il suo lavoro con Evan Parker\, John Butcher\, Paul Lovens\, ha fatto parte di gruppi come God e B-shops for the Poor\, mentre attualmente continua a collaborare con il compositore elettro-acustico John Wall\, poi con Spring Heel Jack\, FunDaMental e suona in gruppi insieme a Louis Moholo\, Lol Coxhill\, Charles Hayward\, Harry Beckett\, per citarne alcuni. È presente in oltre 50 registrazioni. \nPerpetuamente in concerto\, ha suonato anche con SunnyMurray\, Derek Bailey\, Joe McPhee\, Lol Coxhill\, Peter Brötzmann\, Mulatu Astatke e molti altri. Dal 1995 Edwards è diventato un “pilastro” della scena londinese\, suonando tra i 150 e i 200 concerti all’anno\, salendo sui palchi di festival e rassegne prestigiose in Europa\, Stati Uniti\, Nuova Zelanda. \nIngresso € 20.00 \nposti limitati – prenotazioni info@areasismica.it\nArea Sismica è un circolo Arci
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SUMMARY:ETERNAL TRIANGLE (GB)
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nTrevor Watts: sax\nVeryan Weston: tastiere\nJamie Harris: percussioni \nTrevor Watts\, Veryan Weston e Jamie Harris uniscono il loro straordinario talento in Eternal Triangle\, un trio che si distingue per l’innovazione musicale e la capacità di trasportare il pubblico in un viaggio tra ritmi e sonorità di diverse culture.\nDopo l’acclamato album di debutto in studio “Gravity” (Jazz Now)\, accolto con entusiasmo dalla critica\, il trio è pronto a incantare nuovamente con il secondo lavoro discografico\, “Moving On”(Sound Of Niche). \nEternal Triangle rappresenta la convergenza di due straordinari duetti: Trevor Watts e Veryan Weston che collaborano dagli anni ’80 in un duo di improvvisazione già ospiti di Area Sismica e Trevor Watts e Jamie Harris che lavorano insieme dalla fine degli anni ’90.\nNel 2021 queste due collaborazioni si sono fuse in un “triangolo” musicale che esplora nuove frontiere sonore. \nCome descritto dal giornalista francese Xavier Prevost:\n“La musica respira sotto altri orizzonti: ispano-americani\, latino-americani\, mediorientali. Con accenti talvolta malinconici che spesso si risolvono in pulsazioni\, verso un lirismo tanto struggente quanto affascinante.” \nTrevor Watts è una leggenda del jazz\, una figura di riferimento nel mondo del jazz e della musica improvvisata. La sua carriera\, che abbraccia oltre cinque decenni\, è segnata da una continua ricerca sonora e da collaborazioni con alcuni dei musicisti più innovativi della scena internazionale.\nTra i suoi progetti più iconici si annovera la Drum Orchestra\, un ensemble che fonde ritmi africani con il jazz contemporaneo\, collaborando con artisti ghanesi e il venezuelano Teatro Negro Barlovento in concerti memorabili tra Europa\, Sud America e la BBC Radio.\nWatts ha condiviso il palco con leggende come Don Cherry\, Steve Lacy\, John Stevens\, Bobby Bradford\, Cyro Baptista e Adama Dramé\, contribuendo a plasmare nuove dimensioni sonore nel jazz. Il suo linguaggio musicale si distingue per l’energia ritmica e l’innovazione melodica\, elementi che emergono con forza nel repertorio di Eternal Triangle. \nVeryan Weston è un pianista e tastierista britannico riconosciuto per il suo approccio unico alla musica improvvisata e compositiva. Con una formazione classica e una propensione all’esplorazione delle strutture sonore\, Weston ha iniziato la sua carriera collaborando con figure di spicco dell’avanguardia jazz europea.\nDal 1980\, la sua collaborazione con Trevor Watts ha dato vita a un duo di improvvisazione apprezzato a livello internazionale per l’interplay dinamico e le sofisticate costruzioni melodiche. Weston è noto per l’utilizzo creativo delle tastiere elettroniche\, che combina con elementi del jazz\, della musica contemporanea e delle tradizioni folk globali\, creando paesaggi sonori ricchi e imprevedibili.\nLa sua capacità di mescolare rigore tecnico e libertà improvvisativa lo rende un pilastro fondamentale del suono di Eternal Triangle. \nJamie Harris è un percussionista britannico con una profonda conoscenza dei ritmi globali. La sua carriera si è sviluppata attraverso un’intensa attività live\, collaborando con musicisti di diverse tradizioni culturali e sviluppando un linguaggio musicale che spazia dal jazz alla musica latina\, africana e caraibica.\nDal tardo 1990\, Harris ha iniziato la sua collaborazione con Trevor Watts\, creando un duo caratterizzato da potenti strutture ritmiche e interplay melodico. La loro sinergia è stata una base fondamentale per la nascita di Eternal Triangle.\nHarris è un maestro delle percussioni a mano\, in particolare delle congas\, e riesce a fondere ritmi ipnotici con una sensibilità jazzistica\, portando nel trio un’energia pulsante che si riflette sia nelle esibizioni dal vivo che nelle registrazioni in studio. \nEternal Triangle rappresenta la somma delle loro esperienze individuali\, unendo il virtuosismo tecnico di Watts\, la visione sonora di Weston e la potenza ritmica di Harris in un dialogo musicale che farà toccare vette irraggiungibili. \n  \nIngresso €20\nRidotto per gli studenti di Istituti Musicali €10 \nArea Sismica è un circolo Arci \n 
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SUMMARY:THERE LIVES WHAT HAS NO NAME  (IT - USA - JP)
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nAntonio Raia: sax e conduction\nWalter Forestiere: percussioni\, oggetti\nMakoto Sato: batteria\nChris Corsano: batteria\nRoberto-C: disegni \nParticelle minutissime coese e mobili per storte poesie sonore e canti di ombre lucenti con 3 batterie\, sassofoni\, clarinetti\, organelle\, tracce grafiche e canzoni.\n“Il mondo dei suoni contempla l’immateriale e la natura tattile nella sua essenza\, a noi non resta che farci strumento” \nLa performance naviga tra suoni di strumenti acustici estesi\, partiture dirette in conduction da Raia\, canti ed elettronica minimale.\nL’azione sonora oltre a Raia si avvale a questo giro della preziosa collaborazione dell’artista visivo Roberto-C. e di tre straordinari sciamani del suono percussivo: Makoto Sato (Giappone)\, Chris Corsano (USA) – vecchie conoscenze di Area Sismica – e Walter Forestiere (Italia). \nCHRIS CORSANO “…senza dubbio il batterista più sfrenatamente energetico e creativo nel free jazz contemporaneo” – The Wire Magazine\n“Uno dei grandi batteristi del mondo.” – The Guardian \nChris Corsano (nato nel 1975\, USA) è un batterista di New York attivo all’incrocio tra improvvisazione collettiva\, free jazz\, avant-rock e musica sperimentale sin dalla fine degli anni ’90. È stato il batterista di scelta per alcuni dei più grandi esponenti contemporanei del “jazz” (Joe McPhee\, Paul Flaherty\, Mette Rasmussen\, Zoh Amba) e del “rock” (Sir Richard Bishop\, Bill Orcutt\, Jim O’Rourke)\, oltre che per artisti al di là di ogni categorizzazione (Björk per il suo album e tour mondiale Volta\, Michael Flower\, Okkyung Lee). \nWALTER FORESTIERE https://walterforestiere.bandcamp.com/ Batterista\, compositore\, improvvisatore e sound artist\, è nato a Bari il 14/06/1990. Instancabile e polimorfo artista\, è attivo come attento ricercatore ed esploratore sonoro nell’ambito delle musiche Altre\, di matrice sperimentale\, improvvisativa e creativa\, proiettandosi\, inoltre\, nelle pratiche visuali del disegno e della fotografia\, in costante ricerca di un dialogo possibile. Talvòlta lo si può incontrare sotto il moniker «Paesàggio». \nANTONIO RAIA  “wind trought metal…” – The Wire Magazine “Postfree per sassofono suddista” – Blow Up! Compositore ed improvvisatore. Ama relazionare la musica con le altre arti e non ama essere etichettato in un genere specifico. Dal 2013 è attivo sulla scena italiana ed europea suonando in festival musicali\, gallerie d’arte\, performance site-specific ed installazioni sonore. Dal 2021 è impegnato anche nel mondo del cinema come autore di colonne sonore e sonorizzazioni. Dal 2023 è in teatro\, prima con “La memoria bucata” dedicato alla poetica dell’artista Antonio Neiwiller\, e poi dal 2024 con “Mercurio” spettacolo di musica e danza ideato in collaborazione con la coreografa Luna Cenere. \nMAKOTO SATO Figura importante della scena improvvisata contemporanea\, Makoto Sato (nato nel 1946 a Niigata\, Giappone) è un percussionista giapponese che vive a Parigi. Il suo stile si distingue per la fusione di tecniche tradizionali e approcci innovativi\, spesso incorporando elementi di free jazz e musica contemporanea. Sato è apprezzato per la sua versatilità e per la capacità di creare atmosfere sonore uniche attraverso la batteria. Makoto Sato collabora con Joe McPhee\, Alan Silva\, Itaru Oki\, Raymond Boni\, Daunik Lazro\, Stéphane Payen\, Michael Marcus\, Ted Daniel\, Lucien Johnson\, Rasul Siddik\, Tollem McDonas\, Eric Zinman\, Benjamin Duboc\, Geza Tomka… Lavora anche con ballerini come Masaki Iwana\, Gyohei Zaitsu e Maki Watanabe. \nROBERTO-C.  cyop ha scritto per la prima volta sui muri nel 1994. Da allora\, continuando a interrogarsi sul fine\, ha sperimentato i più diversi mezzi espressivi\, senza mai giustificarli. \nIngresso €15\nRidotto per gli studenti di Istituti Musicali €10 \nArea Sismica è un circolo Arci
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SUMMARY:Emanuele Parrini Quintet ANIMAL FARM (IT)
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nEmanuele Parrini: violino\nPiero Bittolo Bon: flauto\, sax baritono\nDomenico Caliri: chitarra\nGiovanni Maier: contrabbasso\nAndrea Melani: batteria \n“Animal Farm” nasce sulla base di un percorso che ha spesso tenuto conto di certi argomenti. Questo lavoro riprende un filo interrotto con “1974 IO SO\, Damn If I Know”\, album in cui la poetica e l’irruenza della New Thing\, in particolare i contenuti politici dell’ispiratore Archie Shepp\, si mescolavano con il messaggio sempre attuale degli “Scritti Corsari” di Pier Paolo Pasolini proponendo i testi de “Il Romanzo delle Stragi” e di “Acculturazione e Acculturazione”. In seguito i progetti “Congo Evidence”\, con il poeta Sadiq Bey\, ed “Akendengue Suite” ed il conseguente “Live in Sant’Annarresi 2013”\, con l’eccezionale collaborazione di Amiri Baraka\, avevano creato una sorta di continuità di rapporti con il mondo della letteratura militante. Animal Farm\, quindi\, si pone ad una doppia chiave di lettura: può essere visto come una colonna sonora dell’omonimo romanzo di George Orwell\, da cui prende origine\, oppure essere considerato esso stesso\, in maniera autonoma\, come una meditazione sul potere e sul suo esercizio a tutti i livelli. Le composizioni sono caratterizzate da melodie asciutte e cambi frequenti di atmosfera\, la musica è spigolosa\, scura\, a tratti dolente\, in cui si alternano parti più strutturate a momenti liberi in assenza di tempo. Sicuramente l’ambito di riferimento è quello del jazz\, ma emergono\, evidenti\, per il materiale tematico e lo sviluppo dei brani\, le influenze e le ispirazioni alla tradizione della musica popolare e al blues delle radici. \nNato nel 2012 come Quartetto\, il gruppo ha svolto la sua attività suonando in prestigiosi festivals e rassegne internazionali; ha pubblicato due album: THE BLESSED PRINCE (Long Song Records 2016) e DIGGING\, Reflections on Jazz and Blues (Felmay 2020) con il cornettista americano Taylor Ho Bynum. \nIl progetto ANIMAL FARM viene presentato in Quintetto con Domenico Caliri alla chitarra. \nEMANUELE PARRINI \n“In Italia un peso fondamentale nello sviluppo del violino lo sta dando Emanuele Parrini\, che ha intelligentemente distribuito i suoi contributi in progetti vari dove lo strumento è a disposizione per qualsiasi evoluzione stilistica: dalla tonalità alla free improvisation\, dai progetti etnici a quelli jazzistici\, Parrini non ha eguali in Italia per impegno e ricerca nel suo settore: condividendo le esperienze dell’Italian Instabile Orchestra (con la quale vince il TOP JAZZ 2007 di Musica Jazz come Formazione dell’anno)\, del Dinamitri Jazz Folklore\, quelle di Tiziano Tononi e Daniele Cavallanti (Nexus) e partecipando a tutta una serie minuziosa di collaborazioni con altri musicisti di spicco della scena italiana e straniera\, il violinista è diventato un Billy Bang in terra italiana. Tra i lavori più creativi che pescano nell’improvvisazione libera è impossibile non citare Vertical Invaders\, con Tononi e William Parker\, ma senza dubbio anche il recente solo album “Viaggio al centro del violino” non è da meno né in termini di personalità che di respiro artistico.” E. Garzia Poche note sul jazz italiano (11°parte): violino\, viola\, cello. Ha collaborato e/o collabora con: Tony Scott\, Cecil Taylor\, Amiri Baraka\, John Tchicai\, Anthony Braxton\, William Parker\, Butch Morris Orchestra\, Marc Ribot\, Cameron Brown\, Keith Tippet\, Ernst Reijseger\, Ab Baars\, Philippe Catherine\, Sadiq Bey\, Ensemble Tartit\, Louis Bacalov\, Franco Cerri\, Tiziana Ghiglioni\, Enrico Rava\, Tiziano Tononi\, Giancarlo Schiaffini\, Giovanni Maier\, Simone Guiducci\, Gianluigi Trovesi\, Antonello Salis\, Maurizio Giammarco\, Roberto Gatto e molti altri. Ha pubblicato a suo nome “Rotella Variations” dedicato all’artista visivo Mimmo Rotella\, “1974 Io So Damn if I know”\, “Viaggio al Centro del Violino Vol.1”\, “Are You Ready? – Viaggio al Centro del Violino Vol.2”\, “The Blessed Prince”\, “DIGGING Reflections on Jazz and Blues”. Premio Speciale della Giuria Lago Maggiore Jazz 2000 seconda rassegna giovani jazzisti italiani. Vincitore del JAZZIT AWARD dal 2010 al 2018. \nPIERO BITTOLO BON \nPiero Bittolo Bon è uno dei musicisti italiani più impegnati e richiesti nel panorama jazz e d’avanguardia italiano. Membro del collettivo/etichetta discografica italiana El Gallo Rojo Records\, attualmente dirige il quintetto Bread & Fox\, il sestetto Jümp The Shark e il quintetto “Rollerball. Nel 2010 fa parte del progetto di Uri Caine\, “Pulse”. Il suo outfit “Original Pigneto Stompers” vede la partecipazione del gigante del basso elettrico Jamaaladeen Tacuma. Il suo progetto “Lacus Amoenus” coinvolge il trombettista Peter Evans. Il suo interesse per la ricerca di nuovi suoni e nuovi linguaggi improvvisativi lo ha portato a progettare uno speciale sistema microfonico per il suo progetto solista “SPELUNKER”. Si è esibito e registrato con artisti come Danilo Gallo\, Zeno de Rossi\, Beppe Scardino\, Enrico Terragnoli\, Stefano Senni\, Francesco Bigoni\, Massimiliano Sorrentini\, Achille Succi\, Tiziana Ghiglioni\, Tiziano Tononi\, Daniele Cavallanti\, Francesco Cusa\, Domenico Caliri\, Giovanni Maier\, U.T. Gandhi\, Simone Massaron\, Silvia Bolognesi\, John De Leo\, Anthony Braxton\, Uri Caine\, Peter Evans\, Steve Lehman\, John Tchicai\, Jamaaladeen Tacuma\, Lukas Ligeti\, Gino Robair Jessica Lurie\, Andrew Drury\, Neil Leonard\, Ernest Dawkins\, Vincent Davis\, Craig J. Green\, Tristan Honsinger\, Gerhard Gschloessl\, Christian Lillinger\, Tobias Delius\, Mark Solborg\, Marc Lohr\, Lisa Mezzacappa\, Jason Levis. DOMENICO CALIRI \nNoto per la lunga collaborazione (dal 1993 al 2001) con il gruppo Rava Electric Five di Enrico Rava e per aver preso parte\, nello stesso periodo\, alla fondazione ed alle attività artistiche del collettivo di musicisti Bassesfere\, Domenico Caliri è attivo sulla scena nazionale ed internazionale dall’inizio degli anni ’90. Ha collaborato con alcuni tra i più importanti e storici improvvisatori quali: Lester Bowie\, Han Bennink\, Kenny Wheeler\, Butch Morris\, Michel Godard\, John Oswald\, Fred Frith\, Adam Rudolph\, Antonello Salis\, Gianluigi Trovesi\, Stefano Bollani e molti altri\, partecipando ad importanti festival in Europa\, Canada\, Cina\, Giappone e Stati Uniti. Ha inciso oltre 50 cd\, sette dei quali in qualità di leader. Da oltre vent’anni dirige gruppi a proprio nome\, eseguendo proprie composizioni. Tra questi: l’ensemble Camera Lirica (terzo tra i migliori dischi del 2014 nel referendum della rivista Musica Jazz) il Cal Trio ed il progetto in solo Callunaire. E’ docente titolare di Chitarra Jazz presso il Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna. Insegna inoltre ai corsi accademici di I livello del SJU (Siena Jazz Univesity) presso la Fondazione Nazionale Siena Jazz. \nGIOVANNI MAIER \nDiplomato in contrabbasso\, fa parte di numerose formazioni di rilevanza internazionale tra la quali L’Italian Instabile Orchestra\, P. Minafra Sud Ensemble\, G. Trovesi Nonetto\, Rava Elettric Five. Conduce un progetto per solo contrabbasso e diversi gruppi dal duo fino alla Mosaic Orchestra. Ha inoltre suonato con molti musicisti di fama internazionale: Enrico Rava\, Gianluigi Trovesi\, Cecil Taylor\, Anthony Braxton\, Roswell Rudd\, Han Bennink\, Franco D’Andrea\, Tim Berne\, Chris Speed\, Benny Golson\, Ernst Reijseger\, Willem Breuker\, Tristan Honsinger\, Wolter Wierbos\, Massimo Urbani\, Giancarlo Schiaffini\, Carlo Actis Dato\, Antonello Salis\, Maria Pia De Vito\, Daniele Cavallanti\, Tiziano Tononi\, Claudio Roditi\, Naco\, Richard Galliano\, Ellen Christi\, Laura Culver\, Sean Bergin\, Tone Jansa\, Roberto Gatto\, Herb Robertson\, Piero Leveratto\, Renato Geremia\, Guido Mazzon\, Tony Scott\, Lauro Rossi\, Umberto Petrin\, Stjepko Gut\, Sandro Satta\, Roberto Ottaviano\, Yves Robert\, Paolo Damiani\, David Shea. \nANDREA MELANI \nHa studiato percussioni alla scuola di Fiesole e a Siena Jazz con R.Gatto e E.Fioravanti. Ha frequentato gli Workshops di P.Erskine\, J.de Johnette\, M. Smith e J.Baron. Ha suonato e registrato con il M. Giammarco “Heart Quartet”\, Dave Liebman Group\, Steve Lacy\, Horace Parlan\, Michael Moore\, Enrico Rava\, Franco D’Andrea\, Pierre Devret\, Massimo Urbani\, Paolo Fresu\, Bruno Tommaso\, Enrico Pieranunzi\, Giovanni Tommaso\, Pietro Tonolo\, Mattias Shubert\, Gianni Basso\, Marco Tamburini\, Ed Newmaster\, Kenny Wheeler\, RasulSiddik\, Tony Scott\, Ikue Mori\, Gegè Telesforo\, J.D. Allen\, Stefano Di Battista\, Eddie Henderson\, William Parker\, James Newton\, Sadiq Bey\, Phil Marcowitz\, Vic Juris\, Carlo Monni\, Stefano Battaglia\, Tino Tracanna\, Tiziana Ghiglioni\, Amedeo Tommasi\, Luca Flores\, Antonella Ruggero\, Furio Di Castri\, Rita Marcotulli\, Paolo Dalla Porta\, Fabrizio Bosso\, Stefano Bollani\, Gianluca Petrella\, Ares Tavolazzi\, Gilad Atzmon\, Flavio Boltro\, Lee Konitz\, Rob Brown\, Lewis Barnes\, Sabir Mateen\, Amiri Baraka\, Riccardo Zegna. \n  \nIngresso €15\nRidotto per gli studenti di Istituti Musicali €10 \nArea Sismica è un circolo Arci
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SUMMARY:Evento Extra-Ordinario: PIERRE BASTIEN (Fra)
DESCRIPTION:Rassegna Musica Inaudita \nPIERRE BASTIEN\nmeccanium\, pocket trumpet\, video \nTorna all’Area Sismica per un evento d’eccezione Pierre Bastien e il suo Meccanium\, una figura di culto che nel corso degli anni ha messo d’accordo vari mondi musicali e che siamo felicissimi di riproporre a distanza di oltre 30 anni dal suo primo concerto per l’Area Sismica. \nCompositore e polistrumentista nato in Francia ma da tempo di base in Olanda\, Pierre Bastien è un geniale inventore di macchine e “sculture” sonore\, vere e proprie orchestre dadaiste portatili\, realizzate con pezzi del meccano\, ingranaggi\, motori di vecchi giradischi\, ventole\, molle e oggetti di varia natura\, in grado di rievocare il suono di strumenti tradizionali (liuto cinese\, bendir marocchino\, saron giavanese\, koto giapponese\, sansa africano) così come le strutture ritmiche della musica elettronica. \nDefinito da The Guardian «mad musical scientist»\, dagli anni Ottanta a oggi Bastien ha costruito un corpus discografico imponente\, vanta collaborazioni con artisti del calibro di Pascal Comelade\, Robert Wyatt e Pierrick Sorin e uscite per etichette di culto come la Rephlex di Aphex Twin\, la Morphine di Rabih Beaini e la Other People di Nicolas Jaar. \nLe performance dal vivo di Bastien acquistano una dimensione ancora più poetica e artigianale grazie alle frasi di tromba che il compositore esegue sui pattern ritmici innescati dai suoi marchingegni e alle immagini (di questi stessi ingranaggi in azione) proiettate alle sue spalle\, in una sorta di gioco di ombre cinesi che rievoca il cinema delle origini.\nNel nuovo set\, intitolato “Mutes alive”\, Bastien innesta le sue ingegnose trovate meccaniche su trombe e sordine. \n  \nIngresso €10\nRidotto per gli studenti di Istituti Musicali €5 \nArea Sismica è un circolo Arci
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SUMMARY:THE OUTSKIRTS (USA - NO)
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nTHE OUTSKIRTS (USA – NO) \nDave Rempis: sax\nIngebrit Haker Flaten: contrabbasso\nFrank Rosaly: batteria \nLa stagione di Area Sismica si chiuderà domenica 16 marzo (ore 18) quando a Forlì arriva il trio norvegese-americano The Outskirts\, composto da Dave Rempis (sax)\, Ingebrit Håker Flaten (contrabbasso) e Frank Rosaly (batteria). Uno straordinario terzetto ricomposto dopo 15 anni di scioglimento\, The Outskirts fotografa lo stato dell’arte dell’improvvisazione jazzistica con base a Chicago. \nNel marzo del 2025\, il sassofonista americano Dave Rempis festeggerà il suo 50° compleanno con un tour europeo insieme a The Outskirts\, il suo versatile e storico trio composto dalla bassista norvegese Ingebrigt Håker Flaten e dal batterista americano Frank Rosaly\, che risiede ad Amsterdam. The Outskirts si è formato nel 2006 durante la residenza triennale di Flaten a Chicago ed è diventato rapidamente un punto fermo nella scena del jazz e dell’improvvisazione. In seguito il trio è diventato la spina dorsale di altri gruppi significativi\, come il Rempis Percussion Quartet e l’Ingebrigt Håker Flaten Chicago Sextet. Dopo anni di lontananza\, il trio si riunisce per riaccendere la loro straordinaria telepatia musicale. Non ci sono dischi ufficiali di The Outskirts\, ma il materiale pubblicato nell’album digitale edito nel 2020\, “You Deserve to Dance” è davvero incandescente\, forgiato da una musica energica\, ad alto tasso improvvisativo\, ma che sa anche dosare gli ingredienti e offrire sequenze di delicata raffinatezza cameristica. \nDave Rempis (1975) è sassofonista e compositore\, virtuoso di contralto\, tenore e baritono. È stato lanciato sulla scena da uno dei gruppi iconici della musica di Chicago\, il Vandermark 5 guidato da Ken Vandermark. Da allora Rempis si è prodigato nella costituzione di gruppi – alcuni stabili\, molti occasionali – ha collaborato con decine di artisti importanti e ha inciso moltissimi album\, oltre ad aver fondato l’etichetta indipendente Aerophonic. Ricordiamo il trio Ballister\, The Rempis Percussion Quartet\, The Engines\, Kuzu. Ha suonato con Peter Brötzmann\, John Tchicai\, Hamid Drake\, Tomeka Reid\, Joshua Abrams\, Joe McPhee\, Paal Nilssen-Love\, Nate Wooley\, Jaimie Branch\, tra gli altri. Ha curato numerose rassegne per la Elastic Arts Foundation. \nIngebrigt Håker Flaten è contrabbassista tra i più richiesti in attività\, leader e compositore. Norvegese (1971)\, ha collaborato a miriadi di progetti\, sia nel jazz creativo che in diversi altri linguaggi musicali. Ha fondato il quintetto Atomic ed è stato una colonna del celebre trio The Thing (con Mats Gustafsson e Paal Nilssen-Love)\, sciolto qualche anno fa. Trasferitosi prima a Chicago\, poi ad Austin\, ha trovato nuove vie musicali fondando il gruppo texano-norvegese The Young Mothers\, che incrocia stilemi assai diversi\, compreso l’hip-hop\, nel suo puzzle espressivo. Rientrato in Europa\, ha fondato (Exit) Knarr\, agguerrito ottetto con anche Mette Rasmussen al sax. \nFrank Rosaly\, al secolo Francisco Javier Rosaly Amoros\, portoricano di origine\, è batterista versatile\, attivo a Chicago fino al 2016\, ora di stanza ad Amsterdam. Nel suo curriculum\, decine di collaborazioni e sperimentazioni anche di musica concreta ed elettronica. Le sue più note collaborazioni lo vedono con Ingebrigt Håker Flaten nella all star band The Young Mothers e l’altra con Joshua Abrams nella band di culto Natural Information Society\, mentre tra i suoi progetti vi è l’acclamato duo Mestizx con la moglie Ibelisse Guardia Ferragutti. \nIngresso €20\nRidotto per gli studenti di Istituti Musicali €10 \nArea Sismica è un circolo Arci
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SUMMARY:BEN LAMAR GAY ENSEMBLE c/o Lupo (nuova sede)
DESCRIPTION:concerto @ Lupo | Viale Romagna 323\, Lido di Savio (RA) \nBen LaMar Gay: cornetta\, synth e voce\nEdinho Gerber: chitarra\nMatt Davis: sousaphone e voce\nMauricio Takara: batteria \nCantante\, polistrumentista (tromba\, cornetta e synth)\, produttore\, arrangiatore\, compositore\, narratore e poeta\, Ben LaMar Gay è un vulcano inesauribile di idee e visioni musicali. Le sue composizioni\, audaci e imprevedibili\, prendono vita nel fermento artistico del South Side di Chicago\, luogo che si conferma\, ancora una volta\, straordinario incubatore di talenti fuori dagli schemi. \nPur avendo radici profonde nella prestigiosa AACM (Association for the Advancement of Creative Musicians)\, fondata nel 1965 da Muhal Richard Abrams\, Ben LaMar Gay possiede una visione musicale unica e personale. La sua musica è il risultato di una continua ibridazione stilistica\, influenzata dalle numerose esperienze artistiche e umane che ne segnano il percorso. Jazz\, improvvisazione radicale\, elettronica sperimentale\, hip-hop e canzoni surreali si fondono liberamente\, creando un linguaggio aperto a infinite possibilità espressive. \nNei suoi concerti\, LaMar Gay riesce a creare atmosfere che spaziano dal lirismo più delicato alla potenza espressiva più esplosiva\, in un equilibrio costante tra scrittura e improvvisazione. Il dialogo tra strumenti acustici\, elettronici e voce genera narrazioni sonore visionarie che richiamano\, tra le altre suggestioni\, le sperimentazioni del tropicalismo brasiliano. \nSul palco insieme a lui\, tre musicisti straordinari come Edinho Gerber alla chitarra\, Matt Davis al sousaphone e voce\, e Mauricio Takara alla batteria: \nEdinho Gerber è un chitarrista noto per la sua capacità di fondere le tradizioni musicali brasiliane con influenze jazz e contemporanee. Cresciuto tra il Brasile e gli Stati Uniti\, ha sviluppato uno stile unico che riflette la sua eredità culturale mista. Specializzato nel choro\, il primo genere di musica popolare brasiliana emerso negli anni 1870 e precursore della samba e della bossa nova\, Edinho ha collaborato con numerosi artisti internazionali\, contribuendo a diffondere la ricchezza della musica brasiliana nel mondo. ​ \nMatt Davis è un musicista versatile noto per la sua padronanza del sousaphone e per le sue doti vocali. Ha collaborato con diverse formazioni musicali\, ma è con Ben Lamar Gay che è esplosa la sua personalità artistica\, spaziando dal jazz tradizionale a progetti più sperimentali. La sua capacità di adattarsi a vari generi e stili lo ha reso un componente prezioso in questo ensemble.​ \nMauricio Takara\, amico di lunga data di Area Sismica\, membro della Sao Paulo Underground e della Exploding Star Orchestra di Rob Mazurek\, è un batterista e percussionista brasiliano rinomato per la sua abilità nell’integrare ritmi tradizionali brasiliani con sonorità moderne ed elettroniche. Membro di diverse band sperimentali\, ha sviluppato un linguaggio musicale innovativo che combina improvvisazione e strutture ritmiche complesse. La sua collaborazione con Ben LaMar Gay rappresenta un incontro tra due menti creative\, entrambe impegnate nell’esplorazione di nuove frontiere sonore.​ \nIngresso libero \nprenotazione pranzo / cena 345 6638289 \n>>> in caso di maltempo il concerto si svolgerà nello spazio indoor della nuova sede \n 
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SUMMARY:Mostra Fotografica di FAUSTO FABBRI  NEW YORK 1979
DESCRIPTION:Mostra Fotografica di FAUSTO FABBRI \nNEW YORK 1979 \n“E’ nata a Lupo\, con Ariele\, l’idea di questa mostra con vecchie foto dell’estate a New York nel 1979. Quello era un anno di confne\, la fne degli anni settanta e l’inizio del decennio degli ’80\, e questo confne percorreva il paesaggio di tutta Manhattan\, con le diverse mode\, musiche\, flosofa di vita e le sue droghe. Nel Greenwich Village le musiche country-rock- jazz\, i locali mitici come il CBGB\, nell’aria l’odore della marijuana. Nell’ East village e a Broadway\, l’odore degli hot dog\, locali come Danceteria ( post punk ) e Studio 54 ( disco- dance e edonismo all’eccesso ) e\, ovunque\, i “paraphernalia” negozi con accessori per il consumo e il taglio della cocaina. La colonna sonora di questo paesaggio variato era la musica di strada\, in ogni angolo\, in ogni stile e di altissimo livello. Ogni giorno lo facevo quasi tutto questo percorso\, prima di rientrare a tarda notte nel mio economico albergo per alcolizzati a Times Square\, passando davanti allo Studio 54\, sempre strapieno di gente fuori che pregava per entrare. In uno dei miei primi giorni\, sotto l’arco di Washington Square\, c’era un duo di chitarre con una versione lancinante di “ all along the watchtower “. La chitarra solista era un ragazzo senza mani\, con un tubo cromato fssato al moncherino sinistro e un plettro al destro. Così ho comprato un registratore a cassette da 20 dollari e ho cominciato a registrare la musica che incontravo. Questa mostra\, che si apre con quell’immagine e si chiude con quella di Studio 54\, è un piccolo racconto di quell’estate.\n5 foto sono accompagnate da un QR code che rimanda alla musica registrata allora\, relativa a quella foto.”\nFausto Fabbri \nFausto Fabbri è titolare dalla metà degli anni ottanta di uno studio di fotografia editoriale e pubblicitaria\, con pubblicazioni su libri e riviste a diffusione nazionale. Nel 1990 è cofondatore della rivista di interviste e foto\, a diffusione nazionale\, Una Città\, di cui cura\, fino al 2010\, la parte fotografica pubblicando alcune migliaia di foto e decine di reportage di approfondimento\, su tematiche di società e costume.
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SUMMARY:RADIAN (AT)
DESCRIPTION:concerto @ Lupo | Viale Romagna 323\, Lido di Savio (RA) \nEVENTO ALL’INTERNO DEL FESTIVAL AUT AUT \nMartin Brandlmayr – batteria\, elettronica\nMartin Siewert – chitarre\, lap steel\, elettronica\nManu Mayr – basso \nDalla fine degli anni ’90\, Radian ridefinisce il confine tra suono elettronico astratto e strumentazione acustica\, portando avanti una ricerca sonora documentata da lunghi tour internazionali\, partecipazioni a festival e sette album pubblicati. \nL’ultimo lavoro del trio viennese\, Distorted Rooms\, edito dall’etichetta americana Thrill Jockey (Chicago)\, spinge ancora oltre questa visione radicale: riformulare forme e suoni convenzionali attraverso uno stile preciso\, stratificato\, in costante tensione tra struttura e astrazione. \nSe nel precedente album On Dark Silent Off (2016) si esploravano i contrasti estremi tra silenzi e deflagrazioni\, Distorted Rooms predilige lo sviluppo lento e le strutture ripetitive. Gli strumenti diventano quasi irriconoscibili\, i suoni si articolano su piani diversi – sub o meta – lasciando all’ascoltatore la libertà di decidere dove puntare la lente: nel fitto intreccio di trame parallele\, rumori che appaiono e scompaiono\, frammenti ritmici cesellati con chirurgica precisione\, e stratificazioni che generano attimi inattesi di bellezza autonoma.\nLa cifra estetica di Radian è una continua\, sottile interruzione della continuità. \nDicono di loro: \n“…una band dalla densità e texture straordinariamente originali”\nBen Ratliff\, The New York Times\n“Radian microfona il microcosmo del dettaglio sonoro\, filtrandolo in uno spruzzo di rumore bianco\, sottile come un foglio e denso come una cotta di maglia.”\nPhilip Sherburne\, XLR8R\n“Il trio è ancora oggi altrettanto anticonvenzionale\, immaginifico\, silenziosamente potente\, attuale e unico.”\nBrainwashed (USA) \n  \nIngresso libero \nprenotazione pranzo / cena 345 6638289 \n>>> in caso di maltempo il concerto si svolgerà nello spazio indoor della nuova sede
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SUMMARY:WITCHESS (Womxn Implement The Creation of Harmonious Ecosystems of Selfless Species)
DESCRIPTION:c/o Lupo \nArea Sismica presenta: \nWITCHESS (Womxn Implement The Creation of Harmonious Ecosystems of Selfless Species) \nAndrea S. Giordano: voce\, flauto\, elettronica\nSilvia Cignoli: chitarra elettrica\, elettronica\nFrancesca Remigi: batteria\, composizione \nWITCHESS è un progetto interdisciplinare che unisce letteratura\, danza e musica\, nato dalla collaborazione con la chitarrista Silvia Cignoli\, la cantante Andrea Silvia Giordano e la ballerina Clotilde Cappelletti. Partendo da alcune opere di scrittrici femministe contemporanee (Angela Davis\, Silvia Federici\, Chimamanda Ngozi Adichie\,…)\, il quartetto costruisce una performance con l’obiettivo di immaginare una realtà libera da patriarcato e modelli di genere predefiniti\, partendo dalla rielaborazione di alcune tematiche quali la caccia alle streghe\, la segregazione razziale\, il capitalismo concepito come ostacolo alla sopravvivenza delle minoranze etniche e di genere\, l’integrazione delle comunità lgbt+\,… Grazie alla realizzazione di residenze artistiche presso il JMuseo di Jesolo (nusica.org) e presso OperaEstate a Bassano del Grappa (WeStart Cpm)\, la formazione ha avuto modo di sinergizzare le diverse forme artistiche (letteratura\, movimento e sonorità elettroacustiche ed elettroniche) in un output armonico che porti l’ascoltatore in uno spazio creativo libero e privo di confini estetici. Il primo disco di WITCHESS registrato a dicembre 2024 presso l’Elfo Recording Studio è in uscita ad autunno 2025. \nBatterista\, compositrice\, improvvisatrice visionaria\, Francesca Remigi\, milanese\, è una musicista eclettica con un talento naturale per l’improvvisazione e la composizione innovativa. Premiata come “Nuova Generazione Jazz 2021”\, “Top Jazz 2022” e vincitrice del Pathways to Jazz nel 2024\, si distingue sulla scena internazionale del jazz d’avanguardia. \nIl suo background include collaborazioni con protagonisti mondiali come Steve Lehman\, Danilo Pérez\, Dee Dee Bridgewater\, Kris Davis\, Immanuel Wilkins e molti altri\, con performance in festival prestigiosi come L’Off Jazz Montreal\, Melbourne International Jazz Festival\, London Jazz Festival\, Umbria Jazz e Panama Jazz Festival. \nLeader di formazioni internazionali\, Francesca ha portato all’esordio il suo progetto Archipélagos\, vincitore del Barga Jazz Contest 2021 e secondo classificato al Getxo Jazz Competition 2022. Il suo primo album\, “Il Labirinto dei Topi” (2021)\, è stato definito fra “i debutti più emozionanti degli ultimi tempi” da Steve Lehman\, mentre il secondo\, “The Human Web” (2022)\, è stato elogiato da Linda May Han Oh per la sua energia vibrante. \nOltre ai due album da leader\, ha inciso in progetti condivisi come “Confini Labili”\, “Water Shapes”\, “Empowered Kind” e “Palladio a Palla!”\, e ha suonato in album di Livio Bartolo\, Angela Varo Moreno\, Naomi Nakanishi e Camilla Battaglia. \nLa sua carriera internazionale comprende il tour con Danilo Pérez Quartet (2022)\, la collaborazione con Ellen Rowe Quartet\, Dee Dee Bridgewater WE EXIST! 4tet e Alexander Hawkins Dialect Quintet\, e partecipazioni a festival del calibro del North Sea Jazz 2024 insieme a Angelika Niescier e Tomeka Reid. \nCresciuta in una famiglia di musicisti\, Francesca ha iniziato a 5 anni con chitarra\, pianoforte e batteria\, per poi specializzarsi in jazz al Conservatorio G. Verdi di Milano (laurea 2017)\, al Koninklijk Conservatorium di Bruxelles e al Berklee Global Jazz Institute\, dove ha studiato con luminari del calibro di Danilo Pérez\, Linda May Oh\, Terri Lyne Carrington e Joe Lovano. \nOggi è membro associato dell’Università del Jazz di Siena e docente al Conservatorio Vittadini di Pavia. Inoltre\, co-fondatrice dell’etichetta Habitable Records e manager di social media\, ha lavorato come assistente di produzione alla Jazz Gallery di New York e come assistente alla gestione presso il Berklee Global Jazz Institute. \nIngresso libero\nprenotazione pranzo / cena 345 6638289\n>>> in caso di maltempo il concerto si svolgerà nello spazio indoor della nuova sede
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SUMMARY:Andrea Grossi BLEND 3 AXES
DESCRIPTION:Manuel Caliumi: sax contralto\nMichele Bonifati: chitarra elettrica\nAndrea Grossi: contrabbasso\, composizioni\nJim Black: batteria \nBlend 3 nasce nel 2017 e lo stesso anno debutta durante l’International Jazz Day sul palco della Casa della Musica di Parma: sarà il primo concerto di una lunga serie che li vedrà esibirsi ininterrottamente in varie rassegne\, festival e club italiani tra cui: Ground Music Festival\, ParmaJazz Frontiere Festival\, Roccella Jazz Festival\, Lyrico Festival presso il Teatro Comunale di Bologna\, Teatro Coccia di Novara durante la European Jazz Conference\, Festival Iseo Jazz\, Mo.Ca Suona Next di Brescia\, Ai Confini tra Sardegna e Jazz di Sant’Anna Arresi\, Now Music Festival e al Teatro Alighieri di Ravenna durante una maratona musicale organizzata dal Ravenna Festival in ricordo del grande fotografo Roberto Masotti. \nNel 2018 la band registra l’album di debutto\, Lubok (WE INSIST! Records)\, che uscirà l’anno successivo e verrà accolto positivamente da critica e pubblico. \nIn una recensione su The New Noise Nazim Comunale riporta: “Il loro disco d’esordio si intitola Lubok ed è semplicemente magnifico: un lavoro maturo e senza alcun compromesso\, che mostra musicisti capaci di confrontarsi senza patire alcun timore reverenziale con il linguaggio dei giganti.” \nBlend 3 è inoltre un possibile nucleo da espandere. È in questa ottica che nascono nuove formazioni e progetti come Songs and Poems (WE INSIST! Records\, 2022)\, quartetto che\, dopo una fase iniziale con Gaia Mattiuzzi attualmente vede in Beatrice Arrigoni la voce ideale per proseguire questa ricerca del trio; e AXES (WE INSIST! Records\, 2022) ultimo lavoro discografico del trio che vede la partecipazione del grande batterista americano Jim Black. \nBlend Orchestra\, invece nasce come ensemble di 12 elementi\, avendo sempre Blend 3 come nucleo\, e debutta al ParmaJazz Frontiere Festival 2017\, pubblicando successivamente nel 2020 il disco Four Winds (WE INSIST! Records). \nNel 2019 il trio vince il bando Nuova Generazione Jazz di I-Jazz e sia Andrea Grossi che Blend 3 vengono costantemente inseriti nella classifica del Top Jazz della rivista Musica Jazz. \nMichele Bonifati è Miglior Nuovo Talento al Top Jazz 2024 e AXES al secondo posto nella classifica del Miglior Disco dell’anno al Top Jazz 2025. \nDopo aver sviluppato per anni un personale stile ed un’estetica unica come gruppo drumless\, la dinamica e gli equilibri del trio non potrebbero essere stimolati e sconvolti di più che dall’introduzione di una batteria. \nGià con l’aggiunta della voce\, in Songs and Poems\, il sound della band\, pur mantenendo la sua personalità\, si era mutato e rinnovato. La ricerca a livello compositivo da parte di Andrea Grossi era stata fortemente influenzata dal rapporto con il testo\, il suono della parola\, il suo significato e le strutture formali delle poesie. \nAllo stesso modo grazie alla batteria il gruppo deve rivedere densità\, dinamiche\, layers\, texture e funzioni stesse degli strumenti e dei musicisti all’interno dell’equilibrio musicale. La scelta poi non è stata soltanto riguardo allo strumento\, ma soprattutto rispetto al musicista che lo suona: Jim Black. Il batterista americano\, visionario e inimitabile\, era l’unica scelta possibile per esaltare le caratteristiche dei tre musicisti del trio e delle composizioni del suo leader. Grazie a Black la musica di Blend 3 prende nuovamente vita ricercando un costante senso di unicità\, sperimentando\, crescendo\, scavando per andare sempre più a fondo di una proposta musicale che non vuole rassegnarsi alla superficialità sempre più diffusa del mondo che ci circonda\, ma allo stesso tempo cercando un sempre maggior punto di contatto con il pubblico che comunichi la nostra necessità di suonare questa musica. \nAmici da anni\, Grossi e Black non avevano mai avuto la possibilità di lavorare insieme\, l’arrivo del batterista in questo progetto di Blend 3 non vuole soltanto essere un occasione professionale\, ma anche un sano e sincero scambio a livello umano che darà alla registrazione una profondità che non potrà lasciare indifferente gli ascoltatori. \n  \nAndrea Grossi  \nContrabbassista\, polistrumentista\, compositore e improvvisatore\, si è esibito in importanti festival e teatri in Italia e in tutta Europa\, e ha pubblicato dischi per varie etichette (Clean Feed\, Red Records\, Stradivarius\, Abeat\, AUT\, ParmaFrontiere\, Felmay…)\, inclusi 4 album come leader (Lubok\, Four Winds\, Songs and Poems e AXES prodotti da WE INSIST! Records). Da sempre interessato a ogni forma di musica d’avanguardia e sperimentale\, con particolare attenzione alla musica improvvisata\, ha collaborato anche con il mondo della danza e delle arti performative in Italia e all’estero\, in particolare con il fotografo Roberto Masotti. Le sue collaborazioni internazionali (tra gli altri): Jim Black\, Barre Phillips\, Michael Formanek\, Gerry Hemingway\, Gyorgy Kurtag Jr.\, Tobias Delius\, Eyvind Kang\, Aruan Ortiz\, Marcelo Nisinman\, Steve Swell\, Walter Thompson\, Joe Fonda\, Tony Moreno\, Michel Doneda\, Gordon Grdina\, Christian Lillinger\, François Houle\, Thomas de Pourquery\, Giancarlo Schiaffini\, Cristina Zavalloni\, Lynn Cassiers e Diana Torto. Si è diplomato in Contrabbasso Jazz (2017) e in Composizione Jazz (2022)\, studiando con Roberto Bonati al Conservatorio ” A. Boito” di Parma. \nManuel Caliumi \nDiplomato in Sassofono Jazz presso il Conservatorio ” A. Boito” di Parma con il massimo dei voti e la lode e presso il Conservatorio ” F. Venezze” di Rovigo con lode e menzione speciale. Ha frequentato seminari come Siena Jazz\, Umbria Jazz\, Nuoro Jazz\, Arcevia Jazz e Veneto Jazz. Ha perfezionato le sue competenze a New York con David Binney\, Melissa Aldana\, Loren Stillman e presso il Columbia College di Chicago grazie a una borsa di studio. Ha ricevuto il ” Premio Luca Flores” e il ” Premio Marco Tamburini” ; è stato finalista al ” Premio Massimo Urbani” ; ha vinto il Concorso Chicco Bettinardi e il Barga Jazz Contest. Nel 2017 è stato selezionato come sassofonista alto principale dell’Orchestra Nazionale Jazz. Ha diversi progetti di musica originale e ha collaborato con orchestre come la Jazz Art Orchestra\, l’Orchestra Nazionale Jazz\, la Parma Frontiere Orchestra\, la Civic Jazz Band\, la Reunion Big Band e la Tai-No Orchestra. Si è esibito in festival ed eventi in Italia e all’estero\, tra cui: Umbria Jazz\, Prague Jazz Festival (CZ)\, Jaipur Music Stage (India)\, Istituti Italiani di Cultura (Tel Aviv\, Parigi\, Bruxelles\, Colonia\, Oslo)\, Canadian Cultural Centre (FR)\, Jazz Showcase Chicago (USA)\, Jazzycolors Festival (FR) e Jazz à La Cité (FR). \nMichele Bonifati \nMichele Bonifati si è diplomato con lode in Discipline Musicali Jazz al biennio presso il Conservatorio ” Arrigo Boito” di Parma\, dopo aver conseguito la laurea triennale in Jazz e Musica Improvvisata presso il Conservatorio ” G. Frescobaldi” di Ferrara. Si è esibito in festival come: EFG London Jazz Festival\, Ashkenaz Festival\, Foligno Young Jazz\, Opus Jazz Club\, JAZZ(s)RA Festival\, Bergamo Jazz\, Veneto Jazz\, Fano Jazz Network\, Lugocontemporanea\, Clusone Jazz Festival e Novara Jazz. Nel 2016 è uscito il suo primo album solista\, Another Kind of Bob Dylan\, un’opera strumentale basata sulla musica di Bob Dylan\, pubblicata da A Simple Lunch. Nel 2023 è stato pubblicato il suo primo album come leader\, Three Knots\, per nusica.org con il gruppo Michele Bonifati Emong\, che include Evita Polidoro alla batteria\, Manuel Caliumi al sax e Federico Pierantoni al trombone. Il gruppo è stato selezionato per il programma Nuova Generazione Jazz 2023\, che ha promosso le loro performance in Italia e all’estero. Michele Bonifati è stato votato Miglior Nuovo Talento nel tradizionale referendum TOP JAZZ di Musica Jazz nel 2023. Inoltre\, Emong è stato votato come terzo miglior gruppo dell’anno e Three Knots come sesto miglior album. \nJim Black \nJim Black è in prima linea nella nuova generazione di musicisti che portano il jazz nel XXI secolo. Oltre a essere uno dei batteristi più influenti del nostro tempo\, è anche il leader di una delle band più lungimiranti del mondo\, AlasNoAxis\, con i suoi collaboratori di lunga data Chris Speed\, Hilmar Jensson e Skúli Sverrisson. Basandosi sul suo approccio virtuosistico ma estremamente personale alla batteria jazz\, l’estetica di Black si è ampliata fino a includere ritmi balcanici\, canzoni rock e soundscapes. Sebbene sia venerato in tutto il mondo per la sua tecnica illimitata e i suoi concetti futuristici\, ciò che molti ascoltatori apprezzano di più del lavoro di Jim Black è l’implacabile sensazione di gioia e invenzione che porta nelle sue esibizioni. La presenza sorridente\, cinetica e imprevedibile di Jim Black ha affascinato e ispirato il pubblico di tutto il mondo per oltre venticinque anni. \nDalla metà degli anni ’90\, Black ha svolto un ruolo fondamentale nell’incorporazione di nuovi suoni e tecniche nel contesto della musica jazz/creativa. Come membro del gruppo collettivo Pachora (con Speed\, Sverrisson e il chitarrista Brad Shepik) Black è stato uno dei leader nello studio e nell’adattamento della musica balcanica alla musica jazz. Le sue tecniche avanzate astraggono le strane firme temporali dei Balcani in un nuovo linguaggio poliritmico informato in egual misura dal jazz moderno\, dalla drum&bass e dai dumbek dei Balcani. Black è stato anche un innovatore nell’uso dell’elettronica nell’improvvisazione\, colmando il divario tra l’improvvisazione elettro-acustica e le tradizioni più basate sul jazz. Oggi è altrettanto probabile che le esibizioni di Black siano caratterizzate dalle sue texture elettroniche basate su laptop che dal suo drumming. \nNato nel 1967\, Jim Black è cresciuto a Seattle insieme ai futuri colleghi Chris Speed\, Andrew D’Angelo e Cuong Vu. Dopo aver consolidato i loro rapporti personali e artistici nei vari ensemble jazz giovanili di Seattle\, nel 1985 si sono trasferiti a Boston\, dove Black è entrato alla Berklee School of Music. A Boston\, Black\, Speed e D’Angelo formano gli Human Feel con il chitarrista Kurt Rosenwinkel\, che attirano rapidamente l’attenzione dei conoscitori del jazz a Boston\, New York e oltre. \nNel 1991\, Black e gli altri membri degli Human Feel si sono trasferiti a New York City\, dove hanno elettrizzato la scena musicale di Downtown\, allora incentrata sulla Knitting Factory\, e sono diventati rapidamente tra i sidemen più impegnati della città. I primi anni di Black a New York lo videro protagonista in alcuni dei gruppi più acclamati dell’epoca\, come il Bloodcount di Tim Berne\, il trio di Ellery Eskelin e il Tiny Bell Trio di Dave Douglas. Cominciano così quindici anni di tournée e registrazioni pressoché costanti\, con i gruppi sopra citati e con artisti come Uri Caine\, Dave Liebman\, Nels Cline\, Steve Coleman\, Tomasz Stanko e Laurie Anderson. \n  \nIngresso libero\nprenotazione  345 6638289\n>>> in caso di maltempo il concerto si svolgerà nello spazio indoor della nuova sede
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SUMMARY:DERIVE FEST con FIRE!\, EKPYROTIC e THE YOUNG MOTHERS
DESCRIPTION:Area Sismica dopo 35 anni di attività\, prima a Meldola e poi Ravaldino in Monte\, si trasferisce.\nA partire dalla sua 36ª stagione live\, le rassegne di Area Sismica (Musiche Extra-Ordinarie e Musiche Inaudite) si terranno negli spazi di Lupo\, stabilimento balneare con sala concerti a Lido di Savio.\nPer celebrare e inaugurare questo nuovo percorso\, Area Sismica proporrà il DERIVE FEST \nEcco il PROGRAMMA: \n>>> GIORNO 1\nVenerdì 24 ottobre > ore 21.30\nFIRE!\nMats Gustafsson – flauto\, sassofoni\, elettronica\nJohan Berthling – basso elettrico\, contrabbasso\nAndreas Werliin – batteria \nFire! è famoso per le sue performance viscerali\, fisiche e travolgenti.\nUn’esplosione sonora che mescola free jazz\, krautrock e post-punk.\nUn’occasione unica per assistere dal vivo a una delle formazioni più potenti\, libere e visionarie della musica d’oggi. \n>>> GIORNO 2\nSabato 25 ottobre > ore 18\nEKPYROTIC\nMirco Ballabene – contrabbasso\, elettroniche\nMassimiliano Furia – percussioni \nUn progetto di musica improvvisata dove l’elettronica (MaxMsp) è il terzo elemento “vivo” in tempo reale.\nUn’esperienza in cui i suoni acustici e quelli sintetici si fondono completamente\, creando un unico paesaggio timbrico di estrema fascinazione.\nProprio come la teoria cosmologica che dà il nome al duo\, la loro musica è uno “scontro/incontro” per creare un universo sonoro con una propria coerenza\, spingendosi oltre i soliti schemi.\nUn live per chi cerca alternative coraggiose nell’espressione musicale. \n>>> GIORNO 3\nDomenica 26 ottobre > ore 18\nTHE YOUNG MOTHERS\nIngebrigt Håker Flaten – contrabbasso\, basso elettrico\nStefan Gonzalez – voce\, percussioni\nJonathan Horne – chitarra elettrica\nJason Jackson – sax tenore\nFrank Rosaly – batteria\nJawwaad Taylor – MC\, tromba\, elettronica \nJazz\, noise\, hip hop e attivismo in un’esplosione sonora senza confini. Un collettivo afro/norvegese/statunitense che sfida ogni etichetta e ogni previsione.\nThe Young Mothers è più di una band: è un urlo politico\, un laboratorio musicale e un atto di resistenza.\nSul palco\, una formazione che mescola background e linguaggi diversi – jazz sperimentale\, hardcore punk\, hip hop militante\, noise rock e spoken word – con una carica fisica ed emotiva che non lascia scampo. \n••••••••••••••••••••••••••••••••••••••• \nFull Pass 3 giorni DERIVE Fest > 40€\nFire! (24 ott) > 20€\nEKPYrotic (25 ott) > 15€\nThe Young Mothers (26 ott) > 20€ \nPrevendite:\nFull Pass oooh.events/evento/derive-fest-biglietti/\nGiorno 1 oooh.events/evento/derive-fest-gtgtgt-fire-se-biglietti/\nGiorno 2 oooh.events/evento/derive-fest-ekpyrotic-biglietti/\nGiorno 3 oooh.events/evento/derive-fest-the-young-mothers-biglietti/ \n••••••••••••••••••••••••••••••••••••••• \nIl concerto si svolgerà nello spazio indoor di Lupo \ninfo e prenotazioni: \n345 6638289 – Viale Romagna 323/H\, Lido di Savio (RA)
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SUMMARY:DERIVE Fest >>> FIRE! (SE)
DESCRIPTION:c/o Lupo \nMats Gustafsson – flauto\, sassofoni\, elettronica\nJohan Berthling – basso elettrico\, contrabbasso\nAndreas Werliin – batteria \nTorna il trio svedese FIRE! con la loro esplosione sonora tra jazz\, rock e improvvisazione. \nIl trio svedese Fire!\, formato dal sassofonista Mats Gustafsson\, dal bassista Johan Berthling e dal batterista Andreas Werliin\, torna a incendiare i palchi europei con un tour che attraversa confini sonori e geografici. L’ensemble\, tra le formazioni più travolgenti della scena musicale contemporanea\, tornerà a suonare per Area Sismica\, questa volta a Lupo di Lido di Savio (RA) \nNato nel 2009\, Fire! è il punto d’incontro tra le tensioni del free jazz\, le trame ipnotiche del krautrock\, l’energia viscerale del noise e l’urgenza del post-punk. Un progetto che sovverte le regole dell’improvvisazione per costruire paesaggi sonori di intensità rara\, in cui ogni performance diventa un rituale collettivo\, fisico e inesorabile. \nMats Gustafsson\, figura di riferimento mondiale dell’improvvisazione radicale\, già noto per le sue collaborazioni con Sonic Youth\, The Thing\, Peter Brötzmann e Otomo Yoshihide\, guida con il suo sax baritono un flusso sonoro che travolge e affascina. \nAl suo fianco\, la solidità tellurica del basso elettrico di Johan Berthling (già membro di Tape e Angles) e la batteria poliritmica e ipnotica di Andreas Werliin (Wildbirds & Peacedrums\, Tonbruket). \nFire! è una band che non si accontenta mai: oltre al trio\, nel corso degli anni ha dato vita a una vecchia conoscenza di Area Sismica\, l’ensemble Fire! Orchestra\, collettivo variabile che ha coinvolto decine di musicisti e collaborazioni internazionali\, trasformando il progetto in una vera e propria esperienza orchestrale tra composizione e caos. \nIl nuovo tour porterà in scena alcuni brani nuovi e alcuni tratti dall’ultimo album\, Testament (Rune Grammofon\, 2024)\, accolto con entusiasmo dalla critica europea per la sua capacità di fondere tensione narrativa e urgenza espressiva. Un’occasione unica per assistere dal vivo a una delle formazioni più potenti\, libere e visionarie della musica d’oggi. \nIngresso 20 euro – Abbonamento alle tre serate di Derive Fest 40 euro \nprevendite: clicca qui \n  \n 
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SUMMARY:DERIVE Fest >>> eKPYrotic
DESCRIPTION:c/o Lupo \neKPYrotic \nMirco Ballabene – contrabbasso\, elettroniche \nMassimiliano Furia – percussioni \neKPYrotic è un duo di musica improvvisata e composta formato da Mirco Ballabene al contrabbasso e all’elettronica\, e Massimiliano Furia alle percussioni. L’elettronica\, realizzata con MaxMsp\, potrebbe definirsi il terzo elemento\, perché guida il percorso dei musicisti che\, a loro volta\, ne determinano il respiro e le dinamiche in tempo reale attraverso un midi foot controller gestito da Mirco. Questa elettronica organica\, viva\, diventa spesso indistinguibile dai suoni generati dai musicisti\, suoni acustici che\, attraverso tecniche estese e preparazioni degli strumenti\, si integrano con i suoni sintetici\, fondendosi in un unico percorso timbrico e gestuale di estrema fascinazione. eKPYrotic rimanda alla teoria dell’universo ecpirotico\, il modello cosmologico che teorizza che la nascita dell’universo derivi dall’accidentale scontro fra due brane\, Big Splat\, e che avrebbe preceduto il Big Bang. Così lo scontro/incontro fra i due musicisti intende creare un universo sonoro che abbia una propria coerenza interna e\, come la teoria scientifica\, vuole spingersi oltre ai consueti percorsi per mostrare coraggiose alternative al pensiero e all’espressione comunemente accettati. \nIngresso 15 euro – Abbonamento alle tre serate di Derive Fest 40 euro \nPrevendite: clicca qui
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SUMMARY:DERIVE Fest >>> THE YOUNG MOTHERS (NO - USA)
DESCRIPTION:c/o Lupo \nThe Young Mothers: jazz\, noise\, hip hop e attivismo in un’esplosione sonora senza confini \nUn collettivo afro-norvegese-statunitense che sfida ogni etichetta e ogni previsione: The Young Mothers\, il progetto guidato dal contrabbassista Ingebrigt Håker Flaten\, approda in Italia per una data che si preannuncia travolgente. \nNato a Houston e cresciuto tra Texas\, Chicago e Scandinavia\, The Young Mothers è più di una band: è un urlo politico\, un laboratorio musicale e un atto di resistenza. Sul palco\, una formazione che mescola background e linguaggi diversi – jazz sperimentale\, hardcore punk\, hip hop militante\, noise rock e spoken word – con una carica fisica ed emotiva che non lascia scampo. \nFondato da Ingebrigt Håker Flaten (The Thing\, Atomic)\, tra i contrabbassisti più influenti del jazz europeo contemporaneo\, il gruppo riunisce musicisti iconoclasti come: \n\nStefan Gonzalez (voce\, percussioni)\,\nJonathan Horne (chitarra elettrica)\,\nJason Jackson (sax tenore)\,\nFrank Rosaly (batteria)\,\nJawwaad Taylor (MC\, tromba\, elettronica).\n\nUna lineup instabile per scelta\, un’energia punk nella struttura\, una potenza jazz nel cuore. I Young Mothers mettono in scena una musica senza compromessi\, in grado di passare da momenti di pura improvvisazione a esplosioni ritmiche\, da groove ossessivi a testi infuocati sulla giustizia sociale\, l’identità e la violenza sistemica. \nIl loro album più recente\, “Better If You Let It” (2025)\, è un manifesto di questi tempi inquieti: un affresco sonoro ruvido\, intenso\, politico e poetico\, che ha conquistato la critica per la sua urgenza e complessità. \nIn questo tour presenteranno il nuovo album \nThe Young Mothers non si ascoltano: si vivono. Un concerto che è corpo\, scontro e liberazione. \nIngresso 20 euro – Abbonamento alle tre serate di Derive Fest 40 euro \nprevendite: clicca qui
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