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SUMMARY:We Insist! Records Festival - Luca Tilli
DESCRIPTION:Luca Tilli\nvioloncello \nLuca Tilli ha studiato violoncello con il maestro Michele Chiapperino. Dopo esperienze con varie orchestre stabili\, la sua attività concertistica e di studio nel campo della musica contemporanea e dell’improvvisazione lo porta a collaborare con il violoncellista americano Tristan Honsinger. Dal 2005 la sua attività si è concentrata sulla musica d’avanguardia\, collaborando stabilmente in trio con Luca Venitucci e Fabrizio Spera e partecipando a vari festival con Sebi Tramontana\, Paul Lytton\, John Edwards\, Phil Minton\, Massimo Pupillo\, Lol Coxhill e con Mike Cooper e Roberto Bellatalla nel trio RAST. Nel 2007 ha suonato nell’ensemble B for Bang di Katia Labèque e nel lavoro discografico degli Zu “The Left Hand Path” (Trost Records 2014). Nel 2011 ha partecipato al progetto “Mirror emperor” con Zu e David Tibet (Current 93). Dal 2017 suona nel trio Kammermusik con G. Schiaffini e E. De Fabritiis. Nel 2017 esce per WE INSIST! Records “Prayer”\, dell’ottetto “Pipeline8” diretto da Giancarlo “Nino” Locatelli. Sempre nel 2019 per WE INSIST! Records esce “Down at the docks”\, in duo con Sebi Tramontana. In ambito teatrale collabora nel 2007 allo spettacolo Bianco di Daria Deflorian. Dal 2012 con la compagnia teatrale Biancofango e con Santasangre nel progetto Konya. Suona in duo con la cantante Monica Demuru in spettacoli e concerti contemporanei. Dal 2009 collabora stabilmente come musicista e performer con Federica Santoro.
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SUMMARY:MOVE (PT – BR)
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nYedo Gibson – sax\nFelipe Zenicola – basso elettrico\nJoão Valinho – batteria \nIl finale della prima stagione di Lupo 340 sarà di quelli memorabili ed esplosivi. Sul palco salirà infatti il trio portoghese/brasiliano Move\, il cui free jazz energico e urgente non è propenso a fare prigionieri. Felipe Zenicola al basso elettrico\, Yedo Gibson ai sassofoni e Joao Valinho alla batteria sono collaboratori di lunga data e membri di gruppi come Rodrigo Amado Refraction Quartet e Naked Wolf. I tre musicisti sono legati da un’incrollabile consapevolezza della creazione dell’altro\, dove l’attività e l’adattabilità sono ricercate\, dove la comunicazione e il rispetto sono fondamentali\, dove tutto è possibile e l’impossibile è desiderato. \nMove ha un’urgenza di movimento. Dove il cambiamento non solo è inevitabile\, ma è ardentemente desiderato. Voluto per esistere. Da un senso di interconnessione nasce un’improvvisazione diretta\, decisa e pronta all’uso. Implacabile come la foresta pluviale\, fertile come l’alluvione\, con idee che sbocciano dal dubbio. Move è il concetto e la musica del bassista Felipe Zenícola (Chinese Cookie Poets\, New Brazilian Funk)\, del sassofonista Yedo Gibson (Eke\, Naked Wolf) e del batterista João Valinho (Rodrigo Amado Refraction Quartet\, Fashion Eternal).\nCon un’eredità di intense collaborazioni tra i suoi membri\, Move nasce nel 2022\, tra Sintra e Lisbona\, dalla volontà di creare un progetto che raccogliesse le loro idee condivise\, cercando di offrire un contributo pertinente al panorama musicale creativo. Caratterizzata da una costruzione percettiva e incisiva\, la musica di Move non conosce limiti stilistici\, ricercando una dinamica unica che esplora i limiti dell’interazione e della comunicazione.\nIl loro album di debutto The City è stato pubblicato nell’aprile del 2023 dalla Clean Feed Records. \nIngresso libero\nprenotazione cena: 345 6638289
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SUMMARY:KUKANGENDAI (JP)
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra – Ordinarie \nInaugurazione della 34ma stagione  \nJunya Noguchi – chitarra el.\, voce\nKeisuke Koyano – basso el.\nHideaki Yamada – batteria \nI Kūkangendai sono un trio giapponese di Kyoto composti da Junya Noguchi alla chitarra e alla voce\, Keisuke Koyano al basso e Hideaki Yamada alla batteria. I brani del combo sono realizzati attraverso un processo di editing\, repliche ed errori deliberati. L’energia dei Kukangendai è completamente ed evidentemente palpabile\, ma gestita con la moderazione del piacere di una forma disciplinata che si occupa di tempo e articolazione. Sono sì un power trio di basso\, batteria e chitarra\, ma la musica che suonano è tanto il sistema limbico di una foresta quanto un geode. \nLa musica suonata dai Kūkangendai è dunque creata sulla base della loro idea di mescolare editing\, copia\, ripetizione ed errore. Questa musica crea un senso di distorsione e pone un peso sugli esecutori\, portando ai loro caratteristici spettacoli dal vivo elementi stoici ma anche in qualche modo “umoristici”. Negli ultimi anni la band ha cercato di costruire e implementare una forma di concerto dal vivo in cui si adopera nell’esecuzione di più canzoni simultanee in parallelo\, ma dove il flusso del tempo\, nel suo complesso\, si manifesta come un singolo ritmo unificato. \nIl trio ha collaborato attivamente con diversi artisti all’avanguardia nel proprio genere\, e nell’ottobre del 2015 ha organizzato l’evento “Kūkangendai Collaborations” per presentare il culmine di queste attività. L’evento mirava a ricostruire la performance dal vivo dal punto di vista delle parole\, del suono e della tecnologia. Il gruppo è poi artefice delle musiche per l’opera teatrale Fatzer di Brecht\, messa in scena dalla compagnia teatrale Chiten di Kyoto sin dalla sua prima rappresentazione nel 2013. L’opera\, messa in scena con le loro performance dal vivo\, gode tuttora di buona fama e viene portata in tournée in tutto il mondo. \nA inquadrare meglio il fenomeno Kūkangendai\, possono risultare utili le parole di Stephen O’Malley\, con cui il trio ha recentemente collaborato: «Quando ho ascoltato per la prima volta questa band dal vivo sono stato immediatamente affascinato dal loro minimalista ma illusorio rock primitivo\, poliritmico e strutturale\, che evoca la memoria. Hanno iniziato nel 2006. Hanno lasciato Tokyo per Kyoto e qualche anno dopo hanno fondato il locale di culto Soto (“Fuori”) “per ascoltare musica che non avevano ancora sentito”\, come dicono loro. Nel 2018 hanno collaborato con Ryuichi Sakamoto. In loro c’è una profonda corrente di gusti musicali arcaici ma con il desiderio umano di articolare quell’arcaismo. Sono onorato e orgoglioso di lavorare con loro e di annoverarli tra gli amici». \n  \nIngresso € 15 \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nÈ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/ \n 
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SUMMARY:CHRIS PITSIOKOS & TEMPO REALE (USA - IT)
DESCRIPTION:Rassegna Musica Inaudita \nChris Pitsiokos – sassofono ed elettronica\nTempo Reale (Francesco Canavese\, elettronica – Giovanni Magaglio\, regia del suono) \nChris Pitsiokos è un sassofonista emergente della nuova scena improvvisativa newyorkese\, sempre in bilico tra una minuziosa ricerca timbrica e l’energia espressiva della “fire music”. In questo progetto Pitsiokos incontra l’elettronica\, sia come mezzo di autoespressione sia come relazione dialogica con gli strumenti digitali di Tempo Reale\, rappresentati qui dal performer Francesco Canavese\, già cimentatosi in passato con musicisti del calibro di Uri Caine\, Jim Black e David Moss. Ne esce una performance imprevedibile e coinvolgente in cui l’elettronica non attua un ruolo secondario\, ma si pone come elemento strutturale in grado di guidare l’improvvisazione rinnovandola costantemente. \nChris Pitsiokos\nNato in America nel 1990 è un improvvisatore\, compositore e poli-strumentista dedito ai linguaggi del jazz\, free jazz\, improvvisazione libera ma anche della musica contemporanea. Oltre che con le sue be note esibizioni in solo\, collabora regolarmente con musicisti come Otomo Yoshihide\, Weasel Walter\, Nate Wooley\, Wendy Eisenberg ed è regolarmente invitato nei principali contesti concertistici in tutto il mondo.  \nTempo Reale \nFondato a Firenze da Luciano Berio nel 1987\, Tempo Reale è oggi un punto di riferimento per la ricerca\, la produzione e la formazione nel campo delle nuove tecnologie musicali. Dalla sua costituzione il Centro è stato impegnato nella realizzazione delle opere di Berio\, opere che lo hanno portato a lavorare nei più prestigiosi contesti concertistici di tutto il mondo. Lo sviluppo di criteri di qualità e creatività derivati da queste esperienze si è riverberato nel lavoro condotto continuativamente tanto con compositori e artisti affermati quanto con giovani musicisti emergenti. Da oltre quindici anni ha sviluppato un interesse strutturale per il campo dell’improvvisazione elettroacustica\, sia sul piano musicale che tecnologico\, collaborando con performer di rilievo come David Moss\, Uri Caine\, Jim Black\, Stefano Bollani e numerosi altri. \nIngresso € 15 \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nÈ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/
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SUMMARY:SWIPE TRIO (GB - JP)
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nKazuhisa Uchihashi: chitarra elettrica e daxofono\nChris Biscoe: sax alto e soprano\, clarinetto\nRoger Turner: batteria\, percussioni \nQuello che arriva ad Area Sismica è un trio speciale con Roger Turner e Kazuhisa Uchihashi\, due delle figure di spicco della scena musicale improvvisata londinese (che si esibiscono insieme da quasi 20 anni)\, e il caro amico di Roger\, Chris Biscoe. Sarà una performance super eccitante con tre molecole di tre vettori diversi che si intrecciano squisitamente. Un suono speciale che fuoriesce dalla categoria del free jazz.  \nLa musica del Swipe Trio è sinuosa\, eccitante e non facilmente prevedibile. L’azione è prevalentemente veloce\, ma non necessariamente rumorosa. Si può parlare di improvvisazione melodica che incontra il caos incombente\, ma questa musica può anche entrare nello spazio e respirare. Forse gran parte del vantaggio della band deriva dall’unione tra Chris Biscoe – sassofonista jazz melodico tecnicamente eccezionale – che suona con due musicisti anch’essi tecnicamente impeccabili\, ma che creano complessità testuali dirette. \nChitarrista giapponese all’avanguardia\, Kazuhisa Uchihashi è coinvolto in un’ampia varietà di musiche\, ma mantiene un impegno per la libera improvvisazione. Nato nel 1959 a Osaka\, Uchihashi ha iniziato a suonare la chitarra all’età di 12 anni\, militando in vari gruppi rock\, ma in seguito ha studiato musica jazz. Nel 1988 si è unito alla band First Edition e nel 1990 ha formato il gruppo Altered States. È stato anche membro dei Ground Zero di Otomo Yoshihide dal 1994 al 1997. Oltre al suo ruolo di improvvisatore libero\, Uchihashi è stato direttore musicale del gruppo teatrale Ishinha di Osaka e ha tenuto laboratori di improvvisazione (un progetto noto come New Music Action) in varie città del Giappone\, oltre che a Londra\, Oslo e attualmente anche a Vienna. Uchihashi ha fondato la sua etichetta discografica\, Innocent Records a.k.a. Zenbei Records\, e dal 1996 tiene un festival musicale annuale\, il Festival BEYOND INNOCENCE. \nNel corso dei decenni Roger Turner ha portato la rinomata potenza vulcanica e la precisione finemente affinata del suo lavoro alla batteria in ensemble che spesso hanno creato connessioni reali con musicisti di entrambe le sponde dell’Atlantico. Inoltre\, ha lavorato a lungo nel microscopico laboratorio del duo acustico\, dove ha acquisito un senso altamente sviluppato del dettaglio e del controllo dinamico. Fa parte di quel ristretto gruppo di musicisti di livello mondiale che hanno ridefinito collettivamente il linguaggio delle percussioni contemporanee. Nelle mani di Turner\, minuscole inflessioni di tensione possono plasmare la direzione musicale del gruppo e galvanizzare un nuovo livello di esperienza del pubblico. \nCresciuto in un’epoca in cui il jazz era in un periodo di fermento e cambiamento\, Chris Biscoe è uno degli esecutori che creano un ponte tra il mondo del jazz\, del free jazz e della musica improvvisata con musicisti di entrambe le sponde dell’Atlantico. Raro trovare musicisti in grado di gestire uno spettro professionale così intenso\, ha registrato con compositori di primo piano come George Russell\, Mike Westbrook e Chris McGregor\, e ha esplorato le composizioni di Eric Dolphy e Charles Mingus\, pubblicando CD della loro musica con Tony Kofi e Henry Lowther. È stato inoltre in tournée con David Murray\, Hermeto Pascoal\, Kenny Wheeler\, Han Bennink e la New York Composers Orchestra\, mentre il suo lavoro in piccoli gruppi ha visto collaborazioni con Dewey Redman\, Pierre Favre\, Liam Noble e Dominique Pifarely. Al di fuori dell’ambito delle composizioni strutturate\, ha lavorato con gruppi di lunga durata come Full Monte (con Godding\, Mattos e Marsh) e in combinazioni ad hoc con Evan Parker\, Eddie Prevost\, John Edwards\, Ingrid Laubrock\, Elton Dean e Lol Coxhill. \nIngresso € 15 \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nÈ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/ \n 
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SUMMARY:Forlì Open Music '23 - Fabrizio Ottaviucci
DESCRIPTION:Si parte venerdì 3 novembre\, alle 9.30\, presso la Sala Sangiorgi dell’Istituto Masini di Forlì con la conversazione concerto di Fabrizio Ottaviucci su György Ligeti (1923 – 2006)\, un grande compositore d’avanguardia\, impegnato nelle correnti principali della musica del secondo Novecento e\, al contempo\, libero dalle stesse. A entrare nel pensiero e nella musica dell’artista ungherese naturalizzato austriaco\, Fabrizio Ottaviucci\, tra i massimi protagonisti della musica contemporanea\, noto per le sue prestigiose e durature collaborazioni con maestri del calibro di Markus Stockhausen e Stefano Scodanibbio\, e per le sue interpretazioni di Stockhausen\, Cage\, Riley e Scelsi con cui collaborò direttamente. Pianista eclettico\, Ottaviucci unisce alla prassi interpretativa quella compositiva\, spostandosi dalla musica minimalista a quella seriale\, dodecafonica e aleatoria. 
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SUMMARY:Forlì Open Music '23 - Paolo Ravaglia/Federico Sanguineti
DESCRIPTION:Sempre in Sala Sangiorgi della Fondazione Masini\, l’appuntamento di musica e letteratura con l’eclettico polistrumentista e docente di clarinetto e clarinetto jazz al Conservatorio G.B. Martini di Bologna\, Paolo Ravaglia\, e il filologo e accademico Federico Sanguineti\, figlio del poeta e critico letterario Edoardo Sanguineti. Insieme vanno alla ricerca “dell’intelletto possibile”\, una nozione già sognata da Aristotele e da Dante\, l’intelletto possibile è per il Sommo Poeta una chiave politica che prefigura pace universale in un mondo pacifico nel quale più non esiste proprietà privata. Con Paolo Ravaglia ai clarinetti\, strumenti speciali e paddofoni\, e Federico Sanguineti alla voce su testi di Dante Alighieri\, Federico ed Edoardo Sanguineti.
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SUMMARY:FORLì OPEN MUSIC 2023
DESCRIPTION:Rassegna Musica Inaudita \nvenerdì 3 novembre \n℅ Sala Sangiorgi Istituto Masini Forlì     [ingresso libero] \n9.30 conversazione/concerto  Fabrizio Ottaviucci (pianoforte) \n10.30 Paolo Ravaglia (clarinetti\, strumenti speciali\, paddofoni) / Federico Sanguineti (voci virtuale e reale) \nsabato 4 novembre \n℅ Sala Sangiorgi Istituto Masini Forlì     [ingresso libero] \n11.30 conduction di Edoardo Marraffa con gli studenti del Liceo Musicale Canova e Istituto Musicale Masini \n℅ Area Sismica \n21.00 Kammermusik Trio\nErrico De Fabritiis: sax – Giancarlo Schaiffini: trombone – Luca Tilli: violoncello \n21.30 GLEAM\nLuigi Ceccarelli: elettroniche\, regia del suono – Gianni Trovalusci: flauti \n22.00 Cadaver Mike \nEks aka Guido Marziale: elettroniche – Tricatiempo aka Stefano Costanzo: batteria \ndomenica 5 novembre \n℅ Sala Sangiorgi Istituto Masini Forlì      [ingresso libero] \n11.00 CKE Chigiana Keyboards Ensemble\nAlessandra Gentile: pianoforte – Stefania Redaelli: pianoforte – Luigi Pecchia: pianoforte – Pierluigi Di Tella: pianoforte \n℅ Area Sismica \n18.00 Pelli Verdi \nBayza Cakir: voce – Lorenzo D’Erasmo: percussioni – Guglielmo Prati: elettronica – Walter Prati: violoncello/elettronica \n18.30 Ciro Longobardi (pianoforte) \n19.30 in esclusiva per l’Italia Brandon Lopez (contrabbasso) / Ingrid Laubrock (sassofoni) / Tom Rainey (batteria) \n  \nForlì Open Music – FOM 2023 \nNOTE AL PRESENTE \nLa musica del presente torna protagonista a Forlì con 10 appuntamenti per scoprire le esperienze più vitali della scena contemporanea internazionale. \ncon \nFabrizio Ottaviucci\, Paolo Ravaglia e Federico Sanguineti\, Edoardo Marraffa\, Kammermusik Trio\, GLEAM \, Cadaver Mike\, Chigiana Keyboards Ensemble\, Pelle Verdi\, Ciro Longobardi\, Brandon Lopez / Ingrid Laubrock / Tom Rainey \nÈ giunta alla settima edizione Forlì Open Music una delle più importanti rassegne internazionali dedicata ai diversi linguaggi musicali del presente\, che torna dal 3 al 5 novembre a Forlì negli spazi di Area Sismica e dell’Istituto Masini\, con dieci esclusivi appuntamenti per portare all’attenzione del pubblico alcune delle esperienze più vitali e uniche della scena musicale attuale. \nOrganizzata come sempre dall’Associazione Area Sismica\, la tre giorni porterà sul palco band dal riconosciuto valore internazionale\, indiscussi talenti di musicisti innovativi e compositori originali\, confermando la sua vocazione verso la musica contemporanea e l’improvvisazione\, a cominciare dagli appuntamenti mattutini di venerdì 3 e sabato 4 novembre\, con la conversazione-concerto di Fabrizio Ottaviucci su uno dei più grandi compositori del XX secolo\, György Ligeti\, il concerto tra suoni e parole con le voci di Edoardo e Federico Sanguineti e la musica di Paolo Ravaglia\, e la conduction del sassofonista Edorado Marraffa che metterà in mostra i nuovi talenti dell’Istituto Musicale Masini e del Liceo Musicale Canova.  \nTanta improvvisazione e musica di ricerca anche nei concerti spalmati nel weekend\, con il Kammermusik Trio formato dal grande Giancarlo Schiaffini insieme a due virtuosi musicisti romani\, Luca Tilli e Errico De Fabritis; il duo Gleam\, progetto di pura sperimentazione musicale di Luigi Ceccarelli e Gianni Trovalusci; i Cadaver Mike\, un “non-jazz/noise duo di base a Napoli composto da Eks aka Guido Marziale e Tricatiempo aka Stefano Costanzo; il Walter Prati 4tet\, ovvero i Pelle Verde\, band formata da 4 musicisti provenienti da mondi musicali differenti\, Walter Prati\, Guglielmo Prati\, Beyza Cakir e Lorenzo D’Erasmo; il pianista napoletano Ciro Longobardi; e i protagonisti del concerto onirico di chiusura\, in esclusiva per l’Italia\, che schiera sul palco il bassista portoricano Brandon Lopez insieme allo storico duo composto dalla sassofonista Ingrid Laubrock e dal batterista Tom Rainey. \nAnche quest’anno non mancherà l’omaggio a un grande del passato con il concerto dei quattro pianoforti del Chigiana Keyboard Ensemble che celebrano il 100° anniversario della nascita del grande compositore olandese Simeon Ten Holt con la performance del suo leggendario “Canto ostinato”. \nDi seguito il programma nel dettaglio. \nPROGRAMMA \nSi parte venerdì 3 novembre\, alle 9.30\, presso la Sala Sangiorgi dell’Istituto Masini di Forlì con la conversazione concerto di Fabrizio Ottaviucci su György Ligeti (1923 – 2006)\, un grande compositore d’avanguardia\, impegnato nelle correnti principali della musica del secondo Novecento e\, al contempo\, libero dalle stesse. A entrare nel pensiero e nella musica dell’artista ungherese naturalizzato austriaco\, Fabrizio Ottaviucci\, tra i massimi protagonisti della musica contemporanea\, noto per le sue prestigiose e durature collaborazioni con maestri del calibro di Markus Stockhausen e Stefano Scodanibbio\, e per le sue interpretazioni di Stockhausen\, Cage\, Riley e Scelsi con cui collaborò direttamente. Pianista eclettico\, Ottaviucci unisce alla prassi interpretativa quella compositiva\, spostandosi dalla musica minimalista a quella seriale\, dodecafonica e aleatoria.  \nA seguire\, alle 10.30\, sempre in Sala Sangiorgi\, l’appuntamento di musica e letteratura con l’eclettico polistrumentista e docente di clarinetto e clarinetto jazz al Conservatorio G.B. Martini di Bologna\, Paolo Ravaglia\, e il filologo e accademico Federico Sanguineti\, figlio del poeta e critico letterario Edoardo Sanguineti. Insieme vanno alla ricerca “dell’intelletto possibile”\, una nozione già sognata da Aristotele e da Dante\, l’intelletto possibile è per il Sommo Poeta una chiave politica che prefigura pace universale in un mondo pacifico nel quale più non esiste proprietà privata. Con Paolo Ravaglia ai clarinetti\, strumenti speciali e paddofoni\, e Federico Sanguineti alla voce su testi di Dante Alighieri\, Federico ed Edoardo Sanguineti. \nLa manifestazione prosegue sabato 4 novembre\, alle 11\, alla Sala Sangiorgi\, con la conduction del funambolico sassofonista Edoardo Marraffa\, più volte ospite di Area Sismica e da più di vent’anni impegnato a lavorare sul suono del suo strumento esplorandone i confini del potenziale espressivo. Sul palco gli studenti del Liceo Canova e dell’Istituto Masini alle prese con una pratica improvvisativa senza l’uso degli spartiti\, un’opportunità unica per i giovani musicisti forlivesi di fare nel proprio territorio un’esperienza di ampio respiro come questa.  \nIn serata\, alle 21.00\, ci sposta negli spazi di Area Sismica\, con il concerto del Kammermusik Trio – Giancarlo Schiaffini al trombone\, Errico De Fabriitis ai sassofoni e Luca Trilli al violoncello – una formazione dal sapore cameristico che si basa sull’improvvisazione di un dialogo continuo senza ruoli prefissati. Un organico non convenzionale\, con tre strumenti melodici\, sax\, trombone e violoncello\, in cui la funzione di leader passa senza soluzione di continuità tra i tre solisti. Sfruttando le diverse esperienze dal jazz alla musica popolare\, classica e contemporanea e citando temi di provenienza varia in un continuo gioco improvvisativo di rimandi\, i tre musicisti creano situazioni impreviste e coinvolgenti\, generando forme musicali sempre diverse. Giancarlo Schiaffini\, a lungo collaboratore del Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza\, e un instancabile trombonista attivo in mille progetti\, nonché autore di testi fondamentali sul ruolo dell’improvvisazione nella musica moderna\, è passato più volte ad Area Sismica\, in svariate formazioni. Errico De Fabritiis è attivo nei Roots Magic\, quartetto formato anche da Alberto Popolla ai clarinetti\, Gianfranco Tedeschi al contrabbasso e Fabrizio Spera alla batteria. Luca Tilli\, violoncellista che si muove tra musica contemporanea\, free jazz e improvvisazione\, nonché compositore per spettacoli di danza e teatrali\, lo ricordiamo al fianco del trombone di Sebi Tramontana e\, di recente\, nell’European Galactic Orchestra di Gabriele Mitelli. \nA seguire\, alle 21.30\, Gleam\, il progetto musicale nato dall’incontro di Gianni Trovalusci e Luigi Ceccarelli\, due artisti attenti al suono e alle sue infinite mutazioni. Superando il dualismo che finora ha considerato la composizione dell’opera musicale e la sua esecuzione come momenti separati\, distinguendo nettamente la funzione del compositore e dell’esecutore\, Ceccarelli e Trovalusci con Gleam – che inglese significa\, illuminazione\, bagliore\, ed è alla base del concetto stesso di ricerca – hanno elaborato un percorso di ricerca\, composizione ed esecuzione da compiere insieme senza distinzione di ruoli creativi\, mettendo in sinergia le loro esperienze di musicisti: flautista e interprete l’uno\, compositore ed elettroacustico l’altro lavorano insieme alla realizzazione del brano musicale\, ognuno con la sue competenze ma con reciproca interazione. Il concerto diviene così un’esperienza sugli infiniti possibili mondi sonori\, che invita il pubblico alla condivisione di uno spazio sonoro e alla partecipazione “incantata” a un rito sonoro e gestuale senza tempo. \nLa serata si chiude alle 22.00 con i Cadaver Mike\, il duo formato da Eks aka Guido Marziale e Tricatiempo aka Stefano Costanzo\, che sino ad oggi salvo sporadiche eccezioni\, non ha rilasciato musica registrata\, concentrandosi esclusivamente sulle performance dal vivo. Improvvisazione radicale\, rumore\, turntablism\, elettro-acustica e violenza uditiva senza compromessi convergono in un’esperienza lisergica claustrofobica e priva di colore. Tra Italia ed Europa hanno condiviso il palco o collaborato con artisti provenienti da contesti eterogenei\, quali Alvin Curran\, Cadaver Eyes\, Prison Religion\, John Wiese\, Kinlaw & Franco Franco\, Ibrahim Owais\, Sara Persico\, 70FPS\, Sec_\, c_c e molti altri. \nDomenica 5 novembre\, la rassegna si apre alle 11.45\, alla Sala Sangiorgi dell’Istituto Masini\, con il Chigiana Keyboard Ensemble che in occasione del 100° anniversario della nascita di Simeon Ten Holt\, rende omaggio al grande compositore olandese eseguendo il suo “Canto ostinato”\, uno dei più celebri capolavori della musica per più pianoforti. Composto nel 1976\, “Canto ostinato” è l’esempio per eccellenza dell’innovativo stile minimalista di Ten Holt e rappresenta il più conosciuto dei suoi lavori. Pensato per uno o più strumenti a tastiera e senza una durata definita dall’autore\, il brano è basato sulla ripetizione di un centinaio di cellule musicali\, che permettono agli interpreti di scegliere un percorso autonomo e personale di esposizione degli elementi musicali\, secondo una regia condivisa e un ascolto reciproco costante\, che stimola la variazione e la creatività. Di rara esecuzione in Italia\, “Canto ostinato” è una produzione della prestigiosa Accademia Musicale Chigiana di Siena\, realizzata all’interno del Chigiana International Festival 2021. Ne sono qui interpreti il Chigiana Keyboard Ensemble\, composto dai Maestri collaboratori al pianoforte dell’Accademia Chigiana\, che per il concerto forlivese porta sul palco Stefania Redaelli\, Alessandra Gentile\, Luigi Pecchia e Pierluigi Di Tella. \nSi prosegue alle 18 nei locali di Area Sismica\, con il concerto dei Pelle Verde\, il gruppo formato dalla cantante turca Bayza Cakir\,  \nLorenzo D’Erasmo alle percussioni\, Guglielmo Prati all’elettronica e Walter Prati al violoncello/elettronica: quattro diversi musicisti\, accomunati dal desiderio della trasformazione e del cambiamento\, che si ritrovano nell’universo dell’ascolto sonoro senza etichette o classificazioni. Walter Prati svolge attività di ricerca musicale\, da sempre orientata verso l’interazione fra strumenti musicali tradizionali e nuovi strumenti elettronici\, frutto dell’applicazione informatica al mondo musicale. 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Curiosa di conoscere i diversi generi musicali di tutto il mondo\, definisce la sua musica come un viaggio di esperienze in diverse mentalità e la fonde con i suoni orientali dell’Anatolia. Nel 2022 è entrata a far parte del progetto Ife con la sua voce orientale e le sue ispirazioni di musica e poesia sufi. Percussionista poliedrico con una solida formazione classica e contemporanea\, Lorenzo D’Erasmo fin dalla giovane età si interessa alla musica del ‘900 collaborando con vari ensemble come MDI ensemble\, Sentieri selvaggi e Divertimento Ensemble. Negli ultimi anni ha sviluppato lo studio dei tamburi a cornice\, approfondendo i repertori di riferimento dello strumento\, quali il repertorio turco/arabo\, quello mediterraneo fino ad arrivare a uno studio profondo del repertorio e l’interpretazione della musica antica.  \nAlle 18.30 segue Ciro Longobardi\, pianista\, che si dedica da più di trent’anni allo studio e alla diffusione del repertorio e dei linguaggi musicali moderni e contemporanei. Finalista e miglior pianista presso il Concorso Gaudeamus di Rotterdam nel 1994\, nello stesso anno vince il Kranichsteiner Musikpreis nell’ambito del 37° Ferienkurse für Neue Musik di Darmstadt. Ha suonato come solista e camerista per le maggiori istituzioni concertistiche italiane e internazionali. Numerosi i riconoscimenti ricevuti per i suoi dischi\, tra cui il Premio Abbiati del Disco – il più importante premio della critica italiana – assegnato alla sua registrazione integrale del Catalogue d’Oiseaux di Olivier Messiaen (Piano Classics) come migliore pubblicazione di repertorio solistico 2018-19. Nel triennio 2020-22 ha presentato l’integrale della musica per pianoforte solo di Olivier Messiaen in 5 concerti per il Festival Aperto di Reggio Emilia. Appassionato di improvvisazione\, partecipa frequentemente a progetti di musica creativa sia a titolo personale sia come membro del collettivo partenopeo Dissonanzen. \nLa settima edizione di Forlì Open Music si chiude alle 19.30\, con un trio di classe assoluta\, composto da Ingrid Laubrock ai sassofoni\, Brandon Lopez al basso e Tom Rainey alla batteria. Ingrid Laubrock e Tom Rainey\, coppia artistica e nella vita\, hanno sviluppato un rapporto e una connessione profondi\, lavorando in gruppi più ampi l’uno accanto all’altra\, ma anche in un duo che è diventato una delle loro vie d’espressione più potenti. Laubrock\, ancia di origine tedesca\, è diventata una delle musiciste più ambiziose della scena newyorkese\, alla continua ricerca di nuovi espedienti compositivi per contestualizzare ulteriormente le sue doti improvvisative\, mentre Rainey – un veterano che ha lavorato con iconoclasti come Tim Berne e tradizionalisti come Kenny Werner – è quel tipo di musicista che trova la sua strada in ogni contesto\, migliorando abitualmente tutto ciò di cui fa parte. Qualche anno fa\, hanno iniziato a lavorare con il giovane bassista portoricano Brandon Lopez\, una figura di potenza e curiosità irrequieta\, già collaboratore di musicisti come Dave Liebman\, Zeena Parkins e John Zorn. L’album di debutto del trio multigenerazionale\, “No Es La Playa”\, del 2022\, è il prodotto di un’improvvisazione libera e bloccata e il contesto più forte per il gioco fuori misura di Lopez. I musicisti operano alla pari\, spingendosi l’un l’altro e tenendo sotto controllo gli eccessi. Il risultato di tutto ciò è un album dai suoni splendidi ed estremamente ascoltabili\, pur essendo musicalmente e tecnicamente molto complessi. \nLa settima edizione di Forlì Open Music è organizzata da Area Sismica in collaborazione con il Liceo Musicale Canova e l’Istituto Musicale Masini e il sostegno del MiBAC\, della Regione Emilia Romagna\, del Comune di Forlì\, della Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì e della Fondazione Masini. \nIngresso \nEventi all’Istituto Masini: ingresso libero. \nEventi all’Area Sismica: ingresso €20/giorno – €30 entrambe le giornate \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci. \nÈ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/  \n 
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DESCRIPTION:Si inizia alla Sala Sangiorgi dell’Istituto Masini\, con il Chigiana Keyboard Ensemble che in occasione del 100° anniversario della nascita di Simeon Ten Holt\, rende omaggio al grande compositore olandese eseguendo il suo “Canto ostinato”\, uno dei più celebri capolavori della musica per più pianoforti. Composto nel 1976\, “Canto ostinato” è l’esempio per eccellenza dell’innovativo stile minimalista di Ten Holt e rappresenta il più conosciuto dei suoi lavori. Pensato per uno o più strumenti a tastiera e senza una durata definita dall’autore\, il brano è basato sulla ripetizione di un centinaio di cellule musicali\, che permettono agli interpreti di scegliere un percorso autonomo e personale di esposizione degli elementi musicali\, secondo una regia condivisa e un ascolto reciproco costante\, che stimola la variazione e la creatività. Di rara esecuzione in Italia\, “Canto ostinato” è una produzione della prestigiosa Accademia Musicale Chigiana di Siena\, realizzata all’interno del Chigiana International Festival 2021. Ne sono qui interpreti il Chigiana Keyboard Ensemble\, composto dai Maestri collaboratori al pianoforte dell’Accademia Chigiana\, che per il concerto forlivese porta sul palco Stefania Redaelli\, Alessandra Gentile\, Luigi Pecchia e Pierluigi Di Tella.
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SUMMARY:Forlì Open Music '23 - Pelle Verde
DESCRIPTION:Area Sismica \nEcco il concerto dei Pelle Verde\, il gruppo formato dalla cantante turca Bayza Cakir\, Lorenzo D’Erasmo alle percussioni\, Guglielmo Prati all’elettronica e Walter Prati al violoncello/elettronica: quattro diversi musicisti\, accomunati dal desiderio della trasformazione e del cambiamento\, che si ritrovano nell’universo dell’ascolto sonoro senza etichette o classificazioni. Walter Prati svolge attività di ricerca musicale\, da sempre orientata verso l’interazione fra strumenti musicali tradizionali e nuovi strumenti elettronici\, frutto dell’applicazione informatica al mondo musicale. Significativi gli incontri artistici con il chitarrista americano Thurston Moore (componente del gruppo Sonic Youth) e con il cantante inglese Robert Wyatt\, con i quali ha realizzato progetti discografici e performance live. Guglielmo Prati\, da sempre amante della club culture e del disco in vinile\, si inserisce attivamente nel panorama milanese\, dove cresce da un punto di vista musicale come dj e accresce le proprie capacità organizzative stringendo rapporti all’interno dei migliori club. Un forte interesse verso l’ambito della produzione e dell’analisi musicale\, lo porta a iscriversi alla facoltà di musica elettronica del conservatorio di Milano G. Verdi\, dove entra in contatto con le diverse sfaccettature della musica elettronica anche nell’ambito accademico\, puntando sempre ad una rivisitazione nell’ambito del club. Beyza Cakir è invece da sempre interessata alla musica psichedelica-folk della Turchia degli anni 80. Curiosa di conoscere i diversi generi musicali di tutto il mondo\, definisce la sua musica come un viaggio di esperienze in diverse mentalità e la fonde con i suoni orientali dell’Anatolia. Nel 2022 è entrata a far parte del progetto Ife con la sua voce orientale e le sue ispirazioni di musica e poesia sufi. Percussionista poliedrico con una solida formazione classica e contemporanea\, Lorenzo D’Erasmo fin dalla giovane età si interessa alla musica del ‘900 collaborando con vari ensemble come MDI ensemble\, Sentieri selvaggi e Divertimento Ensemble. Negli ultimi anni ha sviluppato lo studio dei tamburi a cornice\, approfondendo i repertori di riferimento dello strumento\, quali il repertorio turco/arabo\, quello mediterraneo fino ad arrivare a uno studio profondo del repertorio e l’interpretazione della musica antica. 
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SUMMARY:Forlì Open Music '23 - Ciro Longobardi
DESCRIPTION:Ciro Longobardi\, pianista\, che si dedica da più di trent’anni allo studio e alla diffusione del repertorio e dei linguaggi musicali moderni e contemporanei. Finalista e miglior pianista presso il Concorso Gaudeamus di Rotterdam nel 1994\, nello stesso anno vince il Kranichsteiner Musikpreis nell’ambito del 37° Ferienkurse für Neue Musik di Darmstadt. Ha suonato come solista e camerista per le maggiori istituzioni concertistiche italiane e internazionali. Numerosi i riconoscimenti ricevuti per i suoi dischi\, tra cui il Premio Abbiati del Disco – il più importante premio della critica italiana – assegnato alla sua registrazione integrale del Catalogue d’Oiseaux di Olivier Messiaen (Piano Classics) come migliore pubblicazione di repertorio solistico 2018-19. Nel triennio 2020-22 ha presentato l’integrale della musica per pianoforte solo di Olivier Messiaen in 5 concerti per il Festival Aperto di Reggio Emilia. Appassionato di improvvisazione\, partecipa frequentemente a progetti di musica creativa sia a titolo personale sia come membro del collettivo partenopeo Dissonanzen.
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SUMMARY:Forlì Open Music '23 - Laubrock/Lopez/Rainey
DESCRIPTION:Ecco un trio di classe assoluta\, composto da Ingrid Laubrock ai sassofoni\, Brandon Lopez al basso e Tom Rainey alla batteria. Ingrid Laubrock e Tom Rainey\, coppia artistica e nella vita\, hanno sviluppato un rapporto e una connessione profondi\, lavorando in gruppi più ampi l’uno accanto all’altra\, ma anche in un duo che è diventato una delle loro vie d’espressione più potenti. Laubrock\, ancia di origine tedesca\, è diventata una delle musiciste più ambiziose della scena newyorkese\, alla continua ricerca di nuovi espedienti compositivi per contestualizzare ulteriormente le sue doti improvvisative\, mentre Rainey – un veterano che ha lavorato con iconoclasti come Tim Berne e tradizionalisti come Kenny Werner – è quel tipo di musicista che trova la sua strada in ogni contesto\, migliorando abitualmente tutto ciò di cui fa parte. Qualche anno fa\, hanno iniziato a lavorare con il giovane bassista portoricano Brandon Lopez\, una figura di potenza e curiosità irrequieta\, già collaboratore di musicisti come Dave Liebman\, Zeena Parkins e John Zorn. L’album di debutto del trio multigenerazionale\, “No Es La Playa”\, del 2022\, è il prodotto di un’improvvisazione libera e bloccata e il contesto più forte per il gioco fuori misura di Lopez. I musicisti operano alla pari\, spingendosi l’un l’altro e tenendo sotto controllo gli eccessi. Il risultato di tutto ciò è un album dai suoni splendidi ed estremamente ascoltabili\, pur essendo musicalmente e tecnicamente molto complessi.
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DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nGordon Grdina: chitarra elettrica\, oud\nAndrea Grossi: contrabbasso\nChristian Lillinger: batteria\, percussioni \nIn questo inedito trio due dei musicisti più attivi e presenti nella scena internazionale dell’avanguardia\, il canadese Gordon Grdina (chitarra elettrica\, oud) e il tedesco Christian Lillinger (batteria\, percussioni)\, saranno affiancati da Andrea Grossi (contrabbasso)\, giovane ma già riconosciuto improvvisatore del panorama italiano ed europeo.\nL’improvvisazione sarà la protagonista della ricerca artistica di questo gruppo\, che potrà passare dall’utilizzo di brevi materiali originali preesistenti per elaborare narrazioni e strutture più articolate\, al fare della composizione istantanea la sua fonte di sviluppo principale.\nLe innovative concezioni strumentali dei tre accompagneranno il pubblico verso possibilità ancora inesplorate di questa formazione.\nTre generazioni di musicisti riunite in un unico gruppo\, tre personalità forti che si incontrano in uno scambio virtuoso\, carico di energia\, esplorazione timbrica\, raffinatezza melodica e complessità ritmica. \nGordon Grdina \nMusicista con base a Vancouver\, vincitore ai JUNO Awards 2019 per la categoria “Instrumental Album of the Year”\, nel corso della sua carriera ha attraversato continenti e decenni continuando una costante esplorazione di generi tra jazz d’avanguardia\, improvvisazione in forma libera\, indie rock contemporaneo e musica classica araba. Il suo approccio singolare agli strumenti gli è valso il riconoscimento dei più alti ranghi del mondo del jazz e dell’improvvisazione. I suoi gruppi sono Gordon Grdina NYC Quartet\, Peregrine Falls\, Dan Mangan\, Haram\, East Van Strings\, Shipp/Helias/Grdina\, Nomad Trio con Matt Mitchell e Jim Black e The Marrow con Mark Helias\, Hank Roberts e Hamin. \nChristian Lillinger \nNato il 21 aprile 1984 a Lübben\, ha iniziato a suonare la batteria all’età di 13 anni e ha studiato al “Carl Maria von Weber” di Dresda dal 2000 al 2004 con Günter Baby Sommer. Dal 2001 al 2003 ha fatto parte dei “Bujazzo” sotto la direzione di Peter Herbholzheimer. Nel 2000 ha vinto il Concorso Internazionale di Improvvisazione di Lipsia. Dal 2002 collabora intensamente con HYPERACTIVE KID. Nel 2008 ha formato il proprio gruppo GRUND\, che nel settembre 2009 e nel 2013 ha inciso per l’etichetta Clean Feed. Nel 2009 è cofondatore della band GRÜNEN\, che registra nel settembre 2010\, sempre per l’etichetta Clean Feed. Nel 2010 collabora nella band di John Tchicai con Christopher Dell e Jonas Westergaard\, pubblicando un disco nel dicembre 2012 per l’etichetta Jazzerkstatt. Si è esibito in concerti e festival in Europa\, Asia e Stati Uniti. Ha suonato con Joachim Kühn\, Beat Furrer\, David Liebman\, Leo Smith\, Wiliam Parker\, Evan Parker\, Miroslav Vitous\, Luis Sclavis\, Joe Lovano\, Tony Malaby e molti altri. Dal 2003 Lillinger vive a Berlino dove lavora come musicista e compositore. \nAndrea Grossi \nContrabbassista\, compositore e improvvisatore\, si è esibito in importanti festival e teatri in Italia e in tutta Europa e ha pubblicato dischi per varie etichette (We Insist!\, Clean Feed\, AUT\, ParmaFrontiere\, Felmay…)\, tra cui tre dischi come leader (Lubok\, Four Winds e Songs and Poems prodotti da We Insist! Records). Si è sempre interessato a tutti i tipi di musica d’avanguardia e sperimentale\, con particolare attenzione alla musica improvvisata. Nel 2017 ha fondato il suo trio\, Blend 3\, con Manuel Caliumi al sax e Michele Bonifati alla chitarra elettrica. Ha lavorato anche nella danza e nelle arti performative in Italia e all’estero\, in particolare con il fotografo Roberto Masotti. Le sue collaborazioni internazionali (tra gli altri): Barre Phillips\, Gyorgy Kurtag Jr.\, Tobias Delius\, Eyvind Kang\, Aruan Ortiz\, Marcelo Nisinman\, Steve Swell\, Walter Thompson\, Joe Fonda\, Michel Doneda\, Thomas de Pourquery\, Giancarlo Schiaffini\, Cristina Zavalloni\, Lynn Cassiers e Diana Torto. Si è diplomato in Contrabbasso Jazz (2017) e Composizione Jazz (2022) studiando con Roberto Bonati presso il Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma. \n  \nIngresso € 15 \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nÈ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/ \n 
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SUMMARY:We Insist! Live - Giancarlo Nino Locatelli – Tilietulum
DESCRIPTION:Giancarlo Nino Locatelli\nTilietulum\, piccolo tiglieto o piccolo tiglio\, è uno dei possibili termini da cui deriva il nome della val Taleggio\, terra d’origine dei miei nonni paterni. Il tiglio è un albero longevo\, con radici profonde e fiori odorosi da cui si ricava un miele caratteristico.\nTilietulum\, in questa versione\, è un solo totalmente improvvisato che ha a che fare con il processo di trasformazione del movimento in suono\, e viceversa. La danza delle dita sullo strumento\, della lingua con l’ancia e delle “ciocche” appese al collo degli animali.\n“I clarinetti hanno a che fare con gli alberi\, sono alberi\, e rimandano al muschio\, all’umido e all’acqua… il contralto è imprevedibile\, selvatico\, lirico\, rustico e obliquo” (G. Locatelli\, Citizen Jazz).\nIl clarinetto contralto mi ricorda però anche l’oca marina\, che con il collo rivolto in alto lancia il suo grido\, il suo richiamo.\nTilietulum è un percorso iniziato molti anni fa\, ascoltando le mandrie di mucche che nei mesi estivi\, ad ogni ora del giorno e della notte\, pascolano nei campi della val Taleggio. Ogni mandria ha il suo suono. Il “concerto” che ne risulta\, senza un inizio e senza una fine\, è un’esperienza poliritmica e stratificata\, contemplativa e allucinogena.
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SUMMARY:WE INSIST! LIVE
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nSabato 25 e domenica 26 novembre torna “WE INSIST! LIVE all’AREA SISMICA”\, una collaborazione nata lo scorso anno con il desiderio comune di promuovere alcuni dei musicisti dell’etichetta indipendente WE INSIST! Records\, che sarà presente con il proprio stand dove poter curiosare fra gli album realizzati fino ad ora. \nIn questa occasione Area Sismica metterà i propri spazi a disposizione dei musicisti per la registrazione\ndi due sessioni live. \nPROGRAMMA \n25 NOVEMBRE h 21.00\nGiancarlo Nino Locatelli – Tilietulum\nclarinetto contralto\, campanacci \n26 NOVEMBRE h 18.00\nMitelli / Desprez\nGabriele Mitelli\, piccolo trumpet\, sopranino sax\, voice\,\nsampler\, modular synthesizer\nJulien Desprez\, electric guitar\, effects \nGiancarlo Nino Locatelli\nTilietulum\, piccolo tiglieto o piccolo tiglio\, è uno dei possibili termini da cui deriva il nome della val Taleggio\, terra d’origine dei miei nonni paterni. Il tiglio è un albero longevo\, con radici profonde e fiori odorosi da cui si ricava un miele caratteristico.\nTilietulum\, in questa versione\, è un solo totalmente improvvisato che ha a che fare con il processo di trasformazione del movimento in suono\, e viceversa. La danza delle dita sullo strumento\, della lingua con l’ancia e delle “ciocche” appese al collo degli animali.\n“I clarinetti hanno a che fare con gli alberi\, sono alberi\, e rimandano al muschio\, all’umido e all’acqua… il contralto è imprevedibile\, selvatico\, lirico\, rustico e obliquo” (G. Locatelli\, Citizen Jazz).\nIl clarinetto contralto mi ricorda però anche l’oca marina\, che con il collo rivolto in alto lancia il suo grido\, il suo richiamo.\nTilietulum è un percorso iniziato molti anni fa\, ascoltando le mandrie di mucche che nei mesi estivi\, ad ogni ora del giorno e della notte\, pascolano nei campi della val Taleggio. Ogni mandria ha il suo suono. Il “concerto” che ne risulta\, senza un inizio e senza una fine\, è un’esperienza poliritmica e stratificata\, contemplativa e allucinogena. \nMitelli / Desprez\nPer la prima volta insieme. Un incontro straordinario di due universi creativi\, incandescenti\, magmatici e caotici. Gabriele Mitelli è considerato uno degli artisti più eclettici\, imprevedibili e produttivi della scena italiana della creative music e dell’improvvisazione\, con collaborazioni attive in tutto il mondo. La base della sua ricerca è l’occupazione di uno spazio fisico ed emotivo\, nel tentativo di ricreare la propria intimità e raccontare l’ignoto tramite il suono\, il rumore e il gesto. Con il suo ultimo trio “three tsuru origami” insieme agli improvvisatori inglesi John Edwards e Mark Sanders è recentemente tornato da un tour europeo con una leggenda della musica improvvisata: Joe McPhee. Gabriele è creatore e curatore di “progetto bao”\, hub che ha fondato e che porta musica sperimentale\, elettronica e arte performativa nel territorio in cui vive\, Brescia e lavora con WE INSIST! Records\, etichetta discografica che documenta le creazioni e lo sviluppo del lavoro di un gruppo di improvvisatori italiani.\nJulien Desprez è musicista e performer di base a Parigi. Il jazz e il rock furono i suoi primi amori musicali ma\, man mano che la sua pratica è progredita\, anche il suo approccio al suo strumento\, alla musica e allo spazio sono cambiati. Ora considera la chitarra più come una batteria\, un organo\, uno strumento modificabile a volontà. Evolvendosi tra sound art\, performance e musica improvvisata contemporanea\, il suo lavoro è incentrato su tutte le domande che scaturiscono da uno spazio scenico\, attraverso il corpo\, lo spazio\, la vista e la luce\, ma dove il suono rimane il pilastro centrale. Julien è co-fondatore dal 2008 della cooperativa musicale Collectif Coax. Con il suo trio ‘power rock’ Abacaxi si è esibito in festival prestigiosi come Jazz em Agosto\, Saalfelden\, Moers Festival e Fimav\n(Victoriaville).\nI due artisti hanno in comune collaborazioni artistiche internazionali come: Mats Gustafsson\, Rob Mazurek\, Jeff Parker\, Eve Risser e altre ancora con Charlie Haden\, Damon Locks\, Benoit Delbecq\, Tortoise\, Cristina Donà\, Han Bennink\, Chad Taylor\, Marc Ducret… \nWE INSIST!\nLa Fondazione WE INSIST! si costituisce nel 2022 con la precisa volontà di proseguire l’attività dell’etichetta discografica WE INSIST! Records già attiva dal 2018.\nLa Fondazione vuole promuovere\, diffondere e valorizzare la musica\, con particolare attenzione al genere jazz\, e favorire lo scambio tra il settore musicale e i diversi ambiti delle arti. Obiettivo principale della Fondazione è sostenere gli artisti supportandoli nelle attività di produzione\, promozione\, diffusione e valorizzazione del proprio lavoro artistico\, ponendosi come punto di incontro tra gli artisti stessi e il pubblico\, in Italia e all’estero.\nNei suoi primi anni di attività WE INSIST! ha costruito forti relazioni con il proprio pubblico sia mantenendo costante lo standard qualitativo delle proprie proposte che mediante iniziative di coinvolgimento\, facendo inoltre conoscere aspetti poco noti della produzione artistica e discografica.\nDal 2018 ad oggi la WE INSIST! Records ha prodotto 26 numeri a catalogo. \n  \nIngresso € 15 a serata | € 25 entrambe \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nÈ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/
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SUMMARY:We Insist! Live - Mitelli / Desprez
DESCRIPTION:Mitelli / Desprez\nPer la prima volta insieme. Un incontro straordinario di due universi creativi\, incandescenti\, magmatici e caotici. Gabriele Mitelli è considerato uno degli artisti più eclettici\, imprevedibili e produttivi della scena italiana della creative music e dell’improvvisazione\, con collaborazioni attive in tutto il mondo. La base della sua ricerca è l’occupazione di uno spazio fisico ed emotivo\, nel tentativo di ricreare la propria intimità e raccontare l’ignoto tramite il suono\, il rumore e il gesto. Con il suo ultimo trio “three tsuru origami” insieme agli improvvisatori inglesi John Edwards e Mark Sanders è recentemente tornato da un tour europeo con una leggenda della musica improvvisata: Joe McPhee. Gabriele è creatore e curatore di “progetto bao”\, hub che ha fondato e che porta musica sperimentale\, elettronica e arte performativa nel territorio in cui vive\, Brescia e lavora con WE INSIST! Records\, etichetta discografica che documenta le creazioni e lo sviluppo del lavoro di un gruppo di improvvisatori italiani.\nJulien Desprez è musicista e performer di base a Parigi. Il jazz e il rock furono i suoi primi amori musicali ma\, man mano che la sua pratica è progredita\, anche il suo approccio al suo strumento\, alla musica e allo spazio sono cambiati. Ora considera la chitarra più come una batteria\, un organo\, uno strumento modificabile a volontà. Evolvendosi tra sound art\, performance e musica improvvisata contemporanea\, il suo lavoro è incentrato su tutte le domande che scaturiscono da uno spazio scenico\, attraverso il corpo\, lo spazio\, la vista e la luce\, ma dove il suono rimane il pilastro centrale. Julien è co-fondatore dal 2008 della cooperativa musicale Collectif Coax. Con il suo trio ‘power rock’ Abacaxi si è esibito in festival prestigiosi come Jazz em Agosto\, Saalfelden\, Moers Festival e Fimav\n(Victoriaville).\nI due artisti hanno in comune collaborazioni artistiche internazionali come: Mats Gustafsson\, Rob Mazurek\, Jeff Parker\, Eve Risser e altre ancora con Charlie Haden\, Damon Locks\, Benoit Delbecq\, Tortoise\, Cristina Donà\, Han Bennink\, Chad Taylor\, Marc Ducret…
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SUMMARY:residenza artistica > A trio & Ossatura (LB - IT)
DESCRIPTION:Mazen Kerbaj – tromba\nSharif Sehnaoui – chitarra acustica\nRaed Yassin – contrabbasso\nElio Martusciello – computer\nLuca Venitucci – fisarmonica\, elettronica\nFabrizio Spera – batteria\, oggetti
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SUMMARY:A trio & Ossatura (LB - IT)
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nMazen Kerbaj – tromba\nSharif Sehnaoui – chitarra acustica\nRaed Yassin – contrabbasso\nElio Martusciello – computer\nLuca Venitucci – fisarmonica\, elettronica\nFabrizio Spera – batteria\, oggetti \nSestetto d’eccezione quello che salirà sul palco di Area Sismica sul finire della prima parte della stagione 34\, che nascerà nei tre giorni precedenti il concerto. Gli “A” Trio e Ossatura saranno in residenza per dar vita a questo inedito progetto di unione tra le due formazioni: da una parte il suono caratteristico dei libanesi – affettuosamente descritto come “swing testuale” –\, dall’altra l’esplorazione delle nuove tecnologie\, il rapporto strutturale con il rumore\, l’interesse per le tecniche compositive derivate dalla musica concreta ed elettroacustica del trio composto da Elio Martusciello\, Luca Venitucci e Fabrizio Spera. \n“A” Trio è il più antico gruppo libanese di improvvisazione libera. È stato formato nel 2002 da Mazen Kerbaj (tromba)\, Sharif Sehnaoui (chitarra acustica) e Raed Yassin (contrabbasso)\, inizialmente per un unico concerto alla seconda edizione del festival di musica sperimentale Irtijal. Dopo questo concerto i tre musicisti hanno registrato il primo album di free jazz prodotto nel mondo arabo (A – La Cédé-thèque\, 2003). In seguito la loro musica si è allontanata dalle sue radici jazzistiche verso un approccio più testuale\, affidandosi fortemente a tecniche preparate ed estese per una pesante diversione dei rispettivi strumenti. Dopo aver lavorato insieme in trio e in vari altri contesti per molti anni\, Kerbaj\, Sehnaoui e Yassin hanno raggiunto un suono caratteristico che è stato affettuosamente descritto come “swing testuale”. Creativi ma semplici\, acustici ma potenti\, i loro spettacoli dal vivo sono giocosi e si basano su una forte componente visiva. Nel 2012\, in occasione del loro 10° anniversario\, gli “A” Trio hanno finalmente pubblicato il loro atteso secondo album Music to Our Ears\, seguito un anno dopo dal loro primo album dal vivo\, registrato al festival Konfrontationnen di Nickelsdorf. Nel 2022\, il gruppo celebra il suo 20° anniversario con la pubblicazione di due nuovi album (The Binding Third e Folk).\nL'”A” Trio ha anche lavorato spesso con musicisti ospiti o in collaborazione con altri gruppi\, in configurazione live o in studio di registrazione. Finora hanno collaborato con il cantante/musicista folk Alan Bishop\, i pionieri dell’improvvisazione AMM\, il gruppo punk-rock libanese Scrambled Eggs\, il gruppo free jazz turco KonstruKt\, il poeta francese Patrick Dubost\, l’acclamato trio australiano The Necks\, l’esperto di sintetizzatori modulari Thomas Ankersmit\, oltre a vari musicisti\, tra cui Michael Zerang\, David Stackenas\, Martin Kuchen\, Georg Wissel\, Tony Buck\, Maurice Louca e Michel Doneda.\nSingolarmente\, Kerbaj\, Sehnaoui e Yassin sono tre dei musicisti più attivi del Libano\, organizzano il festival internazionale Irtijal dal 2001 e gestiscono due etichette discografiche Al Maslakh\, dedicata a “pubblicare l’impubblicabile sulla scena musicale libanese”\, e Annihaya\, incentrata sul campionamento\, il riciclo e lo spostamento di vari aspetti della cultura popolare. \nOssatura è una delle esperienze italiane più significative dell’improvvisazione creativa legata alle nuove tecnologie. È l’idea stessa di “flusso musicale” che viene investigata e messa in discussione da Ossatura: la pratica improvvisativa diviene via via più sensibile alla natura fluida ed evolutiva della musica\, spostando il concetto di “composizione musicale” verso quello di “processo sonoro”. Strumenti acustici\, oggetti autocostruiti e materiali elettronici si integrano per la costruzione di una forma in costante mutazione e carica di libertà espressiva senza limiti. In oltre venti anni di attività\, il gruppo ha tracciato un percorso basato sulla combinazione di materiali e linguaggi musicali eterogenei: l’esplorazione delle nuove tecnologie\, il rapporto strutturale con il rumore\, l’interesse per le tecniche compositive derivate dalla musica concreta ed elettroacustica. \n  \nIngresso intero € 15  |  studenti istituti musicali € 10 \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nÈ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/
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SUMMARY:Concerto al buio ENRICO MALATESTA in collaborazione con U.I.C.I. Forlì Cesena
DESCRIPTION:Rassegna Musica Inaudita \n\nin collaborazione con UNIONE ITALIANA CIECHI e IPOVEDENTI di Forlì Cesena \nTorna ad Area Sismica uno degli eventi più suggestivi ideati negli ultimi anni\, un concerto svolto totalmente al buio\, per vivere l’emozione della musica di un grande artista quale il percussionista Enrico Malatesta senza le distrazioni che l’occhio umano può suscitare. Per l’occasione\, i collaboratori dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti della sezione di Forlì-Cesena si occuperanno\, tra le tante cose\, di guidare il pubblico all’interno della sala concerti totalmente al buio. Posti limitati – prenotazioni: info@areasismica.it \nEnrico Malatesta (Cesena\, 1985) Percussionista e ricercatore indipendente attivo in ambiti sperimentali posti tra musica\, performance e indagine territoriale. \nLa sua pratica esplora la relazione tra suono\, spazio e movimento e la vitalità dei materiali con particolare attenzione alle superfici\, alle modalità di ascolto e alla definizione di informazioni multiple attraverso un approccio ecologico e sostenibile allo strumento percussivo.\nLa sua attività di ricerca è volta ad estendere le possibilità soniche e multimateriche degli strumenti a percussione tramite tecniche gestuali semplici\, in grado di realizzare complessi spessori poliritmici ed informazioni multiple che intercorrono tra esecutore\, spazio e strumento. \nOltre ai progetti personali\, è attivo anche come interprete di repertorio solista del ‘900 comprendente partiture grafiche e/o di notazione non tradizionale di compositori quali John Cage\, Morton Feldman\, Karlheinz Stockhausen\, Earle Brown\, con particolare riferimento ed omaggio al lavoro di Max Neuhaus. Lavora regolarmente in duo con i percussionisti Christian Wolfarth e Seijiro Murayama\, con i musicisti/sound artist Giuseppe Ielasi\, Renato Rinaldi\, Luciano Maggiore\, Riccardo Baruzzi\, con il trio elettroacustico ~ Tilde (con Attila Faravelli e Nicola Ratti) ed è membro fondatore di Glück\, ensemble di percussioni composto da Burkhard Beins\, Enrico Malatesta\, Michael Vorfeld\, Christian Wolfarth e Ingar Zach. \nHa pubblicato con le etichette discografiche Presto!?Records\, Second Sleep\, Senufo Editions\, Entr’Acte\, Alku\, Balloon and Needle\, Aural Tools; ha preso parte a programmi di residenza artistica per sviluppare progetti individuali e collaborazioni in strutture internazionali quali: Qo2\, ‘workspace for expermiental music and sound art’  a Bruxelles\, Hotel Pupik artist in residence Schrattenberg (Austria)\, A.I.R. KREMS Krems an der Donau (Austria)\, F.D.V Fabbrica del Vapore/Careof Milano (Italia)\, La Chambre Blanche Ville de Quebéc (Canada). \nTra il 2007 e il 2013 ha lavorato come musicista di scena per Teatro Valdoca e Mariangela Gualtieri. Collabora regolarmente con Riccardo Baruzzi nei progetti installativo/performativi Studio Visit e Mini Strutture Sparse” Interessato alla didattica\, ha sviluppato ‘Sull’Istmo’ laboratorio teorico/pratico sul dettaglio sonoro comprendente anche una sezione dedicata all’infanzia. Organizza eventi\, concerti e seminari volti a migliorare la circuitazione della musica contemporanea e tradizionale. \nPresenta il proprio lavoro in Italia\, Europa\, USA\, Canada\, Russia\, Brasile\, Giappone\, Corea del Sud\, partecipando a importanti festival di musica contemporanea e arti performative tra cui si ricordano\, Pirelli HangarBicocca a Milano\, Berghain a Berlino\, MAM – Rio de Janeiro\, Bourse de Commerce a Parigi\, Blank Forms a New York. \nIn occasione del concerto al buio\, presso Area Sismica\, Malatesta presenta un concerto per percussioni\, frammenti cadenti e campane. \n  \nposti limitati – prenotazioni: info@areasismica.it \nIngresso €15\nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nE’ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/
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SUMMARY:Anaïs Drago TERRE BALLERINE
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra – Ordinarie \nAnaïs Drago – violini\, elettronica\, composizioni\nFederico Calcagno – clarinetto\, clarinetto basso\nMax Trabucco – batteria\, percussioni \nLa violinista e performer Anaïs Drago\, già vincitrice del Top Jazz 2021 come miglior nuovo talento\, guida il trio “Terre Ballerine” composto dal clarinettista Federico Calcagno e dal batterista e percussionista Max Trabucco. Il progetto nasce nel 2023 come produzione originale del centro WeStart di Novara. \nCorde\, fiati e percussioni: l’unione di tre strumenti appartenenti a famiglie diverse dà vita a sonorità e colori inusuali\, così come le influenze che caratterizzano le personalità musicali dei tre regalano al progetto una varietà musicale di ampio respiro. Dal jazz alla classica contemporanea\, dall’improvvisazione alla sperimentazione di tecniche e timbri fino al folklore\, in un repertorio totalmente originale e composto appositamente dalla Drago per il trio. \nOgni composizione\, articolata in suite a più movimenti\, trae ispirazione da opere del XX Secolo appartenenti a svariati ambiti artistici\, dalla letteratura alla pittura e alla scultura. \nIn Terre Ballerine\, Anais Drago traduce in musica la poetica di artisti e autori quali Paul Klee\, Umberto Boccioni e Alejandro Jodorowsky\, rendendola il più possibile intrisa dei linguaggi e delle forme della nostra contemporaneità. \nLa musica assume una dimensione non solo sonora ma anche plastica\, che rimanda immediatamente al movimento\, all’impulso irrinunciabile del nostro corpo nello spazio. \nAnais Drago è una violinista italiana\, nata a Biella nel 1993. Vincitrice del Top jazz 2022 nella sezione nuove proposte\, si muove tra le sonorità dell’improvvisazione libera\, della musica elettroacustica\, del jazz\, della world music e del pop\, collaborando con alcuni tra i più grandi nomi italiani e internazionali. Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti tra cui il primo premio al concorso Isio Saba (2022)\, premio Taste of Jazz/NUOVO IMAIE (2021) e\, precedentemente\, finalista al Conad Jazz Competition di Umbria Jazz (2019) e primo premio nella categoria jazz di Amadeus Factory (2018)\, concorso trasmesso su Sky Arte; ha inoltre vinto numerosi bandi di residenze artistiche (Progetto AIR presso la Mahidol University of Bangkok – 2018\, Progetto Fondazione Musica per Roma Orchestra Aperta -2020\, residenza per Una striscia di terra feconda festival – 2020\, progetto Chantiers Sonores presso Auditorium Parco della Musica – 2021 e 2022\, Progetto MutArti per Mutamenti festival – 2022. Ha all’attivo due dischi a suo nome (Anais Drago&The Jellyfish\, Another Music Records 2019 e Solitudo\, CamJazz 2021). Si è esibita in qualità di leader sui palchi dei più importanti festival jazz d’Italia\, fra cui Umbria Jazz\, Time in Jazz\, Torino Jazz Festival\, Bergamo Jazz Festival\, Casa del Jazz\, JazzMI\, Fano Jazz by the sea\, Novara Jazz e ha condiviso il palco con musicisti di fama internazionale come Enrico Rava\, Maria Pia De Vito\, Paolo Damiani\, Gianni Coscia\, Daniele Roccato\, Michele Rabbia\, Bruno Chevillon\, Enrico Fazio. \nIl clarinettista Federico Calcagno – definito da All About Jazz (IT) <<il nuovo alfiere del jazz italiano ed europeo>> – spicca nel panorama jazzistico europeo conquistando numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali\, collaborando con artisti di respiro globale principalmente tra Italia e Olanda. Non a caso la rivista Musica Jazz gli conferisce il Top Jazz 2020 come Miglior Nuovo Talento Italiano. Il clarinettista ha già inciso sei dischi nelle vesti di leader o co-leader: From Another Planet\, Liquid Identities\, Urlo d’Ebano\, Piranha\, Confini Labili e Live Fast\, Die a Legend. Membro e cofondatore dell’etichetta indipendente Habitable Records\, è attivo anche nelle vesti di compositore: nel 2022 viene eseguito il suo brano Eternal Rhythm al festival internazionale Gaudeamus\, scritto appositamente per la NEUE (New European Ensemble) e il celebre percussionista indiano B.C. Manjunath. \nMax Trabucco è un batterista e percussionista italiano\, diplomato in Batteria e Percussioni Jazz presso il conservatorio A. Stefani di Castelfranco Veneto. E’ vincitore di numerosi premi e residenze artistiche (Una striscia di terra feconda festival – 2019\, Tomorrow’s Jazz indetto da Venezia Jazz – 2020\, Orchestra Aperta/Conduzione Chironomica\, Casa del Jazz – 2020)\, fa parte dell’Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti diretta da Paolo Damiani con cui si esibisce nei maggiori festival jazz italiani e francesi. Ha all’attivo tre dischi da leader e co-leader\, editi da Abeat Records. Da anni ormai collabora con la casa editrice Cobert Edizioni Musicali\, con la quale ha pubblicato svariati metodi didattici riguardanti lo studio dello strumento. \n  \nIngresso intero € 15  |  studenti istituti musicali € 10 \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nÈ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/
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SUMMARY:Mariasole de Pascali FERA
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nMariasole De Pascali: flauti\, ottavino\nGiorgio Distante: tromba\, tuba\, elettroniche\nAdolfo La Volpe: chitarre el.\, elettroniche\nLucio Miele: vibrafono\, batteria\, percussioni \nTra i primi dieci dischi nella Top Jazz 2022 secondo la rivista Musica Jazz\, Fera\, il disco della De Pascali\, ha ottenuto successo di pubblico e critica. \nSenza soluzione di continuità\, le composizioni si alternano attorno ad oggetti sonori\, impulsi elettrici e comportamenti meccanici\, alla ricerca di una breve fosforescenza\, un attrito tra sé e uno spazio mobile\, lirico ma non retorico\, con reminiscenze dal jazz alla musica da camera\, fino al rock. \nA partire dalle possibilità espressive e compositive del proprio strumento\, il lavoro sulla forma si estende ad un’inedita formazione con Giorgio Distante (tromba\, tuba ed elettronica)\, Adolfo La Volpe (chitarre elettriche ed elettronica) e Lucio Miele (batteria\, vibrafono e percussioni). \nMARIASOLE DE PASCALI \nVincitrice del Top Jazz 2022 come migliore nuovo talento secondo la rivista Musica Jazz\, ha pubblicato il suo primo album da leader\, Fera\, prodotto dalla Parco della Musica Records.\nCollabora con varie formazioni e artisti e ha suonato tra gli altri con Daniele Roccato\, Gianni Lenoci\, Luigi Ceccarelli\, Michele Rabbia\, l’Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti e Paolo Damiani\, Admir Shkurtaj\, Marco Colonna\, Francesco Massaro & Bestiario la Fondazione Cantieri Teatrali Koreja\, Markus Stockhausen\, esibendosi in festival nazionali e internazionali\, tra cui Umbria Jazz\, Les Rendez-vous de l’Erdre di Nantes (Francia)\, Teszt- Euroregional Theatre Festival (Romania)\, Teatro dei Luoghi Fest (Italia\, Albania e Kosovo)\, Jazz&dance di Be’er Sheva (Israele)\, Casa del Jazz Summertime\, Una Striscia di Terra Feconda\, Angelica Festival Internazionale di Musica\, Area Sismica. Realizza progetti transdisciplinari con danzatori\, poeti e visual artists. \nGIORGIO DISTANTE \nNato a Cisternino\, a cinque anni comincia a suonare il clarinetto ed il pianoforte\, e a dieci la tromba. Si diploma in tromba nel 1998 al Conservatorio di Monopoli e comincia a suonare professionalmente dal 1997. Nel 2000 ottiene una borsa di studio dal Berklee College of Music di Boston (MA) ed ha vissuto a Boston dal 2001 al 2004\, frequentando classi di improvvisazione\, arrangiamento e composizione. Nel 2009 si laurea con il massimo dei voti in Musica Elettronica al Conservatorio di Perugia sotto la guida del Maestro Luigi Ceccarelli. Scrive i propri software per trattare in modo diverso il suono della tromba e sviluppando il tutto in progetti in SOLO\, duo e trio\, esplorando le possibilità di nuove tecnologie audio e video applicate a strumenti acustici. Nel 2012 esce RAV (Random Acts of Violence)\, il primo lavoro discografico in solo\, edito dall’etichetta Improvvisatore involontario. È nominato tra i migliori 100 dischi dalla rivista Jazzit per i Jazzit Awards 2012. Nel 2013 vince A. R. T.MEDIMEX2013 organizzato daArci ReAL e ARCI Puglia in collaborazione con Puglia Sounds. Dal 2015 lavora anche ad uno strumento elettroacustico di sua ideazione e progettazione: un ibrido\, sintesi tra elettronica e tromba. HY E.T. -Hybrid Electroacoustic Trumpet – nasce nella sua mente già dal 2012. Nel 2018 esce il suo nuovo album su vinile MenoMondoPossibile suonato quasi interamente con HY E.T. \n\n\n\n\n\n\n\n\nADOLFO LA VOLPE \nPolistrumentista\, compositore\, improvvisatore\, sound artist\, ha tenuto concerti in Italia e all’estero (Francia\, Svizzera\, Spagna\, Portogallo\, Germania\, Austria\, Turchia\, Russia\, Cina\, Polonia\, Algeria\, Danimarca\, Israele\, Kuwait)\, inciso –tra progetti personali e collaborazioni- oltre sessanta cd\, pubblicati da etichette discografiche italiane\, olandesi\, inglesi e canadesi\, e suonato –tra gli altri- con Eugenio Colombo\, Gianni Lenoci\, Steve Potts\, Stefano Battaglia\, Daniele Di Bonaventura\, Pino Minafra\, Paolo Damiani\, Michele Rabbia\, William Parker\, Karl Berger\, Kent Carter\, Markus Stockhausen. Ha composto ed eseguito musica per danza contemporanea\, teatro\, cinema. \nLUCIO MIELE \nPercussionista di formazione classica\, ha collaborato e collabora con numerose orchestre\, ensemble di musica da camera e di jazz sia in Italia che all’estero\, partecipando a numerosi Festival nazionali e internazionali quali Europees Muziekfestival\, Festival delle percussioni in Fermo\, Scarlatti “MusicLab”\, Bucarest Jazz Festival\, Jazz Festival Saint Germain de Pres\, Pozzuoli Jazz festival\, Jazz Alguer Festival. Ha inciso l’etichetta Stradivarius Corpi Diramanti solo di percussioni scritto dalla compositrice Rosalba Quindici. Ha condiviso il palco con numerosi artisti e direttori d’orchestra tra i quali Daniel Oren\, Riccardo Muti\, John Axelrod\, Pascal Rophè\, Michele Rabbia\, Daniele Roccato\, Stefano battaglia\, Ciro Longobardi\,Francesco Nastro\, Paolo Damiani\, Eugenio Colombo\, Marco Colonna\, Alex Claffy. In teatro con Lino Musella\, Andrea Renzi\, Giancarlo Giannini\, Mariano Rigillo. \n  \n\n\n\nIngresso intero € 15  |  studenti istituti musicali € 10 \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nÈ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/
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SUMMARY:OTOMO YOSHIHIDE NEW JAZZ QUINTET (JP) c/o Teatro Dragoni - Meldola (FC)
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nin collaborazione con Comune di Meldola \nc/o Teatro Dragoni – Meldola (FC) \nOtomo Yoshihide: chitarra el\nRuike Shinpei: tromba\nOsamu Imagome: trombone\nHiroaki Mizutani: contrabbasso\nYoshigaki Yasuhiro: batteria  \nIl New Jazz Quintet (ONJQ) di Otomo Yoshihide è un ensemble jazz giapponese guidato dal compositore\, produttore e chitarrista Otomo Yoshihide. Per esemplificare la portata dell’evento si può affermare che ciò che John Zorn significa per la scena newyorkese\, Otomo Yoshihide significa per i giapponesi.  \nCome un iconoclasta\, Yoshinide ha affrontato il repertorio jazz\, sempre con indicibile rispetto\, virtuosismo e abilità. Dopo più di 100 incisioni\, di cui otto con il suo Jazz Quintet\, Otomo continua alla ricerca di un accattivante equilibrio tra strutture melodiche e intensi momenti di improvvisazione\, con sullo sfondo la figura di Eric Dolphy\, uno dei suoi grandi eroi\, a cui il Quintetto ha dedicato la rivisitazione nel 2005 di Out to Lunch\, l’iconico album di Dolphy. \nQuesto ritorno sulle scene del quintetto in tour nel 2024 è un evento unico e irripetibile\, perché negli ultimi anni Otomo Yoshinide è sempre più raramente in tournée\, preso dal suo clamoroso successo televisivo in patria\, quindi vederlo di nuovo dal vivo con il suo quintetto in Europa è un’esperienza assolutamente unica. \nOtomo Yoshihide è una vera e propria leggenda\, tra le più importanti e influenti della musica del presente\, che ha avuto un impatto indelebile fin dai tempi dei suoi Ground Zero. Dobbiamo inchinarci di fronte alle innumerevoli avventure intraprese\, alla sua curiosità di esplorare mondi musicali diversi\, che è riuscito sempre a travolgere (e a stravolgere). Dai Dragon Blue ai Ground Zero\, dagli I.S.O. alla Otomo Yoshihide New Jazz Quintet\, questo straordinario artista ha mescolato\, fuso\, sovrapposto le certezze musicali che pensavamo acquisite. Ha anche una carriera di successo come compositore di colonne sonore con oltre settanta film all’attivo. Un’altra delle sue priorità è produrre progetti musicale che coinvolgono bambini svantaggiati. Nel 2011\, dopo il devastante terremoto\, ha dato vita a Project Fukushima!\, che lo ha visto anche in veste di militante e organizzatore di eventi trasversali votati alla sensibilizzazione transnazionale. \nIngresso intero € 20  |  studenti istituti musicali € 15\nprevendite su ticket.it a questo link
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SUMMARY:Workshop RABBIA / THIEKE / BROITMANN
DESCRIPTION:Sabato 17 febbraio\, dalle 14 alle 18\, Eric Broitmann terrà ad Area Sismica un workshop con l’obiettivo di condividere un percorso di trasposizione del gesto concreto in improvvisazione\, un approccio essenziale all’ascolto che nasce dalla storia dell’acusmatica. \nIl workshop è rivolto a musicisti anche non professionisti. \nNon obbligatorio avere con sé il proprio strumento. \nQuota di patrecipazione 25 euro \ninfo: 346 4104884 o info@areasismica.it
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SUMMARY:RABBIA / THIEKE / BROITMANN (IT-DE-FR)
DESCRIPTION:Rassegna Musica Inaudita \nMichele Rabbia: percussioni\, elettronica \nMichael Thieke: clarinetti\nEric Broitmann: synth modulari \nNon poteva far parte che della Rassegna Musica Inaudita di Area Sismica questo splendido trio formato da musicisti superbi che collaborano in questa formazione per la prima volta. Michele Rabbia è volta ogni un gradito ritorno a Forlì\, con la sua tecnica prodigiosa alle percussioni e una serie di invenzioni da lasciare a bocca aperta. Il tedesco Michael Thieke si occuperà dei clarinetti e metterà al servizio del trio la sua estrema versatilità in qualsiasi ambito musicale. E poi il francese Eric Broitmann\, ai synth modulari\, che è anche un noto compositore che il pubblico italiano potrà aver sentito nominare anche come collaboratore della compagnia romagnola Motus. \nMichele Rabbia\, funambolo della batteria e di tutto ciò che si può percuotere\, autore di memorabili performance in solo\, grazie al suo interesse per la musica improvvisata ha collaborato in studio e dal vivo con i più disparati musicisti in ogni angolo del mondo. In Italia ha suonato e suona con tutti i big\, da Schiaffini a Salis\, da Fresu a Battaglia\, così come all’estero con Dominique Pifarély\, Marc Ducret\, Michel Godard\, Bruno Chevillon. \nIl clarinettista\, compositore e performer Michael Thieke\, residente a Berlino\, si trova a suo agio in un’ampia gamma di ambienti musicali\, come le forme di canzone sperimentale\, i progetti di composizione collettiva\, i collettivi di improvvisazione e la musica ai margini del jazz. Esplora le minuzie del suono\, del timbro e del rumore\, con un particolare interesse per la microtonalità e i fenomeni sonori correlati\, e con una preferenza per le collaborazioni a lungo termine e il lavoro collettivo. \nEric Broitmann è compositore ed esecutore di musica elettroacustica. Ha studiato con Roger Cochini all’Accademia di musica di Bourges e con Denis Dufour all’Accademia di musica di Parigi. Le sue composizioni sono state eseguite in vari eventi e festival (Le Forum de la jeune création musicale\, Foliesphonies\, Elektrophonie\, L’espace du son de Musique et Recherche\, Synthèse\, Le Palais de Tokyo\, Electromania\, Futura). Compone anche per la danza. Eric Broitmann collabora con i Motus dal 2008. Organizza eventi\, concerti e realizza stage per il pubblico delle scuole giovanili. \nIl concerto sarà il frutto di una residenza che il trio terrà ad Area Sismica da mercoledì 14 febbraio. \n  \nIngresso intero € 15  |  studenti istituti musicali € 10 \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nÈ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/
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SUMMARY:MATANA ROBERTS (USA)
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nMATANA ROBERTS\nsax\, voce \nMatana Roberts è una compositrice\, performer\, band leader\, sassofonista\, sperimentatrice del suono e artista mixed-media di fama internazionale. Lavorando in molti contesti e mezzi espressivi\, tra cui l’improvvisazione\, la composizione musicale\, l’arte visiva\, la danza\, la poesia e il teatro\, Roberts è forse meglio conosciuta per il suo acclamato progetto Coin Coin\, un’opera multi-capitolo di “trapuntatura sonora panoramica” a tecnica mista\, che mira a esporre le radici mistiche e le tradizioni intuitive dell’espressione creativa americana\, mantenendo un impegno profondo e sostanziale con la narrazione\, la storia\, la comunità e l’espressione politica all’interno delle strutture sonore. \nLa serie Coin Coin\, divisa in dodici parti\, è iniziata con Coin Coin Chapter One: Gens de couleur libres (2011)\, definito da Tiny Mixtapes «una delle odissee musicali più concettualmente ambiziose\, sonicamente accattivanti ed emotivamente crude del decennio»\, mentre The Wire ha definito Matana «un grande talento». SPIN Magazine ha descritto questo primo capitolo come «profondamente spirituale\, sadicamente dissonante\, evocativo come un romanzo». \nLa storia dell’album inizia il ciclo di Coin Coin nel 1742\, anno di nascita dell’imprenditrice schiava liberata Marie Thérèse Metoyer\, il cui soprannome “Coin Coin” (soprannome dato anche ai Matana dal loro nonno) dà il titolo a quella che NPR ha definito «musica costantemente gratificante».\nCoin Coin Chapter Two: Mississippi Moonchile è stato scritto a partire da conversazioni verbali che Matana ha avuto con la nonna. Il disco si avvale del talento del tenore Jeremiah Abiah\, del pianista Shoko Nagai\, del trombettista Jason Palmer\, del contrabbassista Thomson Kneeland e del batterista Tomas Fujiwara. Coin Coin Chapter Three: river run thee ha preso una strada diversa\, con Roberts che ha scelto di esibirsi da sola e ha fatto per la prima volta un uso massiccio dell’elettronica.\nCoin Coin Chapter Four: Memphis è uscito nel 2019 e racconta prevalentemente la storia di una ragazza i cui genitori sono stati uccisi dal Klu Klux Klan. The Quietus ha concluso che «si può solo supporre che quando il ciclo di 12 album sarà completato\, sarà considerato un singolare capolavoro dell’arte sonora e narrativa del XXI secolo». \nCoin Coin Chapter Five: In the garden è l’ultimo capitolo del progetto visionario di Matana Roberts\, uscito nell’ottobre del 2023\, ed esplora la storia afroamericana attraverso l’ascendenza\, l’archivio e il luogo. Intrecciando elementi di jazz\, composizione d’avanguardia\, folk e spoken word\, Roberts racconta la storia di una donna della sua linea ancestrale\, morta in seguito alle complicazioni di un aborto illegale. In un momento in cui i diritti riproduttivi sono sotto attacco\, la sua storia assume una nuova risonanza. «Volevo parlare di questo problema\, ma in un modo in cui la donna potesse sentirsi liberata»\, spiega Roberts. Spacchettando le storie di famiglia e conducendo ricerche approfondite negli archivi pubblici statunitensi\, Roberts ha creato un ritratto a tutto tondo di una donna che è\, come dicono i testi\, “elettrica\, viva\, vivace\, focosa e libera”. \nIngresso intero € 20  |  studenti istituti musicali € 15 \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nÈ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/
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SUMMARY:Thollem McDonas REVELATIONS OF THE SUN and WORLDS IN A LIFE (USA)
DESCRIPTION:Rassegna Musica Inaudita \nThollem McDonas: pianoforte \nIl piano solo di Thollem McDonas\, Revelations of the Sun\, nasce dal suo rapporto permanente con lo strumento\, con cui esplora continuamente le possibilità cromatiche.  \nWorlds In A Life è un nuovo progetto solista che si è evoluto dall’album più recente di Thollem con Nels Cline e Terry Riley (Other Minds Records). \nRevelations of the Sun è uno scambio in continua evoluzione tra due amici\, Thollem e il pianoforte\, che si conoscono dalla nascita del musicista. \nDopo 57 anni\, la relazione è diventata omni-idiomatica\, inclassificabile e riassume le esperienze di vita di Thollem come musicista ed essere umano. \nUtilizzando campioni dai sei album del Thollem/Cline Trio come fonti sonore primarie\, Worlds In A Life è\, in sostanza\, un sestetto solista con Nels Cline\, Terry Riley\, William Parker\, Pauline Oliveros e Michael Wimberly. \nIl riassemblaggio in tempo reale delle registrazioni da parte di Thollem è familiare e allo stesso tempo diverso da qualsiasi altra cosa.  \nFilosoficamente\, Worlds In A Life è una meditazione sul valore intrinseco di ogni individuo rispetto ai suoi meccanismi interiori infinitamente complessi\, biologicamente\, chimicamente\, elettricamente\, psicologicamente e culturalmente. \nQuesta musica è una celebrazione della tavolozza illimitata di suoni.  \nIl titolo dello spettacolo deriva dai titoli dei brani del primo album con William Parker: “ci sono tanti mondi in una vita quante sono le vite nel mondo”. \nCome pianista\, tastierista\, compositore\, improvvisatore\, cantautore\, attivista\, autore e insegnante perennemente in viaggio\, l’approccio di Thollem si fonda su due domande: What if? and Why not?. \nDi conseguenza i suoi progetti sono in continua evoluzione in rapporto al presente.  \nÈ conosciuto in cerchi concentrici come pianista acustico nel mondo del free jazz e post-classico\, come tastierista e cantante di diverse band e come musicista elettronico.  \nSia come solista che in collaborazione con centinaia di artisti attraverso idiomi e discipline\, il suo interesse è quello di lavorare con persone di ogni provenienza e ceto\, riunendo artisti e comunità intere.\nAttualmente è concentrato sulla sua collaborazione multimediale con l’artista visuale del New Mexico ACVilla\, Worlds In A Life (sestetto solista)\, Revelations Of The Sun (piano solista) e workshop sul processo collaborativo. \n  \nIngresso intero € 15  |  studenti istituti musicali € 10 \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nÈ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/
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