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SUMMARY:Forlì Open Music 2026
DESCRIPTION:Da giovedì 12 a domenica 15 novembre\nRassegna Musiche Extra-Ordinarie e Rassegna Musica Inaudita\nForlì Open Music 2026 \nForlì Open Music è da sempre uno spazio aperto alla pluralità dei linguaggi artistici e all’incontro tra forme espressive in continua evoluzione. La varietà delle proposte mette in dialogo artisti di fama internazionale e talenti del territorio\, tracciando un percorso attraverso i diversi mondi musicali che interpretano il nostro tempo: la musica del presente.\nFin dalle prime edizioni\, il festival si è distinto per il suo carattere trasversale e per una forte vocazione divulgativa. L’obiettivo è avvicinare il pubblico a musiche differenti\, nate all’interno del medesimo orizzonte storico e culturale\, stimolando un ascolto libero da categorie e aperto alla scoperta.\nUna musica che può essere scrittura e creazione estemporanea\, improvvisazione e sperimentazione\, ricerca ed evocazione. \nIl programma di questa edizione si arricchisce del contributo di Franco Masotti\, che ha collaborato alla definizione di alcune delle proposte artistiche. \nProgramma: \ngiovedì 12 e venerdì 13 novembre\n℅ Sala Sangiorgi\, Fondazione Masini – Forlì \ngiovedì 12 ore 11.00 \nMasterclass condotta da\nPino Saulo: Ripetizioni\, inciampi\, incanti \nChe cosa accade quando una figura musicale si ripete? Il suono ritorna\, ma il nostro modo di ascoltarlo si trasforma. Affiorano dettagli\, emergono differenze minime\, il tempo sembra dilatarsi. Un inciampo\, uno scarto\, una variazione possono aprire passaggi inattesi dentro ciò che credevamo di conoscere. La ripetizione diventa così una soglia verso l’ascolto profondo: un’esperienza capace di coinvolgere il corpo\, ampliare la percezione e allentare i confini abituali tra sé e ciò che ci circonda. Nella trance\, l’apparente smarrimento può farsi intensità\, presenza\, connessione. Attraverso musiche di ieri e di oggi\, provenienti da culture e ambiti diversi\, l’incontro propone un percorso di ascolti dedicato al potere della reiterazione e alle sue metamorfosi. Senza pretese di esaustività\, esploreremo il rapporto tra suono e stati di coscienza\, tra ostinazione e abbandono\, tra la persistenza di un gesto e la sorpresa che può generare. Un viaggio tra ripetizioni\, inciampi e incanti\, per scoprire come il ritorno dello stesso possa condurci ogni volta altrove. \nvenerdì 13 dalle ore 11.00 \nProgetto “note di scuola” in collaborazione con Dai De Jazz\nLaboratorio condotto da\nWalter Prati\, Gianni Trovalusci e Giancarlo Schiaffini: “Franco Evangelisti\, il suono diventa pensiero”\nL’incontro nasce dall’esigenza di far conoscere la figura di Franco Evangelisti\, pioniere della musica elettronica e della sperimentazione musicale dagli anni ’50. L’incontro è articolato in una parte frontale\, anche con l’ausilio di documenti video e audio\, e in una parte dove verranno “coinvolti attivamente” gli studenti con tecniche di azioni di improvvisazione senza strumenti musicali tradizionali.\nIl concerto della giornata seguente\, attualizzerà metodologie improvvisazione che Evangelisti\, con il gruppo di Nuova Consonanza\, aveva delineato nel suo percorso di ricerca e esplorazione sonora. \na seguire \nConcerto “In C” di Terry Riley\, con la supervisione di Antonio Caggiano eseguito da un ensemble composto da studenti del Liceo Musicale Canova e dell’Istituto Musicale Masini.\nUn laboratorio dedicato a “In C” di Terry Riley\, opera fondamentale del minimalismo\, che coinvolge gli studenti in un’esperienza di esecuzione collettiva basata su ascolto\, ripetizione\, interazione e libertà interpretativa. A guidare il percorso sarà Antonio Caggiano\, percussionista e interprete di riferimento della musica contemporanea\, fondatore dell’ensemble Ars Ludi e membro dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena\, con una lunga esperienza nella formazione\, nella ricerca e nella sperimentazione sui linguaggi musicali del nostro tempo. Sotto la sua supervisione\, gli studenti del Liceo Musicale Canova e dell’Istituto Musicale Masini formeranno un unico ensemble\, in un percorso laboratoriale che culminerà nell’esecuzione pubblica dell’opera. \nsabato 14 ore 16.00\nc/o ex Asilo Santarelli – Forlì \nProgetto “note di scuola” in collaborazione con Dai De Jazz\nconferenza a cura di\nValerio Corzani “Jazzcover: 10 memorabili copertine”\nIn collaborazione con Dai De Jazz\, il giornalista Valerio Corzani racconta dieci copertine di album entrate nella storia del jazz\, porte d’ingresso verso musiche altrettanto memorabili. Un viaggio tra immagini e suoni per riscoprire il legame tra grafica e musica. \n>>> sabato 14 e domenica 15 novembre <<<\n℅ Auditorium Forlì Conad Città di Forlì (a pochi passi dalla Stazione FFSS) \nconcerti di sabato 14 novembre dalle ore 21.00 \nArs Ludi (IT)\nAntonio Caggiano – percussioni\nRodolfo Rossi – percussioni\nGianluca Ruggeri – percussioni\nDavide Fabrizio – percussioni \nSidera Sax Quartet (IT)\nGianpaolo Antongirolami – sax soprano\nMichele Selva – sax alto\nAlberto Cavallaro – sax tenore\nMichele Bianchini – sax baritono \nGoat Unity (BR)\nGuilherme Granado – elettroniche\nThomas Rohrer – rabeca\, sax\nRodrigo Brandao – voce\, elettroniche\nFabio Freire – percussioni \nSao Paulo Underground (USA – BR)\nRob Mazurek – tromba\, elettroniche\nGuilherme Granado – elettroniche\nMauricio Takara – batteria\nVictor Vieira Branco – vibrafono \nconcerti di domenica 15 novembre – dalle ore 17.00 \nFabrizio Ottaviucci (IT)\npianoforte \nUitti\, Prati\, Trovalusci\, Schiaffini (IT – USA)\nFrances-Marie Uitti – violoncello\nWalter Prati – elettroniche\nGianni Trovalusci – flauti\nGiancarlo Schiaffini – trombone \nRempis/Adasiewicz/Corsano Trio (USA)\nDave Rempis – sax\nJason Adasiewicz – vibrafono\nChris Corsano – batteria \nDarius Jones Trio (USA)\nDarius Jones – sax\nChris Lightcap – contrabbasso\nGerald Cleaver – batteria \nThe Messthetics and James Brandon Lewis (USA)\nAnthony Pirog – chitarra el\nJoe Lally – basso el\nBrendan Canty – batteria\nJames Brandon Lewis – sax \n  \nBIGLIETTI \nPass x sabato 14 e domenica 15 novembre: \n55 € online su liveticket\, 65 € alla porta.\n> Ingresso per una singola giornata: \n30 € online su liveticket\, 35 € alla porta.\n> Studenti: 1 € (solo alla porta)
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SUMMARY:Forlì Open Music 2026 - Ars Ludi
DESCRIPTION:C/O Auditorium Forlì Conad Città di Forlì \nore 21 \nArs Ludi (IT)\nAntonio Caggiano – percussioni\nRodolfo Rossi – percussioni\nGianluca Ruggeri – percussioni\nDavide Fabrizio – percussioni \nPresenta \nMinimalismo90°\n\nMinimalismo90° nasce dall’idea di avvicinare le giovani generazioni alla musica colta contemporanea e\, al tempo stesso\, raccontare la straordinaria vitalità del minimalismo attraverso la musica di tre dei suoi protagonisti storici: Philip Glass (89 anni)\, Steve Reich (90) e Terry Riley (91). A oltre cinquant’anni dalla nascita di questo linguaggio\, le loro opere continuano a parlare al presente\, grazie a una musica fondata su pulsazione\, ripetizione\, energia ritmica e trasformazione del suono. Il programma affianca a questi tre maestri Attica di Frederic Rzewsky\, introducendo una forte dimensione civile e politica. L’esecuzione di Ars Ludi\, con la particolare fisicità delle percussioni e un uso semplice ed essenziale dell’elettronica\, restituisce queste opere in una dimensione sonora contemporanea\, diretta e coinvolgente.\nOpening di Philip Glass\, per due marimbe e vibrafono\, rappresenta in modo emblematico la poetica del compositore americano. Cellule melodiche e ritmiche essenziali vengono ripetute e progressivamente trasformate\, creando un flusso continuo nel quale minime variazioni producono un intenso effetto di movimento e sospensione.\nCon Attica\, Frederic Rzewsky introduce una dimensione profondamente diversa. Il riferimento alla rivolta del carcere di Attica del 1971 porta al centro della composizione il rapporto tra musica\, memoria e impegno civile. La parte strumentale e quella registrata si intrecciano\, trasformando il suono in testimonianza e riflessione politica.\nTread on the Trail di Terry Riley\, nella versione proposta da Ars Ludi\, conduce il programma verso una dimensione più libera e visionaria. Il brano si distingue per un fraseggio fortemente influenzato dal jazz\, caratterizzato da libertà ritmica e da una continua elasticità del gesto musicale. La ripetizione si intreccia con formule melodiche e ritmiche di matrice jazzistica\, creando un dialogo originale tra scrittura contemporanea\, improvvisazione e tradizione americana.\nIl programma si conclude con Drumming Part 1 di Steve Reich\, una delle opere più rappresentative della sua ricerca sul ritmo e sulla percezione. La ripetizione di brevi cellule ritmiche e i progressivi spostamenti generano una struttura sonora in continua trasformazione\, nella quale il phasing diventa uno strumento compositivo e percettivo.\nNel suo insieme\, il programma mette in luce alcuni elementi centrali della ricerca minimalista: pulsazione\, ripetizione\, trasformazione graduale e complessità costruita attraverso materiali essenziali. Musiche nelle quali il ritmo diventa esperienza fisica e percettiva\, ancora sorprendentemente attuale. L’obiettivo non è “attualizzare” un repertorio storico\, ma mostrarne la vitalità e la capacità di parlare al pubblico di oggi. La forza ritmica e timbrica delle percussioni\, insieme all’amplificazione e all’elettronica\, dove previste\, ne valorizza la dimensione fisica e spaziale. Il concerto crea così un dialogo naturale tra musica colta contemporanea e universo sonoro del presente\, coinvolgendo anche chi si avvicina per la prima volta a questo repertorio.
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SUMMARY:Forlì Open Music 2026 - Sidera Saxophone Quartet
DESCRIPTION:C/O Auditorium Forlì Conad Città di Forlì \nSidera Sax Quartet (IT)\nGianpaolo Antongirolami – sax soprano\nMichele Selva – sax alto\nAlberto Cavallaro – sax tenore\nMichele Bianchini – sax baritono \nIl Sidera Saxophone Quartet è formato da musicisti tra i più attivi e rappresentativi nello scenario contemporaneo italiano uniti dalla volontà di arricchire e divulgare il repertorio contemporaneo e sperimentale per questo organico\, dalla modernità storica ai lavori più recenti\, anche con elettronica. \nPur di recente formazione\, il Sidera Saxophone Quartet si è già esibito in importanti ambiti quali Festival Angelica\, Amici della Musica di Modena\, Festival Orizzonti\, Amici della Musica di Perugia\, Area Sismica\, Festival Musicale Piceno\, Festival ilSUONO 2022\, CIM – Colloquio di Informatica Musicale. \nApprezzato interprete «Sidera Saxophone Quartet fa onore al suo nome sia nel senso di attingere a regioni stellari sia nel senso dell’eccellenza veramente superiore» (M. Gamba\, Il Manifesto) e instancabile divulgatore della musica d’oggi\, il quartetto è già dedicatario di numerose composizioni: tra queste spiccano Quadrangoli d’autunno (2021) di Salvatore Sciarrino (grazie al supporto della Ernst von Siemens Music Foundation)\, Neuromante X 4 di Luigi Ceccarelli\, Organum III di Francesco Antonioni\, Improvviso Statico III (2022)\, per quartetto di sassofoni e percussioni aumentate\, di Carmine Emanuele Cella\, Alizarin di Alexander Khubeev\, Falling lights / Silence di Nicoletta Andreuccetti. \nNel 2022 è stato pubblicato il loro primo lavoro discografico\, contenente opere in prima registrazione assoluta di F. Antonioni\, S. Bussotti\, L. Ceccarelli\, R. Doati\, S. Scodanibbio\, A. Solbiati. Koinè – Musica contemporanea italiana per quartetto di saxofoni (EmaVinci)\, “una registrazione che è letteralmente una porta verso l’altrove” (Nazim Comunale\, Blow Up Magazine)\, ha ottenuto lusinghieri riconoscimenti dalla critica specialistica: inserito nella “Top 5\, i dischi dell’anno – ULTRASUONI. 5 x 365. Esordi\, sorprese\, conferme. Ecco chi ha lasciato il segno nel 2022” su ALIAS – Il Manifesto\, inserito da Ettore Garzia in “A list of musical references for 2022” nella rivista online Percorsi Musicali (31/12/22)\, inserito da Nazim Comunale nella “Playlist 2022” pubblicata sulla rivista Blow Up Magazine (Gennaio 2023). \nDi prossima uscita un cd per AngelicA contenenti Quadrangoli d’autunno di Sciarrino e Improvviso Statico III di Cella (dedicati al SSQ) e SAXONY di James Tenney. \n«Sidera Saxophone Quartet fa onore al suo nome sia nel senso di attingere a regioni stellari sia nel senso dell’eccellenza veramente superiore. In Koinè (Ema Vinci) interpreta musiche di Ceccarelli\, Antonioni\, Doati\, Solbiati\, Bussotti\, Scodanibbio. I brani di Luigi Ceccarelli (Neuromante x 4\, impetuoso\, meditativo\, free\, di un’originalità indescrivibile) e di Francesco Antonioni (Organum III\, un pensare lirico magistrale) spiccano tra tutti. » (M. Gamba\, Il Manifesto)
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SUMMARY:Forlì Open Music 2026 - Goat Unity
DESCRIPTION:C/O Auditorium Forlì Conad Città di Forlì \nGoat Unity (BR)\nGuilherme Granado – elettroniche\nThomas Rohrer – rabeca\, sax\nRodrigo Brandao – voce\, elettroniche \nGuilherme Granado\, il mago del suono di San Paolo\, è una figura di cui tenere conto. Membro di una manciata di formazioni molto particolari\, come i São Paulo Underground\, l’Exploding Star Orchestra e gli Hurtmold\, GG trova comunque il tempo e l’energia per dare vita a numerosi altri progetti personali di rilievo\, come i Bodes & Elefantes\, i GOATFACE! e i Filhos. Data la sua prolificità\, Granado produce musica a volontà\, e l’ultima aggiunta a questa discografia in continua espansione è Goat Unity. \nPubblicato nel 2025 su Keroxen / Discrepant\, l’album di debutto “Ghost Parades” segna l’arrivo di un concetto potente\, in cui le influenze spaziano dall’onnipresente Sun Ra Arkestra alle composizioni orientate al beat di Prefuse 73\, passando per tutto ciò che sta in mezzo. Ciò è del tutto logico\, dato che Granado ha collaborato in modo di rilievo con entrambe queste realtà. Si prevede che presto uscirà altra musica. Per la prima europea dei Goat Unity\, Guilherme ha preparato una presentazione speciale con una formazione che include i collaboratori di lunga data Thomas Rohrer e Rodrigo Brandão\, entrambi presenti in “Ghost Parades”\, oltre al maestro delle percussioni Fabio Freire. Potrebbero esserci ospiti a sorpresa\, grazie all’ormai leggendario approccio orientato alla comunità di GG. Ci si può aspettare un incontro tra suoni organici ed elettronici su sottili linee di basso funky\, psichedelia post-apocalittica brasiliana\, temi spirituali caratterizzati da una forte presenza di batteria e trattamenti dub. Unitevi al rumore gioioso e pieno di “Positive Mental Attitude” di Granado\, mentre inizia a svelare un universo unico nel suo genere.
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SUMMARY:Forlì Open Music 2026 - São Paulo Underground
DESCRIPTION:℅ Auditorium Forlì Conad Città di Forlì \nSao Paulo Underground (USA – BR)\nRob Mazurek – tromba\, elettroniche\nGuilherme Granado – elettroniche\nMauricio Takara – batteria\nVictor Vieira-Branco – vibrafono \nFesteggiando 20 anni di audace esplorazione musicale\, São Paulo Underground continua a ridefinire le possibilità della composizione elettroacustica\, della composizione spontanea e dell’invenzione sonora. Fondato a San Paolo nel 2005 da Rob Mazurek e Mauricio Takara\, l’ensemble ha debuttato più tardi quello stesso anno a Palma di Maiorca\, in Spagna\, e ha pubblicato la sua prima registrazione con l’etichetta Submarine Records di San Paolo\, segnando l’inizio di una delle collaborazioni creative più originali della musica contemporanea. Con l’arrivo di Guilherme Granado\, il gruppo si è evoluto in un trio unico nel suo genere\, la cui musica fonde le tradizioni ritmiche brasiliane\, la sperimentazione elettronica\, l’improvvisazione e universi sonori immersivi in un linguaggio collettivo in continua evoluzione.\nNegli ultimi due decenni\, i São Paulo Underground si sono esibiti nei principali festival e istituzioni culturali in Europa\, nelle Americhe e in Asia\, costruendo al contempo una discografia acclamata che ha consacrato l’ensemble come una delle voci di riferimento nella musica creativa contemporanea. Tra i progetti recenti figura l’opera audiovisiva commissionata *Ping Pong* per il Jazzfest Berlin\, che estende la pratica del gruppo oltre il palcoscenico dei concerti verso le immagini in movimento e la performance interdisciplinare.\nAll’inizio del suo terzo decennio di attività\, il São Paulo Underground rimane fedele alla sua vocazione alla scoperta. Nel novembre 2026\, il trio sarà Artista in Residenza proprio al Forlì Open Music\, dove svilupperà nuovi lavori attraverso esibizioni\, registrazioni e scambi creativi. Ogni esibizione è concepita come un evento unico\, in cui composizione\, improvvisazione\, elettronica e intuizione collettiva convergono per rivelare nuovi paesaggi sonori. \nE in occasione del live\, al trio si aggiungerà Victor Vieira-Branco al vibrafono\, già al lavoro con Mazurek nell’Exploding Star Orchestra e per la colonna sonora del film di Kelly Reichardt del 2025\, The Mastermind.
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SUMMARY:Forlì Open Music 2026 - Fabrizio Ottaviucci
DESCRIPTION:℅ Auditorium Forlì Conad Città di Forlì \nore 17.30 \nFabrizio Ottaviucci (IT)\npianoforte \nFabrizio Ottaviucci è uno dei più autorevoli interpreti italiani della musica contemporanea. Diplomato in pianoforte al Conservatorio Rossini di Pesaro sotto la guida di Paola Mariotti\, ha studiato anche composizione e musica elettronica\, costruendo un percorso nel quale il rigore dell’esecuzione convive con una spiccata vocazione per la ricerca e l’improvvisazione. \nParticolarmente intenso è il suo rapporto con l’opera di Giacinto Scelsi\, del quale ha studiato il repertorio pianistico direttamente con il compositore. Ottaviucci è inoltre interprete di riferimento per le musiche di John Cage\, Karlheinz Stockhausen\, Alvin Curran\, Cornelius Cardew e Terry Riley. Con quest’ultimo ha lavorato alla realizzazione di versioni inedite dei Keyboard Studies e di Tread on the Trail\, pubblicate dall’etichetta Stradivarius. \nNel corso della carriera ha collaborato\, tra gli altri\, con Markus Stockhausen\, Stefano Scodanibbio\, Rohan de Saram\, Mike Svoboda\, Mario Caroli\, Francesco Dillon e Daniele Roccato\, esibendosi in Europa\, America e Asia. Dal 2011 al 2014 ha inoltre lavorato con la Socìetas Raffaello Sanzio\, mentre nell’ambito dell’improvvisazione ha sviluppato un dialogo artistico con il poeta e artista statunitense Jim Dine. \nIl pianoforte di Ottaviucci non cerca tanto di imporre una forma al suono quanto di ascoltarlo mentre prende forma. Silenzio\, risonanza e durata diventano così materiali vivi: una musica concentrata e radicale\, capace però di parlare anche a chi non frequenta abitualmente i territori dell’avanguardia. \n 
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SUMMARY:Forlì Open Music 2026 - Prati\, Trovalusci\, Schiaffini\, Uitti
DESCRIPTION:℅ Auditorium Forlì Conad Città di Forlì \nPrati\, Trovalusci\, Schiaffini\, Uitti (IT-FRA)\nWalter Prati – elettroniche\nGianni Trovalusci – flauti\nGiancarlo Schiaffini – trombone\nFrances Marie Uitti – violoncello \nGiancarlo Schiaffini\nNato a Roma\, fisico\, compositore-trombonista-tubista\, è fra i primi esecutori di free-jazz (anni ’60). Ha studiato a Darmstadt con Stockhausen\, Ligeti e Globokar e a Roma con Evangelisti. Ha fondato Nuove Forme Sonore e fatto parte del Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza e della Italian Instabile Orchestra. Ha insegnato in conservatorio\, a Siena Jazz e tenuto seminari in Italia\, a Freiburg\, a Melbourne e alla New York University. Ha collaborato con John Cage\, K. Armitage\, Luigi Nono e Giacinto Scelsi e ha suonato al Teatro alla Scala\, IRCAM\, Donaueschingen\, Bimhuis\, JazzYatra (India); residenza al Composers & Improvisers Forum Munich. Ha registrato per le radio di molti paesi e ha inciso più di 200 LP e CD. Ha pubblicato composizioni (BMG\, Curci\, Edipan\, Ricordi)\, trattati sul trombone (Ricordi)\, su improvvisazione\, ascolto\, composizione e sull’errore (Auditorium). È citato dalla Biog. Encyclopedia of Jazz (Oxford Un. Press). \nWalter Prati\nCompositore\, violoncellista\, performer elettronico. Si diploma in composizione elettronica al conservatorio G. Verdi di Milano nel 1981. Da allora divide la sua attività tra la creazione sonora (composizioni strumentali ed elettroniche\, performance\, improvvisazioni) e organizzazione produttiva sia tecnologica che delle arti performative in generale. Svolge la sua attività artistica attraverso commissioni\, partecipazioni a festival musicali e teatrali in Italia e all’estero. È presente\, tra l’altro\, al Teatro alla Scala\, Milano Musica\, triennale di Colonia\, Contemporary Music Festival di Huddersfield\, CCA di Glasgow\, Akademie der Kunste di Berlino. Ha inciso per Ricordi\, BMG Ariola\, Pentaflowers\, Auditorium edizioni\, ECM Records. È docente di ruolo di Composizione musicale elettroacustica al Conservatorio G. Verdi di Como\, insegna Sound design all’ Istituto Europeo di Design di Milano. \nGianni Trovalusci\nFlautista e performer\, sviluppa la sua azione artistica tra musica scritta\, aleatoria e d’improvvisazione\, collaborando con artisti come Roscoe Mitchell\, Hamid Drake\, Frances-Marie Uitti\, Walter Prati\, Giorgio Nottoli\, Luigi Ceccarelli\, Ilan Volkov\, Marcello Panni\, Giorgio Battistelli\, Nicola Sani\, Giancartlo Schiaffini e molti altri. È stato solista con importanti orchestre come BBC Scottish Symphony Orchestra\, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna\, Roscoe Mitchell Orchestra\, etc. Invitato da festival di riferimento come NYCEMF New York City Electroacoustic Music Festival\, Musicacoustica Pechino; Tectonics Festival Glasgow; AngelicA festival Bologna; Unerhoerte Musik Berlino; Ravenna Festival; Centro Tempo Reale Firenze; IUC\, Roma; Nuova Consonanza Roma; Parade électronique Milano; Area Sismica Forlì; Curva Minore Palermo; Dissonanzen\, Napoli; Splendor Amsterdam\, etc. Ha tenuto masterclass e laboratori in numerosi conservatori italiani e in Europa\, USA e Cina e registrato\, tra gli altri\, per Wide Hive Records\, Da Vinci Classics\, Folderol Records\, Auditorium Edizioni\, BBC 3. E’ Presidente della Fondazione Isabella Scelsi. \nFrances-Marie Uitti\nFrances-Marie Uitti ha inventato una tecnica esecutiva radicalmente innovativa che prevede l’uso simultaneo di due archetti impugnati con una sola mano\, per produrre accordi a quattro\, tre e due voci\, mantenendo la mano sinistra libera di modularli. Oltre cinquanta compositori hanno scritto opere a lei dedicate utilizzando la tecnica dei due archetti\, tra cui Giacinto Scelsi\, Luigi Nono\, György Kurtág\, Horatio Radulescu\, Jonathan Harvey\, Richard Barrett e Luciano Chessa. Attualmente\, Gérard Pape sta componendo un’opera per lei. Per lei hanno inoltre scritto concerti per violoncello Per Nørgård\, Jonathan Harvey\, Peter Nelson e Calliope Tsoupaki. Ha inventato risuonatori capaci di amplificare i battimenti e i subarmonici al di sotto della corda del Do\, oltre ad aver progettato strumenti elettrici. Presso il CNMAT (Center for New Music and Audio Technologies) dell’Università della California\, Berkeley\, ha inventato un violoncello senza corde\, a dodici sensori e con doppio ponticello. Le sue composizioni le sono valse una borsa di studio della Fromm Foundation\, un riconoscimento del National Endowment for the Arts\, una residenza artistica presso Civitella Ranieri e commissioni da parte di istituzioni e festival quali l’Holland Festival\, il Festival di Como\, la Biennale di Venezia\, l’ICM di Londra\, National Sawdust di New York e l’IRCAM\, tra gli altri. Ha ricevuto per due volte una Regency Fellowship presso l’Università della California\, San Diego\, e successivamente un’altra presso l’Università della California\, Berkeley. Recentemente\, il Fonds voor de Podiumkunsten le ha commissionato Al Khymia\, un’opera della durata di un’ora basata su antiche partiture musicali originali del Bhutan risalenti al Novecento. Ha composto Zhundra! per Matt Haimovitz\, opera presentata in prima assoluta a New York\, e Puja\, un’importante composizione per quartetto di violoncelli con accordature modificate. Le sue registrazioni sono pubblicate da ECM Records\, Etcetera\, Cryptogramophone\, Zoar\, Mode\, JdK Records\, Seraphin e BV Haast. Ha tenuto masterclass in tutto il mondo per compositori e strumentisti ad arco presso istituzioni prestigiose\, tra cui Yale\, Stanford\, Juilliard e Harvard. Ha ottenuto una residenza artistica per la composizione presso Civitella Ranieri e\, più avanti quest’anno\, parteciperà a un progetto di co-composizione con Ying Wang presso l’Akademie der Künste di Berlino. Ha inoltre recentemente ricevuto\, insieme al compositore norvegese Rolf Wallin\, una commissione sostenuta dall’Arts Council Norway. I suoi scritti sono stati pubblicati\, tra gli altri\, su Contemporary Music Review\, dalla Cambridge University Press\, su Granta\, Tempo\, MusikTexte e Arcana.
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SUMMARY:Forlì Open Music 2026 - Rempis/Adasiewicz/Corsano Trio
DESCRIPTION:℅ Auditorium Forlì Conad Città di Forlì \nRempis/Adasiewicz/Corsano Trio (USA)\nDave Rempis – sax\nJason Adasiewicz – vibrafono\nChris Corsano – batteria \nCi sono i supergruppi\, e poi ci sono i SUPERGRUPPI. Questo trio\, composto da tre improvvisatori di grande esperienza e prolifici\, il cui lavoro è stato riconosciuto in tutto il mondo\, non è né l’uno né l’altro. Si tratta di una band di musicisti con i piedi per terra e grandi lavoratori\, la cui concentrazione e dedizione alla musica sono eccezionali. Ciò non significa che questi tre non abbiano un curriculum complessivo che abbraccia un vero e proprio “Who’s Who” della musica contemporanea in molteplici scene. Ma la loro filosofia scaturisce dalla loro provenienza dal Midwest: un approccio concreto al lavoro collaborativo. \nIl trio si è riunito per la prima volta all’Hungry Brain di Chicago durante una residenza di un mese\, ogni giovedì\, organizzata da Rempis nel settembre 2024. Il recente trasferimento di Corsano a Chicago ha rappresentato un’occasione attesa da tempo per collaborare nuovamente\, dopo aver lavorato regolarmente con il quartetto From Wolves to Whales insieme a Nate Wooley e Pascal Niggenkemper a metà degli anni 2010. E il recente ritorno di Adasiewicz alla musica\, dopo una pausa pluriennale\, lo ha posto in cima alla lista per qualsiasi nuovo gruppo che Rempis metta insieme\, dopo molti anni di collaborazione all’inizio delle loro carriere. Quel primo concerto all’Hungry Brain si è rivelato troppo avvincente per rimanere un evento isolato. Così hanno organizzato diverse altre esibizioni di successo a Chicago e Milwaukee nell’inverno del 2025\, da cui è nato il loro album di debutto Dial Up\, pubblicato dall’etichetta Aerophonic Records di Rempis nel dicembre 2025. \nAscoltando il disco\, si viene immediatamente avvolti dalla forza dell’estetica condivisa dalla band. Qui non c’è spazio per l’ego\, ma semplicemente un’etica collaborativa che spinge la musica in avanti. Sebbene questa sia una caratteristica storica della scena musicale improvvisata di Chicago\, è anche un aspetto che Corsano ha fatto proprio nel proprio lavoro da decenni. Ed è proprio questo il motivo per cui il suo trasferimento in città e il suo inserimento nella scena locale risultano così naturali. Questi tre musicisti respirano all’unisono con una sensibilità rara. E sebbene tutti e tre padroneggino una gamma ampia e unica di espressioni con i propri strumenti\, non si ha mai la sensazione che lo sfarzo tecnico prenda il posto della musicalità. Ogni movimento è al servizio dell’evoluzione e dello sviluppo del suono spontaneo che generano. \nIl trio ha fatto una tournée negli Stati Uniti nell’aprile 2026 e si recherà in Europa nel novembre 2026. Attualmente sta pianificando altre tournée nazionali per la primavera del 2027.
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SUMMARY:Forlì Open Music 2026 - Darius Jones Trio
DESCRIPTION:℅ Auditorium Forlì Conad Città di Forlì \nDarius Jones Trio (USA)\nDarius Jones – sax\nChris Lightcap – contrabbasso\nGerald Cleaver – batteria \nDarius Jones è un sassofonista contralto tanto feroce quanto tenero\, incline sia a sfrenate esplosioni sonore che a delicati lamenti. «Per molto tempo ho considerato il mio sassofono un’arma\, proprio come un samurai considera la sua spada»\, ha raccontato una volta. «Ultimamente il rapporto si è evoluto in quello tra un animale e il suo compagno umano». Il suo modo di suonare lascia spazio a entrambi questi ruoli\, specialmente nella sua rivelatrice serie di nove album\, Man’ish Boy\, frutto di una riflessione pluriennale sulle difficoltà di salute mentale degli uomini neri e sul lavoro necessario per superare i traumi. Con il settimo capitolo\, l’avvincente Legend of e’Boi (The Hypervigilant Eye) del 2024\, ha urlato attraverso un’interpretazione di “No More My Lord”\, stringendo\, piegando e tirando la melodia di quella vecchia canzone carceraria fino a spezzarla tra le sue mani. Ma “We Inside Now” parlava della ricerca di conforto\, del tentativo di trovare un posto tranquillo dove sedersi con il proprio blues. \nJones è un collaboratore instancabile: lavora con artisti del calibro di Marc Ribot e Matana Roberts\, ha registrato diversi album con il grande Matthew Shipp e lo scorso anno ha fondato l’Otherlands Trio insieme al bassista Stephan Crump. Ma\, come si sente in Legend\, ha anche creato un trio di lunga data e di grande profondità con il batterista Gerald Cleaver e il bassista Chris Lightcap. Queste sono le lotte e le storie di Jones\, ma loro sembrano condividere il peso\, fornendo una piattaforma per dar loro voce.
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SUMMARY:Forlì Open Music 2026 - The Messthetics and James Brandon Lewis
DESCRIPTION:℅ Auditorium Forlì Conad Città di Forlì \nThe Messthetics and James Brandon Lewis (USA)\nAnthony Pirog – chitarra el\nJoe Lally – basso el\nBrendan Canty – batteria\nJames Brandon Lewis – sax \nLa distanza tra la scena rock underground e il movimento del free jazz degli anni ’60\, che ha superato i confini di genere\, è più breve di quanto sembri. Nel loro secondo album di collaborazione\, Deface the Currency\, i The Messthetics e James Brandon Lewis sono riusciti a colmare tale distanza unendo la precisione post-punk della scena hardcore di Washington D.C. all’energia ad alto numero di ottani della tradizione rock rivoluzionaria di Detroit. Creano così un legame potente tra le leggende dell’avanguardia “New Thing” Pharoah Sanders e Sonny Sharrock e l’intensità ad alta energia e la passione degli MC5 e degli Stooges di Detroit\, nonché dei Fugazi\, dei Nation of Ulysses e dei Faraquet di Washington\, D.C. Non fraintendete: pur riuscendo a cogliere lo spirito di entrambe le correnti\, il loro sound è interamente originale. Raggiungere questo risultato non è affatto facile. \nTuttavia\, la formazione di grande impatto della band\, che include ex membri dei Fugazi — il bassista Joe Lally e Brendan Canty alla batteria — fornisce la base ritmica telepatica che il chitarrista Anthony Pirog e il sassofonista tenore James Brandon Lewis sfruttano a loro vantaggio per creare linee melodiche penetranti e aggressive che portano la musica ovunque vogliano\, spingendosi a vicenda in modalità d’attacco nel brano di apertura\, “Deface the Currency”. Non solo brano di titolo\, ma anche dichiarazione d’intenti per la band. Qui Lewis suona con un senso di urgenza e aggressività che il suo sassofono riesce a malapena a contenere; strilla e squilla con passione\, mostrando al contempo una grinta blues che di solito non si sente quando suona nel formato più tradizionale del quartetto. Questa grinta gli permette di affrontare a testa alta il potente motore ritmico dei Messthetics\, un’esplosione sonora che spinge entrambi verso nuove vette.
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SUMMARY:Denis Campitelli - Una bistecca
DESCRIPTION:℅ Lupo Lido di Savio (RA)\nStagione 37 \nDenis Campitelli – Una bistecca\ndal celebre racconto di Jack London \nmusiche dal vivo Paolo Gradari\nuna produzione Teatro Due Mondi \nUna storia di fame\, coraggio e dignità che parla ancora al nostro cuore. Sul palco prende vita la storia di Tom King\, pugile ormai alla fine della carriera. Stanco\, affamato\, segnato dalla fatica e dalla povertà\, sale sul ring per l’ultimo incontro. Un combattimento che diventa metafora della vita: della dignità di chi resiste\, della fatica quotidiana\, della lotta contro un destino che sembra già scritto. \nIngresso € 17 in prevendita | € 20 alla porta \nPrevendita online su liveticket
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SUMMARY:Tim Hodgkinson & Atsuko Kamura
DESCRIPTION:℅ Lupo Lido di Savio (RA)\nStagione 37 \nOre 18\nRassegna Musiche Extra-Ordinarie\nTim Hodgkinson & Atsuko Kamura (GB – JP)\nAtsuko Kamura – voce\, tastiere\, elettroniche\nTim Hodgkinson – lap steel guitar\, elettroniche \nL’incontro fra Tim Hodgkinson e Atsuko Kamura mette in dialogo due figure storiche della musica d’avanguardia britannica e giapponese. Compositore\, polistrumentista e cofondatore degli Henry Cow insieme a Fred Frith\, Hodgkinson ha attraversato rock sperimentale\, improvvisazione radicale\, musica contemporanea ed elettronica\, lavorando oggi soprattutto con clarinetti\, lap steel guitar\, tastiere e dispositivi elettronici. Kamura proviene invece dalla scena femminista e punk della Tokyo degli anni Ottanta: fondatrice delle Mizutama Shobodan\, ha poi fatto parte del duo vocale Honeymoons e delle Frank Chickens\, sviluppando una ricerca personalissima fra canto\, parola\, rumore ed elaborazione elettronica. \n«All’inizio del 2024 abbiamo iniziato a lavorare al progetto che è poi diventato l’album Haiku in the Wide World – 37 arrangiamenti di poesie haiku per lo più tradizionali\, tradotte da Harry Gilonis\, recitate in inglese da Tim Hodgkinson e cantate in giapponese da Kamura. Nel settembre 2024 abbiamo portato in tournée una versione dal vivo in Giappone\, per poi esibirci al LEM Festival di Barcellona e alla 100 Years Gallery di Londra. Nel dicembre 2025 abbiamo sviluppato un nuovo programma di adattamenti delle poesie di Suga Kanno\, presentato in anteprima al Cafe Oto. A seguire\, un tour di 15 date in Giappone nell’estate del 2026 con l’uscita in Giappone del disco Songs of Resistance Kanno Suga. Ad accompagnarci c’erano Otomo Yoshihide\, Sabu Toyozumi\, Haco\, Yagi Michiyo\, Kawabata Makoto e molti altri. Per il nostro tour nell’Unione Europea a novembre 2026 presenteremo il nostro progetto “Haiku” dal vivo con improvvisazionie brani aggiuntivi tratti dalle poesie di Suga Kanno». \nUna musica imprevedibile ma fortemente evocativa\, capace di far incontrare poesia orientale\, sensibilità punk e sperimentazione europea. \nIngresso € 17 in prevendita | € 20 alla porta \nPrevendita online su liveticket
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SUMMARY:Derive Fets 2026 Plants Heal
DESCRIPTION:℅ Lupo Lido di Savio (RA)\nStagione 37 \nRassegna Musiche Extra-Ordinarie \nPlants Heal (GB – It)\nDan Nicholls – pianoforte\, sintetizzatori\, elettronica e percussioni\nDave De Rose – batteria\nLou Zon – visuals \nI collaboratori di lunga data Dave De Rose (batteria)\, Dan Nicholls (tastiere) e Lou Zon (video) canalizzano il loro amore per la musica ambient e dance in set audiovisivi totalmente improvvisati\, psichedelici e gioiosi con i Plants Heal. Partiti da percorsi distinti\, in cui suonavano di tutto\, dalla musica gnawa marocchina e la musica tradizionale ghanese gyil fino a progetti strumentali elettronici – tra cui collaborazioni con Goldie\, Squarepusher e Alabaster Deplume – Dave e Dan si sono trovati in sintonia in un momento in cui entrambi stavano elaborando intuitivamente il proprio rifiuto dei concetti musicali mainstream. Affiancati da Lou Zon\, un’antropologa visiva e videomaker le cui immagini sono ricche di astrazioni della vita vegetale e di immagini cosmiche\, i loro set dal vivo sono viaggi immersivi alla scoperta\, caratterizzati da atmosfere profonde e contemplative tra momenti di energia esaltante e mondi sonori pacifici e curativi\n. \nIngresso € 12 in prevendita | € 15 alla porta \nAbbonamento Derive Fest 2026: € 30 in prevendita | € 40 alla porta \nPrevendita online su liveticket
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SUMMARY:Derive Fest 2026 Marco Colonna - Alexander Hawkins
DESCRIPTION:℅ Lupo Lido di Savio (RA)\nStagione 37 \nRassegna Musiche Extra-Ordinarie \nMarco Colonna – Alexander Hawkins (It – GB)\nMarco Colonna – bass clarinet\nAlexander Hawkins – piano \nIl clarinettista italiano Marco Colonna e il pianista britannico Alexander Hawkins\, fresco del premio DownBeat come miglior pianista emergente 2026\, dialogano nel segno di Eric Dolphy\, assunto non come modello da imitare ma come inesauribile principio di libertà. \nUn incontro senza rete tra lirismo\, memoria del jazz e improvvisazione contemporanea. Appartengono a quel gruppo di improvvisatori liberi che hanno alle spalle una preparazione rigorosa; e il cui approccio all’interazione\, all’assolo e all’invenzione contrappuntistica si muove essenzialmente lungo gli stessi assi cartesiani del il rigore accademico europeo. \nSono musicisti lontani dall’ingenuità di un radicalismo storicizzato ormai giunto ai suoi settant’anni\, così come sono lontani da un certo lessico afroamericano altrettanto storicizzato. \nColonna e Hawkins rappresentano appieno la nuova era della «ricerca consapevole»\, e per questo motivo\, credo di non sbagliarmi nell’affermare che essi abbiano tenuto conto di una figura come Anthony Braxton\, il quale\, certamente più di molti altri\, ha fatto proprio il messaggio di Dolphy. \n  \nIngresso € 17 in prevendita | € 20 alla porta \nAbbonamento Derive Fest 2026: € 30 in prevendita | € 40 alla porta \nPrevendita online su liveticket
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SUMMARY:Derive Fest 2026 Veniero Rizzardi - Leslee Smucker
DESCRIPTION:℅ Lupo Lido di Savio (RA)\nStagione 37 \nRassegna Musiche Inaudite \nLuigi Nono\nLa lontananza nostalgica utopica futura. Madrigale per più «caminantes» con Gidon Kremer (1988). \nVeniero Rizzardi – Leslee Smucker (It – NL)\nLeslee Smucker – violino\nVeniero Rizzardi – regia del suono \nLa lontananza nostalgica utopica futura è la penultima composizione compiuta da Luigi Nono\, nel 1988\, “per violino\, otto nastri magnetici\,da sei a dieci leggii”. Il sottotitolo recita “madrigale per più caminantes con Gidon Kremer” e rissume alcune delle caratteristiche salienti\, esclusive della composizione. Nono era rimasto affascinato da un graffito trovato sul muro del convento di Toledo che parafrasava un verso di Machado trasformandolo così: “caminante\, no hay caminos\, hay que caminar”. Il/la violinista legge la sua parte distribuita su sei diversi leggii spostandosi da uno all’altro\, camminando tra una stazione e un’altra\, scegliendo tempi e durate di suoni e silenzi.  Otto tracce sonore contrappuntano il solista con una quantità di materiali violinistici ed echi di vita reale\, registrati ed elaborati a partire da alcuni giorni di seduta insieme al violinista Gidon Kremer: è una riserva di materiale che\, scorrendo nel tempo\, viene selezionato sul momento dal regista del suono\, che  a sua volta assume il ruolo di solista\, in un dialogo con il violino dal vivo che è imprevedibile\, anche estemporaneo\, e sempre diverso a ogni esecuzione. Il suono viene diffuso da otto altoparlanti posti tutto intorno il pubblico\, e anch’esso vaga imprevedibilmente in ogni direzione. Il cammino è solo vagamente tracciato\, non ha una meta\, la durata non è prefissata\, la conclusione rimane sospesa. \nLeslee Smucker è violinista\, compositrice e artista interdisciplinare attiva nei Paesi Bassi. La sua ricerca esplora i confini tra linguaggi artistici\, performance e percezione\, attraverso progetti che intrecciano violino\, elettronica\, poesia\, immagini\, elementi scenici e voce. Come violinista ha presentato lavori solistici al Center for New Music di San Francisco\, OT301\, Rewire Festival e in numerosi altri contesti internazionali. È stata fellow del JACK Quartet a Philadelphia e dell’International Contemporary Ensemble e fa parte del Pi Quartet dell’Aia.Le sue composizioni sono state presentate\, tra gli altri\, a Grachtenfestival\, Gaudeamus Muziekweek\, November Music e Rewire Festival. La sua ricerca comprende anche la composizione multicanale e la Wave Field Synthesis. L’album Breathing Landscape (Beacon Sound\, 2024) è stato segnalato da Bandcamp tra le migliori pubblicazioni sperimentali del febbraio 2024. Nel 2025 ha ricevuto un finanziamento dello Stimuleringsfonds per D//Am0re\, progetto dedicato a una viola d’amore elettronica risonante ibrida. \nVeniero Rizzardi\, musicologo\, ha insegnato all’Università Ca’ Foscari di Venezia e al Conservatorio di Padova\, con incarichi all’Università di Friburgo (CH) e l’IRCAM di Parigi. Da alcuni anni collabora con l’Institute of Sonology del Conservatorio Reale dell’Aia. I suoi ambiti di ricerca includono la storia della musica del 900\, le tecnologie musicali\, l’analisi genetica dei processi compositivi e la storia sociale del suono. Le sue ricerche sulla musica elettroacustica si estendono alla ricostruzione di opere storiche\, e alla pratica della performance elettroacustica e della regia del suono. Recentemente ha tenuto concerti con Evan Parker\, Paul Lytton e Walter Prati e ha eseguito al Festival Primavera di Praga La lontananza… di Nono con la violinista Hana Kotková. Con Leslee Smucker lo ha eseguito al Festival Composing Spaces de L’Aia registrandolo poi per un CD di prossima uscita. \nHa curato edizioni critiche di opere di Luigi Nono e Bruno Maderna. Membro fondatore della Fondazione Archivio Luigi Nono di Venezia\, partecipa a diversi gruppi di ricerca internazionali\, ha organizzato congressi e colloqui in Italia e in vari paesi europei\, e ha curato numerose pubblicazioni discografiche con materiali d’archivio inediti. Per molti anni è stato anche attivo come curatore di rassegne di musica per il Centro d’Arte dell’Università di Padova. \nSi ringraziano la Konrad Boehmer Foundation (Den Haag\, NL) e la Fondazione Archivio Luigi Nono\, Venezia. \n  \nIngresso € 10 in prevendita | € 12 alla porta \nAbbonamento Derive Fest 2026: € 30 in prevendita | € 40 alla porta \nPrevendita online su liveticket
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SUMMARY:Joe McPhee - TBC
DESCRIPTION:℅ Lupo Lido di Savio (RA)\nStagione 37 \nRassegna Musiche Extra-Ordinarie \nJoe McPhee (Usa) – To Be Confirmed\nsax \nJoe McPhee è una vera e propria leggenda vivente\, da decenni una delle figure più rappresentative della musica afroamericana. Chiamato da Oriette Coleman a suonare al funerale di John Coltrane\, è con la Freedom and Unity di Clifford Thornton che incide nel ’69 la sua prima registrazione come side man e poco dopo il suo primo album da leader\, Underground Railroad. Inizia fin da subito a esplorare tecniche estese del proprio strumento e sviluppa un “pensiero obliquo” applicandolo al suo approccio improvvisativo\, ottenendo una personalità “black” unica. La cifra di Joe McPhee è proprio questa continua ricerca dello spostamento e della fusione di vari orizzonti musicali. Con una carriera che dura da oltre 50 anni e oltre 100 registrazioni\, non ha mai smesso di forgiare nuove connessioni per sperimentare punti di vista diversi. La critica internazionale si può sintetizzare in questa semplice frase: “La sua interpretazione del sax rimane una meraviglia\, una delle più belle voci del pianeta\, anche quando ricerca i limiti del jazz.”
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