BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Area Sismica - ECPv6.17.0//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:Area Sismica
X-ORIGINAL-URL:https://www.areasismica.it
X-WR-CALDESC:Eventi per Area Sismica
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20260329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20261025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20270328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20271031T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260920T180000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20260920T220000
DTSTAMP:20260826T182327Z
CREATED:20260810T062710Z
LAST-MODIFIED:20260826T182327Z
UID:337983-1789927200-1789941600@www.areasismica.it
SUMMARY:Anteprima Stagione 37 con due concerti: il trio Ostertag-Minton-Chen e i Mopcut
DESCRIPTION:c/o Lupo di Lido di Savio \nBob Ostertag – Phil Minton – Audrey Chen\nMopcut\nAnteprima stagione 37 \nAl Lupo arriva una sontuosa anteprima della Stagione 37 di Area Sismica (che partirà il 18 ottobre)\, ossia il doppio concerto di Bob Ostertag\, Phil Minton e Audrey Chen\, e dei Mopcut. Compositore\, improvvisatore\, sperimentatore elettronico\, scrittore e attivista\, l’americano Ostertag ha costruito una carriera nella quale il suono non è mai soltanto una questione estetica\, ma spesso diventa uno strumento per raccontare la realtà e metterla in discussione. Classe 1940\, Minton è cantante\, improvvisatore\, compositore e sperimentatore\, che nel corso di una carriera lunga oltre mezzo secolo ha trasformato la voce in qualcosa che va ben oltre il semplice canto: un corpo sonoro capace di produrre rumori\, grida\, sussurri\, sibili\, gorgoglii e improvvise esplosioni vocali. Trait d’union tra i due concerti\, la vocalist e violoncellista Audrey Chen\, che oltre a essere la special guest del duo Ostertag-Minton sarà la voce dei Mopcut\, progetto che la unisce a Lukas König (batteria\, elettroniche) e Julien Desprez (chitarra elettrica). \nOre 18.30 \nBob Ostertag – Phil Minton – Audrey Chen\nBob Ostertag – elettroniche\, laptop\nPhil Minton – voce\, tromba\nAudrey Chen – voce \nBob Ostertag è una di quelle figure che rendono quasi impossibile tracciare un confine tra musica\, tecnologia e politica. Compositore\, improvvisatore\, sperimentatore elettronico\, scrittore e attivista\, l’americano ha costruito una carriera nella quale il suono non è mai soltanto una questione estetica\, ma spesso diventa uno strumento per raccontare la realtà e metterla in discussione. Nato ad Albuquerque\, nel New Mexico\, nel 1957\, Ostertag studia al conservatorio di Oberlin\, dove si avvicina ai sintetizzatori modulari e alla musica elettronica. Nel 1978 accompagna Anthony Braxton in Europa\, suonando un sintetizzatore analogico modulare privo di tastiera: una scelta già indicativa della sua idea di musicista\, più interessato a esplorare le possibilità di una macchina che a utilizzarla secondo le modalità convenzionali. Poco dopo si trasferisce a New York\, entrando nel fermento della scena “downtown” e stringendo rapporti con John Zorn\, Fred Frith e altri protagonisti dell’avanguardia. La sua ricerca conosce però una brusca deviazione. All’inizio degli anni Ottanta Ostertag abbandona temporaneamente la musica per occuparsi di politica e di America Centrale\, seguendo da vicino i movimenti rivoluzionari di Nicaragua ed El Salvador. Tornerà alla musica soltanto alla fine del decennio\, portandosi dietro un’esperienza che finirà inevitabilmente dentro le sue composizioni. È proprio allora che sviluppa una delle sue caratteristiche più originali: l’utilizzo del campionamento come strumento compositivo. In lavori come Attention Span (1990) prende frammenti delle improvvisazioni di Fred Frith e John Zorn e li smonta\, ricompone e trasforma digitalmente. Non si limita quindi a registrare la musica: la manipola fino a farla diventare qualcosa di nuovo. Il rapporto fra suono e politica diventa ancora più evidente in Sooner or Later\, dedicato alla guerra civile salvadoregna\, e in All the Rage\, realizzato per il Kronos Quartet e ispirato anche ai disordini legati alle battaglie per i diritti gay a San Francisco. Nelle sue opere compaiono così registrazioni documentarie\, rumori\, immagini\, campionamenti e strumenti elettronici\, spesso in una fusione fra concerto\, performance e installazione. Nel corso degli anni Ostertag ha collaborato\, fra gli altri\, con Anthony Braxton\, Fred Frith\, John Zorn\, Phil Minton\, Mike Patton e il Kronos Quartet. Ha inoltre pubblicato libri e svolto attività accademica e giornalistica. La sua è\, in fondo\, un’idea molto precisa di musica sperimentale: non fuggire dalla realtà\, ma portarla dentro il suono. Anche per questo Ostertag rimane una figura particolarmente interessante dell’avanguardia americana: un musicista per il quale tecnologia e improvvisazione non sono fini a se stesse\, ma strumenti per interrogare il mondo. Il 25 marzo 2006 Ostertag ha reso tutti i lavori musicali dei quali possiede i diritti disponibili per il download digitale sotto la licensa Creative Commons Attribution-NonCommercial 2.5 license. \nPhil Minton è uno di quei musicisti difficili da collocare dentro una definizione. Cantante\, improvvisatore\, compositore e sperimentatore\, nel corso di una carriera lunga oltre mezzo secolo ha trasformato la voce in qualcosa che va ben oltre il semplice canto: un corpo sonoro capace di produrre rumori\, grida\, sussurri\, sibili\, gorgoglii e improvvise esplosioni vocali. Nato nel 1940 a Torquay\, in Inghilterra\, Minton si avvicina alla musica attraverso il jazz\, ma fin dagli inizi guarda soprattutto alle possibilità dell’improvvisazione. Negli anni Sessanta si trasferisce negli Stati Uniti\, dove entra in contatto con l’ambiente della free music e con alcuni dei protagonisti della nuova scena jazz. Tornato in Europa\, negli anni Settanta diventa una figura importante dell’improvvisazione radicale britannica\, collaborando con musicisti come Fred Frith\, Mike Westbrook\, Peter Brötzmann\, Derek Bailey e molti altri. Il suo strumento\, naturalmente\, è la voce. Ma chiamarlo semplicemente cantante sarebbe riduttivo. Minton sembra spesso voler riportare la voce alla sua dimensione più primitiva\, precedente persino alle parole. Può passare da un fraseggio quasi lirico a un urlo animalesco\, da una melodia riconoscibile a una sequenza di suoni apparentemente impossibili. La tecnica è impressionante\, ma non è mai semplice esibizione virtuosistica: dietro la provocazione c’è una precisa ricerca sulle possibilità fisiche ed espressive dell’apparato vocale. Nel corso degli anni ha lavorato con formazioni jazz\, ensemble di musica contemporanea\, orchestre e artisti provenienti da mondi apparentemente lontanissimi. Ha realizzato numerosi dischi e partecipato a progetti che hanno attraversato jazz\, musica improvvisata\, teatro e performance. Una parte fondamentale della sua attività è stata inoltre dedicata all’insegnamento dell’improvvisazione vocale. È il creatore del Feral Choir\, un progetto nel quale persone senza una specifica formazione musicale vengono invitate a liberare la voce dalle convenzioni del canto tradizionale. Il risultato è una sorta di organismo collettivo nel quale ogni partecipante contribuisce con rumori\, vocalizzi e suoni spontanei. Phil Minton rappresenta\, in definitiva\, una delle figure più singolari della vocalità contemporanea. La sua scommessa è semplice e radicale allo stesso tempo: dimostrare che la voce non deve necessariamente cantare parole o melodie. Può essere\, semplicemente\, suono. E nelle sue mani – o meglio\, nella sua gola – quel suono può diventare musica. \nAudrey Chen\, nata nel 1976 nei dintorni di Chicago da una famiglia di origine cinese e taiwanese\, è una delle figure più originali della scena internazionale della musica improvvisata. Musicista e performer\, lavora soprattutto con voce\, violoncello ed elettronica analogica\, strumenti che combina attraverso tecniche tradizionali e approcci decisamente sperimentali. Inizia a studiare violoncello a otto anni e canto a undici. Dopo una formazione classica e conservatoriale\, nel 2003 decide però di mettere in discussione il rapporto con entrambi gli strumenti\, alla ricerca di un linguaggio personale. Da quel momento l’improvvisazione diventa una componente fondamentale del suo lavoro: Chen non parte necessariamente da una composizione prestabilita\, ma costruisce la musica nel momento stesso dell’esecuzione. Il suo approccio è fisico\, istintivo\, quasi primordiale. Il violoncello può essere preparato e sottoposto a tecniche estese\, mentre la voce viene utilizzata non soltanto per cantare\, ma come una vera sorgente sonora: respiri\, vocalizzi\, sibili\, grida e articolazioni che sembrano collocarsi al confine fra linguaggio e rumore. L’elettronica analogica contribuisce a moltiplicare e deformare questo materiale. Negli anni Chen ha collaborato con numerosi protagonisti dell’avanguardia e dell’improvvisazione\, fra cui Phil Minton\, con il quale forma dal 2005 uno dei suoi sodalizi più duraturi\, oltre a Mats Gustafsson\, Joe McPhee\, Elliott Sharp\, Susan Alcorn e Kaffe Matthews. È inoltre membro di progetti come BEAM SPLITTER\, con il trombonista Henrik Munkeby Nørstebø\, e MOPCUT. Da alcuni anni la sua ricerca si è concentrata sempre più sulla voce\, spesso privata di elaborazioni elettroniche\, proprio per esplorarne la dimensione più immediata e corporea. Dal 2011 vive a Berlino\, da dove continua un’intensa attività internazionale. Più che una cantante o una violoncellista\, Audrey Chen è dunque una esploratrice del suono: una musicista interessata a scoprire quanto sia sottile il confine tra musica\, voce\, corpo e rumore. \nA seguire \nMopcut\nLukas König – batteria\, elettroniche\nAudrey Chen – voice\, elettroniche\nJulien Desprez – chitarra elettrica \nIl progetto Mopcut riunisce tre illustri membri della scena sperimentale e improvvisativa internazionale per mette in atto un’operazione di vero caos. Lukas König\, noto per Köenigleopold\, Kompost 3 e per aver collaborato con gli Irreversible Entaglements\, guida questo assalto iper-ritmico da dietro la batteria. A lui si affianca lo straordinario chitarrista e membro della Fire! Orchestra e degli Abacaxi Julien Desprez\, che si esibisce sia in maniacali esplorazioni strumentali che in minimalistiche creazioni di paesaggi sonori. A completare questa magnifica compagnia c’è la vocalist Audrey Chen\, che si lascia alle spalle il violoncello per tuffarsi in un’indagine senza esclusione di colpi sulla voce umana e sulle sue capacità. \nCos’è il Mopcut? Il mopcut è uno stile di suono di media lunghezza che copre la testa e le orecchie con un colpo verticale e un’onda orizzontale. Il paesaggio sonoro deve essere tagliato in modo uniforme su tutta la circonferenza\, in modo che il suono nella parte anteriore raggiunga l’occhio interno\, mentre le onde ai lati coprano (o quasi) completamente le orecchie. I battiti sul retro mantengono la stessa lunghezza dei campioni sul davanti e sui lati. Una volta ottenuto il suono complessivo\, si ricorre al trimming per ottenere il minimalismo o il massimalismo\, a seconda dei casi. L’improvvisazione\, il suono e i beat elettronici funzionano bene come sottofondo per il mopcut. Si possono usare apparecchi e dispositivi elettronici per dare al mopcut un po’ più di volume\, ma gli effetti possono portare ad alzarsi in piedi invece di pendere in basso. \nI Mopcut sono Lukas König\, Audrey Chen e Julien Desprez. Il loro obiettivo è una costruzione di suoni che avvolgano completamente gli ascoltatori e abbia un impatto altrettanto intenso sulle orecchie quanto sull’occhio interno – così Audrey Chen\, Julien Desprez e Lukas König descrivono il loro progetto in trio\, che ha celebrato la sua prima al Donaufestival di Krems (in Austria) nel 2018. Le loro capacità di improvvisazione trascendono tutti i confini di genere. Lukas König utilizza la batteria\, il sintetizzatore e la voce; Julien Desprez suona la chitarra elettrica e Audrey Chen sovrappone i suoni dei suoi sintetizzatori analogici con estatiche voci estemporanee. \n  \ningresso 25€ in prevendita su oooh.events\n28€ alla porta
URL:https://www.areasismica.it/event/bob-ostertag-phil-minton-audrey-chen-mopcut/
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.areasismica.it/wp-content/uploads/2026/08/Senza-titolo-1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20261025
DTEND;VALUE=DATE:20261026
DTSTAMP:20260831T073154Z
CREATED:20260831T073154Z
LAST-MODIFIED:20260831T073154Z
UID:338000-1792886400-1792972799@www.areasismica.it
SUMMARY:Music for Dance
DESCRIPTION:℅ Lupo Lido di Savio (RA)\nStagione 37 \nOre 18\nRassegna Musiche Extra-Ordinarie \nMusic for Dance (IT)\nTobia Bondesan – sax\nMichele Bondesan – contrabbasso\nGiuseppe Sardina – batteria \nIl trio Music for Dance è un progetto di ricerca e avanguardia guidato dai fratelli Tobia e Michele Bondesan insieme al percussionista Giuseppe Sardina. Nato originariamente nel 2023 come titolo del loro primo disco omonimo\, il trio ha successivamente adottato Music for Dance come nome ufficiale della formazione in occasione dell’uscita del loro secondo capitolo discografico\, intitolato Spin (pubblicato a inizio 2026). Il trio si sviluppa sulla classica formula sax-basso-batteria\, un organico ridotto che lascia massima libertà espressiva. Tobia Bondesan\, sassofono\, Michele Bondesan\, contrabbasso\, Giuseppe Sardina\, batteria e percussioni. A dispetto del nome\, non si tratta ovviamente di musica da ballo. Il trio lavora come un collettivo di “musicisti-ricercatori” che esplorano l’idea del movimento\, del ritmo intrinseco nelle cose\, del cambio di postura e del tempo. La loro proposta è libera da etichette rigide. Sfrutta l’assenza di legami armonici tradizionali per moltiplicare le interazioni timbriche tra i tre musicisti\, alternando momenti di forte dinamismo a improvvisazioni astratte e geometriche.
URL:https://www.areasismica.it/event/music-for-dance/
ATTACH;FMTTYPE=image/png:https://www.areasismica.it/wp-content/uploads/2026/08/MUSIC-FOR-DANCE.png
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20261112
DTEND;VALUE=DATE:20261116
DTSTAMP:20260911T113326Z
CREATED:20260910T143620Z
LAST-MODIFIED:20260911T113326Z
UID:338047-1794441600-1794787199@www.areasismica.it
SUMMARY:Forlì Open Music 2026
DESCRIPTION:Da giovedì 12 a domenica 15 novembre\nRassegna Musiche Extra-Ordinarie e Rassegna Musica Inaudita\nForlì Open Music 2026 \nForlì Open Music è da sempre uno spazio aperto alla pluralità dei linguaggi artistici e all’incontro tra forme espressive in continua evoluzione. La varietà delle proposte mette in dialogo artisti di fama internazionale e talenti del territorio\, tracciando un percorso attraverso i diversi mondi musicali che interpretano il nostro tempo: la musica del presente.\nFin dalle prime edizioni\, il festival si è distinto per il suo carattere trasversale e per una forte vocazione divulgativa. L’obiettivo è avvicinare il pubblico a musiche differenti\, nate all’interno del medesimo orizzonte storico e culturale\, stimolando un ascolto libero da categorie e aperto alla scoperta.\nUna musica che può essere scrittura e creazione estemporanea\, improvvisazione e sperimentazione\, ricerca ed evocazione. \nProgramma: \ngiovedì 12 e venerdì 13 novembre\n℅ Sala Sangiorgi\, Fondazione Masini – Forlì \ngiovedì 12 \nMasterclass condotta da\nPino Saulo: “Radici afroamericane. Influenze e trasformazioni nella musica di oggi”\nTrance: Ripetizioni\, inciampi\, incanti\nChe cosa accade quando una figura musicale si ripete? Il suono ritorna\, ma il nostro modo di ascoltarlo si trasforma. Affiorano dettagli\, emergono differenze minime\, il tempo sembra dilatarsi. Un inciampo\, uno scarto\, una variazione possono aprire passaggi inattesi dentro ciò che credevamo di conoscere. La ripetizione diventa così una soglia verso l’ascolto profondo: un’esperienza capace di coinvolgere il corpo\, ampliare la percezione e allentare i confini abituali tra sé e ciò che ci circonda. Nella trance\, l’apparente smarrimento può farsi intensità\, presenza\, connessione. Attraverso musiche di ieri e di oggi\, provenienti da culture e ambiti diversi\, l’incontro propone un percorso di ascolti dedicato al potere della reiterazione e alle sue metamorfosi. Senza pretese di esaustività\, esploreremo il rapporto tra suono e stati di coscienza\, tra ostinazione e abbandono\, tra la persistenza di un gesto e la sorpresa che può generare. Un viaggio tra ripetizioni\, inciampi e incanti\, per scoprire come il ritorno dello stesso possa condurci ogni volta altrove. \ngiovedì 12 \nLaboratorio condotto da\nWalter Prati\, Gianni Trovalusci e Giancarlo Schiaffini: “Franco Evangelisti\, il suono diventa pensiero”\nL’incontro nasce dall’esigenza di far conoscere la figura di Franco Evangelisti\, pioniere della musica elettronica e della sperimentazione musicale dagli anni ’50. L’incontro è articolato in una parte frontale\, anche con l’ausilio di documenti video e audio\, e in una parte dove verranno “coinvolti attivamente” gli studenti con tecniche di azioni di improvvisazione senza strumenti musicali tradizionali.\nIl concerto della giornata seguente\, attualizzerà metodologie improvvisazione che Evangelisti\, con il gruppo di Nuova Consonanza\, aveva delineato nel suo percorso di ricerca e esplorazione sonora. \na seguire \nConcerto “In C” di Terry Riley\, con la supervisione di Antonio Caggiano eseguito da un ensemble composto da studenti del Liceo Musicale Canova e dell’Istituto Musicale Masini.\nUn laboratorio dedicato a “In C” di Terry Riley\, opera fondamentale del minimalismo\, che coinvolge gli studenti in un’esperienza di esecuzione collettiva basata su ascolto\, ripetizione\, interazione e libertà interpretativa. A guidare il percorso sarà Antonio Caggiano\, percussionista e interprete di riferimento della musica contemporanea\, fondatore dell’ensemble Ars Ludi e membro dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena\, con una lunga esperienza nella formazione\, nella ricerca e nella sperimentazione sui linguaggi musicali del nostro tempo. Sotto la sua supervisione\, gli studenti del Liceo Musicale Canova e dell’Istituto Musicale Masini formeranno un unico ensemble\, in un percorso laboratoriale che culminerà nell’esecuzione pubblica dell’opera. \nsabato 14 e domenica 15 novembre\n℅ Auditorium Forlì Conad Città di Forlì (a pochi passi dalla Stazione FFSS) \nconcerti di sabato 14 novembre \nArs Ludi (IT)\nAntonio Caggiano – percussioni\nRodolfo Rossi – percussioni\nGianluca Ruggeri – percussioni\nDavide Fabrizio – percussioni \nSidera Sax Quartet (IT)\nGianpaolo Antongirolami – sax soprano\nMichele Selva – sax alto\nMichele Bianchini – sax tenore\nAlberto Cavallaro – sax baritono \nGoat Unity (BR)\nGuilherme Granado – elettroniche\nThomas Rohrer – rabeca\, sax\nRodrigo Brandao – voce\, elettroniche \nSao Paulo Underground (USA – BR)\nRob Mazurek – tromba\, elettroniche\nGuilherme Granado – elettroniche\nMauricio Takara – batteria \nconcerti di domenica 15 novembre – dalle ore 17.30 \nFabrizio Ottaviucci (IT)\npianoforte \nPrati\, Trovalusci\, Schiaffini (IT)\nWalter Prati – elettroniche\nGianni Trovalusci – flauti\nGiancarlo Schiaffini – trombone \nRempis/Adasiewicz/Corsano Trio (USA)\nDave Rempis – sax\nJason Adasiewicz – vibrafono\nChris Corsano – batteria \nDarius Jones Trio (USA)\nDarius Jones – sax\nChris Lightcap – contrabbasso\nGerald Cleaver – batteria \nThe Messthetics and James Brandon Lewis (USA)\nAnthony Pirog – chitarra el\nJoe Lally – basso el\nBrendan Canty – batteria\nJames Brandon Lewis – sax \nBiglietti per le due giornate di sabato 14 e domenica 15 novembre: 55 € online\, 65 € alla porta.\nIngresso per una singola giornata: 30 € online\, 35 € alla porta.
URL:https://www.areasismica.it/event/forli-open-music-2026/
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.areasismica.it/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-08-at-16.46.05.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20261114
DTEND;VALUE=DATE:20261115
DTSTAMP:20260905T071815Z
CREATED:20260902T114504Z
LAST-MODIFIED:20260905T071815Z
UID:338005-1794614400-1794700799@www.areasismica.it
SUMMARY:Forlì Open Music 2026 - Ars Ludi
DESCRIPTION:C/O Auditorium Forlì Conad Città di Forlì \nore 21 \nArs Ludi (IT)\nAntonio Caggiano – percussioni\nRodolfo Rossi – percussioni\nGianluca Ruggeri – percussioni\nDavide Fabrizio – percussioni \nPresenta \nMinimalismo90°\n\nMinimalismo90° nasce dall’idea di avvicinare le giovani generazioni alla musica colta contemporanea e\, al tempo stesso\, raccontare la straordinaria vitalità del minimalismo attraverso la musica di tre dei suoi protagonisti storici: Philip Glass (89 anni)\, Steve Reich (90) e Terry Riley (91). A oltre cinquant’anni dalla nascita di questo linguaggio\, le loro opere continuano a parlare al presente\, grazie a una musica fondata su pulsazione\, ripetizione\, energia ritmica e trasformazione del suono. Il programma affianca a questi tre maestri Attica di Frederic Rzewsky\, introducendo una forte dimensione civile e politica. L’esecuzione di Ars Ludi\, con la particolare fisicità delle percussioni e un uso semplice ed essenziale dell’elettronica\, restituisce queste opere in una dimensione sonora contemporanea\, diretta e coinvolgente.\nOpening di Philip Glass\, per due marimbe e vibrafono\, rappresenta in modo emblematico la poetica del compositore americano. Cellule melodiche e ritmiche essenziali vengono ripetute e progressivamente trasformate\, creando un flusso continuo nel quale minime variazioni producono un intenso effetto di movimento e sospensione.\nCon Attica\, Frederic Rzewsky introduce una dimensione profondamente diversa. Il riferimento alla rivolta del carcere di Attica del 1971 porta al centro della composizione il rapporto tra musica\, memoria e impegno civile. La parte strumentale e quella registrata si intrecciano\, trasformando il suono in testimonianza e riflessione politica.\nTread on the Trail di Terry Riley\, nella versione proposta da Ars Ludi\, conduce il programma verso una dimensione più libera e visionaria. Il brano si distingue per un fraseggio fortemente influenzato dal jazz\, caratterizzato da libertà ritmica e da una continua elasticità del gesto musicale. La ripetizione si intreccia con formule melodiche e ritmiche di matrice jazzistica\, creando un dialogo originale tra scrittura contemporanea\, improvvisazione e tradizione americana.\nIl programma si conclude con Drumming Part 1 di Steve Reich\, una delle opere più rappresentative della sua ricerca sul ritmo e sulla percezione. La ripetizione di brevi cellule ritmiche e i progressivi spostamenti generano una struttura sonora in continua trasformazione\, nella quale il phasing diventa uno strumento compositivo e percettivo.\nNel suo insieme\, il programma mette in luce alcuni elementi centrali della ricerca minimalista: pulsazione\, ripetizione\, trasformazione graduale e complessità costruita attraverso materiali essenziali. Musiche nelle quali il ritmo diventa esperienza fisica e percettiva\, ancora sorprendentemente attuale. L’obiettivo non è “attualizzare” un repertorio storico\, ma mostrarne la vitalità e la capacità di parlare al pubblico di oggi. La forza ritmica e timbrica delle percussioni\, insieme all’amplificazione e all’elettronica\, dove previste\, ne valorizza la dimensione fisica e spaziale. Il concerto crea così un dialogo naturale tra musica colta contemporanea e universo sonoro del presente\, coinvolgendo anche chi si avvicina per la prima volta a questo repertorio.
URL:https://www.areasismica.it/event/forli-open-music-2026-ars-ludi/
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.areasismica.it/wp-content/uploads/2026/09/ph_leonardo_puccini-78.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20261114
DTEND;VALUE=DATE:20261115
DTSTAMP:20260902T115247Z
CREATED:20260902T115247Z
LAST-MODIFIED:20260902T115247Z
UID:338010-1794614400-1794700799@www.areasismica.it
SUMMARY:Forlì Open Music 2026 - Sidera Saxophone Quartet
DESCRIPTION:C/O Auditorium Forlì Conad Città di Forlì \nSidera Sax Quartet (IT)\nGianpaolo Antongirolami – sax soprano\nMichele Selva – sax alto\nMichele Bianchini – sax tenore\nAlberto Cavallaro – sax baritono \nIl Sidera Saxophone Quartet è formato da musicisti tra i più attivi e rappresentativi nello scenario contemporaneo italiano uniti dalla volontà di arricchire e divulgare il repertorio contemporaneo e sperimentale per questo organico\, dalla modernità storica ai lavori più recenti\, anche con elettronica. Pur di recente formazione\, il Sidera Saxophone Quartet si è già esibito in importanti ambiti quali Festival Mixtur di Barcellona\, Festival Angelica\, Amici della Musica di Modena\, Festival Orizzonti\, Amici della Musica di Perugia\, Area Sismica\, Festival Musicale Piceno\, Festival iISUONO 2022\, CIM – Colloquio di Informatica Musicale\, Stagione Concertistia GAMO. Apprezzato interprete e instancabile divulgatore della musica d’oggi\, il quartetto è già dedicatario di numerose composizioni: tra queste spiccano Quadrangoli d’autunno (2021) di Salvatore Sciarrino (grazie al supporto della Ernst von Siemens Music Foundation)\, Neuromante X 4 di Luigi Ceccarelli\, Organum Ill di Francesco Antonioni\, Improvviso Statico III (2022) per quartetto di sassofoni e percussioni aumentate di Carmine Emanuele Cella. Nel giugno 2022 è stato pubblicato il loro primo lavoro discografico\, contenente opere in prima registrazione assoluta di F. Antonioni\, S. Bussotti\, L. Ceccarelli\, R. Doati\, S. Scodanibbio\, A. Solbiati. Koinè – Musica contemporanea italiana per quartetto di saxofoni (EmaVinci\, 2022) ha subito ottenuto lusinghieri riconoscimenti dalla critica specialistica.
URL:https://www.areasismica.it/event/forli-open-music-2026-sidera-saxophone-quartet/
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.areasismica.it/wp-content/uploads/2026/09/ssq_slim.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20261114
DTEND;VALUE=DATE:20261115
DTSTAMP:20260902T130100Z
CREATED:20260902T130043Z
LAST-MODIFIED:20260902T130100Z
UID:338013-1794614400-1794700799@www.areasismica.it
SUMMARY:Forlì Open Music 2026 - Goat Unity
DESCRIPTION:C/O Auditorium Forlì Conad Città di Forlì \nGoat Unity (BR)\nGuilherme Granado – elettroniche\nThomas Rohrer – rabeca\, sax\nRodrigo Brandao – voce\, elettroniche \nGoat Unity è il progetto del musicista\, produttore e artista sonoro brasiliano Guilherme Granado\, figura di rilievo della scena sperimentale di San Paolo. Multi-strumentista particolarmente abile nel costruire ritmi attraverso loop e linee di basso\, Granado ha suonato con Mauricio Takara negli Hurtmold e fa parte dei São Paulo Underground\, formazione guidata insieme a Takara e al cornettista statunitense Rob Mazurek. Ha inoltre pubblicato e realizzato performance con il nome Bodes & Elefantes\, portando la propria musica in Sud America\, Stati Uniti ed Europa. \nGoat Unity nasce come spazio aperto alla collaborazione con musicisti provenienti da esperienze differenti. Il suo primo album\, Ghost Parades\, pubblicato nel 2025 dall’etichetta Keroxen\, sviluppa un universo sonoro nel quale elettronica\, dub\, hip hop\, jazz cosmico e tropicalismo brasiliano finiscono per convivere con sorprendente naturalezza. \nLoop ipnotici\, bassi avvolgenti\, percussioni irregolari\, cori lontani e strumenti suonati dal vivo compongono una musica sospesa tra trance e improvvisazione. Il confine fra campionamento e performance diventa volutamente difficile da riconoscere: i brani sembrano nascere mentre li si ascolta\, avanzando per accumuli\, deviazioni e improvvise aperture. Una sorta di parata psichedelica nella quale il Wu-Tang Clan può incrociare la Sun Ra Arkestra senza che nessuno senta il bisogno di chiedere spiegazioni. \n 
URL:https://www.areasismica.it/event/forli-open-music-goat-unity/
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.areasismica.it/wp-content/uploads/2025/11/guiler.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20261114
DTEND;VALUE=DATE:20261115
DTSTAMP:20260905T072303Z
CREATED:20260902T131247Z
LAST-MODIFIED:20260905T072303Z
UID:338017-1794614400-1794700799@www.areasismica.it
SUMMARY:Forlì Open Music 2026 - São Paulo Underground
DESCRIPTION:℅ Auditorium Forlì Conad Città di Forlì \nSao Paulo Underground (USA – BR)\nRob Mazurek – tromba\, elettroniche\nGuilherme Granado – elettroniche\nMauricio Takara – batteria \nFesteggiando 20 anni di audace esplorazione musicale\, São Paulo Underground continua a ridefinire le possibilità della composizione elettroacustica\, della composizione spontanea e dell’invenzione sonora. Fondato a San Paolo nel 2005 da Rob Mazurek e Mauricio Takara\, l’ensemble ha debuttato più tardi quello stesso anno a Palma di Maiorca\, in Spagna\, e ha pubblicato la sua prima registrazione con l’etichetta Submarine Records di San Paolo\, segnando l’inizio di una delle collaborazioni creative più originali della musica contemporanea. Con l’arrivo di Guilherme Granado\, il gruppo si è evoluto in un trio unico nel suo genere\, la cui musica fonde le tradizioni ritmiche brasiliane\, la sperimentazione elettronica\, l’improvvisazione e universi sonori immersivi in un linguaggio collettivo in continua evoluzione.\nNegli ultimi due decenni\, i São Paulo Underground si sono esibiti nei principali festival e istituzioni culturali in Europa\, nelle Americhe e in Asia\, costruendo al contempo una discografia acclamata che ha consacrato l’ensemble come una delle voci di riferimento nella musica creativa contemporanea. Tra i progetti recenti figura l’opera audiovisiva commissionata *Ping Pong* per il Jazzfest Berlin\, che estende la pratica del gruppo oltre il palcoscenico dei concerti verso le immagini in movimento e la performance interdisciplinare.\nAll’inizio del suo terzo decennio di attività\, il São Paulo Underground rimane fedele alla sua vocazione alla scoperta. Nel novembre 2026\, il trio sarà Artista in Residenza proprio al Forlì Open Music\, dove svilupperà nuovi lavori attraverso esibizioni\, registrazioni e scambi creativi. Ogni esibizione è concepita come un evento unico\, in cui composizione\, improvvisazione\, elettronica e intuizione collettiva convergono per rivelare nuovi paesaggi sonori.
URL:https://www.areasismica.it/event/forli-open-music-2026-sao-paulo-underground/
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.areasismica.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5576.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20261115
DTEND;VALUE=DATE:20261116
DTSTAMP:20260902T134331Z
CREATED:20260902T134331Z
LAST-MODIFIED:20260902T134331Z
UID:338020-1794700800-1794787199@www.areasismica.it
SUMMARY:Forlì Open Music 2026 - Fabrizio Ottaviucci
DESCRIPTION:℅ Auditorium Forlì Conad Città di Forlì \nore 17.30 \nFabrizio Ottaviucci (IT)\npianoforte \nFabrizio Ottaviucci è uno dei più autorevoli interpreti italiani della musica contemporanea. Diplomato in pianoforte al Conservatorio Rossini di Pesaro sotto la guida di Paola Mariotti\, ha studiato anche composizione e musica elettronica\, costruendo un percorso nel quale il rigore dell’esecuzione convive con una spiccata vocazione per la ricerca e l’improvvisazione. \nParticolarmente intenso è il suo rapporto con l’opera di Giacinto Scelsi\, del quale ha studiato il repertorio pianistico direttamente con il compositore. Ottaviucci è inoltre interprete di riferimento per le musiche di John Cage\, Karlheinz Stockhausen\, Alvin Curran\, Cornelius Cardew e Terry Riley. Con quest’ultimo ha lavorato alla realizzazione di versioni inedite dei Keyboard Studies e di Tread on the Trail\, pubblicate dall’etichetta Stradivarius. \nNel corso della carriera ha collaborato\, tra gli altri\, con Markus Stockhausen\, Stefano Scodanibbio\, Rohan de Saram\, Mike Svoboda\, Mario Caroli\, Francesco Dillon e Daniele Roccato\, esibendosi in Europa\, America e Asia. Dal 2011 al 2014 ha inoltre lavorato con la Socìetas Raffaello Sanzio\, mentre nell’ambito dell’improvvisazione ha sviluppato un dialogo artistico con il poeta e artista statunitense Jim Dine. \nIl pianoforte di Ottaviucci non cerca tanto di imporre una forma al suono quanto di ascoltarlo mentre prende forma. Silenzio\, risonanza e durata diventano così materiali vivi: una musica concentrata e radicale\, capace però di parlare anche a chi non frequenta abitualmente i territori dell’avanguardia. \n 
URL:https://www.areasismica.it/event/forli-open-music-2026-fabrizio-ottaviucci/
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.areasismica.it/wp-content/uploads/2026/03/fabrizio-ottaviucci2.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20261115
DTEND;VALUE=DATE:20261116
DTSTAMP:20260905T095908Z
CREATED:20260905T095908Z
LAST-MODIFIED:20260905T095908Z
UID:338030-1794700800-1794787199@www.areasismica.it
SUMMARY:Forlì Open Music 2026 - Prati\, Trovalusci\, Schiaffini
DESCRIPTION:℅ Auditorium Forlì Conad Città di Forlì \nPrati\, Trovalusci\, Schiaffini (IT)\nWalter Prati – elettroniche\nGianni Trovalusci – flauti\nGiancarlo Schiaffini – trombone \nGiancarlo Schiaffini\nNato a Roma\, fisico\, compositore-trombonista-tubista\, è fra i primi esecutori di free-jazz (anni ’60). Ha studiato a Darmstadt con Stockhausen\, Ligeti e Globokar e a Roma con Evangelisti. Ha fondato Nuove Forme Sonore e fatto parte del Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza e della Italian Instabile Orchestra. Ha insegnato in conservatorio\, a Siena Jazz e tenuto seminari in Italia\, a Freiburg\, a Melbourne e alla New York University. Ha collaborato con John Cage\, K. Armitage\, Luigi Nono e Giacinto Scelsi e ha suonato al Teatro alla Scala\, IRCAM\, Donaueschingen\, Bimhuis\, JazzYatra (India); residenza al Composers & Improvisers Forum Munich. Ha registrato per le radio di molti paesi e ha inciso più di 200 LP e CD. Ha pubblicato composizioni (BMG\, Curci\, Edipan\, Ricordi)\, trattati sul trombone (Ricordi)\, su improvvisazione\, ascolto\, composizione e sull’errore (Auditorium). È citato dalla Biog. Encyclopedia of Jazz (Oxford Un. Press). \nWalter Prati\nCompositore\, violoncellista\, performer elettronico. Si diploma in composizione elettronica al conservatorio G. Verdi di Milano nel 1981. Da allora divide la sua attività tra la creazione sonora (composizioni strumentali ed elettroniche\, performance\, improvvisazioni) e organizzazione produttiva sia tecnologica che delle arti performative in generale. Svolge la sua attività artistica attraverso commissioni\, partecipazioni a festival musicali e teatrali in Italia e all’estero. È presente\, tra l’altro\, al Teatro alla Scala\, Milano Musica\, triennale di Colonia\, Contemporary Music Festival di Huddersfield\, CCA di Glasgow\, Akademie der Kunste di Berlino. Ha inciso per Ricordi\, BMG Ariola\, Pentaflowers\, Auditorium edizioni\, ECM Records. È docente di ruolo di Composizione musicale elettroacustica al Conservatorio G. Verdi di Como\, insegna Sound design all’ Istituto Europeo di Design di Milano. \nGianni Trovalusci\nFlautista e performer\, sviluppa la sua azione artistica tra musica scritta\, aleatoria e d’improvvisazione\, collaborando con artisti come Roscoe Mitchell\, Hamid Drake\, Frances-Marie Uitti\, Walter Prati\, Giorgio Nottoli\, Luigi Ceccarelli\, Ilan Volkov\, Marcello Panni\, Giorgio Battistelli\, Nicola Sani\, Giancartlo Schiaffini e molti altri. È stato solista con importanti orchestre come BBC Scottish Symphony Orchestra\, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna\, Roscoe Mitchell Orchestra\, etc. Invitato da festival di riferimento come NYCEMF New York City Electroacoustic Music Festival\, Musicacoustica Pechino; Tectonics Festival Glasgow; AngelicA festival Bologna; Unerhoerte Musik Berlino; Ravenna Festival; Centro Tempo Reale Firenze; IUC\, Roma; Nuova Consonanza Roma; Parade électronique Milano; Area Sismica Forlì; Curva Minore Palermo; Dissonanzen\, Napoli; Splendor Amsterdam\, etc. Ha tenuto masterclass e laboratori in numerosi conservatori italiani e in Europa\, USA e Cina e registrato\, tra gli altri\, per Wide Hive Records\, Da Vinci Classics\, Folderol Records\, Auditorium Edizioni\, BBC 3. E’ Presidente della Fondazione Isabella Scelsi.
URL:https://www.areasismica.it/event/forli-open-music-2026-prati-trovalusci-schiaffini/
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.areasismica.it/wp-content/uploads/2026/09/prati-b.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20261115
DTEND;VALUE=DATE:20261116
DTSTAMP:20260905T120844Z
CREATED:20260905T120817Z
LAST-MODIFIED:20260905T120844Z
UID:338034-1794700800-1794787199@www.areasismica.it
SUMMARY:Forlì Open Music 2026 - Rempis/Adasiewicz/Corsano Trio
DESCRIPTION:℅ Auditorium Forlì Conad Città di Forlì \nRempis/Adasiewicz/Corsano Trio (USA)\nDave Rempis – sax\nJason Adasiewicz – vibrafono\nChris Corsano – batteria \nCi sono i supergruppi\, e poi ci sono i SUPERGRUPPI. Questo trio\, composto da tre improvvisatori di grande esperienza e prolifici\, il cui lavoro è stato riconosciuto in tutto il mondo\, non è né l’uno né l’altro. Si tratta di una band di musicisti con i piedi per terra e grandi lavoratori\, la cui concentrazione e dedizione alla musica sono eccezionali. Ciò non significa che questi tre non abbiano un curriculum complessivo che abbraccia un vero e proprio “Who’s Who” della musica contemporanea in molteplici scene. Ma la loro filosofia scaturisce dalla loro provenienza dal Midwest: un approccio concreto al lavoro collaborativo. \nIl trio si è riunito per la prima volta all’Hungry Brain di Chicago durante una residenza di un mese\, ogni giovedì\, organizzata da Rempis nel settembre 2024. Il recente trasferimento di Corsano a Chicago ha rappresentato un’occasione attesa da tempo per collaborare nuovamente\, dopo aver lavorato regolarmente con il quartetto From Wolves to Whales insieme a Nate Wooley e Pascal Niggenkemper a metà degli anni 2010. E il recente ritorno di Adasiewicz alla musica\, dopo una pausa pluriennale\, lo ha posto in cima alla lista per qualsiasi nuovo gruppo che Rempis metta insieme\, dopo molti anni di collaborazione all’inizio delle loro carriere. Quel primo concerto all’Hungry Brain si è rivelato troppo avvincente per rimanere un evento isolato. Così hanno organizzato diverse altre esibizioni di successo a Chicago e Milwaukee nell’inverno del 2025\, da cui è nato il loro album di debutto Dial Up\, pubblicato dall’etichetta Aerophonic Records di Rempis nel dicembre 2025. \nAscoltando il disco\, si viene immediatamente avvolti dalla forza dell’estetica condivisa dalla band. Qui non c’è spazio per l’ego\, ma semplicemente un’etica collaborativa che spinge la musica in avanti. Sebbene questa sia una caratteristica storica della scena musicale improvvisata di Chicago\, è anche un aspetto che Corsano ha fatto proprio nel proprio lavoro da decenni. Ed è proprio questo il motivo per cui il suo trasferimento in città e il suo inserimento nella scena locale risultano così naturali. Questi tre musicisti respirano all’unisono con una sensibilità rara. E sebbene tutti e tre padroneggino una gamma ampia e unica di espressioni con i propri strumenti\, non si ha mai la sensazione che lo sfarzo tecnico prenda il posto della musicalità. Ogni movimento è al servizio dell’evoluzione e dello sviluppo del suono spontaneo che generano. \nIl trio ha fatto una tournée negli Stati Uniti nell’aprile 2026 e si recherà in Europa nel novembre 2026. Attualmente sta pianificando altre tournée nazionali per la primavera del 2027.
URL:https://www.areasismica.it/event/forli-open-music-2026-rempis-adasiewicz-corsano-trio/
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.areasismica.it/wp-content/uploads/2026/09/RempisAdasiewiczCorsano.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20261115
DTEND;VALUE=DATE:20261116
DTSTAMP:20260905T121550Z
CREATED:20260905T121550Z
LAST-MODIFIED:20260905T121550Z
UID:338038-1794700800-1794787199@www.areasismica.it
SUMMARY:Forlì Open Music 2026 - Darius Jones Trio
DESCRIPTION:℅ Auditorium Forlì Conad Città di Forlì \nDarius Jones Trio (USA)\nDarius Jones – sax\nChris Lightcap – contrabbasso\nGerald Cleaver – batteria \nDarius Jones è un sassofonista contralto tanto feroce quanto tenero\, incline sia a sfrenate esplosioni sonore che a delicati lamenti. «Per molto tempo ho considerato il mio sassofono un’arma\, proprio come un samurai considera la sua spada»\, ha raccontato una volta. «Ultimamente il rapporto si è evoluto in quello tra un animale e il suo compagno umano». Il suo modo di suonare lascia spazio a entrambi questi ruoli\, specialmente nella sua rivelatrice serie di nove album\, Man’ish Boy\, frutto di una riflessione pluriennale sulle difficoltà di salute mentale degli uomini neri e sul lavoro necessario per superare i traumi. Con il settimo capitolo\, l’avvincente Legend of e’Boi (The Hypervigilant Eye) del 2024\, ha urlato attraverso un’interpretazione di “No More My Lord”\, stringendo\, piegando e tirando la melodia di quella vecchia canzone carceraria fino a spezzarla tra le sue mani. Ma “We Inside Now” parlava della ricerca di conforto\, del tentativo di trovare un posto tranquillo dove sedersi con il proprio blues. \nJones è un collaboratore instancabile: lavora con artisti del calibro di Marc Ribot e Matana Roberts\, ha registrato diversi album con il grande Matthew Shipp e lo scorso anno ha fondato l’Otherlands Trio insieme al bassista Stephan Crump. Ma\, come si sente in Legend\, ha anche creato un trio di lunga data e di grande profondità con il batterista Gerald Cleaver e il bassista Chris Lightcap. Queste sono le lotte e le storie di Jones\, ma loro sembrano condividere il peso\, fornendo una piattaforma per dar loro voce. In vista degli ultimi due capitoli di Man’ish Boy\, Jones porta quel trio al Big Ears 2026.
URL:https://www.areasismica.it/event/forli-open-music-2026-darius-jones-trio/
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.areasismica.it/wp-content/uploads/2026/09/Darius-Jones-Trio-1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20261115
DTEND;VALUE=DATE:20261116
DTSTAMP:20260907T061902Z
CREATED:20260905T122137Z
LAST-MODIFIED:20260907T061902Z
UID:338041-1794700800-1794787199@www.areasismica.it
SUMMARY:Forlì Open Music 2026 - The Messthetics and James Brandon Lewis
DESCRIPTION:℅ Auditorium Forlì Conad Città di Forlì \nThe Messthetics and James Brandon Lewis (USA)\nAnthony Pirog – chitarra el\nJoe Lally – basso el\nBrendan Canty – batteria\nJames Brandon Lewis – sax \nLa distanza tra la scena rock underground e il movimento del free jazz degli anni ’60\, che ha superato i confini di genere\, è più breve di quanto sembri. Nel loro secondo album di collaborazione\, Deface the Currency\, i The Messthetics e James Brandon Lewis sono riusciti a colmare tale distanza unendo la precisione post-punk della scena hardcore di Washington D.C. all’energia ad alto numero di ottani della tradizione rock rivoluzionaria di Detroit. Creano così un legame potente tra le leggende dell’avanguardia “New Thing” Pharoah Sanders e Sonny Sharrock e l’intensità ad alta energia e la passione degli MC5 e degli Stooges di Detroit\, nonché dei Fugazi\, dei Nation of Ulysses e dei Faraquet di Washington\, D.C. Non fraintendete: pur riuscendo a cogliere lo spirito di entrambe le correnti\, il loro sound è interamente originale. Raggiungere questo risultato non è affatto facile. \nTuttavia\, la formazione di grande impatto della band\, che include ex membri dei Fugazi — il bassista Joe Lally e Brendan Canty alla batteria — fornisce la base ritmica telepatica che il chitarrista Anthony Pirog e il sassofonista tenore James Brandon Lewis sfruttano a loro vantaggio per creare linee melodiche penetranti e aggressive che portano la musica ovunque vogliano\, spingendosi a vicenda in modalità d’attacco nel brano di apertura\, “Deface the Currency”. Non solo brano di titolo\, ma anche dichiarazione d’intenti per la band. Qui Lewis suona con un senso di urgenza e aggressività che il suo sassofono riesce a malapena a contenere; strilla e squilla con passione\, mostrando al contempo una grinta blues che di solito non si sente quando suona nel formato più tradizionale del quartetto. Questa grinta gli permette di affrontare a testa alta il potente motore ritmico dei Messthetics\, un’esplosione sonora che spinge entrambi verso nuove vette.
URL:https://www.areasismica.it/event/338041/
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://www.areasismica.it/wp-content/uploads/2026/09/The-Messthetics-and-James-Brandon-Lewis-by-Shervin-Lainez.jpeg
END:VEVENT
END:VCALENDAR