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SUMMARY:We Insist! Records Festival - Luca Tilli
DESCRIPTION:Luca Tilli\nvioloncello \nLuca Tilli ha studiato violoncello con il maestro Michele Chiapperino. Dopo esperienze con varie orchestre stabili\, la sua attività concertistica e di studio nel campo della musica contemporanea e dell’improvvisazione lo porta a collaborare con il violoncellista americano Tristan Honsinger. Dal 2005 la sua attività si è concentrata sulla musica d’avanguardia\, collaborando stabilmente in trio con Luca Venitucci e Fabrizio Spera e partecipando a vari festival con Sebi Tramontana\, Paul Lytton\, John Edwards\, Phil Minton\, Massimo Pupillo\, Lol Coxhill e con Mike Cooper e Roberto Bellatalla nel trio RAST. Nel 2007 ha suonato nell’ensemble B for Bang di Katia Labèque e nel lavoro discografico degli Zu “The Left Hand Path” (Trost Records 2014). Nel 2011 ha partecipato al progetto “Mirror emperor” con Zu e David Tibet (Current 93). Dal 2017 suona nel trio Kammermusik con G. Schiaffini e E. De Fabritiis. Nel 2017 esce per WE INSIST! Records “Prayer”\, dell’ottetto “Pipeline8” diretto da Giancarlo “Nino” Locatelli. Sempre nel 2019 per WE INSIST! Records esce “Down at the docks”\, in duo con Sebi Tramontana. In ambito teatrale collabora nel 2007 allo spettacolo Bianco di Daria Deflorian. Dal 2012 con la compagnia teatrale Biancofango e con Santasangre nel progetto Konya. Suona in duo con la cantante Monica Demuru in spettacoli e concerti contemporanei. Dal 2009 collabora stabilmente come musicista e performer con Federica Santoro.
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SUMMARY:presentazione della Collana CHORUS della casa editrice QUODLIBET con Stefano Zenni e Fabio Ferretti
DESCRIPTION:c/o Lupo340 \nChorus è una collana dell’editore Quodlibet nata per raccontare pagine importanti della storia della musica del Novecento. \nI titoli finora usciti si sono concentrati prevalentemente sul Jazz e su alcune figure centrali della musica afroamericana. Sono libri che parlano di uomini\, del loro percorso di artisti\, e di come la loro arte sia riuscita ad aprire orizzonti decisamente nuovi\, lasciando una traccia profonda. \nAllo stesso tempo raccontano l’epoca nella quale sono vissuti\, delineando una vera e propria storia sociale. \nChorus nasce nel 2017 da un’idea di Fabio Ferretti\, che la dirige\, ma si avvale di contributi e collaborazioni di studiosi autorevoli: fra tutti\, Claudio Sessa e Stefano Zenni. \nArt Ensemble of Chicago\, Jelly Roll Morton\, Miles Davis\, Louis Armstrong\, Paul Bley: sono i protagonisti che hanno caratterizzato finora quest’avventura editoriale. È in preparazione l’autobiografia di Sidney Bechet\, prima traduzione italiana. \nFabio Ferretti haideato e animato “Emilia Concerti sul Prato”\, jazz e musica contemporanea dal 2002 al 2018 a Portonovo sul Monte Conero AN.\nDal 2017 cura Quodlibet Chorus\, la collana libri di musica inserita nel catalogo Quodlibet\, la casa editrice alla quale è legato dalla metà degli anni Novanta. \nStefano Zenni è uno dei più noti musicologi in ambito afroamericano. E’ titolare della cattedra di Storia del jazz presso il Conservatorio di Bologna. Da più di 25 anni è il direttore della rassegna MetJazz presso la Fondazione Teatro Metastasio di Prato. Dirige il Torino Jazz Festival\, di cui è già stato direttore dal 2013 al 2017. Per questi festival ha realizzato numerose produzioni originali\, prime assolute ed esclusive con i più grandi artisti internazionali.\nE’ autore di libri su Louis Armstrong (Satchmo. Oltre il mito del jazz\, nuova edizione 2018)\, Herbie Hancock\, Charles Mingus\, oltre a I segreti del jazz e la vasta Storia del jazz. Una prospettiva globale (Stampa Alternativa). Il saggio Che razza di musica. Jazz\, blues\, soul e le trappole del colore (EDT) ha suscitato un vivace dibattito in ambito musicale.\nTiene con successo conferenze divulgative in tutta Italia\, tra cui le Lezioni di jazz a Roma. \nE’ stato a lungo collaboratore di Musica Jazz e del Giornale della Musica. Redige le voci jazz per Dizionario Biografico degli Italiani (Treccani) e del Grove Dictionary of Jazz. E’ stato candidato ai Grammy Awards come autore delle migliori note di copertina.\nCollabora da oltre 30 anni con Rai Radio3. \n  \nIngresso libero
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SUMMARY:MARC RIBOT CERAMIC DOG (USA)
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nMarc Ribot – chitarra\, voce\nShahzad Ismaily – chitarra\, basso\nChes Smith – batteria \nFree\, punk\, funk\, sperimentale\, psichedelico\, post-elettronico. In poche parole\, Ceramic Dog. Il potente ed esplosivo trio composto da Marc Ribot (Los Cubanos Postizos\, John Zorn\, Tom Waits)\, insieme a due dei migliori musicisti rappresentativi della nuova generazione della scena rock underground improvvisativa e sperimentale di New York e della California: Shahzad Ismaily (Will Oldham\, Secret Chiefs 3\, Jolie Holland\, Yoko Ono) al basso e all’elettronica\, e Ches Smith (Xiu Xiu\, Good for Cows\, Secret Chiefs) alla batteria. Presentano il nuovissimo album\, Hope\, in uscita il 25 giugno 2023. \nNel maggio del 2020\, Marc Ribot aveva iniziato a trovare deprimente l’essere depresso. Il chitarrista e il suo trio Ceramic Dog – il bassista/multistrumentista Shahzad Ismaily e il batterista Ches Smith – non suonavano da mesi. Così\, tutti i partecipanti hanno deciso di recarsi allo studio Figure 8 Recording di Ismaily a Brooklyn per registrare quello che sarebbe diventato Hope\, in uscita il 25 giugno per Northern Spy. «In origine – dice Ribot – volevamo chiamarlo Better Luck Next Time\, ma ci sembrava… in qualche modo non necessario». \nLa band\, che pubblica musica dal 2008\, ha ideato un ordine di operazioni per entrare in studio\, lavarsi le mani e sistemarsi in un luogo sicuro. Ribot\, Ismaily e Smith non si sono mai visti durante le sessioni a causa delle misure di sicurezza; stavano lavorando per evitare che i polmoni “incasinati” del bassista compromettessero la sua salute. Ma grazie alla capacità tecnica di Ismaily\, tutti «si sentivano meglio che mai»\, ha detto Ribot. Con le dovute precauzioni\, il trio si è dedicato alla realizzazione di otto brani originali che riflettono l’incertezza dell’epoca e che si concludono con una rivisitazione di Wear Your Love Like Heaven di Donovan\, in cui il trio trasforma l’idealistico sforzo psych-folk in un pezzo ruminativo e parlato. Sfruttando il desiderio artistico represso\, le sessioni hanno anche prodotto abbastanza materiale per What I Did On My Long “Vacation”\, una sorta di teaser per questa spedizione attuale nell’ottobre 2020.  \n«Quando presi un taxi per andare in studio con il mio amplificatore\, era la prima volta che prendevo un taxi da tre o quattro mesi»\, ha ricordato Ribot\, che ha suonato con Tom Waits\, Jack McDuff\, Diana Krall e innumerevoli altri. «E ho preso un taxi solo una volta; le altre volte sono andato in bicicletta. Sono stato un ragazzo molto bravo». \nAnche se il leader della band ha creato istantanee dettagliate della vita dell’epoca della pandemia per Hope\, la passione che ha spinto Ceramic Dog a tornare in studio è palpabile in ogni brano. «Eravamo così felici di suonare\, registrare e fare di nuovo musica»\, ha detto Ribot. «In futuro – se ci saranno tempi futuri – quando la gente guarderà indietro all’ultimo anno\, non ci crederà. Ma questo disco è stato la nostra testimonianza… e la nostra linea di vita». \n  \nIngresso libero \nprenotazione cena: 345 6638289
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SUMMARY:MAT - Allulli\, Diodati\, Baron (Ita)
DESCRIPTION:Rassegna Musica Inaudita \nMAT \nMarcello Allulli – sax tenore\nFrancesco Diodati – chitarra\nErmanno Baron – batteria \nl trio composto da Marcello Allulli\, Francesco Diodati ed Ermanno Baron presenta il nuovo album. \nUna totale fiducia reciproca che si traduce in concerti carichi di tensione emotiva in cui rapide sferzate noise si alternano a momenti lirici\, cori di sinuose melodie si sovrappongono a incastri ritmici complessi. MAT è un getto sonoro dalle dinamiche estreme che tengono con il fiato sospeso fino all’ultima nota. Ingresso\, come sempre\, gratuito. \nIl trio nasce nel 2007 e presto si fa notare per la profonda e spregiudicata ricerca in cui suoni acustici ed elettronici si fondono indissolubilmente. D’altronde il percorso di Marcello Allulli\, Ermanno Baron e Francesco Diodati parla chiaro: una formazione cominciata nei conservatori\, seminari e workshop di jazz e musica classica che si sviluppa fra frequenti session informali\, residenze artistiche\, viaggi e concerti in tutto il mondo. \nIl trio ha registrato tre album (Hermanos\, MAT\, Musgo Y Luna)\, nei quali incontrano musicisti del calibro di Fabrizio Bosso\, Antonello Salis\, Glauco Venier\, Javier Moreno Sanchez. Nel 2021 esce l’album In front of per la prestigiosa Tuk Music. La copertina è impreziosita dall’opera King Kong R’n’R dell’artista Bankeri. \nIn front of è una storia di otto capitoli dove tutti i musicisti sono autori\, interpreti e arrangiatori. Il disco è la sintesi di un pensiero sempre in movimento che ha portato il MAT a essere un gruppo dove ogni componente è parte attiva e pensante di ogni dettaglio; il risultato della ricerca di tre persone che hanno la necessità di mettersi continuamente in discussione musicalmente e di lavorare insieme sul mistero che la musica e l’arte portano con sé. Il suono del trio come un unicum organico è infatti il filo conduttore attraverso il quale seguire un racconto musicale fatto di ballate struggenti\, ritmi serrati\, astrazioni oniriche: In front of è la title track composta da Baron; River\, Brothers e Song for Migrants sono di Diodati\, Ornette\, Perché ed Edele sono composte da Allulli. Impro River è l’ultimo brano del disco\, un momento di composizione spontanea libero e immaginifico. \nINGRESSO LIBERO \nCucina aperta nelle sere di concerto \ninfo e prenotazioni: 345 6638289
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SUMMARY:BORGUEZ conversazione/ascolti di e con PINO SAULO
DESCRIPTION:c/o Lupo 340 (mappa) \nIl giornalista di Radio3 in una conversazione/ascolto guidato \nMercoledì 19 luglio alle ore 21\, presso Lupo 340\, ritroviamo un nuovo appuntamento delle conversazioni musicali con giornalisti\, speaker radiofonici ed esperti curata e condotta da Marco “borguez” Borghesi. \nOspite della serata sarà Pino Saulo\, voce storica di Radio RaiTre (Battiti) e fulcro radiofonico nazionale delle musiche alternative internazionali. \nAutore\, produttore e conduttore radiofonico\, Pino Saulo ha collaborato alla realizzazione di “Audiobox” ed è da molti anni responsabile della programmazione jazz di Rai Radio3. Ha prodotto decine di concerti dal vivo e trasmesso più di un migliaio di concerti; ha organizzato eventi radiofonici con collegamenti diretti tra varie radio europee e ha creato e condotto diversi programmi radiofonici (“Inaudito”\, “Agguati”\, “Fonorama”\, “Fuochi”); è stato inoltre il curatore di Invenzioni a due voci e ha ideato e organizzato con la Fondazione Musica per Roma i festival New York Is Now!\, Le Labbra Nude\, Be Music\, Night e il recente Fauves!; ha ideato e curato la rassegna Viva! per il Festival RomaEuropa. È stato il direttore artistico dell’etichetta Tracce prodotta da Rai Trade. È ideatore e curatore di “Body & Soul” nonché di “Battiti”\, in onda tutte le notti sempre su Radio3. \ningresso libero \ninfo e prenotazioni cena: 345 6638289 \n 
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SUMMARY:WE3 (Chiapperini\, Pissavini\, Grasso)
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nWE3 (Ita)  \nFrancesco Chiapperini – sax baritono\, clarinetto basso\, synth\nLuca Pissavini – violone\nStefano Grasso – batteria \nIspirata a The Trio\, storica formazione degli anni Settanta composta da John Surman\, Barre Phillips e Stu Martin\, WE3 ne riprende la strumentazione e ne aggiorna lo spirito in composizioni perlopiù originali. Le sonorità che creano sono ruvide\, possenti\, piene. I dialoghi tra sassofono baritono\, violone e batteria sono continui\, senza alcuna interruzione\, come un flusso che ha la forza di travolgere\, e allo stesso tempo di circondare con un abbraccio\, tutto ciò che ruota attorno ai tre musicisti. \nIl trio WE3 si ispira alla musica sciamanica proponendo un particolare repertorio dedicato agli anni settanta. L’ispirazione nasce dalla musica magmatica e sciamanica che John Surman\, Bar Philips e Stu Martin hanno proposto attraverso la loro storica formazione The Trio. Allo stesso modo attraverso un repertorio di composizioni originali\, WE3 rende omaggio a quel sentire che\, negli anni ’70\, vide l’incisione di capolavori quali The Trio\, Conflagration e molti altri. Le sonorità che ne scaturiscono sono ruvide\, possenti\, piene. I dialoghi tra sassofono baritono\, violone\, e batteria sono continui\, senza alcuna interruzione\, come un flusso che ha la forza di travolgere\, e allo stesso tempo di circondare con un abbraccio\, tutto ciò che ruota attorno ai tre musicisti. \nWE3 è il gruppo vincitore del premio Taste of Jazz 2022\, ed è sostenuto da Nuova Generazione Jazz\, il progetto dedicato ai giovani jazzisti italiani dell’Associazione I-Jazz con il supporto del Mic e il sostegno di NuovoIMAIE. \n  \nIngresso libero \nprenotazione cena: 345 6638289
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SUMMARY:SHE'S ANALOG (Calderano\, Sguera\, Iacovella)
DESCRIPTION:Rassegna Musica Inaudita \nc/o Lupo 340 (mappa) \nStefano Calderano – chitarra elettrica\nLuca Sguera – piano preparato\, prophet\, synth\nGiovanni Iacovella – batteria\, live electronics\, synth \nI She’s Analog esplorano le possibilità sonore offerte da una particolare declinazione del più classico degli ensemble: il trio. L’idea è quella di una musica creata collettivamente che\, a partire da uno spunto compositivo sempre più esile\, si arricchisce di un’improvvisazione sempre più radicale. Tutti e tre i musicisti contribuiscono a creare una tessitura sonora sempre più ricca e coerente\, mescolando le singole voci dei loro strumenti\, al punto che diventa quasi impossibile stabilirne la fonte. \nNell’ultimo decennio la scena musicale fiorentina è tra le più prospere e creative d’Italia e non solo. Un vero e proprio punto di riferimento quanto a qualità\, innovazione\, immacolata libertà espressiva rispetto alle trite logiche di mercato. Da questo contesto proviene il collettivo She’s Analog. La sonorità del trio – felicemente inclassificabile – genera nel dialogo musicale\, nell’incontro delle differenti influenze e background dei singoli musicisti: classica contemporanea\, jazz\, post-rock\, minimalismo\, musica elettronica\, tutti linguaggi che interagiscono dialetticamente\, creando preziose trame e aprendo scorci su nuovi territori\, sempre diversi\, emozionali\, mai astratti. Le loro composizioni partono da uno spunto musicale per inseguire una narrazione estemporanea che – nell’interazione e nella miscela delle voci degli strumenti – si arricchisce di trame iridescenti\, scorci inattesi\, strutture cangianti ma non astratte. Il primo album What I Bring\, What I Leave (Auand Records\, vinile\, 2020) è stato realizzato con il supporto tecnico e creativo di Dan Kinzelman e di Renato Grieco (kNN). She’s Analog è stata selezionata tra le 12 migliori band al Germany 12 Points 2022 \nIngresso libero \nprenotazione cena: 345 6638289
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SUMMARY:RUINZU (JP – IT)
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nMassimo Pupillo – basso el\nTatsuya Yoshida – percussioni \nRuinzu è un inedito progetto messo in piedi da due tra i più prolifici e significativi musicisti dell’era contemporanea\, Massimo Pupillo e Tatsuya Yoshida. Il primo\, più volte ospite di Area Sismica in varie incarnazioni\, è tra i fondatori dell’imprescindibile trio romano Zu\, nonché collaboratore di praticamente tutti i nomi che contano dall’avanguardia al rock\, da Terry Riley a Thurston Moore\, da Alvin Curran a Mats Gustafsson. Yoshida è invece semplicemente uno dei batteristi\, compositori\, improvvisatori e polistrumentisti più innovativi della scena musicale d’avanguardia giapponese\, anch’egli forte di collaborazioni sontuose\, da Fred Frith a John Zorn. \nNato a Roma\, Pupillo inizia a suonare la chitarra classica a 9 anni con un maestro\, poi a 14 anni scopre il basso elettrico e da allora prosegue da autodidatta e con 10mila band diverse. Dal metal e dal post-punk arriva entro i 20 anni a interessarsi e frequentare l’ambient\, l’industrial e la contemporanea. Nei primi anni 90 entra a far parte di una storica band/collettivo artistico romano chiamato Gronge\, e nel 1997 con altri due membri degli stessi\, fonda gli Zu. Gli Zu da allora suonano in tutto il mondo\, con più di 2.000 concerti e circa 20 album all’ attivo. Assieme agli Zu collabora con Mike Patton e pubblica tre album per la sua etichetta\, la Ipecac Recordings. Parallelamente agli Zu\, Massimo Pupillo ha all’attivo collaborazioni con nomi storici dell’avanguardia\, quali Terry Riley\, Alvin Curran\, il duo pianistico di Katia & Marielle Labèque\, Viktoria Mullova\, Giovanni Sollima\, Barbara Hannigan.\nNel mondo del rock ha invece collaborato con Mike Patton\, Stephen O’ Malley (Sunn O)))\,Thurston Moore\, Jim O’ Rourke (Sonic Youth)\, FM Einheit (Einsturzende Neubauten)\, Damo Suzuki (CAN) \, Mick Harris (Napalm Death\, Scorn)\, Dälek\, Gordon Sharp (Cindytalk)\, e molti altri.\nHa inoltre collaborato con gli Ulver\, Peter Brotzmann\, Toshinori Kondo\, David Tibet (Current 93)\, Thighpaulsandra (Coil)\, Oren Ambarchi (Sunn O)\, Daniel O’Sullivan\, Otomo Yoshihide\, Tony Buck\, Mats Gustafsson\, Brian Chippendale (Lighting Bolt). \nTatsuya Yoshida è uno dei batteristi\, compositori\, improvvisatori e polistrumentisti più innovativi della scena musicale d’avanguardia giapponese. Inizia a suonare professionalmente all’inizio degli anni ’80. Nel 1985 ha creato il suo gruppo\, Ruins\, con una strumentazione di base unica composta da batteria e basso e voce. Ruins è una musica unica ad alta energia che è una miscela di contemporanea\, hard-core e rock progressivo. Ha suonato con molti gruppi\, come Koenji Hyakkei\, Korekyojin\, Zeni Geva\, Samla Mammas Manna\, Painkiller\, Cicala Mvta\, Acid Mothers Gong\, YB02\, e ha collaborato con molti musicisti del calibro di John Zorn\, Haino Keiji\, Richard Pinhas\, Fred Frith\, Otomo Yoshihide\, Derek Bailey\, Charles Hayward.
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SUMMARY:LIGETI / PORTER / ILGENFRITZ / BITTOLO BON (USA - IT)
DESCRIPTION:Rassegna Musica Inaudita\n\nc/o Lupo 340 (mappa)\n\n\nLIGETI / PORTER / ILGENFRITZ / BITTOLO BON (USA – IT) \nLukas Ligeti – batteria\nJames Ilgenfritz – basso elettrico\nKatie Porter – clarinetto basso\nPiero Bittolo Bon – sax \nconcerto parte del progetto Impro-Ligeti sostenuto dal Ministero della Cultura.\nIn collaborazione con Lampedée APS di Brescia e da MMT Creative Lab di Milano \nAustriaco\, ma di discendenza ungherese e attualmente residente negli USA\, Lukas Ligeti porta avanti un cognome dal notevole peso nel mondo musicale: è infatti figlio di uno dei compositori più influenti del Novecento\, György Ligeti. Lukas ha comunque seguito una sua strada\, come compositore e percussionista\, affatto diversa da quella del padre: jazz e world music fanno infatti parte delle sue abitudini musicali\, anche se non trascura la composizione colta (ha ricevuto commissioni dalla London Sinfonietta\, l’Ensemble Modern\, il Kronos Quartet\, i Bang on a Can). Il quartetto che vedremo a Lupo\, con James Ilgenfritz\, Katie Porter e Piero Bittolo Bon\, incarna la vena più “folle” della nuova scena downtown newyorkese\, tra jazz rock\, punk fusion\, noise\, tessiture da musica contemporanea. \nIl batterista di questo superbo quartetto è niente meno che Lukas Ligeti\, figlio del celeberrimo compositore György Ligeti e raro caso di figlio di cotanto genitore che ha saputo seguire le orme paterne percorrendo una traiettoria del tutto personale\, senza tentativi di facili (e risibili) imitazioni. Dopo una carriera accademica (è diplomato in composizione) con tutti i crismi\, il suo interesse si è spostato nel continente africano\, dove si reca spesso per suonare con musicisti locali in Costa d’Avorio\, Egitto\, Zimbabwe e diverse altre nazioni africane. Il suo gruppo\, Burkina Electric\, fonde musica elettronica e la musica popolare Burkinabe. Trascendendo i confini di genere\, Ligeti ha sviluppato un proprio stile musicale che attinge allo sperimentalismo di New York\, alla musica classica contemporanea\, al jazz\, all’elettronica e alla world music\, in particolare quella africana. \nAssieme a lui troviamo il bassista e compositore James Ilgenfritz\, protagonista della scena sperimentale di New York\, avendo interagito con artisti visivi\, compositori\, letterati e musicisti quali Anthony Braxton\, John Zorn\, Elliott Sharp\, Anthony Coleman\, Jin Hi Kim\, Jon Rose\, Steve Swell\, Nate Wooley\, Geremia Cymerman\, e Brian Chase\, Pauline Oliveros. Per il suo debutto discografico da solista ha scelto di interpretare Compositions di Anthony Braxton\, ottenendo un successo sorprendente. \nPoi c’è Katie Porter\, clarinettista e curatrice specializzata in musica sperimentale. Appassionata di creazione di comunità musicali\, ha co-fondato il locale Listen/Space (Brooklyn) e cura le Listen/Space Commissions\, responsabili di 46 nuove opere per gruppo da camera misto. È inoltre co-direttrice del VU Symposium\, biennale di musica sperimentale\, improvvisata ed elettronica (Park City\, Utah) e sta lavorando a un gigantesco progetto pluriennale di opere sperimentali per clarinetto solo presso i Sun Tunnels di Nancy Holt\, un’opera d’arte terrestre nel remoto Utah settentrionale. Le collaborazioni attuali includono Red Desert\, un duo di clarinetto\, percussioni ed elettronica con Devin Maxwell\, A Quartet or Two Duos\, con James Ilgenfritz\, Teerapat Parnmongkol e Lucie Vítková (NYC)\, il duo Malosma con la flautista Christine Tavolacci (LA)\, Eternities con l’artista del suono Bob Bellerue (NYC) e Phase to Phase con il clarinettista basso Lucio Capece (Berlino). \nInfine Piero Bittolo Bon\, uno dei sassofonisti e compositori più attivi e richiesti sulla scena del jazz e della musica improvvisata in Italia. In realtà è un valente polistrumentista\, e oltre al suo strumento di elezione\, il sassofono contralto\, suona sax baritono\, flauti e clarinetti. Il suo talento si è nutrito di un buon numero di esperienze\, dal quintetto Bread & Fox al sestetto Jump The Shark\, fino alla TJCO\, l’orchestra residente del Jazz Club Ferrara\, che dirige insieme ad Alfonso Santimone. Oltre a un’intensa collaborazione con i gruppi dei membri del collettivo El Gallo Rojo\, del quale ha fatto parte\, è membro dell’ensemble Camera Lirica di Domenico Caliri\, dell’Open Combo di Silvia Bolognesi e collabora con diversi altri gruppi della scena italiana ed europea. La sua ricerca di nuovi suoni ottenibili dai suoi strumenti è sfociata nel progetto in solo Spelunker\, che ha portato in tour in Italia\, Europa e Stati Uniti. La sua discografia conta una cinquantina di titoli\, di cui 12 come leader o co-leader\, e tra le sue molte collaborazioni citiamo ad esempio quelle con Zeno de Rossi\, Enrico Terragnoli\, Tiziana Ghiglioni\, Tiziano Tononi\, Silvia Bolognesi\, John De Leo\, Steve Lehman\, John Tchicai e Jamaaladeen Tacuma. \n  \nIngresso libero\nprenotazione cena: 345 6638289
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SUMMARY:BORGUEZ presenta La radio uabab: La città di Medina Sabah di Gianni Celati
DESCRIPTION:c/o Lupo 340 (mappa) \nUn’avventura in Africa a cura di Borguez\, Gabriele Savoja e Edoardo Orofino. \nUna puntata speciale della radio uabab dal vivo suggerita ed evocata dal racconto di Gianni Celati “La città di Medina Sabah” contenuto nel libro Narratori delle Pianure (Feltrinelli\, 1985). \nPuntata condotta da Borguez e Gabriele Savoja e con la regia audio e video di Edoardo Orofino. \nLe vicende del racconto sono il punto di partenza di un’avventura musicale e visuale ispirata dalle frequentazioni africane di Gianni Celati narrate nei volumi Avventure in Africa (Feltrinelli\, 1998)\, Fata Morgana (Feltrinelli\, 2005)\, Passar la vita a Diol Kadd (Feltrinelli\, 2011). \nL’Africa indeterminata\, immaginata e vissuta da uno dei più importanti narratori italiani del nostro tempo. \n  \ningresso libero
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SUMMARY:MOVE (PT – BR)
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nYedo Gibson – sax\nFelipe Zenicola – basso elettrico\nJoão Valinho – batteria \nIl finale della prima stagione di Lupo 340 sarà di quelli memorabili ed esplosivi. Sul palco salirà infatti il trio portoghese/brasiliano Move\, il cui free jazz energico e urgente non è propenso a fare prigionieri. Felipe Zenicola al basso elettrico\, Yedo Gibson ai sassofoni e Joao Valinho alla batteria sono collaboratori di lunga data e membri di gruppi come Rodrigo Amado Refraction Quartet e Naked Wolf. I tre musicisti sono legati da un’incrollabile consapevolezza della creazione dell’altro\, dove l’attività e l’adattabilità sono ricercate\, dove la comunicazione e il rispetto sono fondamentali\, dove tutto è possibile e l’impossibile è desiderato. \nMove ha un’urgenza di movimento. Dove il cambiamento non solo è inevitabile\, ma è ardentemente desiderato. Voluto per esistere. Da un senso di interconnessione nasce un’improvvisazione diretta\, decisa e pronta all’uso. Implacabile come la foresta pluviale\, fertile come l’alluvione\, con idee che sbocciano dal dubbio. Move è il concetto e la musica del bassista Felipe Zenícola (Chinese Cookie Poets\, New Brazilian Funk)\, del sassofonista Yedo Gibson (Eke\, Naked Wolf) e del batterista João Valinho (Rodrigo Amado Refraction Quartet\, Fashion Eternal).\nCon un’eredità di intense collaborazioni tra i suoi membri\, Move nasce nel 2022\, tra Sintra e Lisbona\, dalla volontà di creare un progetto che raccogliesse le loro idee condivise\, cercando di offrire un contributo pertinente al panorama musicale creativo. Caratterizzata da una costruzione percettiva e incisiva\, la musica di Move non conosce limiti stilistici\, ricercando una dinamica unica che esplora i limiti dell’interazione e della comunicazione.\nIl loro album di debutto The City è stato pubblicato nell’aprile del 2023 dalla Clean Feed Records. \nIngresso libero\nprenotazione cena: 345 6638289
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SUMMARY:KUKANGENDAI (JP)
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra – Ordinarie \nInaugurazione della 34ma stagione  \nJunya Noguchi – chitarra el.\, voce\nKeisuke Koyano – basso el.\nHideaki Yamada – batteria \nI Kūkangendai sono un trio giapponese di Kyoto composti da Junya Noguchi alla chitarra e alla voce\, Keisuke Koyano al basso e Hideaki Yamada alla batteria. I brani del combo sono realizzati attraverso un processo di editing\, repliche ed errori deliberati. L’energia dei Kukangendai è completamente ed evidentemente palpabile\, ma gestita con la moderazione del piacere di una forma disciplinata che si occupa di tempo e articolazione. Sono sì un power trio di basso\, batteria e chitarra\, ma la musica che suonano è tanto il sistema limbico di una foresta quanto un geode. \nLa musica suonata dai Kūkangendai è dunque creata sulla base della loro idea di mescolare editing\, copia\, ripetizione ed errore. Questa musica crea un senso di distorsione e pone un peso sugli esecutori\, portando ai loro caratteristici spettacoli dal vivo elementi stoici ma anche in qualche modo “umoristici”. Negli ultimi anni la band ha cercato di costruire e implementare una forma di concerto dal vivo in cui si adopera nell’esecuzione di più canzoni simultanee in parallelo\, ma dove il flusso del tempo\, nel suo complesso\, si manifesta come un singolo ritmo unificato. \nIl trio ha collaborato attivamente con diversi artisti all’avanguardia nel proprio genere\, e nell’ottobre del 2015 ha organizzato l’evento “Kūkangendai Collaborations” per presentare il culmine di queste attività. L’evento mirava a ricostruire la performance dal vivo dal punto di vista delle parole\, del suono e della tecnologia. Il gruppo è poi artefice delle musiche per l’opera teatrale Fatzer di Brecht\, messa in scena dalla compagnia teatrale Chiten di Kyoto sin dalla sua prima rappresentazione nel 2013. L’opera\, messa in scena con le loro performance dal vivo\, gode tuttora di buona fama e viene portata in tournée in tutto il mondo. \nA inquadrare meglio il fenomeno Kūkangendai\, possono risultare utili le parole di Stephen O’Malley\, con cui il trio ha recentemente collaborato: «Quando ho ascoltato per la prima volta questa band dal vivo sono stato immediatamente affascinato dal loro minimalista ma illusorio rock primitivo\, poliritmico e strutturale\, che evoca la memoria. Hanno iniziato nel 2006. Hanno lasciato Tokyo per Kyoto e qualche anno dopo hanno fondato il locale di culto Soto (“Fuori”) “per ascoltare musica che non avevano ancora sentito”\, come dicono loro. Nel 2018 hanno collaborato con Ryuichi Sakamoto. In loro c’è una profonda corrente di gusti musicali arcaici ma con il desiderio umano di articolare quell’arcaismo. Sono onorato e orgoglioso di lavorare con loro e di annoverarli tra gli amici». \n  \nIngresso € 15 \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nÈ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/ \n 
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SUMMARY:CHRIS PITSIOKOS & TEMPO REALE (USA - IT)
DESCRIPTION:Rassegna Musica Inaudita \nChris Pitsiokos – sassofono ed elettronica\nTempo Reale (Francesco Canavese\, elettronica – Giovanni Magaglio\, regia del suono) \nChris Pitsiokos è un sassofonista emergente della nuova scena improvvisativa newyorkese\, sempre in bilico tra una minuziosa ricerca timbrica e l’energia espressiva della “fire music”. In questo progetto Pitsiokos incontra l’elettronica\, sia come mezzo di autoespressione sia come relazione dialogica con gli strumenti digitali di Tempo Reale\, rappresentati qui dal performer Francesco Canavese\, già cimentatosi in passato con musicisti del calibro di Uri Caine\, Jim Black e David Moss. Ne esce una performance imprevedibile e coinvolgente in cui l’elettronica non attua un ruolo secondario\, ma si pone come elemento strutturale in grado di guidare l’improvvisazione rinnovandola costantemente. \nChris Pitsiokos\nNato in America nel 1990 è un improvvisatore\, compositore e poli-strumentista dedito ai linguaggi del jazz\, free jazz\, improvvisazione libera ma anche della musica contemporanea. Oltre che con le sue be note esibizioni in solo\, collabora regolarmente con musicisti come Otomo Yoshihide\, Weasel Walter\, Nate Wooley\, Wendy Eisenberg ed è regolarmente invitato nei principali contesti concertistici in tutto il mondo.  \nTempo Reale \nFondato a Firenze da Luciano Berio nel 1987\, Tempo Reale è oggi un punto di riferimento per la ricerca\, la produzione e la formazione nel campo delle nuove tecnologie musicali. Dalla sua costituzione il Centro è stato impegnato nella realizzazione delle opere di Berio\, opere che lo hanno portato a lavorare nei più prestigiosi contesti concertistici di tutto il mondo. Lo sviluppo di criteri di qualità e creatività derivati da queste esperienze si è riverberato nel lavoro condotto continuativamente tanto con compositori e artisti affermati quanto con giovani musicisti emergenti. Da oltre quindici anni ha sviluppato un interesse strutturale per il campo dell’improvvisazione elettroacustica\, sia sul piano musicale che tecnologico\, collaborando con performer di rilievo come David Moss\, Uri Caine\, Jim Black\, Stefano Bollani e numerosi altri. \nIngresso € 15 \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nÈ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/
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SUMMARY:SWIPE TRIO (GB - JP)
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nKazuhisa Uchihashi: chitarra elettrica e daxofono\nChris Biscoe: sax alto e soprano\, clarinetto\nRoger Turner: batteria\, percussioni \nQuello che arriva ad Area Sismica è un trio speciale con Roger Turner e Kazuhisa Uchihashi\, due delle figure di spicco della scena musicale improvvisata londinese (che si esibiscono insieme da quasi 20 anni)\, e il caro amico di Roger\, Chris Biscoe. Sarà una performance super eccitante con tre molecole di tre vettori diversi che si intrecciano squisitamente. Un suono speciale che fuoriesce dalla categoria del free jazz.  \nLa musica del Swipe Trio è sinuosa\, eccitante e non facilmente prevedibile. L’azione è prevalentemente veloce\, ma non necessariamente rumorosa. Si può parlare di improvvisazione melodica che incontra il caos incombente\, ma questa musica può anche entrare nello spazio e respirare. Forse gran parte del vantaggio della band deriva dall’unione tra Chris Biscoe – sassofonista jazz melodico tecnicamente eccezionale – che suona con due musicisti anch’essi tecnicamente impeccabili\, ma che creano complessità testuali dirette. \nChitarrista giapponese all’avanguardia\, Kazuhisa Uchihashi è coinvolto in un’ampia varietà di musiche\, ma mantiene un impegno per la libera improvvisazione. Nato nel 1959 a Osaka\, Uchihashi ha iniziato a suonare la chitarra all’età di 12 anni\, militando in vari gruppi rock\, ma in seguito ha studiato musica jazz. Nel 1988 si è unito alla band First Edition e nel 1990 ha formato il gruppo Altered States. È stato anche membro dei Ground Zero di Otomo Yoshihide dal 1994 al 1997. Oltre al suo ruolo di improvvisatore libero\, Uchihashi è stato direttore musicale del gruppo teatrale Ishinha di Osaka e ha tenuto laboratori di improvvisazione (un progetto noto come New Music Action) in varie città del Giappone\, oltre che a Londra\, Oslo e attualmente anche a Vienna. Uchihashi ha fondato la sua etichetta discografica\, Innocent Records a.k.a. Zenbei Records\, e dal 1996 tiene un festival musicale annuale\, il Festival BEYOND INNOCENCE. \nNel corso dei decenni Roger Turner ha portato la rinomata potenza vulcanica e la precisione finemente affinata del suo lavoro alla batteria in ensemble che spesso hanno creato connessioni reali con musicisti di entrambe le sponde dell’Atlantico. Inoltre\, ha lavorato a lungo nel microscopico laboratorio del duo acustico\, dove ha acquisito un senso altamente sviluppato del dettaglio e del controllo dinamico. Fa parte di quel ristretto gruppo di musicisti di livello mondiale che hanno ridefinito collettivamente il linguaggio delle percussioni contemporanee. Nelle mani di Turner\, minuscole inflessioni di tensione possono plasmare la direzione musicale del gruppo e galvanizzare un nuovo livello di esperienza del pubblico. \nCresciuto in un’epoca in cui il jazz era in un periodo di fermento e cambiamento\, Chris Biscoe è uno degli esecutori che creano un ponte tra il mondo del jazz\, del free jazz e della musica improvvisata con musicisti di entrambe le sponde dell’Atlantico. Raro trovare musicisti in grado di gestire uno spettro professionale così intenso\, ha registrato con compositori di primo piano come George Russell\, Mike Westbrook e Chris McGregor\, e ha esplorato le composizioni di Eric Dolphy e Charles Mingus\, pubblicando CD della loro musica con Tony Kofi e Henry Lowther. È stato inoltre in tournée con David Murray\, Hermeto Pascoal\, Kenny Wheeler\, Han Bennink e la New York Composers Orchestra\, mentre il suo lavoro in piccoli gruppi ha visto collaborazioni con Dewey Redman\, Pierre Favre\, Liam Noble e Dominique Pifarely. Al di fuori dell’ambito delle composizioni strutturate\, ha lavorato con gruppi di lunga durata come Full Monte (con Godding\, Mattos e Marsh) e in combinazioni ad hoc con Evan Parker\, Eddie Prevost\, John Edwards\, Ingrid Laubrock\, Elton Dean e Lol Coxhill. \nIngresso € 15 \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nÈ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/ \n 
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SUMMARY:Forlì Open Music '23 - Fabrizio Ottaviucci
DESCRIPTION:Si parte venerdì 3 novembre\, alle 9.30\, presso la Sala Sangiorgi dell’Istituto Masini di Forlì con la conversazione concerto di Fabrizio Ottaviucci su György Ligeti (1923 – 2006)\, un grande compositore d’avanguardia\, impegnato nelle correnti principali della musica del secondo Novecento e\, al contempo\, libero dalle stesse. A entrare nel pensiero e nella musica dell’artista ungherese naturalizzato austriaco\, Fabrizio Ottaviucci\, tra i massimi protagonisti della musica contemporanea\, noto per le sue prestigiose e durature collaborazioni con maestri del calibro di Markus Stockhausen e Stefano Scodanibbio\, e per le sue interpretazioni di Stockhausen\, Cage\, Riley e Scelsi con cui collaborò direttamente. Pianista eclettico\, Ottaviucci unisce alla prassi interpretativa quella compositiva\, spostandosi dalla musica minimalista a quella seriale\, dodecafonica e aleatoria. 
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SUMMARY:Forlì Open Music '23 - Paolo Ravaglia/Federico Sanguineti
DESCRIPTION:Sempre in Sala Sangiorgi della Fondazione Masini\, l’appuntamento di musica e letteratura con l’eclettico polistrumentista e docente di clarinetto e clarinetto jazz al Conservatorio G.B. Martini di Bologna\, Paolo Ravaglia\, e il filologo e accademico Federico Sanguineti\, figlio del poeta e critico letterario Edoardo Sanguineti. Insieme vanno alla ricerca “dell’intelletto possibile”\, una nozione già sognata da Aristotele e da Dante\, l’intelletto possibile è per il Sommo Poeta una chiave politica che prefigura pace universale in un mondo pacifico nel quale più non esiste proprietà privata. Con Paolo Ravaglia ai clarinetti\, strumenti speciali e paddofoni\, e Federico Sanguineti alla voce su testi di Dante Alighieri\, Federico ed Edoardo Sanguineti.
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SUMMARY:FORLì OPEN MUSIC 2023
DESCRIPTION:Rassegna Musica Inaudita \nvenerdì 3 novembre \n℅ Sala Sangiorgi Istituto Masini Forlì     [ingresso libero] \n9.30 conversazione/concerto  Fabrizio Ottaviucci (pianoforte) \n10.30 Paolo Ravaglia (clarinetti\, strumenti speciali\, paddofoni) / Federico Sanguineti (voci virtuale e reale) \nsabato 4 novembre \n℅ Sala Sangiorgi Istituto Masini Forlì     [ingresso libero] \n11.30 conduction di Edoardo Marraffa con gli studenti del Liceo Musicale Canova e Istituto Musicale Masini \n℅ Area Sismica \n21.00 Kammermusik Trio\nErrico De Fabritiis: sax – Giancarlo Schaiffini: trombone – Luca Tilli: violoncello \n21.30 GLEAM\nLuigi Ceccarelli: elettroniche\, regia del suono – Gianni Trovalusci: flauti \n22.00 Cadaver Mike \nEks aka Guido Marziale: elettroniche – Tricatiempo aka Stefano Costanzo: batteria \ndomenica 5 novembre \n℅ Sala Sangiorgi Istituto Masini Forlì      [ingresso libero] \n11.00 CKE Chigiana Keyboards Ensemble\nAlessandra Gentile: pianoforte – Stefania Redaelli: pianoforte – Luigi Pecchia: pianoforte – Pierluigi Di Tella: pianoforte \n℅ Area Sismica \n18.00 Pelli Verdi \nBayza Cakir: voce – Lorenzo D’Erasmo: percussioni – Guglielmo Prati: elettronica – Walter Prati: violoncello/elettronica \n18.30 Ciro Longobardi (pianoforte) \n19.30 in esclusiva per l’Italia Brandon Lopez (contrabbasso) / Ingrid Laubrock (sassofoni) / Tom Rainey (batteria) \n  \nForlì Open Music – FOM 2023 \nNOTE AL PRESENTE \nLa musica del presente torna protagonista a Forlì con 10 appuntamenti per scoprire le esperienze più vitali della scena contemporanea internazionale. \ncon \nFabrizio Ottaviucci\, Paolo Ravaglia e Federico Sanguineti\, Edoardo Marraffa\, Kammermusik Trio\, GLEAM \, Cadaver Mike\, Chigiana Keyboards Ensemble\, Pelle Verdi\, Ciro Longobardi\, Brandon Lopez / Ingrid Laubrock / Tom Rainey \nÈ giunta alla settima edizione Forlì Open Music una delle più importanti rassegne internazionali dedicata ai diversi linguaggi musicali del presente\, che torna dal 3 al 5 novembre a Forlì negli spazi di Area Sismica e dell’Istituto Masini\, con dieci esclusivi appuntamenti per portare all’attenzione del pubblico alcune delle esperienze più vitali e uniche della scena musicale attuale. \nOrganizzata come sempre dall’Associazione Area Sismica\, la tre giorni porterà sul palco band dal riconosciuto valore internazionale\, indiscussi talenti di musicisti innovativi e compositori originali\, confermando la sua vocazione verso la musica contemporanea e l’improvvisazione\, a cominciare dagli appuntamenti mattutini di venerdì 3 e sabato 4 novembre\, con la conversazione-concerto di Fabrizio Ottaviucci su uno dei più grandi compositori del XX secolo\, György Ligeti\, il concerto tra suoni e parole con le voci di Edoardo e Federico Sanguineti e la musica di Paolo Ravaglia\, e la conduction del sassofonista Edorado Marraffa che metterà in mostra i nuovi talenti dell’Istituto Musicale Masini e del Liceo Musicale Canova.  \nTanta improvvisazione e musica di ricerca anche nei concerti spalmati nel weekend\, con il Kammermusik Trio formato dal grande Giancarlo Schiaffini insieme a due virtuosi musicisti romani\, Luca Tilli e Errico De Fabritis; il duo Gleam\, progetto di pura sperimentazione musicale di Luigi Ceccarelli e Gianni Trovalusci; i Cadaver Mike\, un “non-jazz/noise duo di base a Napoli composto da Eks aka Guido Marziale e Tricatiempo aka Stefano Costanzo; il Walter Prati 4tet\, ovvero i Pelle Verde\, band formata da 4 musicisti provenienti da mondi musicali differenti\, Walter Prati\, Guglielmo Prati\, Beyza Cakir e Lorenzo D’Erasmo; il pianista napoletano Ciro Longobardi; e i protagonisti del concerto onirico di chiusura\, in esclusiva per l’Italia\, che schiera sul palco il bassista portoricano Brandon Lopez insieme allo storico duo composto dalla sassofonista Ingrid Laubrock e dal batterista Tom Rainey. \nAnche quest’anno non mancherà l’omaggio a un grande del passato con il concerto dei quattro pianoforti del Chigiana Keyboard Ensemble che celebrano il 100° anniversario della nascita del grande compositore olandese Simeon Ten Holt con la performance del suo leggendario “Canto ostinato”. \nDi seguito il programma nel dettaglio. \nPROGRAMMA \nSi parte venerdì 3 novembre\, alle 9.30\, presso la Sala Sangiorgi dell’Istituto Masini di Forlì con la conversazione concerto di Fabrizio Ottaviucci su György Ligeti (1923 – 2006)\, un grande compositore d’avanguardia\, impegnato nelle correnti principali della musica del secondo Novecento e\, al contempo\, libero dalle stesse. A entrare nel pensiero e nella musica dell’artista ungherese naturalizzato austriaco\, Fabrizio Ottaviucci\, tra i massimi protagonisti della musica contemporanea\, noto per le sue prestigiose e durature collaborazioni con maestri del calibro di Markus Stockhausen e Stefano Scodanibbio\, e per le sue interpretazioni di Stockhausen\, Cage\, Riley e Scelsi con cui collaborò direttamente. Pianista eclettico\, Ottaviucci unisce alla prassi interpretativa quella compositiva\, spostandosi dalla musica minimalista a quella seriale\, dodecafonica e aleatoria.  \nA seguire\, alle 10.30\, sempre in Sala Sangiorgi\, l’appuntamento di musica e letteratura con l’eclettico polistrumentista e docente di clarinetto e clarinetto jazz al Conservatorio G.B. Martini di Bologna\, Paolo Ravaglia\, e il filologo e accademico Federico Sanguineti\, figlio del poeta e critico letterario Edoardo Sanguineti. Insieme vanno alla ricerca “dell’intelletto possibile”\, una nozione già sognata da Aristotele e da Dante\, l’intelletto possibile è per il Sommo Poeta una chiave politica che prefigura pace universale in un mondo pacifico nel quale più non esiste proprietà privata. Con Paolo Ravaglia ai clarinetti\, strumenti speciali e paddofoni\, e Federico Sanguineti alla voce su testi di Dante Alighieri\, Federico ed Edoardo Sanguineti. \nLa manifestazione prosegue sabato 4 novembre\, alle 11\, alla Sala Sangiorgi\, con la conduction del funambolico sassofonista Edoardo Marraffa\, più volte ospite di Area Sismica e da più di vent’anni impegnato a lavorare sul suono del suo strumento esplorandone i confini del potenziale espressivo. Sul palco gli studenti del Liceo Canova e dell’Istituto Masini alle prese con una pratica improvvisativa senza l’uso degli spartiti\, un’opportunità unica per i giovani musicisti forlivesi di fare nel proprio territorio un’esperienza di ampio respiro come questa.  \nIn serata\, alle 21.00\, ci sposta negli spazi di Area Sismica\, con il concerto del Kammermusik Trio – Giancarlo Schiaffini al trombone\, Errico De Fabriitis ai sassofoni e Luca Trilli al violoncello – una formazione dal sapore cameristico che si basa sull’improvvisazione di un dialogo continuo senza ruoli prefissati. Un organico non convenzionale\, con tre strumenti melodici\, sax\, trombone e violoncello\, in cui la funzione di leader passa senza soluzione di continuità tra i tre solisti. Sfruttando le diverse esperienze dal jazz alla musica popolare\, classica e contemporanea e citando temi di provenienza varia in un continuo gioco improvvisativo di rimandi\, i tre musicisti creano situazioni impreviste e coinvolgenti\, generando forme musicali sempre diverse. Giancarlo Schiaffini\, a lungo collaboratore del Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza\, e un instancabile trombonista attivo in mille progetti\, nonché autore di testi fondamentali sul ruolo dell’improvvisazione nella musica moderna\, è passato più volte ad Area Sismica\, in svariate formazioni. Errico De Fabritiis è attivo nei Roots Magic\, quartetto formato anche da Alberto Popolla ai clarinetti\, Gianfranco Tedeschi al contrabbasso e Fabrizio Spera alla batteria. Luca Tilli\, violoncellista che si muove tra musica contemporanea\, free jazz e improvvisazione\, nonché compositore per spettacoli di danza e teatrali\, lo ricordiamo al fianco del trombone di Sebi Tramontana e\, di recente\, nell’European Galactic Orchestra di Gabriele Mitelli. \nA seguire\, alle 21.30\, Gleam\, il progetto musicale nato dall’incontro di Gianni Trovalusci e Luigi Ceccarelli\, due artisti attenti al suono e alle sue infinite mutazioni. Superando il dualismo che finora ha considerato la composizione dell’opera musicale e la sua esecuzione come momenti separati\, distinguendo nettamente la funzione del compositore e dell’esecutore\, Ceccarelli e Trovalusci con Gleam – che inglese significa\, illuminazione\, bagliore\, ed è alla base del concetto stesso di ricerca – hanno elaborato un percorso di ricerca\, composizione ed esecuzione da compiere insieme senza distinzione di ruoli creativi\, mettendo in sinergia le loro esperienze di musicisti: flautista e interprete l’uno\, compositore ed elettroacustico l’altro lavorano insieme alla realizzazione del brano musicale\, ognuno con la sue competenze ma con reciproca interazione. Il concerto diviene così un’esperienza sugli infiniti possibili mondi sonori\, che invita il pubblico alla condivisione di uno spazio sonoro e alla partecipazione “incantata” a un rito sonoro e gestuale senza tempo. \nLa serata si chiude alle 22.00 con i Cadaver Mike\, il duo formato da Eks aka Guido Marziale e Tricatiempo aka Stefano Costanzo\, che sino ad oggi salvo sporadiche eccezioni\, non ha rilasciato musica registrata\, concentrandosi esclusivamente sulle performance dal vivo. Improvvisazione radicale\, rumore\, turntablism\, elettro-acustica e violenza uditiva senza compromessi convergono in un’esperienza lisergica claustrofobica e priva di colore. 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Pensato per uno o più strumenti a tastiera e senza una durata definita dall’autore\, il brano è basato sulla ripetizione di un centinaio di cellule musicali\, che permettono agli interpreti di scegliere un percorso autonomo e personale di esposizione degli elementi musicali\, secondo una regia condivisa e un ascolto reciproco costante\, che stimola la variazione e la creatività. Di rara esecuzione in Italia\, “Canto ostinato” è una produzione della prestigiosa Accademia Musicale Chigiana di Siena\, realizzata all’interno del Chigiana International Festival 2021. Ne sono qui interpreti il Chigiana Keyboard Ensemble\, composto dai Maestri collaboratori al pianoforte dell’Accademia Chigiana\, che per il concerto forlivese porta sul palco Stefania Redaelli\, Alessandra Gentile\, Luigi Pecchia e Pierluigi Di Tella. \nSi prosegue alle 18 nei locali di Area Sismica\, con il concerto dei Pelle Verde\, il gruppo formato dalla cantante turca Bayza Cakir\,  \nLorenzo D’Erasmo alle percussioni\, Guglielmo Prati all’elettronica e Walter Prati al violoncello/elettronica: quattro diversi musicisti\, accomunati dal desiderio della trasformazione e del cambiamento\, che si ritrovano nell’universo dell’ascolto sonoro senza etichette o classificazioni. Walter Prati svolge attività di ricerca musicale\, da sempre orientata verso l’interazione fra strumenti musicali tradizionali e nuovi strumenti elettronici\, frutto dell’applicazione informatica al mondo musicale. 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Negli ultimi anni ha sviluppato lo studio dei tamburi a cornice\, approfondendo i repertori di riferimento dello strumento\, quali il repertorio turco/arabo\, quello mediterraneo fino ad arrivare a uno studio profondo del repertorio e l’interpretazione della musica antica.  \nAlle 18.30 segue Ciro Longobardi\, pianista\, che si dedica da più di trent’anni allo studio e alla diffusione del repertorio e dei linguaggi musicali moderni e contemporanei. Finalista e miglior pianista presso il Concorso Gaudeamus di Rotterdam nel 1994\, nello stesso anno vince il Kranichsteiner Musikpreis nell’ambito del 37° Ferienkurse für Neue Musik di Darmstadt. Ha suonato come solista e camerista per le maggiori istituzioni concertistiche italiane e internazionali. Numerosi i riconoscimenti ricevuti per i suoi dischi\, tra cui il Premio Abbiati del Disco – il più importante premio della critica italiana – assegnato alla sua registrazione integrale del Catalogue d’Oiseaux di Olivier Messiaen (Piano Classics) come migliore pubblicazione di repertorio solistico 2018-19. Nel triennio 2020-22 ha presentato l’integrale della musica per pianoforte solo di Olivier Messiaen in 5 concerti per il Festival Aperto di Reggio Emilia. Appassionato di improvvisazione\, partecipa frequentemente a progetti di musica creativa sia a titolo personale sia come membro del collettivo partenopeo Dissonanzen. \nLa settima edizione di Forlì Open Music si chiude alle 19.30\, con un trio di classe assoluta\, composto da Ingrid Laubrock ai sassofoni\, Brandon Lopez al basso e Tom Rainey alla batteria. Ingrid Laubrock e Tom Rainey\, coppia artistica e nella vita\, hanno sviluppato un rapporto e una connessione profondi\, lavorando in gruppi più ampi l’uno accanto all’altra\, ma anche in un duo che è diventato una delle loro vie d’espressione più potenti. Laubrock\, ancia di origine tedesca\, è diventata una delle musiciste più ambiziose della scena newyorkese\, alla continua ricerca di nuovi espedienti compositivi per contestualizzare ulteriormente le sue doti improvvisative\, mentre Rainey – un veterano che ha lavorato con iconoclasti come Tim Berne e tradizionalisti come Kenny Werner – è quel tipo di musicista che trova la sua strada in ogni contesto\, migliorando abitualmente tutto ciò di cui fa parte. Qualche anno fa\, hanno iniziato a lavorare con il giovane bassista portoricano Brandon Lopez\, una figura di potenza e curiosità irrequieta\, già collaboratore di musicisti come Dave Liebman\, Zeena Parkins e John Zorn. L’album di debutto del trio multigenerazionale\, “No Es La Playa”\, del 2022\, è il prodotto di un’improvvisazione libera e bloccata e il contesto più forte per il gioco fuori misura di Lopez. I musicisti operano alla pari\, spingendosi l’un l’altro e tenendo sotto controllo gli eccessi. Il risultato di tutto ciò è un album dai suoni splendidi ed estremamente ascoltabili\, pur essendo musicalmente e tecnicamente molto complessi. \nLa settima edizione di Forlì Open Music è organizzata da Area Sismica in collaborazione con il Liceo Musicale Canova e l’Istituto Musicale Masini e il sostegno del MiBAC\, della Regione Emilia Romagna\, del Comune di Forlì\, della Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì e della Fondazione Masini. \nIngresso \nEventi all’Istituto Masini: ingresso libero. \nEventi all’Area Sismica: ingresso €20/giorno – €30 entrambe le giornate \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci. \nÈ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/  \n 
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DESCRIPTION:Si inizia alla Sala Sangiorgi dell’Istituto Masini\, con il Chigiana Keyboard Ensemble che in occasione del 100° anniversario della nascita di Simeon Ten Holt\, rende omaggio al grande compositore olandese eseguendo il suo “Canto ostinato”\, uno dei più celebri capolavori della musica per più pianoforti. Composto nel 1976\, “Canto ostinato” è l’esempio per eccellenza dell’innovativo stile minimalista di Ten Holt e rappresenta il più conosciuto dei suoi lavori. Pensato per uno o più strumenti a tastiera e senza una durata definita dall’autore\, il brano è basato sulla ripetizione di un centinaio di cellule musicali\, che permettono agli interpreti di scegliere un percorso autonomo e personale di esposizione degli elementi musicali\, secondo una regia condivisa e un ascolto reciproco costante\, che stimola la variazione e la creatività. Di rara esecuzione in Italia\, “Canto ostinato” è una produzione della prestigiosa Accademia Musicale Chigiana di Siena\, realizzata all’interno del Chigiana International Festival 2021. Ne sono qui interpreti il Chigiana Keyboard Ensemble\, composto dai Maestri collaboratori al pianoforte dell’Accademia Chigiana\, che per il concerto forlivese porta sul palco Stefania Redaelli\, Alessandra Gentile\, Luigi Pecchia e Pierluigi Di Tella.
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SUMMARY:Forlì Open Music '23 - Laubrock/Lopez/Rainey
DESCRIPTION:Ecco un trio di classe assoluta\, composto da Ingrid Laubrock ai sassofoni\, Brandon Lopez al basso e Tom Rainey alla batteria. Ingrid Laubrock e Tom Rainey\, coppia artistica e nella vita\, hanno sviluppato un rapporto e una connessione profondi\, lavorando in gruppi più ampi l’uno accanto all’altra\, ma anche in un duo che è diventato una delle loro vie d’espressione più potenti. Laubrock\, ancia di origine tedesca\, è diventata una delle musiciste più ambiziose della scena newyorkese\, alla continua ricerca di nuovi espedienti compositivi per contestualizzare ulteriormente le sue doti improvvisative\, mentre Rainey – un veterano che ha lavorato con iconoclasti come Tim Berne e tradizionalisti come Kenny Werner – è quel tipo di musicista che trova la sua strada in ogni contesto\, migliorando abitualmente tutto ciò di cui fa parte. Qualche anno fa\, hanno iniziato a lavorare con il giovane bassista portoricano Brandon Lopez\, una figura di potenza e curiosità irrequieta\, già collaboratore di musicisti come Dave Liebman\, Zeena Parkins e John Zorn. L’album di debutto del trio multigenerazionale\, “No Es La Playa”\, del 2022\, è il prodotto di un’improvvisazione libera e bloccata e il contesto più forte per il gioco fuori misura di Lopez. I musicisti operano alla pari\, spingendosi l’un l’altro e tenendo sotto controllo gli eccessi. Il risultato di tutto ciò è un album dai suoni splendidi ed estremamente ascoltabili\, pur essendo musicalmente e tecnicamente molto complessi.
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SUMMARY:GRdinaGRossiLillinGER (CN - DE - IT)
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nGordon Grdina: chitarra elettrica\, oud\nAndrea Grossi: contrabbasso\nChristian Lillinger: batteria\, percussioni \nIn questo inedito trio due dei musicisti più attivi e presenti nella scena internazionale dell’avanguardia\, il canadese Gordon Grdina (chitarra elettrica\, oud) e il tedesco Christian Lillinger (batteria\, percussioni)\, saranno affiancati da Andrea Grossi (contrabbasso)\, giovane ma già riconosciuto improvvisatore del panorama italiano ed europeo.\nL’improvvisazione sarà la protagonista della ricerca artistica di questo gruppo\, che potrà passare dall’utilizzo di brevi materiali originali preesistenti per elaborare narrazioni e strutture più articolate\, al fare della composizione istantanea la sua fonte di sviluppo principale.\nLe innovative concezioni strumentali dei tre accompagneranno il pubblico verso possibilità ancora inesplorate di questa formazione.\nTre generazioni di musicisti riunite in un unico gruppo\, tre personalità forti che si incontrano in uno scambio virtuoso\, carico di energia\, esplorazione timbrica\, raffinatezza melodica e complessità ritmica. \nGordon Grdina \nMusicista con base a Vancouver\, vincitore ai JUNO Awards 2019 per la categoria “Instrumental Album of the Year”\, nel corso della sua carriera ha attraversato continenti e decenni continuando una costante esplorazione di generi tra jazz d’avanguardia\, improvvisazione in forma libera\, indie rock contemporaneo e musica classica araba. Il suo approccio singolare agli strumenti gli è valso il riconoscimento dei più alti ranghi del mondo del jazz e dell’improvvisazione. I suoi gruppi sono Gordon Grdina NYC Quartet\, Peregrine Falls\, Dan Mangan\, Haram\, East Van Strings\, Shipp/Helias/Grdina\, Nomad Trio con Matt Mitchell e Jim Black e The Marrow con Mark Helias\, Hank Roberts e Hamin. \nChristian Lillinger \nNato il 21 aprile 1984 a Lübben\, ha iniziato a suonare la batteria all’età di 13 anni e ha studiato al “Carl Maria von Weber” di Dresda dal 2000 al 2004 con Günter Baby Sommer. Dal 2001 al 2003 ha fatto parte dei “Bujazzo” sotto la direzione di Peter Herbholzheimer. Nel 2000 ha vinto il Concorso Internazionale di Improvvisazione di Lipsia. Dal 2002 collabora intensamente con HYPERACTIVE KID. Nel 2008 ha formato il proprio gruppo GRUND\, che nel settembre 2009 e nel 2013 ha inciso per l’etichetta Clean Feed. Nel 2009 è cofondatore della band GRÜNEN\, che registra nel settembre 2010\, sempre per l’etichetta Clean Feed. Nel 2010 collabora nella band di John Tchicai con Christopher Dell e Jonas Westergaard\, pubblicando un disco nel dicembre 2012 per l’etichetta Jazzerkstatt. Si è esibito in concerti e festival in Europa\, Asia e Stati Uniti. Ha suonato con Joachim Kühn\, Beat Furrer\, David Liebman\, Leo Smith\, Wiliam Parker\, Evan Parker\, Miroslav Vitous\, Luis Sclavis\, Joe Lovano\, Tony Malaby e molti altri. Dal 2003 Lillinger vive a Berlino dove lavora come musicista e compositore. \nAndrea Grossi \nContrabbassista\, compositore e improvvisatore\, si è esibito in importanti festival e teatri in Italia e in tutta Europa e ha pubblicato dischi per varie etichette (We Insist!\, Clean Feed\, AUT\, ParmaFrontiere\, Felmay…)\, tra cui tre dischi come leader (Lubok\, Four Winds e Songs and Poems prodotti da We Insist! Records). Si è sempre interessato a tutti i tipi di musica d’avanguardia e sperimentale\, con particolare attenzione alla musica improvvisata. Nel 2017 ha fondato il suo trio\, Blend 3\, con Manuel Caliumi al sax e Michele Bonifati alla chitarra elettrica. Ha lavorato anche nella danza e nelle arti performative in Italia e all’estero\, in particolare con il fotografo Roberto Masotti. Le sue collaborazioni internazionali (tra gli altri): Barre Phillips\, Gyorgy Kurtag Jr.\, Tobias Delius\, Eyvind Kang\, Aruan Ortiz\, Marcelo Nisinman\, Steve Swell\, Walter Thompson\, Joe Fonda\, Michel Doneda\, Thomas de Pourquery\, Giancarlo Schiaffini\, Cristina Zavalloni\, Lynn Cassiers e Diana Torto. Si è diplomato in Contrabbasso Jazz (2017) e Composizione Jazz (2022) studiando con Roberto Bonati presso il Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma. \n  \nIngresso € 15 \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nÈ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/ \n 
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SUMMARY:We Insist! Live - Giancarlo Nino Locatelli – Tilietulum
DESCRIPTION:Giancarlo Nino Locatelli\nTilietulum\, piccolo tiglieto o piccolo tiglio\, è uno dei possibili termini da cui deriva il nome della val Taleggio\, terra d’origine dei miei nonni paterni. Il tiglio è un albero longevo\, con radici profonde e fiori odorosi da cui si ricava un miele caratteristico.\nTilietulum\, in questa versione\, è un solo totalmente improvvisato che ha a che fare con il processo di trasformazione del movimento in suono\, e viceversa. La danza delle dita sullo strumento\, della lingua con l’ancia e delle “ciocche” appese al collo degli animali.\n“I clarinetti hanno a che fare con gli alberi\, sono alberi\, e rimandano al muschio\, all’umido e all’acqua… il contralto è imprevedibile\, selvatico\, lirico\, rustico e obliquo” (G. Locatelli\, Citizen Jazz).\nIl clarinetto contralto mi ricorda però anche l’oca marina\, che con il collo rivolto in alto lancia il suo grido\, il suo richiamo.\nTilietulum è un percorso iniziato molti anni fa\, ascoltando le mandrie di mucche che nei mesi estivi\, ad ogni ora del giorno e della notte\, pascolano nei campi della val Taleggio. Ogni mandria ha il suo suono. Il “concerto” che ne risulta\, senza un inizio e senza una fine\, è un’esperienza poliritmica e stratificata\, contemplativa e allucinogena.
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SUMMARY:WE INSIST! LIVE
DESCRIPTION:Rassegna Musiche Extra-Ordinarie \nSabato 25 e domenica 26 novembre torna “WE INSIST! LIVE all’AREA SISMICA”\, una collaborazione nata lo scorso anno con il desiderio comune di promuovere alcuni dei musicisti dell’etichetta indipendente WE INSIST! Records\, che sarà presente con il proprio stand dove poter curiosare fra gli album realizzati fino ad ora. \nIn questa occasione Area Sismica metterà i propri spazi a disposizione dei musicisti per la registrazione\ndi due sessioni live. \nPROGRAMMA \n25 NOVEMBRE h 21.00\nGiancarlo Nino Locatelli – Tilietulum\nclarinetto contralto\, campanacci \n26 NOVEMBRE h 18.00\nMitelli / Desprez\nGabriele Mitelli\, piccolo trumpet\, sopranino sax\, voice\,\nsampler\, modular synthesizer\nJulien Desprez\, electric guitar\, effects \nGiancarlo Nino Locatelli\nTilietulum\, piccolo tiglieto o piccolo tiglio\, è uno dei possibili termini da cui deriva il nome della val Taleggio\, terra d’origine dei miei nonni paterni. Il tiglio è un albero longevo\, con radici profonde e fiori odorosi da cui si ricava un miele caratteristico.\nTilietulum\, in questa versione\, è un solo totalmente improvvisato che ha a che fare con il processo di trasformazione del movimento in suono\, e viceversa. La danza delle dita sullo strumento\, della lingua con l’ancia e delle “ciocche” appese al collo degli animali.\n“I clarinetti hanno a che fare con gli alberi\, sono alberi\, e rimandano al muschio\, all’umido e all’acqua… il contralto è imprevedibile\, selvatico\, lirico\, rustico e obliquo” (G. Locatelli\, Citizen Jazz).\nIl clarinetto contralto mi ricorda però anche l’oca marina\, che con il collo rivolto in alto lancia il suo grido\, il suo richiamo.\nTilietulum è un percorso iniziato molti anni fa\, ascoltando le mandrie di mucche che nei mesi estivi\, ad ogni ora del giorno e della notte\, pascolano nei campi della val Taleggio. Ogni mandria ha il suo suono. Il “concerto” che ne risulta\, senza un inizio e senza una fine\, è un’esperienza poliritmica e stratificata\, contemplativa e allucinogena. \nMitelli / Desprez\nPer la prima volta insieme. Un incontro straordinario di due universi creativi\, incandescenti\, magmatici e caotici. Gabriele Mitelli è considerato uno degli artisti più eclettici\, imprevedibili e produttivi della scena italiana della creative music e dell’improvvisazione\, con collaborazioni attive in tutto il mondo. La base della sua ricerca è l’occupazione di uno spazio fisico ed emotivo\, nel tentativo di ricreare la propria intimità e raccontare l’ignoto tramite il suono\, il rumore e il gesto. Con il suo ultimo trio “three tsuru origami” insieme agli improvvisatori inglesi John Edwards e Mark Sanders è recentemente tornato da un tour europeo con una leggenda della musica improvvisata: Joe McPhee. Gabriele è creatore e curatore di “progetto bao”\, hub che ha fondato e che porta musica sperimentale\, elettronica e arte performativa nel territorio in cui vive\, Brescia e lavora con WE INSIST! Records\, etichetta discografica che documenta le creazioni e lo sviluppo del lavoro di un gruppo di improvvisatori italiani.\nJulien Desprez è musicista e performer di base a Parigi. Il jazz e il rock furono i suoi primi amori musicali ma\, man mano che la sua pratica è progredita\, anche il suo approccio al suo strumento\, alla musica e allo spazio sono cambiati. Ora considera la chitarra più come una batteria\, un organo\, uno strumento modificabile a volontà. Evolvendosi tra sound art\, performance e musica improvvisata contemporanea\, il suo lavoro è incentrato su tutte le domande che scaturiscono da uno spazio scenico\, attraverso il corpo\, lo spazio\, la vista e la luce\, ma dove il suono rimane il pilastro centrale. Julien è co-fondatore dal 2008 della cooperativa musicale Collectif Coax. Con il suo trio ‘power rock’ Abacaxi si è esibito in festival prestigiosi come Jazz em Agosto\, Saalfelden\, Moers Festival e Fimav\n(Victoriaville).\nI due artisti hanno in comune collaborazioni artistiche internazionali come: Mats Gustafsson\, Rob Mazurek\, Jeff Parker\, Eve Risser e altre ancora con Charlie Haden\, Damon Locks\, Benoit Delbecq\, Tortoise\, Cristina Donà\, Han Bennink\, Chad Taylor\, Marc Ducret… \nWE INSIST!\nLa Fondazione WE INSIST! si costituisce nel 2022 con la precisa volontà di proseguire l’attività dell’etichetta discografica WE INSIST! Records già attiva dal 2018.\nLa Fondazione vuole promuovere\, diffondere e valorizzare la musica\, con particolare attenzione al genere jazz\, e favorire lo scambio tra il settore musicale e i diversi ambiti delle arti. Obiettivo principale della Fondazione è sostenere gli artisti supportandoli nelle attività di produzione\, promozione\, diffusione e valorizzazione del proprio lavoro artistico\, ponendosi come punto di incontro tra gli artisti stessi e il pubblico\, in Italia e all’estero.\nNei suoi primi anni di attività WE INSIST! ha costruito forti relazioni con il proprio pubblico sia mantenendo costante lo standard qualitativo delle proprie proposte che mediante iniziative di coinvolgimento\, facendo inoltre conoscere aspetti poco noti della produzione artistica e discografica.\nDal 2018 ad oggi la WE INSIST! Records ha prodotto 26 numeri a catalogo. \n  \nIngresso € 15 a serata | € 25 entrambe \nArea Sismica è un circolo Arci. L’ingresso è riservato ai soci.\nÈ possibile tesserarsi online a questo link: https://portale.arci.it/preadesione/areasismica/
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DESCRIPTION:Mitelli / Desprez\nPer la prima volta insieme. Un incontro straordinario di due universi creativi\, incandescenti\, magmatici e caotici. Gabriele Mitelli è considerato uno degli artisti più eclettici\, imprevedibili e produttivi della scena italiana della creative music e dell’improvvisazione\, con collaborazioni attive in tutto il mondo. La base della sua ricerca è l’occupazione di uno spazio fisico ed emotivo\, nel tentativo di ricreare la propria intimità e raccontare l’ignoto tramite il suono\, il rumore e il gesto. Con il suo ultimo trio “three tsuru origami” insieme agli improvvisatori inglesi John Edwards e Mark Sanders è recentemente tornato da un tour europeo con una leggenda della musica improvvisata: Joe McPhee. Gabriele è creatore e curatore di “progetto bao”\, hub che ha fondato e che porta musica sperimentale\, elettronica e arte performativa nel territorio in cui vive\, Brescia e lavora con WE INSIST! Records\, etichetta discografica che documenta le creazioni e lo sviluppo del lavoro di un gruppo di improvvisatori italiani.\nJulien Desprez è musicista e performer di base a Parigi. Il jazz e il rock furono i suoi primi amori musicali ma\, man mano che la sua pratica è progredita\, anche il suo approccio al suo strumento\, alla musica e allo spazio sono cambiati. Ora considera la chitarra più come una batteria\, un organo\, uno strumento modificabile a volontà. Evolvendosi tra sound art\, performance e musica improvvisata contemporanea\, il suo lavoro è incentrato su tutte le domande che scaturiscono da uno spazio scenico\, attraverso il corpo\, lo spazio\, la vista e la luce\, ma dove il suono rimane il pilastro centrale. Julien è co-fondatore dal 2008 della cooperativa musicale Collectif Coax. Con il suo trio ‘power rock’ Abacaxi si è esibito in festival prestigiosi come Jazz em Agosto\, Saalfelden\, Moers Festival e Fimav\n(Victoriaville).\nI due artisti hanno in comune collaborazioni artistiche internazionali come: Mats Gustafsson\, Rob Mazurek\, Jeff Parker\, Eve Risser e altre ancora con Charlie Haden\, Damon Locks\, Benoit Delbecq\, Tortoise\, Cristina Donà\, Han Bennink\, Chad Taylor\, Marc Ducret…
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DESCRIPTION:Mazen Kerbaj – tromba\nSharif Sehnaoui – chitarra acustica\nRaed Yassin – contrabbasso\nElio Martusciello – computer\nLuca Venitucci – fisarmonica\, elettronica\nFabrizio Spera – batteria\, oggetti
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